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	<title>FrancoCorleone.it &#187; ergastolo</title>
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	<description>Il sito di Franco Corleone</description>
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		<title>Contro l&#8217;ergastolo a Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 09:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[ergastolo]]></category>

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		<description><![CDATA[LA CAMERA PENALE “Franco Bricola” e LA SCUOLA TERRITORIALE PRESENTANO “CONTRO L’ERGASTOLO. IL CARCERE A VITA, LA RIEDUCAZIONE E LA DIGNITA’ DELLA PERSONA” di Stefano Anastasia e Franco Corleone 12 MAGGIO 2011 – ORE 15 SALA DEI CENTO – CASSA DI RISPARMIO VIA FARINI, 22 &#8211; BOLOGNA Introduce: Gianluca Malavasi – Vicepresidente Camera Penale “Franco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/ergastolo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-412" title="ergastolo" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/ergastolo.jpg" alt="" width="179" height="300" /></a>LA CAMERA PENALE “Franco Bricola”<br />
e LA SCUOLA TERRITORIALE</p>
<p>PRESENTANO</p>
<p><strong>“CONTRO L’ERGASTOLO. IL CARCERE A VITA, LA RIEDUCAZIONE E LA DIGNITA’ DELLA PERSONA”</strong><br />
di Stefano Anastasia e Franco Corleone</p>
<p><strong>12 MAGGIO 2011 – ORE 15</strong><br />
<strong> SALA DEI CENTO – CASSA DI RISPARMIO</strong><br />
<strong> VIA FARINI, 22 &#8211; BOLOGNA</strong></p>
<p>Introduce:<br />
<strong>Gianluca Malavasi </strong>– Vicepresidente Camera Penale “Franco Bricola”</p>
<p>Ne discutono:<br />
<strong>Franco Corleone</strong> &#8211; Coordinatore Nazionale dei Garanti dei detenuti<br />
<strong>Roberto d’Errico</strong> – Responsabile Commissione Diritti Umani UCPI<br />
<strong>Ornella Favero</strong> – Direttore Ristretti Orizzonti<br />
<strong>Marco Imperato</strong> – Magistrato Distrettuale Requirente</p>
<p>La partecipazione è libera<br />
Evento accreditato dal Consiglio Nazionale Forense per N. 3 crediti</p>
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		<title>Incontro sulla pena a Parma</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 08:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[ergastolo]]></category>
		<category><![CDATA[parma]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del volume "Contro l'ergastolo" nel corso dell'iniziativa sulla pena organizzato dalla Scuola territoriale della Camera Penale di Parma il 16 marzo 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="item">
<div id="body">
<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/ergastolo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-412" title="ergastolo" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/ergastolo.jpg" alt="" width="179" height="300" /></a>LA SCUOLA TERRITORIALE DELLA CAMERA PENALE DI PARMA<br />
organizza un incontro-dibattito sul tema</p>
<p><strong>LA PENA TRA AFFLIZIONE E FINALITA’ DI RIEDUCAZIONE </strong></p>
<p>INTERVERRANNO</p>
<p>Avv. Alessandro De Federicis &#8211; Responsabile Osservatorio Carcere UCPI</p>
<p>Dott. Pietro Buffa  -  Direttore Casa Circondariale “Le Vallette” di Torino</p>
<p>Dott. Franco Corleone &#8211; Garante dei diritti detenuti del Comune di  Firenze</p>
<p>in occasione dell’incontro sarà presentato il libro a cura di S. Anastasia e F. Corleone<br />
<strong>CONTRO L’ERGASTOLO</strong><br />
il carcere a vita, la rieducazione e la dignità della persona<br />
Ediesse</p>
<p>Parma, mercoledì 16 marzo 2011 ore 16<br />
Cariparma – Sala De Strobel<br />
Via Cavestro  n. 3</p>
<p>Per la partecipazione all’incontro è stato chiesto l’accreditamento per  nr. 3 crediti formativi.<br />
Per informazioni e pre-iscrizioni: Avv. Michele Villani  –  telefono 0521.2352 oppure mail: michele.villani@abcz.biz.</p>
</div>
</div>
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		<title>Franco Corleone: «Per essere credibile sul caso Battisti l’Italia deve abolire l’ergastolo»</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 15:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[caso battisti]]></category>
		<category><![CDATA[ergastolo]]></category>
