Il sito di Franco Corleone
17 July 2019

«Oggi riabiliterò il Rototom in tribunale»

Oggi in tribunale si potrebbe riaprire un nuovo capitolo della saga del Rototom Sunsplash. Quello della piena “riabilitazione” del festival reggae più famoso d’Europa, con radici spilimberghesi, emigrato prima a Osoppo e poi nel 2010 in Spagna. È quanto preannuncia l’ex parlamentare Franco Corleone, presidente dell’associazione “La società della ragione” e coordinatore nazionale dei garanti dei detenuti. Corleone sarà sentito oggi dianzi al giudice monocratico di Udine come teste della difesa nel processo relativo al Rototm Sunsplash che vede imputato Filippo Giunta, assistito dagli avvocato Alessandfro Gamberini e Simona Filippi. L’accusa, per il responsabile del festival, è agevolazione dell’uso di sostanze stupefacenti. L’udienza porta nuovamente alla ribalta delle cronache il dibattito sui controlli delle forze dell’ordine al Parco del Rivellino, giudicati da alcuni eccessivi e, dall’altro versante, sul consumo di droga nei giorni del festival, che era capace di richiamare al parco del Rivellino centinaia di migliaia di persone dall’intera Europa e anche da altri continenti. «Dirò chiaramente, in Tribunale, che il Rototom – afferma Corleone – era un evento di cultura internazionale, un patrimonio ingiustamente criminalizzato, la cui perdita ha causato danni incalcolabili a Osoppo e a questa regione. Per me il Friuli è libertà di pensiero, è la terra di Pier Paolo Pasolini, Loris Fortuna, Beppino Englaro. Ma, evidentemente, esiste anche un Friuli retrogrado». A malincuore l’organizzazione del festival era stata costretta a emigrare su suolo iberico nel 2010, motivando la scelta anche con “l’accanimento di sorveglianza”. A Benicàssin il Rototom è stato accolto trionfalmente e ha registrato un nuovo record di affluenza, toccando il picco di 230 mila presenze. Nel 2012 l’organizzatore Giunta è finito a processo. Intanto il parco del Rivellino è diventato terreno di pascolo per le mucche. Corleone rimarca il vuoto lasciato dal Rototom, che si era «trasformato in un evento che ospitata intellettuali di rilievo internazionale, i quali arricchivano l’esperienza di socializzazione di centinaia di migliaia di giovani da tutto il mondo. Il parco di Osoppo era diventato un luogo simbolo di fraternità, pacifismo e libertà di espressione». L’ex parlamentare si ripromette, inoltre, di spiegare che «il Rototom non era un luogo di spaccio» e che «gli organizzatori non agevolavano il consumo di sostanze stupefacenti. La legge Fini-Giovanardi ha avuto l’effetto di sovraffolare le carceri e in un contesto di legislazione repressiva si è arrivati a indagare chi, invece, i festival li organizzava». Con la bocciatura della Fini-Giovanardi, secondo Corleone il caso che vede coinvolto Giunta «si ridimensiona dal punto di vista giudiziario per quanto riguarda le previsioni di pena, ma è giusto che venga assolto pienamente»

Il Messaggero Veneto del 13 gennaio 2015

Leave a Reply