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	<title>FrancoCorleone.it</title>
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	<description>Il sito di Franco Corleone</description>
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		<title>Rototom, un processo assurdo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La persecuzione giudiziaria contro  il festival Rototom Sunsplash è iniziata nel luglio 2009 dopo una indagine bizzarra dei carabinieri con l’accusa agli organizzatori di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Oggi, a distanza di tre anni, sta diventando una storia infinita dopo il recente rinvio a giudizio di Filippo Giunta, responsabile dell’evento culturale. Nel frattempo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/rototom1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-859" title="rototom" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/rototom1.jpg" alt="" width="300" height="157" /></a>La persecuzione giudiziaria contro  il festival Rototom Sunsplash è  iniziata nel luglio 2009 dopo una indagine bizzarra dei carabinieri con  l’accusa agli organizzatori di “agevolazione all’uso di sostanze  stupefacenti”. Oggi, a distanza di tre anni, sta diventando una storia  infinita dopo il recente rinvio a giudizio di Filippo Giunta,  responsabile dell’evento culturale. Nel frattempo il festival in Italia  non esiste più, perché da Osoppo è emigrato in Spagna.<br />
E’ l’ennesima  conferma della crisi (e dei tempi) della giustizia, che sceglie di  perseguire i deboli e salvare i potenti. Per sostenere i teoremi  ideologici della legge Giovanardi sulle droghe, si dilapidano  allegramente soldi pubblici e soprattutto si distolgono forze  dall’accertamento e dalla repressione di reati gravi, da quelli  ambientali a quelli finanziari.<br />
La montatura giudiziaria si aggrappa  all’art. 79 della legge antidroga (309/90): esso prevede la pena da tre  a dieci anni di carcere per  chiunque adibisce un locale pubblico o un  circolo privato a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso  di droghe. E’ una norma ambigua, che raramente è stata utilizzata negli  impianti accusatori per la difficoltà interpretativa. Ma il giudice per  le indagini preliminari, Roberto Venditti, ha accolto l’impianto  accusatorio e ha sbrigativamente equiparato il Parco del Rivellino,  frequentato da decine di migliaia di persone, alle quattro mura di un  caffé. Per rafforzare la sua interpretazione della norma nel  provvedimento di rinvio a giudizio, il magistrato richiama il secondo  comma che allarga la previsione “a un immobile, un ambiente o un veicolo  a ciò idoneo”. Tace però che lo stesso comma specifica che si deve  trattare di un luogo di “convegno abituale di persone”. La  partecipazione a un concerto, a un dibattito o la visita agli stand  hanno un carattere occasionale, non certo abituale. In più, quando si  parla di convegno abituale, ci si riferisce con evidenza a un “giro”  definito di persone.<br />
Il giudice Venditti ricalca anche le  valutazioni del procuratore del tribunale di Tolmezzo Giancarlo  Buonocore, secondo cui  Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di  persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia  rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijana”  (sic!). Meno pregiudizi razzisti e più conoscenza della storia dei  Caraibi e dei movimenti di resistenza al dominio coloniale avrebbero  potuto evitare affermazioni così spericolate.<br />
Ma sospetto e  pregiudizio ancora ricorrono quando il Gup ritiene di trovare conferma  del comportamento “dolosamente tollerante” degli organizzatori del  festival nel servizio di assistenza legale all’interno del festival. Di  fronte a una legge fra le più punitive in Europa,  che riempie le galere  di tossicodipendenti e di consumatori con pene che vanno da 6 a 20 anni  di carcere, si dovrebbe fare come Ponzio Pilato?<br />
Nel 2009 una  medesima montatura contro il Livello 57di Bologna fu alla fine  ridicolizzata da una sentenza di assoluzione, giunta però troppo tardi  per riparare il danno provocato dalla chiusura del centro sociale.<br />