		<category><![CDATA[franco corleone]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e oggi Garante per i diritti dei detenuti del comune di Firenze: «revisone del processo, abolizione dell’ergastolo e ratifica del protocollo contro la tortura avrebbero fornito all’Italia una immagine diversa»]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/battisti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-688" title="battisti" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/battisti.jpg" alt="" width="230" height="286" /></a></p>
<blockquote><p>L’intervista di Paolo Persichetti per Liberazione del 20 gennaio 2011</p></blockquote>
<p><em>Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e oggi Garante per i diritti dei detenuti del comune di Firenze: «revisone del processo, abolizione dell’ergastolo e ratifica del protocollo contro la tortura avrebbero fornito all’Italia una immagine diversa»</em></p>
<p>Con le mozioni bipartizan votate lunedì in parlamento per riavere Battisti dal Brasile, l’Italia tenta di camuffare lo stato di confusione istituzionale in cui è precipitata dopo le rivelazioni sul sexigate che hanno investito il suo presidente del consiglio. Tuttavia non basterà a ridare lustro alla propria iniziativa diplomatica. La crisi di credibilità è verticale. In nome di quale giustizia il governo italiano continua a pretendere l’estradizione, con una ostinazione che rasenta l’aggressione verso la sovranità interna di un’altro Paese, se a casa propria non è in grado di garantire l’uguaglianza di fronte alla legge? L’affare Battisti è diventato un argomento di propaganda su cui hanno investito i giustizialisti di destra e di sinistra. La stessa cosa accade in Brasile, dove la destra post-dittatura ne ha fatto un oggetto di revanche. Sullo sfondo sempre più dimenticati restano gli aspetti giuridici dell’intera vicenda. Non a caso. Ogni qualvolta i processi dell’emergenza sono stati esaminati sotto il loro profilo giuridico l’Italia ha sempre perso la partita delle estradizioni contro i militanti condannati per i fatti degli anni 70. Non ci sarà nessun ricorso all’Aja perché il Brasile è contrario. L’Ue ha spiegato alla Farnesina che le estradizioni sono un contenzioso bilaterale. Il trattato commerciale con Brasilia verrà comunque rispettato. In mano al governo di Roma non rimane altro che sperare in un golpe giudiziario che Peluzo e Mendes stanno congeniando. Singolare aspettativa per un centrodestra che non passa giorno senza denunciare in casa propria i complotti della magistratura. Ma indiscrezioni apparse nei giorni scorsi su alcuni media brasiliani fanno sapere che la maggioranza dei giudici del Stf (6 contro 3, mentre due si asterrebbero) non sembra condividere affatto la scelta, tutta personale, presa dal presidente della corte, Peluzo, di voler esaminare a febbraio la conformità della decisione presa da Lula. Peluzo, per altro, è in contraddizione con se stesso perché quando era relatore, come gli altri 5 giudici che votarono per l’estradizione, aveva condizionato la consegna di Battisti alla commutazione dell’ergastolo. Richiesta che l’Italia si è sempre ben guardata dall’adempiere. E proprio da qui parte il ragionamento di Franco Corleone, già sottosegretario alla Giustizia nel primo governo Prodi e oggi garante dei detenuti per il comune di Firenze. «Si poteva fare qualcosa di più invece che lasciarsi andare a una reazione vittimistica e isterica».<br />
Cosa?<br />
Spostare l’asse del dibattito dagli insulti a una riflessione sulla civiltà giuridica. Uno degli ostacoli che hanno impedito l’estradizione è la permanenza dell’ergastolo nel nostro sistema penale. Il fatto che il Brasile non abbia questa pena dimostra l’abisso che c’è tra il Paese definito la culla del diritto e quello considerato terra di selvaggi. In realtà la bilancia è a tutto vantaggio del Brasile. Sono rimasto molto colpito dalle prime reazioni attribuite al presidente della Repubblica che parlavano di sorpresa, delusione, stupore.<br />
Perché l’Italia non sarebbe riuscita a farsi capire, come ha detto Napolitano?<br />
