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	<title>FrancoCorleone.it &#187; milano</title>
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	<description>Il sito di Franco Corleone</description>
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		<title>Il disperato commercio di Calderoli</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 10:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Povero Bossi! E’ ridotto a dare del matto a Pisapia sperando di tenere assieme una barca che affonda non per opera sua e senza avere una zattera per ripensare una strategia alternativa. Così dà man forte al carnevale delle proposte offensive per i cittadini milanesi come l’abolizione dell’ecopass, la cancellazione delle multe (variante ambrosiana del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/calderoli.jpg"><img src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/calderoli-300x200.jpg" alt="" title="calderoli" width="300" height="200" class="alignright size-medium wp-image-758" /></a>Povero Bossi! E’ ridotto a dare del matto a Pisapia sperando di tenere assieme una barca che affonda non per opera sua e senza avere una zattera per ripensare una strategia alternativa. Così dà man forte al carnevale delle proposte offensive per i cittadini milanesi come l’abolizione dell’ecopass, la cancellazione delle multe (variante ambrosiana del condono edilizio per Napoli) e il miraggio di una città esentasse.<br />
Quello che è stupefacente nella destra italiana è la capacità truffaldina di presentarsi agli elettori come se fosse sempre all’opposizione, come se non fosse al governo di Milano (e della Regione) da venti anni. Demagogia e propaganda rappresentano la cifra di una mistificazione continua, che la rivoluzione gentile di Giuliano Pisapia ha finalmente smascherato.<br />
Anche il ministro Calderoli ha offerto la sua proposta di maleodorante voto di scambio: turatevi il naso, votate la Moratti e vi daremo due ministeri. Insomma le donne e gli uomini eredi dell’Illuminismo trattati come i seguaci di Scilipoti.<br />
Certo occorrerebbe chiedere conto all’inventore del Porcellum perché il suo Governo non ha messo nell’agenda politica la riforma del Senato federale, ad esempio.<br />
Ma vale comunque la pena discutere del merito della proposta che potrebbe inserirsi, se fosse fatta non strumentalmente, nel dibattito sui 150 anni dell’Unità d’Italia per altro troppo generico e povero.<br />
Proprio Giuseppe Mazzini inchiodato nella oleografia come l’intransigente teorico dell’Unità d’Italia e di Roma Capitale, nel 1861 non solo esprimeva una dura critica alla logica di un “Piemonte ingrandito” ma addirittura proponeva una struttura decentrata delle Istituzioni. Mazzini paventava una burocrazia concentrata in una sola grande città tentacolare e ipotizzava la ripartizione delle varie manifestazioni della vita nazionale oggi accentrate in una sola Metropoli tra le diverse città capoluoghi delle Regioni. E aggiungeva:” Non vedo perché non si collocherebbe in una sede la Magistratura superiore, in un’altra l’Università nazionale, in una terza l’Ammiragliato, in una quarta l’Istituto Centrale di Scienze e d’Arti, e così via. Il telegrafo elettrico (oggi diremmo internet, ndr.) sarebbe in tempi normali, vincolo d’unità sufficiente; e in tempi di guerra o pericoli gravi sarebbe facile l’accentramento. A Roma basterebbe la Rappresentanza Nazionale, il sacro nome, e lo svolgersi provvidenziale dall’alto dei suoi colli della sintesi dell’Unità morale Europea”.<br />
Se si volesse attualizzare la proposta ci si dovrebbe riferire al Consiglio Superiore della Magistratura, all’ Istat, al Cnel, al CNR, ad esempio.<br />
Massimo Scioscioli nel suo volume “Giuseppe Mazzini, i principi e la politica” sottolinea che questa impostazione era già stata manifestata nel 1849, l’anno della straordinaria esperienza della Repubblica Romana la cui Costituzione affermava i principi fondamentali della democrazia e che ebbe come difensori Carlo Pisacane, Giuseppe Garibaldi e giovani come Goffredo Mameli.<br />
