Il sito di Franco Corleone
19 April 2019

Montelupo. L’Opg diventerà un carcere

L’annuncio del governatore Martini mentre a Pozzale è tutto pronto per l’arrivo delle trans
Gli internati a Solliccianino, al loro posto detenuti comuni
L’annuncio del governatore Martini ha colto di sorpresa il Comune di Montelupo. Il sindaco: non ci risulta e non ci piace

MONTELUPO. Una rivoluzione nella geografia carceraria del circondario con una formula di detenzione, quella a custodia attenuata di Pozzale, che è sparita, con un trasloco degli internati dell’Opg che andranno a “Solliccianino”. E con un riempimento conseguente, e inaspettato, della villa medicea dell’Ambrogiana con detenuti comuni. Una soluzione che non piace al Comune di Montelupo.
Un brusco stop dunque a desideri e progetti di recuperare l’imponente villa medicea dell’Ambrogiana, di aprirla al pubblico come, grazie ad appuntamenti mensili con una storica dell’arte, si era cominciato a fare da alcuni anni nella prospettiva del recupero più ampio possibile del patrimonio artistico e storico. Da anni e anni se ne parla e su questo tema si era impegnato anche l’attuale sindaco di Firenze Matteo Renzi quando era presidente della Provincia.
Nel protocollo d’intesa che è stato firmato ieri mattina i detenuti dell’Opg saranno trasferiti nelle regioni di loro provenienza e quelli toscani, al momento una cinquantina, saranno portati alla struttura Mario Gozzini (“Solliccianino”) che al momento accoglie giovani tossicodipendenti.
Fin qui il protocollo che comunque avrà tempi non immediati, si parla di un paio di anni, e che comunque non sono stati specificati dal capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Franco Ionta e dal presidente della Regione Claudio Martini. Ma sempre loro due hanno specificato che nella villa medicea «ci verrà realizzato un carcere ordinario». Una voce, questa, che circolava da mesi tra gli operatori dello stesso ospedale. E che si concilia bene con la ristrutturazione di alcuni padiglioni portata avanti dal ministero. Si tratta di lavori in corso e che andranno avanti nei prossimi mesi come quelli nella terza sezione (in parte già rimodernata nel 2006) e anche nell’area riservata ai colloqui.
«Nel protocollo – spiegano il sindaco Rossana Mori e l’assessore alle politiche sociali Giacomo Tizzanini – questa destinazione non è prevista e qualsiasi cambiamento va concordato con l’ente locale». «Noi stiamo combattendo la destinazione di quelli spazi a celle – aggiungono ancora – non sono adatti agli internati dell’Opg e di conseguenza non lo sarebbero neppure per dei detenuti normali».
Critico anche Franco Corleone, garante dei detenuti di Sollicciano. «Io sono dell’idea che vada superata l’istituzione dell’Opg – spiega – ma bisognerebbe chiedersi se la struttura più adatta sia davvero il Mario Gozzini. E ancora che ne facciamo dell’Opg? E’ opportuno fare un altro carcere in Toscana? Bisognerebbe non prendere decisioni improvvise, ma concordate con le altre istituzioni. Che cosa ne pensa il Comune di Montelupo di questa idea?». (l.a.)

E la prigione riservata ai trans fa discutere
Al garante dei detenuti non piace, la presidente del Mit invece applaude

EMPOLI. Piace ai transessuali il carcere per soli detenuti trans. La struttura tra poche settimane aprirà a Pozzale e trova d’accordo la presidente del Movimento nazionale identità transgender (Mit), Regina Satariano, transessuale e imprenditrice in Versilia, che commenta positivamente l’iniziativa del provveditorato regionale della Toscana per l’amministrazione penitenziaria.
«E’ stata un’idea geniale realizzare un carcere per soli detenuti trans – osserva Regina – non sarà un ghetto ma un’opportunità per evitare l’isolamento nei penitenziari e dare ai trans detenuti le motivazioni per affrontare progetti di reinserimento sociale mentre scontano la pena». La struttura sarà la prima in Italia di questo tipo ed è stata ricavata dall’ex casa circondariale a custodia attenuata per donne pregiudicate di reati di lieve gravità. Vi verranno trasferiti circa 30 persone trans che attualmente sono recluse in un apposito reparto del carcere di Sollicciano. «Questa iniziativa ha grandi possibilità, anche perchè non si può continuare a relegare i trans in un isolamento di fatto nelle carceri» aggiunge Regina Satariano, che nei giorni scorsi, proprio a Empoli, ha partecipato, a un’assemblea scolastica degli studenti del liceo scientifico Pontormo.
Meno entusiasta sulla nuova esperienza al via il garante dei detenuti di Sollicciano, Franco Corleone, sull’esperienza al via a Empoli. «Le detenute transessuali – spiega ancora il garante – dovrebbero andare nella sezione femminile. Creando una struttura apposta per loro si finierà per creare un ghetto».

Articoli dal Tirreno del 28 gennaio 2010.

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