Forse perché ha cercato di confondere le carte sostenendo che l’obiezione sull’ergastolo era infondata perché non esiste quando invece è vivo e vegeto. Nel giro di un decennio gli ergastoli sono addirittura raddoppiati in percentuale e numero assoluto. C’è anche la novità dell’ergastolo ostativo che impedisce a gran parte degli ergastolani di accedere alla liberazione condizionale, a meno che non collaborino. La mancata revisione del processo, la mancata commutazione dell’ergastolo, la mancata ratifica del protocollo aggiuntivo contro la tortura. Tutti appuntamenti mancati che avrebbero fornito un’altra immagine della nostra giustizia. In realtà non si vuole trovare una soluzione, siamo di fronte ad un atteggiamento a somma zero: o tutto o niente. Vogliono Battisti con l’ergastolo e basta, per di più in condizioni tali che renderebbero ostativa qualsiasi misura trattamentale. Non ci sarebbe tribunale di sorveglianza capace di applicargli la Gozzini. In realtà l’Italia non si è fatta capire solo dal Brasile ma da molti altri Paesi. La lista di quelli che hanno negato le estradizioni è lunga.<br />
In Italia ci sono detenuti politici in carcere da oltre 30 anni.<br />
Affrontare il nodo dell’ergastolo è ormai l’unico modo per chiudere il residuo penale degli anni 70. Napolitano ha una possibilità, quella del messaggio alla camere che è anche la prima prerogativa dell’articolo 87 della costituzione, l’ultima è quella della grazia e della commutazione della pena. Approfittando di un caso ritenuto così straordinario potrebbe spiegare cosa l’Italia può fare per rendersi credibile. Sul tappeto c’è la questione della permanenza dell’ergastolo. L’altro è invitare il parlamento a ratificare il protocollo aggiuntivo della convenzione contro la tortura e nominare una autorità di controllo sulle carceri in un momento in cui c’è una situazione d’emergenza. In attesa di una riforma del sistema delle pene, il presidente potrebbe commutare l’ergastolo di Battisti dimostrando che non saremmo di fronte ad una pena ostativa ma a una sanzione che consente di accedere a un normale percorso trattamentale.</p>
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		<title>Battisti, l’ergastolo e i poteri del Quirinale</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 11:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo di Franco Corleone per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 12 gennaio 2010. La lezione di Aldo Moro “La funzione della pena”, pubblicata nel volume Contro l’ergastolo, Ediesse, 2009, su www.fuoriluogo.it C’era una volta Cesare Battisti, l’esponente dell’irredentismo trentino impiccato dagli austriaci il 12 luglio 1916. Oggi, a causa di una irriverente omonimia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L&#8217;articolo di Franco Corleone per la <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/01/12/battisti-l%e2%80%99ergastolo-e-i-poteri-del-quirinale/">rubrica di  Fuoriluogo</a> sul Manifesto del 12 gennaio 2010. La lezione di Aldo Moro  “La funzione della pena”, pubblicata nel volume <em>Contro l’ergastolo</em>, Ediesse, 2009, su <a href="http://www.fuoriluogo.it/">www.fuoriluogo.it</a></p></blockquote>
<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/battisti.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-688" title="battisti" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/battisti.jpg" alt="" width="230" height="286" /></a>C’era una volta Cesare Battisti, l’esponente dell’irredentismo  trentino impiccato dagli austriaci il 12 luglio 1916. Oggi, a causa di  una irriverente omonimia, la memoria del martire è cancellata a  vantaggio di un protagonista minore della lotta armata. Anche questo  esito è conseguenza certamente non voluta dell’orgia di parole sopra  tono, delle speculazioni interessate, delle minacce altisonanti.</p>
<p>In un paese serio, la sua classe politica avrebbe reagito  diversamente alla decisione del Presidente Lula di negare l’estradizione  per un cittadino italiano condannato all’ergastolo per la  responsabilità diretta o morale di quattro omicidi compiuti nel 1978.  L’utilizzo di termini come “schiaffo all’Italia” o di “insulto alla  giustizia” o addirittura di “attacco alla democrazia” sono il segno  caratteristico di un paese dalla tenuta nervosa fragile e dalla tendenza  vittimistica e isterica.</p>
<p>L’Italia avrebbe dovuto cogliere l’occasione offerta dal Brasile per  fare i conti più che con la storia del terrorismo, delle leggi speciali,  insomma con il passato, quanto meno con il suo presente.</p>