Come si capisce dalla proposta di Mazzini, non si trattava di mettere in atto un mercato delle vacche ma di coinvolgere nella costruzione di un Paese le realtà più diverse, creando un sentimento di fratellanza del Popolo fondato sull’alleanza dei Comuni e con una significativa ispirazione all’Europa.<br />
Tutto il contrario della spinta fondata sull’egoismo e sul razzismo dell’orgia federalista e della ubriacatura devoluzionista di questa troppo lunga stagione che non ha nulla a che fare con il pensiero razionale di Cattaneo.<br />
La crisi del regime berlusconiano mette in pericolo la stessa convivenza dell’Italia; la ricostruzione del tessuto morale del Paese può partire riscoprendo le radici serie della Repubblica in vista di un patto sociale animato dalla solidarietà.</p>
<p>Franco Corleone </p>
<p>Articolo pubblicato da Terra il 24 maggio 2011</p>
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		<title>Giustizia e Carcere a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 13:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 28 ottobre 2010, ore 18,30 Giustizia e Carcere a Milano Emergenza criminalità negli anni dell&#8217;EXPO presso Sala Acquario civico in Viale G. Gadio 2 Partecipano GIULIO CAVALLI Consigliere regionale Italia dei Valori FRANCO CORLEONE Garante per i diritti dei detenuti del Comune di Firenze ALESSANDRA NALDI Presidente Antigone Lombardia, LUIGI PAGANO Provveditore regionale Amministrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/giustizia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-623" title="giustizia" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/giustizia-228x300.jpg" alt="" width="228" height="300" /></a>Giovedì 28 ottobre 2010, ore 18,30</p>
<p><strong>Giustizia e Carcere a Milano</strong><br />
<em>Emergenza criminalità negli anni dell&#8217;EXPO</em></p>
<p>presso Sala Acquario civico in Viale G. Gadio 2<br />
Partecipano</p>
<p>GIULIO CAVALLI Consigliere regionale Italia dei Valori<br />
FRANCO CORLEONE Garante per i diritti dei detenuti del Comune di Firenze<br />
ALESSANDRA NALDI Presidente Antigone Lombardia,<br />
LUIGI PAGANO Provveditore regionale Amministrazione Penitenziaria<br />
MAURO PALMA Presidente Comitato Europeo Prevenzione Tortura<br />
GIULIANO PISAPIA Candidato Sindaco alle Primarie del centrosinista, Avvocato, già presidente del comitato carceri presso la Camera dei Deputati</p>
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		<title>In guerra coi narcos</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 06:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 17 aprile alle ore 21,30 nella Fabbrica delle alternative di Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito di via Watteau 7, Milano. Legalizzare e tassare organizza l’incontro pubblico: In guerra coi narcos Le organizzazioni del narcotraffico internazionale fruiscono da anni di un flusso di risorse che anno dopo anno ha costituito uno stock di ricchezza e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Semina-sabato-web.jpg"><img src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Semina-sabato-web-211x300.jpg" alt="" title="Semina-sabato-web" width="211" height="300" class="alignright size-medium wp-image-485" /></a>Sabato 17  aprile alle ore 21,30 nella Fabbrica delle alternative di Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito di via Watteau 7, Milano.</p>
<p><em>Legalizzare e tassare organizza l’incontro pubblico: </em><br />
<strong>In guerra coi narcos</strong></p>
<p>Le organizzazioni del narcotraffico internazionale fruiscono da anni di un  flusso di risorse che anno dopo anno ha costituito uno stock di ricchezza e un insieme di interessi in grado di controllare o influenzare paesi e governi.</p>
<p>Quanto va succedendo nelle regioni al confine tra Messico e Stati Uniti è la prova evidente del fallimento della War on Drugs varata dall’ ONU nel 1998, ma contiene il rischio, già in parte realtà, di una escalation militare reale, di una guerra interna tra i cartelli del narcotraffico e con gli eserciti regolari di entrambi i paesi. E’ la catostrofe delle attuali politiche, il segno di una sconfitta politica ma anche l’avvisaglia di un suo trasferirsi sul terreno della guerra reale.</p>
