(ANSA) - ROMA, 26 OTT - ''Gli annunci del Governo
italiano in materia di droga sono preoccupanti perche' allontanano
l'Italia dalla politica di tutti i Paesi europei, dall'Olanda alla
Germania, dalla Spagna al Portogallo''. A commentare cosi' le parole
di Fini e' Franco Corleone, ex sottosegretario alla giustizia e
da sempre antiproibizionista. ''La riduzione del danno - sostiene
- e' una scelta comune che viene rinnegata in nome di una ideologia
e di un moralismo raccapricciante. Non importa a Fini e Muccioli
che i tossicodipendenti vivano e si possano reinserire nella societa',
importa solo che prevalga la concezione della vita totalitaria e
irrealistica''.
Corleone ricorda come ''proprio ieri la Gran Bretagna
ha annunciato una politica di decriminalizzazione dell'uso della
Cannabis e di legalizzazione della canapa terapeutica''. ''L'Italia,
invece - aggiunge - sceglie di affidare la politica sulla droga
ad un prefetto proibizionista, nominato 'piccolo zar', destinato
alla sconfitta. Un segno questo non solo di arretratezza culturale,
ma anche di mediocrita' morale''. ''Quello che e' intollerabile
- prosegue Corleone - e' che sui tossicodipendenti si vogliano fare
affari d'oro in nome di comunita' che non hanno nessun risultato
da vantare''.
''L'attacco ai Sert, inoltre, e' un'offesa per migliaia
di operatori che lavorano con passione e intelligenza''. Per Corleone
''l'annuncio di Fini, di voler smantellare la competenza del ministero
Affari sociali per ricondurre il problema droga ad una sottoprefettura,
e' un segno di provincialismo deprimente''.
''Mi auguro - conclude - che il ministro Martino (da
sempre fautore di una politica liberale sulla droga), pur se occupato
in cose piu' serie, abbia il tempo di distinguere la propria posizione
da queste avventure nazionaliste-proibizioniste che porterebbero
l'Italia ad essere il fanalino di coda in Europa''. (ANSA).
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