<p>La gran parte della stampa ha dato una pessima prova di  disinformazione abbandonandosi alla più vieta propaganda: il complotto  giudaico massonico questa volta è stato sostituito dalla protervia di un  paese “inferiore”: senza che nessun giornale “indipendente” abbia  ritenuto di fornire in maniera completa le ragioni del rifiuto di  accedere alla richiesta di estradizione da parte del governo brasiliano e  poi di Lula. Cosicché la decisione brasiliana appare un segno di  stravaganza, quasi un dispetto. E invece vale la pena di capire perché  un grande paese è disposto a mettere a rischio i rapporti economici e  strategici con un partner importante: se non è un capriccio vi devono  essere motivi che ci devono interrogare.</p>
<p>Mauro Palma e Alessandro Margara ( Manifesto, 31/12 e 7/1) hanno  messo in luce i due punti che suscitano la contrarietà del Brasile: il  fatto che l’Italia conservi la pena dell’ergastolo e la mancata ratifica  del protocollo addizionale alla convenzione contro la tortura (che  prevede un meccanismo ispettivo sovranazionale e l’istituzione di una  autorità garante dei diritti dei detenuti).</p>
<p>Sono davvero questioni così irrilevanti da non meritare un confronto?  Antonio Cassese, acuto giurista e paladino dei diritti umani, è incorso  in un errore grave sostenendo che per la pena dell’ergastolo esistono  forme di detenzione alternativa, delle quali Battisti potrebbe  usufruire. Non è così, in quanto i suoi reati rientrano fra quelli  previsti dall’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario, che non  consentono la liberazione condizionale. Ciò dimostra, se mai ce ne fosse  stato bisogno, che in Italia l’ergastolo non è una finzione giuridica,  come si vorrebbe far credere, anzi è una realtà pregnante (perfino in  aumento negli ultimi anni). Con la stessa logica con cui l’Italia si  rifiuta di consegnare un prigioniero ad un paese che prevede la pena di  morte poiché estranea al suo ordinamento, così il Brasile si comporta  per l’ergastolo.</p>
<p>Questo caso non si può risolvere in una bulimia di proclami, di  ritorsioni e di boicottaggi più esilaranti che gravi. Deve invece essere  una occasione per affrontare i nodi che sono emersi e che si vogliono  nascondere sotto la coperta della lotta al terrorismo. Oltre ad  esprimere delusione e rammarico, il presidente Napolitano potrebbe  compiere degli atti concreti di sua esclusiva competenza per rimuovere  gli equivoci: ad esempio, annunciare la commutazione dell’ergastolo di  Battisti in una reclusione congrua e invitare il Parlamento ad adempiere  a quegli obblighi internazionale che le associazioni che si occupano di  carcere, giustizia e diritti chiedono da anni. Allora la richiesta di  estradizione avrebbe maggiore forza e legittimità sostanziale. Questa è  la vera questione su cui l’opposizione dovrebbe incalzare il governo,  senza farsi sedurre dall’<em>urlo del topo</em> di Frattini e La Russa e infilarsi in polemiche giuste, ma minori, sulla scarsa credibilità internazionale dell’Italia.</p>
<p>L’ammonimento ai giovani di Aldo Moro a proposito dell’ergastolo,  “Ricordatevi che la pena non è la passionale e smodata vendetta dei  privati”, è un monumento del pensiero giuridico umanistico da cui non si  dovrebbe prescindere mai.</p>
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		<title>Carcere, carcerieri e carcerati</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 12:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
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		<category><![CDATA[mino martinazzoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Associazione Città dell’uomo &#8211; Brescia Carcere, carcerieri e carcerati “Contro l’ergastolo” Il significato della pena nel magistero di Aldo Moro Sabato 26 giugno ore 9,30 Palazzo S. Paolo, via Tosio 1 Brescia La questione penitenziaria è balzata prepotente all&#8217;attenzione della pubblica opinione a seguito di alcuni fatti drammatici come il moltiplicarsi dei suicidi delle persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/ergastolo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-412" title="ergastolo" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/ergastolo.jpg" alt="" width="179" height="300" /></a>Associazione Città dell’uomo &#8211; Brescia</p>
<p><strong>Carcere, carcerieri e carcerati<br />
“Contro l’ergastolo”<br />
Il  significato della pena nel magistero di Aldo Moro</strong></p>
<p>Sabato 26  giugno ore 9,30<br />
Palazzo S. Paolo, via Tosio 1 Brescia</p>