<p>Gli esiti purtroppo prevedibili sono quelli di un nuovo, inconfessato e terribile equilibrio tra gli interessi del traffico internazionale e i governi coinvolti.</p>
<p>Oppure è possibile cambiare le regole, le leggi. Nel referendum con cui i cittadini della  California nei prossimi mesi approveranno la legalizzazione della marijuana non c’è soltanto il tentativo di evitare la possibile bancarotta  dello stato ma potenzialmente una nuova politica. Applicata globalmente rappresenta il più potente strumento per battere le organizzazioni criminali, le mafie, i cartelli. Può riuscire in ciò dove da decenni si è clamorosamente fallito con costi umani, sociali ed economici immensi.</p>
<p>Partecipano:<br />
Franco Corleone, presidente Forum Droghe<br />
Paolo Cento, Sinistra Ecologia Libertà<br />
Massimo Rebotti, Giornalista<br />
Daniele Farina, Leoncavallo Spa</p>
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		<title>11 marzo. L’ossessione securitaria e la bulimia carceraria.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incontro a Milano l'11 marzo sul Piano carcere del Governo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/sdrmilano.jpg"><img src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/sdrmilano-300x213.jpg" alt="" title="sdrmilano" width="300" height="213" class="alignright size-medium wp-image-465" /></a>LA SOCIETA’ DELLA RAGIONE</p>
<p>L’ossessione securitaria e la bulimia carceraria.<br />
Il Piano carcere del Governo è una soluzione ?</p>
<p>Giovedì 11 marzo 2010 | ore 21<br />
Milano | Circolo della Stampa<br />
Palazzo Serbelloni | Corso Venezia 16</p>
<p>Intervengono:<br />
On. Andrea Orlando, responsabile Giustizia PD<br />
Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti Firenze<br />
Maurizio Baruffi, consigliere comunale PD Milano<br />
Alessandra Naldi, Antigone</p>
<p>testimonianza di Lucia Castellano direttore del carcere sperimentale di<br />
Bollate</p>
<p>Introduce e coordina la discussione Roberto Cornelli, segretario provinciale<br />
PD milano</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Canapa in giardino, a Milano si volta pagina</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 09:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[autocoltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[guido salvini]]></category>
		<category><![CDATA[marijuana]]></category>
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		<category><![CDATA[tribunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Franco Corleone commenta la sentenza del Tribunale di Milano che ha assolto un imputato reo di aver coltivato in giardino 7 piante di marijuana. La sentenza del Giudice Salvini sulla coltivazione domestica di canapa è <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/sentenze/sentenza_salvini.pdf">on line</a> in formato pdf.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/canapa.jpg"><img src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/canapa-295x300.jpg" alt="" title="canapa" width="295" height="300" class="alignright size-medium wp-image-462" /></a>C’è un giudice a Milano. Il 13 ottobre  scorso una sentenza del tribunale ha stabilito che la coltivazione domestica di canapa non è reato.<br />
Il dottor Guido Salvini, giudice per l’udienza preliminare, ha deciso di non doversi procedere perché il fatto non costituisce reato nei confronti di un imputato che aveva coltivato in giardino sette piantine di marijuana. Una decisione storica e di grande valore anche  per la qualità della motivazione che sorregge il verdetto. Il Pubblico Ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio per violazione dell’art. 73 della legge Fini-Giovanardi. I carabinieri di Vaprio d’Adda avevano scoperto e sequestrato sette vasi, con altrettante piantine alte 50/60 centimetri. Va aggiunto che le inflorescenze contenevano una quantità di principio attivo non molto superiore a quello indicato nelle tabelle della legge antidroga quale limite per l’uso personale; neppure era certo che tutto il principio attivo fosse davvero recuperabile dall’imputato.<br />
