Il Gazzettino, Giovedì, 7 Febbraio 2002
Udine- Mentre si discuteva su come adeguare il depuratore consortile
alla reale portata dei reflui, permettere alla Burgo di lavorare,
salvare i 600 posti di lavoro e le acque del Tagliamento, c'era
una vera e propria deviazione abusiva verso il fiume di una gran
parte del flusso della rete fognaria. E si sapeva che in questo
modo ormai gni regola era saltata, tanto che la Provincia aveva
diffidato il Comune di Tolmezzo a eliminare entro 120 giorni la
deviazione. Era il 10 agosto dell'anno scorso. E quell'ultimatum
era la conseguenza dell'ennesimo sopralluogo dei carabinieri del
Noe, avvenuto a maggio. Ma il Comune rispose, grosso modo, che la
cosa non rientrava nella sue possibilità decisionali e di
spesa. Dovevano pensarci Regione e Provincia. Insomma una lunga,
delicata storia di rapporti amministrativi fra più enti,
deroghe e progetti messi a punto in mesi di riunioni per sistemare
un depuratore inservibile.Ieri l'assessore Loreto Mestroni questa
storia l'ha ripercorsa, insieme al collega Paride Cargnelutti, davanti
alla Commissione ambiente della Provincia. Ma per molti dei presenti
questi dettagli sono stati una sorpresa. «Non ne sapevamo
nulla, noi della minoranza - dice Francesco Corleone - ma ora i
problemi sono altri. Per esempio, la Provincia si impegna con il
Consorzio ad adeguare l'impianto utilizzando miliardi pubblici della
Regione e dello Stato, ma la Provincia è anche l'ente controllore
del buon funzionamento. È possibile? Una questione molto
delicata. Poi c'è la nomina del commissario. Sfilerà
competenze alla Provincia? Verrà qui per coprire gli errori?
Non è ancora chiaro quale sarà il suo ruolo».
«Di molte cose ci hanno informati solo oggi. Per tutti questi
motivi abbiamo deciso di aggiornare la seduta, dobbiamo sapere il
nome del commissario e il testo dell'accordo di programma che non
è stato ancora firmato dalle parti», dice Franco Iacop.
Di fatto i consiglieri vogliono la certezza che i soldi pubblici
che finiranno nei lavori per il depuratore garantiranno - nero su
bianco - un impianto utile oltre che per la Burgo e per le industrie
della zona, anche per gli scarichi civili i paesi vicini. E, sempre
nero su bianco, la certezza che i posti di lavoro nei prossimi anni
ci saranno ancora. «Per non investire inutilmente»,
conclude Corleone .
Intanto ieri la giunta provinciale ha espreso solidarietà
ai lavoratori della Burgo e agli amministratori coinvolti nell'inchiesta:
«Proseguiremo secondo il percorso intrapreso: progettare e
realizzare l'adeguamento dell'impianto di depurazione, con i finanziamenti
regionali e statali, secondo i contenuti dell'accordo di programma
già predisposto. A pochi giorni dal nostro insediamento -
ha aggiunto - ci eravamo già assunti la piena responsabilità
a progettare e realizzare l'adeguamento del depuratore, secondo
quanto previsto peraltro dalla finanziaria regionale 2001. Oggi
attendiamo che vengano definiti gli ultimi atti». Gli interventi
previsti dall'accordo di programma valgono, solo come parte pubblica,
19,5 miliardi di lire. Si impegnano a risolvere il problema degli
scarichi che si trascinano da anni Regione, Provincia, Comune, Cartiera
e società di gestione dell'impianto di depurazione. Trenta
mesi per i lavori, se tutto andrà bene.
A.P.
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