<p><em>La questione penitenziaria è balzata prepotente all&#8217;attenzione  della pubblica opinione a seguito di alcuni fatti drammatici come il  moltiplicarsi dei suicidi delle persone ristrette, le vicende  incresciose di morti violente di detenuti come quella del giovane Cucchi  e l&#8217;aggravarsi quotidiano dell&#8217;incivile condizione di sovraffollamento  nelle carceri.<br />
Tutto ciò in nome di una &#8220;gestione politica&#8221; della  questione criminale all&#8217;insegna di una visione esclusivamente punitiva  della pena perché vittima dell&#8217;ossessione securitaria.<br />
La risposta  morotea, nelle lezioni di diritto penale, ispirata ad un principio di  personalismo etico suggerisce invece che è &#8220;dovere da parte dello Stato  di garantire una modalità di esecuzione della pena che non aggiunga  sofferenza a quella, già così acerba, della perdita della libertà&#8230;  Ancora, poiché il bene della libertà è così prezioso, la sua confisca  deve essere accuratamente misurata sulla proporzione del male inferto da  questa stessa libertà sanzionata. Dunque rifiuto della legittimità  della pena di morte,<br />
ma anche della pena dell&#8217;ergastolo che  contraddice da un lato al criterio di proporzione e dall&#8217;altro a quel  compito di rieducazione e di emenda che la pena deve considerare come il  suo fine più alto, umanamente e socialmente&#8221;.<br />
Mino Martinazzoli<br />
in   Stefano Anastasia e Franco Corleone &#8220;Contro l&#8217;ergastolo&#8221;, Ediesse,  2009.</em><br />
Introduce:<br />
<strong>Pierangelo Milesi </strong>Presidente Associazione  Città dell’Uomo.<br />
Relatori:<br />
<strong>Mino Martinazzoli</strong><br />
già  Ministro di Grazia e Giustizia<br />
<strong>Franco Corleone</strong><br />
Garante  diritti detenuti di Firenze<br />
<strong>Carlo Alberto Romano</strong><br />
Prof.  Criminologia Università di Brescia, Presidente Ass. Carcere e Territorio<br />
<strong>Mario   Fappani</strong><br />
Garante diritti detenuti di Brescia</p>
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		<title>(L)A VITA IN CARCERE; PENA PERPETUA E COSTITUZIONE</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/sito/2010/06/23/la-vita-in-carcere-pena-perpetua-e-costituzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 12:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro margara]]></category>
		<category><![CDATA[ergastolo]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Camera Penale di Firenze SCUOLA PER LA FORMAZIONE DEGLI AVVOCATI PENALISTI (L) A VITA IN CARCERE; PENA PERPETUA E COSTITUZIONE Incontro-dibattito sul carcere in occasione della presentazione del volume Contro l’ergastolo IL CARCERE A VITA, LA RIEDUCAZIONE E LA DIGNITA’ DELLA PERSONA ne discutono Dott. Alessandro Margara Presidente Fondazione Michelucci e Autore del libro Prof. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/ergastolo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-412" title="ergastolo" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/ergastolo.jpg" alt="" width="179" height="300" /></a>Camera Penale di Firenze<br />
SCUOLA PER LA FORMAZIONE DEGLI AVVOCATI  PENALISTI</p>
<p><strong>(L) A VITA IN CARCERE; PENA PERPETUA E COSTITUZIONE</strong><br />
Incontro-dibattito  sul carcere in occasione della presentazione del volume<br />
<strong>Contro  l’ergastolo<br />
IL CARCERE A VITA, LA RIEDUCAZIONE E LA DIGNITA’ DELLA  PERSONA</strong></p>
<p>ne discutono<br />
Dott. Alessandro <strong>Margara</strong><br />
Presidente  Fondazione Michelucci e Autore del libro<br />
Prof. Ferrando <strong>Mantovani</strong><br />
Professore  Emerito di Diritto Penale<br />
Avv. Gian Domenico <strong>Caiazza</strong><br />
Presidente  Camera Penale di Roma</p>
<p>Introduzione<br />
Avv. Lorenzo <strong>Zilletti </strong><br />
Responsabile  Scuola Formazione avvocati penalisti</p>
<p>Moderatore<br />
Avv. Michele <strong>Passione</strong><br />
Componente Direttivo  Camera Penale  Firenze</p>
<p>30 giugno 2010 ore 17<br />
Sala Luca Giordano – Provincia di Firenze<br />
Via  Cavour, 1 &#8211; Firenze</p>
<p>agli Avvocati che parteciperanno saranno  attribuiti crediti formativi</p>
