Il sito di Franco Corleone
18 October 2018

«Il carcere di Trento è già vecchio»

«Il carcere di Trento è già vecchio»
Franco Corleone in visita a Spini critica la struttura

Da IL TRENTINO
DOMENICA, 04 MARZO 2012 – Pagina 17 – Cronaca

TRENTO. «Quello di Trento è un carcere nuovo, ma concepito con criteri vecchi. E’ una discarica sociale, fuori dalla città, senza spazi aggregativi all’interno e progettato secondo criteri antichi. In questo modo, non può svolgere la funzione del reinserimento nella società dei detenuti». Franco Corleone, coordinatore nazionale dei garanti dei detenuti ed ex sottosegretario alla giustizia dal 1996 al 2001, con i governi Prodi, D’Alema e Amato, ieri ha fatto visita al nuovo carcere di Spini di Gardolo e non è per niente soddisfatto: «Attualmente il carcere ospita 273 detenuti a fronte di una capienza di 240. Una capienza teorica, perché era stato progettato per 120 persone e poi nelle celle singole è stato aggiunto un altro letto. A prescindere, però, dall’affollamento, ci sono difetti del progetto. Il carcere di Trento è stato concepito dagli ingegneri del Ministero secondo idee vecchie. Ad esempio, si fa un gran parlare dei televisori in cella. Ma si tratta di schermi inchiavardati alla parete e per vederli bisogna spostare i letti. Ma ci sono tutta una serie di cose che non vanno».
Corleone, che ieri era a Trento anche per una lezione per la scuola Alexander Langer, spiega che la stessa concezione non va: «Io sono convinto che il carcere debba essere situato in città. A Trento, invece, è quasi sull’autostrada. In questo modo, si isola il carcere dal resto della società. Per svolgere la funzione di reinserimento prevista dalla Costituzione occorrono il doppio delle energie solo per la questione logistica. Invece, così il carcere viene dimenticato. Con tutte le persone che ci stanno dentro. Ma anche il modo in cui è progettato non va bene. Non c’è uno spazio refettorio per i detenuti che mangiano in cella. Manca uno spazio per l’affettività e i locali per i colloqui con i familiari sono troppo piccoli. In una struttura nuova sono difetti che non vanno bene».
Corleone ne ha anche per Provincia e Comune: «Comune e Provincia dovrebbero provvedere a nominare un garante per i detenuti. C’è in quasi tutte le città, non capisco perché non sia previsto in Trentino».
Corleone dà anche delle cifre molto impressionanti: «Su 273 detenuti, 159 uomini e 9 donne sono in carcere per piccoli reati legati alla droga. Il 65 per cento dei detenuti, inoltre, è straniero. Questo mostra come il carcere sia una discarica sociale e non assolva ai compiti che gli dà la Costituzione. E’ una situazione allucinante che andrebbe affrontata seriamente. Invece siamo in una situazione di povertà culturale impressionante. Non si capisce che occorrerebbe portare fuori le persone dal carcere. I detenuti sono troppi e dovremmo affrontare la questione in maniera organica. Basti pensare che a Trento il cosiddetto decreto svuotacarceri è stato applicato solo per 19 persone. Questo perché si tratta soprattutto di stranieri che non hanno una casa dove andare. I comuni dovrebbero trovare il modo di ospitarne alcuni. In questo modo realizzerebbero un progetto civile e lungimirante».

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