Il sito di Franco Corleone
22 July 2019

«Per l’Onu il proibizionismo ha già fallito»

«Per l’Onu il proibizionismo ha già fallito»

Il garante dei detenuti, Corleone, denuncia: comunità e Sert messi all’angolo. Protesta la Lega anti-Aids

ROMA «Serpelloni ha confinato l’Italia tra i Paesi più arretrati e conservatori, mentre nel mondo si ragiona ormai a partire dal fallimento del proibizionismo denunciato dalla Global Commission che ha come esponente di punta Kofi Annan. E soprattutto non c’è dubbio che in questi anni il Dipartimento poltiche antidroga si sia caratterizzato come un soggetto politico autoreferenziale che non risponde a nessuno delle scelte operative e delle posizioni pubbliche. Un potere assoluto, irresponsabile, senza controllo». Non usa giri di parole Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia da sempre sostenitore delle politiche di riduzione del danno e strenuo oppositore della legge Fini-Giovanardi. Una legge «che ha intasato le carceri e consentito la persecuzione di decine di migliaia di giovani tossicodipendenti e consumatori sulla base dell’assunto scientifico che “la droga è droga”, dice sfogliando i Libri Bianchi delle associazioni che testimoniano, cifre alla mano, «i disastri della legge e i suoi effetti collaterali». «Ecco vede? 28mila persone l’anno che entrano in cella in base all’articolo 73 sulla detenzione e altri quindicimila che tra le norme restrittive delle legge e quella sulla recidiva marciscono in galera», spiega indirizzando il messaggio «ai neo presidenti delle Camere». Quanto alle attività del Dipartimento, la reazione di Corleone è anche peggiore. «Il Dipartimento è da azzerare. In questi anni è stato uno scontro continuo con le Regioni, con i Sert, con le Comunità (tranne San Patrigano). Abbiamo assistito alla cancellazione totale della Consulta e abbiamo visto dare l’appalto del Comitato scientifico agli americani del Nida per centinaia di migliaia di euro. Un autentico sperpero di risorse per azioni di inutile propaganda». Non basta? «Serve subito una Conferenza sulle politiche delle droge. Le due organizzate da Giovanardi sono state una burla, di quella di Palermo non esistono nemmeno gli atti, quella di Trieste fu tenuta in maniera blindata e senza confronti. Si dovrà ripartire da quella di Genova 2001 per recuperare i 13 anni persi». Ma anche la Lila, la Lega italiana per la lotta all’Aids avanza durissime critiche sull’operato del Dipartimento e sui 43,5 milioni di euro spesi in progetti dal 2010 a oggi, come si legge in una nota dell’associazione divulgata qualche giorno fa. Ricodandone i molteplici incarichi la Lila scrive che l’«attivo e ambizioso» Serpelloni «è anche la firma che sta in calce agli articoli pubblicati dall’Italian Journal of Addiction, diretto da lui stesso, pubblicato e finanziato dal Dipartimento nazionale antidroga, di cui è capo. Insomma, il Dipartimento Antidroga, ovvero Giovanni Serpelloni, fa anche ricerca: se la commissiona, se la finanzia, se la giudica e se la pubblica. Una procedura che non rappresenta esattamente una garanzia di indipendenza e valore».(n.a.)

Quotidiani locali Gruppo Espresso, mercoledì 10 aprile 2013

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