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		<title>La lezione di Moro: ora so cos&#8217;è la detenzione.</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 23:20:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[On line l'articolo di presentazione di Adriano Sofri del volume edito da Ediesse in collaborazione con la Società della Ragione “Contro l’ergastolo – Il carcere a vita, la rieducazione e la dignità della persona” curato da Franco Corleone e Stefano Anastasia. Da Repubblica del 23 dicembre 2009.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>On line l&#8217;articolo di presentazione di Adriano Sofri del volume edito da Ediesse in collaborazione con la Società della Ragione “Contro l’ergastolo – Il carcere a vita, la rieducazione e la dignità della persona” curato da Franco Corleone e Stefano Anastasia. Da Repubblica del 23 dicembre 2009. Sul sito di fuoriluogo.it trovate la <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/home/materiali/libri_e_recensioni/recensioni/contro-lergastolo">scheda</a> di presentazione. Sul sito di Ediesse potete <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/home/content/show/6839">ordinare il libro</a></p></blockquote>
<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/adrianosofri.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-319" title="adrianosofri" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/adrianosofri-178x300.jpg" alt="" width="178" height="300" /></a>Sarebbe un buon segno se la sentenza di Perugia, dettata com&#8217; è da una convinzione di colpevolezza, testimoniasse di una renitenza di fatto alla pena dell&#8217; ergastolo. Quanto al diritto, probabilmente non siamo mai stati lontani come oggi dal ripudio della pena perpetua. A misurare la distanza che ci separa dai famigerati anni &#8216; 70 può valere drammaticamente la rievocazione di una lezione accademica del 1976. Il professore era Aldo Moro. Quando, tanti anni fa, scrissi un libro su Moro, non potevo conoscere le Lezioni di Istituzioni di diritto e procedura penale tenute nel 1976 nella facoltà romana di scienze politiche, raccolte da Francesco Tritto ed edite da Cacucci nel 2005. (Se ne tratta ora in Contro l&#8217; ergastolo, a cura di S. Anastasia e F. Corleone, ed.Ediesse). Ne avrei fatto gran conto a proposito del rapporto fra Moro e il carcere, alla luce dei 55 giorni di &#8220;prigione del popolo&#8221;. Al buio di quei 55 giorni. Ero stato colpito un inciso in una lettera indirizzata a Cossiga: «Io comincio a capire che cos&#8217; è la detenzione». Moro lo insinua in un brano sulla possibilità di uno scambio fra l&#8217; ostaggio inerme che lui è ora e qualche detenuto delle Brigate Rosse «Nella mia più sincera valutazione, e a prescindere dal mio caso, anche se doloroso, sono convinto che oggi esiste un interesse politico obiettivo&#8230; per praticare questa strada». A prescindere dal mio caso, dice. Anche rivolgendosi a chi è stato finora suo amico o seguace, deve adesso sorvegliarsi, non tradirsi: non chiamare in causa la propria sofferenza (solo la concessione pudica dell&#8217; accenno, &#8220;anche se doloroso&#8221;). C&#8217; è un intero mondo, fuori dalla sua segreta, pronto a espropriarlo delle sue parole e a leggervi la prova del suo cedimento. Vorrebbe dire l&#8217; offesa della propria condizione, ma deve reprimersi: censurarsi per non essere censurato dai suoi carcerieri di dentro, e interdetto da amici di fuori. In questo sforzo di distanza scivola quella frase incidentale, io comincio a capire che cos&#8217; è la detenzione. Eppure Moro aveva una fitta esperienza di carceri. In una biografia del 1969 si leggeva che «Come guardasigilli nel 1955-57&#8230; a che cosa dedica la sua maggior attenzione? Sorpresa. Alle carceri e ai carcerati, cui fa lunghe, lunghissime visite&#8230; Le sue esplorazioni in questo sottofondo della vita sociale italiana sono continue e minuziose. Vien voglia di chiedere a uno psicanalista quali potrebbero essere le motivazioni segrete della curiosa p r o p e n s i o n e per le galere e i galeotti che ha l &#8216; u o m o c u i , non dimentic h i a m o l o , piacciono tanto le cravatte e i loro nodi». Più di vent&#8217; anni dopo, l&#8217; ex ministro della giustizia, minuzioso ispettore di carcerati, si trova sanguinosamente imprigionato, e scrive: «Io comincio a capire che cos&#8217; è la detenzione». In un&#8217; altra lettera, una delle più ondeggiantie demoralizzate, Moro arriverà ad auspicare per sé la stessa prigionia che subiscono i detenuti brigatisti. «Ritengo invocare la umanitaria comprensione&#8230; /per/ una legge straordinaria del Parlamento, la quale mi conferisca lo status di detenuto in condizioni del tutto analoghe, anche come