La condotta di coltivazione è stata oggetto di numerose sentenze contrastanti da parte dei giudici di merito. Molti l’avevano assimilata alla detenzione per uso personale e dunque non punibile penalmente ma solo in via amministrativa; ma il 10 luglio del 2008 la Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilì invece che la condotta di coltivazione non poteva essere sottratta al rilievo penale, in quanto non è menzionata nell’art. 75 della legge antidroga  tra i comportamenti soggetti all’illecito amministrativo. La sentenza giudicava arbitraria qualsiasi distinzione tra la coltivazione domestica e quella di carattere industriale, perché l’esito sarebbe comunque quello di accrescere la quantità di sostanza stupefacente presente in natura.<br />
La sentenza della Cassazione non ha alcun pregio né giuridico, né interpretativo: si limita ad una lettura pedissequa, meccanica e superficialmente riduttiva di un fenomeno storicamente e culturalmente complesso. Purtroppo essa vale come indirizzo, anche se per fortuna nel nostro ordinamento non ha un potere vincolante: tanto è vero che nel gennaio 2009 (sentenza n. 1222), la IV sezione della Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna della Corte d’Appello di Ancona relativa alla coltivazione di 23 piantine di marijuana non giunte a maturazione.<br />
Il giudice Salvini con un procedimento assai rigoroso smonta l’assunto della Suprema Corte giudicandolo “assai discutibile sul piano ermeneutico”. E aggiunge un richiamo severo: “Ogni espressione usata in un articolo di legge, soprattutto se di carattere non giuridico ma naturalistico, dovrebbe infatti essere interpretata alla luce dell’intera normativa di riferimento”.<br />
Per questo, viene dedicata una particolare attenzione agli artt. 26 e seguenti che contengono la disciplina amministrativa per la coltivazione e la produzione lecita di piante contenenti principi attivi di sostanze stupefacenti. L’analisi delle procedure di autorizzazione e controllo porta alla conclusione che la legge, quando parla di “coltivazione”, “ha per oggetto di riferimento un’attività in larga scala o quantomeno apprezzabile” destinata al commercio e “non si riferisce invece a modesti quantitativi di piante messe a dimora in modo rudimentale in vasi e terrazzi”. Con coerenza logica, il giudice Salvini conclude che la crescita di alcune piante in vasi esce dal concetto di “coltivazione”  e si risolve in una forma di detenzione (senza acquisto della sostanza perché il soggetto se la procura da sé coltivandola): ciò impedisce l’applicazione dell’art. 73 che determina le sanzioni penali.<br />
Da notare che questa interpretazione segue il dettato delle convenzioni internazionali, come a suo tempo aveva sostenuto Giancarlo Arnao (cfr. Fuoriluogo, novembre 2002):  la Convenzione di Vienna del 1988, al par. 2 dell’art. 3, equipara la coltivazione per consumo personale al possesso e all’acquisto.<br />
Ovviamente, gli atti sono stati inviati al Prefetto per l’iter delle sanzioni amministrative ma la sentenza costituisce un punto fermo per un cambiamento salutare della giurisprudenza e della dottrina. Una boccata d’ossigeno in un quadro di tanti esempi torbidi di persecuzione giudiziaria, dall’incriminazione della musica reggae di Rototom fino alla vendita di semi del Canapaio di Parma. Una spinta a riprendere la battaglia per cambiare una legge criminogena.</p>
<blockquote><p>Franco Corleone commenta la sentenza del Tribunale di Milano che ha assolto un imputato reo di aver coltivato in giardino 7 piante di marijuana. La sentenza del Giudice Salvini sulla coltivazione domestica di canapa è <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/sentenze/sentenza_salvini.pdf">on line</a> in formato pdf.</p></blockquote>
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