Il processo che si svolgerà in Carnia deve diventare l’occasione per  mettere sul banco degli imputati la legge Giovanardi. L’appuntamento è  dunque per il 31 maggio a Tolmezzo in nome della giustizia giusta e del  diritto, della cultura e della libertà.</p>
<p>(articolo per la rubrica di <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2012/02/01/rototom-un-processo-assurdo/">Fuoriluogo</a> sul Manifesto del 1 febbraio 2012)</p>
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		<title>SI PER UN NUOVO MODELLO CARCERARIO NO AI BAMBINI DI MADRI DETENUTE IN CARCERE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Visita della guardasigilli Paola Severino nel capoluogo toscano, in occasione dell’inaugurazione del Nuovo Palazzo di giustizia e del Nuovo complesso penitenziario di Firenze Sollicciano. Al termine della visita al carcere di Sollicciano, il ministro Severino si e’ confrontata con i giornalisti nel Giardino degli incontri della struttura penitenziaria fiorentina. “Un uomo in carcere e’ un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/severino.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-862" title="severino" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/severino-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Visita della guardasigilli Paola Severino nel capoluogo toscano, in  occasione dell’inaugurazione del Nuovo Palazzo di giustizia e del Nuovo  complesso penitenziario di Firenze Sollicciano. Al termine della visita  al carcere di Sollicciano, il ministro Severino si e’ confrontata   con i giornalisti nel Giardino degli incontri della struttura  penitenziaria fiorentina. “Un uomo in carcere e’ un uomo sofferente che  deve essere rispettato – ha affermato il ministro -. Oggi il carcere e’  una tortura, piu’ di quanto non sia la detenzione stessa, che deve  comunque portare alla rieducazione. Vogliamo intraprendere un cammino  che vuole mettere insieme piccole misure che complessivamente potrebbero  dare sollievo ai detenuti. E questo perche’ il carcere deve essere un  luogo di redenzione e non di inutile sofferenza”.</p>
<p>PENE ALTERNATIVE: Per la Severino, la detenzione deve essere l’ultima  spiaggia, “l’estrema ratio quando non si possono piu’ percorrere le  altre strade. Vogliamo un rovesciamento di proporzioni. Vogliamo  riservare il carcere solo quando l’esigenza di difesa sociale prevale.  Il carcere, insomma, solo quando altre misure non possono essere  sufficienti”.</p>
<p>TOSSICODIPENDENTI E CARCERE: “Credo che i tossicodipendenti vadano  curati per intraprendere un cammino di redenzione – ha affermato il  ministro della Giustizia -. Ma vanno allontanati dall’ambiente da cui si  e’ originata la dipendenza”. Per quanto riguarda le normative su  carcere e tossicodipendenza, “le alternative al carcere ci sono, ma  prima di fare una proposta di legge voglio approfondire, verificare i  numeri e le varie possibilita’. Non vogliamo varare misure palliative  quando il problema va approfondito alla radice”.</p>
<p>LAVORO CARCERARIO: “Stiamo lavorando sul lavoro carcerario. Il  detenuto che impara a fare un lavoro e’ un detenuto semi-salvato, che  ritrovera’ in se’ le risorse per riprendersi”, ha aggiunto. BAMBINI IN  CARCERE: “E’ straziante vedere i bambini che sono in carcere con le loro  madri. I bambini non si possono alzare la mattina e vedere le sbarre.  E’ una pena immensa”. Per i bambini figli delle detenute, ha annunciato  il ministro, “stiamo attivando sistemi alternativi”.</p>
<p>IMMIGRATI: Infine, sulla questione degli immigrati in carcere, una  delle soluzioni ipotizzate del titolare del ministero della Giustizia e’  quella delle convenzioni bilaterali con i Paesi di origine, nell’ottica  di “un ritorno nel loro Paese”.</p>
<p>Insieme al ministro hanno visitato il carcere anche l’assessore  regionale alla Sanita’, Daniela Scaramuccia, l’assessore fiorentino alle  Politiche sociali, Stefania Saccardi, il direttore dello stesso  carcere, Oreste Cacurri, il provveditore regionale Maria Pia Giuffrida,  il garante dei detenuti di Firenze, Franco Corleone, e don Alessandro  Santoro, cappellano delle Piagge.</p>
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		<title>Scuola Langer</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[scuola langer]]></category>