modalità di vitaa quelle proprie dei prigionieri politici delle Brigate Rosse&#8230;». Un&#8217; invidia, un auspicio dell&#8217; ora d&#8217; aria, di &#8220;una prigione comune, per quanto severa&#8221;! «In una prigione comune, per quanto severa, io avrei delle migliori possibilità ambientali, qualche informazione ed istruzione, assistenza farmaceutica e medica ed un contatto, almeno saltuario, con la famiglia». In quelle lezioni sulla funzione della pena, tenute solo due anni prima, Moro insiste sull&#8217; ancoraggio della pena all&#8217; idea della persona dotata della libertà di scegliere e di essere responsabile. Moro parla del proprio tempo- siamo nel 1976- come di «un&#8217; epoca in movimento verso grandi attuazioni di giustizia e di civiltà umana, un&#8217; epoca nella quale l&#8217; uomo è chiamato a dare prova di sé con le sue scelte coraggiose nel senso della giustizia, della libertà e della dignità umana». Anche il reato, dice, è un atto di libertà, benché sia l&#8217; atto di libertà che conduce a una scelta negativa. Dunque la pena dev&#8217; essere personale, e legale &#8211; non dettata dall&#8217; arbitrio di chi giudica, ma dall&#8217; universalità della legge-e proporzionata.E la Costituzione stabilisce che la pena non possa mai consistere in trattamenti crudeli e disumani. «Vuol dire &#8211; spiega &#8211; trattamenti, vuol dire interventi, vuol dire atti di incidenza del potere pubblico sulla persona, che vadano al di là della necessità di limitare la libertà umana». La pena «è privazione della libertà, ma è soltanto privazione della libertà, non più di questo: è soltanto privazione della libertà». Di qui l&#8217; inaccettabilità della pena di morte: «Come si potrebbe ricondurre la pena capitale nell&#8217; ambito di interventi che non siano crudeli e disumani&#8230;? Capisco bene- aggiunge Moro,e viene in mente il vecchio e sconvolto Ugo La Malfa che nel giorno del suo rapimento si alzerà alla Camera a rivendicare la pena di morte per gli attentatori &#8211; che vi possono essere dei momenti di accesa passione popolare di fronte ad alcuni fatti gravissimi&#8230; Ma il potere pubblico deve essere ben controllato, per non farsi condurre ad immaginare che la pena sia considerata come una vendetta&#8230; Questo dell&#8217; assassinio legale è una vergogna inimmaginabile in un regime di democrazia sociale e politica&#8230;». Meno aspettato è il capitolo che segue nella lezione di Moro, dedicato alla &#8220;pena dell&#8217; ergastolo&#8221;. «Un giudizio negativo, in linea di principio, deve essere dato&#8230; anche nei confronti della pena perpetua: l&#8217; ergastolo, che, priva com&#8217; è di qualsiasi speranza, di qualsiasi prospettiva, di qualsiasi sollecitazione al pentimento ed al ritrovamento del soggetto, appare crudele e disumana non meno di quanto lo sia la pena di morte ». Interrompiamo la citazione per osservare che questa convinzione, della disumanità dell&#8217; ergastolo come della pena capitale contrasta radicalmente con le forme di ripudio della pena di morte che vogliono compensarlo con l&#8217; inflessibilità della reclusione a vita -argomento prevalente negli Stati Uniti. Continua il professor Moro: «Ed è, appunto, in corso nel nostro ordinamento una riforma che tende a sostituire a questo fatto agghiacciante della pena perpetua &#8211; (&#8220;non finirà mai, finirà con la tua vita questa pena!&#8221;) &#8211; una lunga detenzione, se volete, una lunghissima detenzione, ma che non abbia le caratteristiche della pena perpetua che conduce ad identificare la vita del soggetto con la vita priva di libertà. Questo, capite, quanto sia psicologicamente crudele e disumano ». Qualunque cambiamento nella vita di una persona, compreso il pentimento vero -&#8221;com&#8217; è pur possibile&#8221; &#8211; prosegue Moro, è irrilevante se la pena esaurisce la vita di quella persona. « Ci si può, anzi, domandare se, in termini di crudeltà, non sia più crudele una pena che conserva in vita privando questa vita di tanta parte del suo contenuto, che non una pena che tronca, sia pure crudelmente, disumanamente, la vita del soggettoe lo libera, perlomeno, con il sacrificio della vita, di quella sofferenza quotidiana, di quella mancanza di rassegnazione o di quella rassegnazione che è uguale ad abbrutimento, caratteristica della pena perpetua. Quando si dice pena perpetua si dice una