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		<description><![CDATA[Scuola di formazione politica e culturale ALEXANDER LANGER anno accademico 2011 / 2012 II sessione: gennaio &#8211; maggio 2012 Coordinatore: Roberto De Bernardis Segreteria: Emma Di Girolamo sabato 3 marzo 2012 IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA. Crisi e riforma del carcere relatore: Franco CORLEONE Garante dei diritti dei detenuti a Firenze. Coordinatore nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-26-a-10.52.52.png"><img class="alignright size-medium wp-image-856" title="Schermata 2012-01-26 a 10.52.52" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Schermata-2012-01-26-a-10.52.52-265x300.png" alt="" width="265" height="300" /></a>Scuola di formazione  politica e culturale ALEXANDER LANGER</p>
<p>anno accademico 2011 / 2012<br />
II sessione: gennaio &#8211; maggio 2012</p>
<p>Coordinatore: <strong>Roberto De Bernardis </strong><br />
Segreteria: <strong>Emma Di Girolamo</strong></p>
<p>sabato 3 marzo 2012<br />
<strong>IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA.</strong><br />
Crisi e riforma del carcere<br />
relatore: <strong>Franco CORLEONE</strong><br />
Garante dei diritti dei detenuti a Firenze.<br />
Coordinatore nazionale dei Garanti dei diritti dei detenuti.<br />
Sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001 (Governi Prodi, D’Alema e Amato).<br />
Promotore dell’associazione “Forum droghe” e presidente de “La Società della Ragione”.<br />
Autore di saggi in materia di giustizia, carcere e tossicodipendenze.<br />
È stato parlamentare radicale e verde.</p>
<p>Info: <a href="http://www.verdideltrentino.net/SCUOLA%20LANGER_2011-12.html">http://www.verdideltrentino.net/SCUOLA%20LANGER_2011-12.html<br />
</a>Scarica il programma completo: <a href="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/ScuolaLanger_2012_GEN-MAG_1.pdf">ScuolaLanger_2012_GEN-MAG_1.pdf</a>.</p>
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		<title>Il corpo e lo spazio della pena a Firenze</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente del Consiglio Provinciale di Firenze David Ermini Il Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze Andrea Calò invitano alla presentazione del libro IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA Architetture, urbanistica e politiche penitenziarie (A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi) Sarà presente il curatore Franco Corleone Garante dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/locandina.png"><img class="alignright size-medium wp-image-852" title="locandina" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/locandina-210x300.png" alt="" width="210" height="300" /></a>Il Presidente del Consiglio Provinciale di Firenze David Ermini<br />
Il Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze Andrea Calò<br />
invitano alla presentazione del libro</p>
<p><strong>IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA</strong><br />
Architetture, urbanistica e politiche penitenziarie<br />
(A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi)<br />
Sarà presente il curatore <strong>Franco Corleone</strong><br />
Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze</p>
<p>Giovedì 2 Febbraio 2012 – Ore 17.00<br />
Sala Nicola Pistelli – Palazzo Medici Riccardi – Via Cavour, 1 Firenze</p>
<p>Interverranno<br />
<strong>Salvatore Allocca </strong>- Assessore Regionale al Welfare e Politiche per la Casa<br />
<strong>Alessandro Margara</strong> &#8211; Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana<br />
<strong>Corrado Marcetti</strong> &#8211; Direttore della Fondazione Michelucci<br />
<strong>Michele Passione</strong> &#8211; Componente Osservatorio Carcere dell’Unione Camera Penale di Firenze</p>
<p>Coordina <strong>Andrea Calò</strong> Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze</p>
<p>RSVP &#8211; Segreteria Organizzativa 6° Commissione Dott.ssa Alessandra Tozzi 055/2760026</p>
<p><a href="http://www.societadellaragione.it/sito/home/associazione/pubblicazioni/il-corpo-e-lo-spazio-della-pena">Vai alla scheda del libro sul sito de La Società della Ragione</a>.</p>
<p><a href="http://www.ediesseonline.it/catalogo/saggi/il-corpo-e-lo-spazio-della-pena">Acquista il libro sul sito di Ediesse</a>.</p>
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		<title>CARCERI: DELEGAZIONE &#8216;SOVRAFFOLLAMENTO CHE FARE&#8217; INCONTRA MINISTRO SEVERINO</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[(AGENPARL) &#8211; Roma, 12 gen &#8211; Una delegazione, composta da Patrizio Gonnella, Ornella Favero, Franco Corleone, Stefano Anastasia, Franco Uda, in rappresentanza del Cartello “Sovraffollamento: che fare” (A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Beati i costruttori di pace, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, CGIL, Coordinamento dei garanti dei diritti delle persone private della libertà personale, Funzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(AGENPARL) &#8211; Roma, 12 gen &#8211; Una  delegazione, composta da Patrizio Gonnella,  Ornella Favero, Franco  Corleone, Stefano Anastasia, Franco Uda, in rappresentanza del Cartello  “Sovraffollamento: che fare” (A buon diritto, Acli, Antigone, Arci,  Beati i costruttori di pace, Conferenza Nazionale Volontariato  Giustizia,  CGIL, Coordinamento dei garanti dei diritti delle persone  private della libertà personale, Funzione pubblica CGIL, Forum per il  diritto alla salute delle persone detenute, Forum droghe, Giuristi  democratici, Jesuitsocialnetwork, Ristretti Orizzonti, Unione Camere  penali italiane, Magistratura democratica, VIC volontari in carcere  Caritas) ha incontrato oggi, 12 gennaio, il ministro della Giustizia  Paola Severino.</p>
<div>
<p>Nel corso dell’incontro, lungo e  cordiale, sono stati posti all’attenzione del ministro i temi relativi  alle cause che producono il sovraffollamento e le proposte del Cartello  in materia. È stata in particolare sottolineata la necessità di  modificare la legge Fini Giovanardi sulle droghe, la ex Cirielli sulla  recidiva e la Bossi Fini sull’immigrazione, che più hanno contribuito a  riempire le carceri, nonché di ridurre l’uso della custodia cautelare e  di potenziare le misure alternative.  Quanto alle condizioni di vita  negli istituti di pena, oggi poco rispettose della dignità delle persone  detenute e del personale  che vi lavora, il Cartello ha proposto tra  l’altro di intervenire aumentando le ore dei colloqui e le telefonate,  perché rafforzare i legami famigliari costituisce anche una delle poche  forme di prevenzione dei suicidi.  Il ministro, che nel corso  dell’incontro era accompagnata da Simonetta Matone, magistrato e Vice  Capo del Dap, ha apprezzato le proposte, segnalando la possibilità che  alcune di queste entrino nel decreto legge sulle carceri in discussione  al Senato, e ha condiviso la necessità di un confronto permanente con le  associazioni e le altre realtà che si occupano da anni di questi temi e  mettono a disposizione le loro competenze.</p>
</div>
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		<item>
		<title>«La galera ha bisogno di aria e di luce»</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[silvio scaglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo e lo spazio della pena: un libro di prossima uscita su architettura, urbanistica e politiche penitenziarie. A colloquio con uno dei tre curatori, Franco Corleone, coordinatore nazionale dei Garanti dei detenuti e Garante a Firenze. Le riforme possibili, le riflessioni sul senso della pena «Il sovraffollamento delle carceri non è come un terremoto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><strong><em><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/scaglia.png"><img class="alignright size-medium wp-image-844" title="scaglia" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/scaglia-300x238.png" alt="" width="300" height="238" /></a>Il corpo e lo spazio della pena</em></strong><strong>:  un libro di prossima uscita su architettura, urbanistica e politiche  penitenziarie. A colloquio con uno dei tre curatori, Franco Corleone,  coordinatore nazionale dei Garanti dei detenuti e Garante a Firenze. Le  riforme possibili, le riflessioni sul senso della pena</strong></h4>