cosa&#8230; umanamente non accettabile ». Sarete impressionati dal Moro che enuncia questi concetti. Perfino eccessivi, in un certo senso, in questo finale argomentare &#8211; &#8220;forse&#8221; &#8211; la crudeltà maggiore dell&#8217; ergastolo rispetto alla pena di morte: convinzione non di rado pronunciata da ergastolani e simbolicamente impressionante. Purché non si dimentichino le obiezioni dai suoi due versanti. Che se si chieda ai condannati a morte di scegliere fra l&#8217; esecuzione e la pena perpetua, sarà una minoranza a scegliere l&#8217; esecuzione. E che agli ergastolani che preferiscano la morte a quella loro vita dovrà restare pur sempre la scelta di togliersela, la vita. Ciascuno può misurare quanta strada sia stata fatta da allora, da quel 1976, a oggi, fine di decennio del nuovo millennio: all&#8217; indietro. Non allegherò commenti di troppo facile effetto sulla contraddizione fra la lezione di Moro e il modo della sua privata esecuzione. Finirò con le righe conclusive della lezione: «Allora ci vediamo per la lezione di venerdì. Bisogna che mi diate i nomi perché ho dimenticato il libretto sul quale, poi, registrerò le presenze».</p>
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		<title>Contro l&#8217;ergastolo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 11:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>E&#8217; uscito nelle librerie, edito da Ediesse, il volume &#8220;Contro l&#8217;ergastolo &#8211; Il carcere a vita, la rieducazione e la dignità della persona&#8221; curato da me insieme a Stefano Anastasia. Ecco la Scheda.<br />
Sul sito di Ediesse potete <a href="http://www.ediesseonline.it/catalogo/saggi/contro-l-ergastolo">ordinare il libro</a>.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/ergastolo.jpg"><img src="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/ergastolo.jpg" alt="ergastolo" title="ergastolo" width="179" height="300" class="alignright size-full wp-image-253" align="right"/></a><strong>Contro l&#8217;ergastolo<br />
Il carcere a vita, la rieducazione e la dignità della persona</strong><br />
Autori: Stefano Anastasia &#8211; Franco Corleone<br />
Pubblicato nel: Dicembre 2009<br />
Pagine: 144<br />
ISBN: 88-230-1383-4</p>
<p>La grande promessa della Costituzione repubblicana, dopo vent’anni di regime fascista e di abusi contro la libertà delle persone, era inscritta – per i carcerati – nella finalità rieducativa della pena e nella speranza dell’abolizione dell’ergastolo. Sessant’anni dopo, nonostante innumerevoli tentativi, l’ergastolo è ancora lì, e si moltiplica tra le pene da scontare nelle carceri italiane.<br />
A partire dalle lezioni tenute da Aldo Moro nei suoi ultimi anni di vita, contro l’ergastolo e la pena di morte, gli autori si confrontano con la pena senza tempo, la sua sopravvivenza e la sua vitalità, per capire se e come se ne potrà fare a meno.<br />
Testi di: Boccia, Calvi, Fortuna, Gonnella, Margara, Martinazzoli, Mosconi, Senese, Sofri.</p>
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		<title>La pena dell&#039;ergastolo nella Costituzione e nel pensiero di Aldo Moro</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 19:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://societadellaragione.it/sito/themes/societadellaragione.it/img/logo.png"><img class="alignright" src="http://societadellaragione.it/sito/themes/societadellaragione.it/img/logo.png" alt="" width="218" height="98" align="right" /></a>Ecco il programma dell&#8217;iniziativa &#8220;La pena dell&#8217;ergastolo nella Costituzione e nel pensiero di Aldo Moro&#8221;, che si terrà a Roma giovedì 22 gennaio (ore 15-19) presso l&#8217;ex Hotel Bologna in via Santa Chiara 4. Organizzano <a href="http://societadellaragione.it/sito/" target="_blank">La società della ragione</a> e Antigone.</p>
<p>Chi è interessato a partecipare è pregato di comunicarlo entro il 20 gennaio a: <a href="mailto:info@societadellaragione.it">info@societadellaragione.it</a><br />
Giacca obbligatoria per gli uomini.</p>
<p>Vi segnaliamo che all&#8217;iniziativa sono riconosciuti 5 crediti formativi dall&#8217;Ordine degli avvocati di Roma.</p>
<p><a href="http://societadellaragione.it/sito/home/primopiano/collegamento-a-la-pena-dellergastolo-nella-costituzione-e-nel-pensiero-di-aldo-moro">Scarica l&#8217;invito</a>.</p>
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