<p>«<em>Il sovraffollamento delle carceri non è come un terremoto, un incidente naturale, al contrario è il frutto di scelte sbagliate</em>».   Chi parla è Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia dal 1996  al 2001, attualmente Garante per i diritti dei detenuti a Firenze e  Coordinatore nazionale dei Garanti territoriali. Tra le mani mostra  l’ultima fatica <em>Il corpo e lo spazio della pena</em> (Ediesse  edizioni), in libreria dal prossimo 23 novembre. È il frutto di un  lavoro collettivo, nato da due seminari del 2009 e 2010, di cui Corleone  è uno dei tre curatori, accanto a Stefano Anastasia, docente di  Filosofia e Sociologia del Diritto a Perugia, e Luca Zevi, architetto e  urbanista.</p>
<p>«<em>Nel libro c’è l’ambizione</em> – aggiunge Corleone – <em>di  proporre un disegno di politica della giustizia e di politica  penitenziaria. Mi auguro che il nuovo ministro abbia voglia di tenerne  conto perché c’è tutto: da come concepire gli spazi e i luoghi  dell’architettura penitenziaria, all’idea che il carcere debba essere un  luogo di responsabilizzazione e non dove si ritorna infantili, c’è il  tema delle pene alternative, dei limiti che deve avere la carcerazione  preventiva e altro ancora. Sono 15 interventi, di altrettante persone  che si dedicano da anni su questi temi, che non posso elencare tutti, ma  che riflettono – ritengo – la frase finale con cui Adriano Sofri chiude  il suo intervento che vorrei citare: “</em>Io penso che il fine della pena sia la fine della pena”. <em>Come non essere d’accordo?</em>»</p>
<p><strong>Dottor Corleone, si diceva degli spazi e dei luoghi dell’architettura penitenziaria…</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Non si risolve l’emergenza con nuove carceri.  Certo, bisogna costruirne di nuove ma giusto per chiudere quelle immonde  dove adesso si accatasta la gente. Carceri vecchie, antiche, dove  diventa difficile garantire il recupero, la salute e la dignità dei  reclusi. Poi bisogna cominciare a distinguere: non si possono mettere  negli stessi luoghi le mamme con i figli, le persone in attesa di  giudizio, i semiliberi e i detenuti con il 41-bis. Bisogna  differenziare, costruire luoghi diversi e separati, in questo consiste  il ripensare l’architettura dell’edilizia penitenziaria.</em></p>
<p><strong>Ma intanto c’è il degrado degli oltre 67mila ristretti…</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Come dicevo, non è un degrado naturale e  inevitabile, è frutto di errori, culturali e politici innanzitutto. In  cifre: se in un anno passano dalle carceri 80mila persone, sappiamo che  26mila sono piccoli spacciatori, di cui 16mila sono tossicodipendenti, e  che il 40% di chi entra è in attesa di giudizio. Che senso ha mischiare  tutti negli stessi identici luoghi. Ci sono esperienze all’estero dove  il tema della differenziazione dei luoghi è stato affrontato, penso alla  Danimarca. Sarebbe anche un modo per introdurre responsabilità e non  infantilismo. Che senso ha chiedere a uomini maturi, in attesa di  giudizio, magari con una vita famigliare professionale alle spalle, di  dover fare la “domandina” per una scatola di pomodori? Che senso ha  mettere negli stessi luoghi chi è in semilibertà e chi deve scontare  venti anni? Ad esempio, bisognerebbe creare quelle che chiamiamo le Case  della semi-libertà, luoghi dove costruirsi il futuro.</em></p>
<p><strong>Oltre l’architettura?</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Oltre l’architettura, oltre il corpo e lo  spazio della pena, c’è tutto il resto: ripensare il senso della pena,  abolire leggi criminogene sulla droga che inchiodano nelle carceri  decine di migliaia di persone, chiudere gli OPG, fare davvero una  riforma della giustizia, riscrivere il codice penale, rivisitare la  riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria limitandone i compiti al  controllo delle sezioni del 41-bis e dell’Alta Sicurezza, alle  traduzioni e alla vigilanza antievasione.</em></p>
<p><strong>E le altre funzioni?</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Affidarle a un Corpo civile che sviluppi  percorsi educativi e trattamentali riprendendo, ad esempio, il modello  della Catalogna. Le cose da fare sono molte e possibili. Ma siamo in  ritardo.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>In uscita &#8220;Il corpo e lo spazio della pena&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Le carceri]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce il 23 novembre in tutte le librerie il volume de La Società della Ragione Il corpo e lo spazio della pena.
Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esce il 23 novembre in tutte le librerie il volume de La Società della Ragione: <strong></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/cop-corpospaziopena.png"><img class="alignright size-medium wp-image-826" title="cop-corpospaziopena" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/cop-corpospaziopena-185x300.png" alt="" width="185" height="300" /></a>Il corpo e lo spazio della pena</strong><br />
Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie<br />
a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi</p>
<p>2011<br />
EDIESSE<br />
13,00 Euro<br />
ISBN 978-88-230-1601-9</p>
<p>La vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell’ultimo ventennio ha  fatto esplodere il problema del sovraffollamento penitenziario, e con  esso quello della qualità della pena nel rispetto della dignità della  persona detenuta. Tra timide riforme e occasionali provvedimenti  deflattivi, la costruzione di nuove carceri e la saturazione di quelle  esistenti continuano a dominare l’agenda politica.</p>
<p>La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione  urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo  di interpretare la pena privativa della libertà. Chi si propone di  riformare la pena non può rinunciare, quindi, a ripensare lo spazio  penitenziario, almeno fino a quando il carcere resterà dominante nelle  nostre culture e nelle nostre pratiche punitive.</p>
<p><em>Testi di Sebastiano Ardita, Vittorio Borraccetti, Cesare Burdese,  Alessandro De Federicis, Patrizio Gonnella, Francesco Maisto, Corrado  Marcetti, Alessandro Margara, Mauro Palma, Sonia Paone, Eligio Resta,  Leonardo Scarcella, Adriano Sofri, Maria Stagnitta, Grazia Zuffa.</em></p>
<p><strong>Stefano Anastasia</strong>, ricercatore in Filosofia e  Sociologia del diritto nell’Università di Perugia, è stato presidente  dell’associazione Antigone e della Conferenza nazionale del volontariato  della giustizia.<br />
<strong>Franco Corleone</strong>, sottosegretario alla Giustizia dal  1996 al 2001, è Garante dei detenuti nel Comune di Firenze e presidente  della Società della Ragione.<br />
<strong>Luca Zevi</strong>, architetto e urbanista, direttore del  «Manuale del Restauro Architettonico» e del «Nuovissimo Manuale  dell’Architetto », ha insegnato nelle Università di Roma e Reggio  Calabria.</p>
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		<title>Canapa in giardino, la svolta</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 08:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Le droghe]]></category>
		<category><![CDATA[cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[fuoriluogo]]></category>
		<category><![CDATA[il manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[sentenze]]></category>

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		<description><![CDATA[L'articolo di Franco Corleone per la rubrica di Fuoriluogo sul il Manifesto del 16 novembre 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/canapa-balcone.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-834" title="canapa-balcone" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/canapa-balcone.jpg" alt="" width="290" height="226" /></a>Dalla Sardegna giungono buone notizie rispetto alla criminalizzazione  della coltivazione domestica di canapa. L’8 luglio scorso, la Corte  d’Appello di Cagliari ha cancellato la condanna contro due fratelli di  Carbonia: in primo grado, il Tribunale di Cagliari li aveva condannati  ad otto mesi di reclusione e duemila euro di multa per avere coltivato  quindici piantine nella propria abitazione.<br />
La perizia aveva  accertato che solo una piantina alta 50 cm. conteneva 164 mg di Thc  (quantitativo inferiore al valore della quantità massima detenibile a  uso personale), mentre le altre, tra i 10 e 20 cm., non avevano  materiale analizzabile.<br />
La dott.ssa Fiorella Pilato, presidente  estensore della sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce  reato, ha affrontato il problema se la coltivazione di poche piante  destinate all’uso personale possa avere rilevanza penale o se invece  tale condotta possa essere assimilabile alla detenzione (ad uso  personale): lo ha fatto prendendo le distanze dal dictum della sentenza  28605 del 10 luglio 2008 delle Sezioni Unite della Cassazione che  affermò il principio della punibilità della coltivazione “senza se e  senza ma”, indipendentemente dalla quantità e dalla destinazione.<br />
La  dr.ssa Pilato sottopone a serrata confutazione l’assunto della  Cassazione secondo cui la coltivazione “merita un trattamento diverso e  più grave” rispetto alla detenzione, per il solo fatto di aumentare la  quantità complessiva di stupefacenti presenti sul mercato (sic!). Questa  affermazione apparentemente logica si mostra invece come un vero e  proprio paralogismo. La quantità di stupefacenti  presente sul mercato è  nell’ordine di svariate tonnellate e non è certo qualche piantina che  può aumentarla significativamente. Ma paradossali sono le conseguenze:  il verdetto della Suprema Corte spingerebbe il consumatore, la cui  attività è penalmente irrilevante, a rivolgersi al mercato illecito e  clandestino incentivando lo spaccio e i proventi di una attività  criminale. Conclude la dr.ssa Pilato: “Soltanto in astratto può  affermarsi che qualsiasi coltivazione rappresenti un disvalore  assoluto”.<br />
La sentenza delle Sezioni unite della Cassazione afferma  che la risoluzione del problema della droga “deve essere circoscritta al  legislatore e ad esso soltanto è la responsabilità delle scelte circa i  limiti, gli strumenti, le forme di controllo da adottare”, volendo con  ciò limitare il potere di interpretazione delle norme da parte del  giudice. Ma, in contrasto con quanto dichiarato, si arroga il diritto di  aggravare le disposizioni di una legge già estremamente punitiva per  l’introduzione di un’unica tabella per tutte le sostanze; e perfino di  andare oltre il dettato della Convenzione internazionale di Vienna del  1988 che (par. 2 dell’art.3) equipara la coltivazione per consumo  personale al possesso e all’acquisto. Come ho già scritto, la sentenza  della Cassazione è culturalmente mediocre e senza alcun  pregio  giuridico, frutto solo del pregiudizio ideologico e moralistico.<br />
Infine,  la dr.ssa Pilato ribadisce l’interpretazione contenuta in una sentenza  del Tribunale di Milano: gli articoli 26 e successivi, che stabiliscono  le pene per la coltivazione, si riferiscono alle attività di carattere  industriale, non ai vasi sul balcone. Perciò, gli atti dei due fratelli  di Carbonia sono stati rimessi al Prefetto per le sanzioni  amministrative previste dall’art.75 per il consumo personale.<br />
Dopo la magistratura, sarebbe ora che anche la politica battesse un colpo.</p>
<p><em><a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/11/16/canapa-in-giardino-la-svolta/">Articolo</a> di Franco Corleone per la <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/fuoriluogo-sul-manifesto">rubrica di Fuoriluogo</a> su il Manifesto del 16 novembre 2011.</em></p>
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		<title>Giovanardi addio! (e anche Serpelloni)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 15:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[La caduta del Governo Berlusconi segni una svolta anche nel campo delle politiche sulle droghe. Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) e Forum Droghe hanno lanciato oggi un appello intitolato &#8220;Giovanardi addio! (e anche Serpelloni)&#8221;. Il primo, in qualità di sottosegretario con la delega sulla droga e il secondo come direttore del Dipartimento Nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="more">
<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/giovanardi-serpelloni.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-837" title="giovanardi-serpelloni" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/giovanardi-serpelloni-300x200.gif" alt="" width="300" height="200" /></a>La caduta del Governo Berlusconi segni  una svolta anche nel campo delle politiche sulle droghe. Il  Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) e Forum Droghe  hanno lanciato oggi un appello intitolato &#8220;Giovanardi addio! (e anche  Serpelloni)&#8221;. Il primo, in qualità di sottosegretario con la delega  sulla droga e il secondo come direttore del Dipartimento Nazionale  Politiche Antidroga hanno gestito &#8220;un&#8217;esperienza catastrofica&#8221;: &#8220;La  legge che porta il nome di Carlo Giovanardi&#8221;, si legge nell&#8217;appello, &#8220;ha  riempito le carceri di consumatori e di tossicodipendenti. Non solo: la  retorica proibizionista ha finanziato campagne di pseudo informazione  terroristiche e antiscientifiche e ha cancellato la scelta della  politica di riduzione del danno con una rottura del rapporto con le  Regioni e il mondo delle Comunità e delle associazioni di impegno civile  e sociale e del Volontariato.&#8221;</p>
<p>CNCA e Forum Droghe rimarcano  anche il ruolo negativo che il nostro Governo ha svolto a livello  internazionale. &#8220;L’Italia ha contrastato addirittura la Strategia sulle  droghe dell’Unione Europea 2005-2012 portando avanti un’assurda  battaglia di retroguardia contro la riduzione del danno, addirittura  pretendendo di dettare agli altri paesi europei l’elenco degli  interventi &#8216;accettabili&#8217; e quelli &#8216;inaccettabili&#8217;. Un’imposizione  ovviamente respinta dagli altri paesi europei. Ancora di recente, al  meeting di Alto livello dell’Onu sull’Aids, la delegazione italiana ha  cercato di nuovo di far cancellare il termine &#8216;riduzione del danno&#8217;.  Anche questa battaglia è stata perduta con la conseguenza però di  aumentare il discredito dell’Italia in sede internazionale, mettendo il  nostro paese in una condizione di isolamento provinciale.&#8221;</p>
<p>Per  queste ragioni i promotori dell&#8217;appello chiedono che, in caso di  formazione di un governo &#8220;tecnico&#8221;, si proceda allo &#8220;smantellamento di  una struttura di potere, di interessi particolari, che ha fatto della  faziosità la propria regola.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/appelli/giovanardi-addio-e-anche-serpelloni/">Vai al testo dell&#8217;appello e aderisci on line</a>.</p>
</div>
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		<title>Dal Carcere alla Comunità</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 14:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[Il “Gruppo Incontro” Cooperativa Sociale e Itaca (Associazione Europea degli Operatori Professionali delle Tossicodipendenze), vi danno il benvenuto al Convegno “Dal Carcere alla Comunità Terapeutica: percorsi, strumenti e attese”. Il Convegno intende essere un punto d’incontro per riflettere sui recenti cambiamenti che riguardano i cambiamenti strutturali, organizzativi e clinici per rendere le Comunità Terapeutiche in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Schermata-2011-10-13-a-16.08.36.png"><img class="alignright size-medium wp-image-821" title="Schermata 2011-10-13 a 16.08.36" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Schermata-2011-10-13-a-16.08.36-159x300.png" alt="" width="159" height="300" /></a>Il “Gruppo Incontro” Cooperativa Sociale e Itaca (Associazione  Europea degli Operatori Professionali delle Tossicodipendenze), vi danno  il benvenuto al Convegno “Dal Carcere alla Comunità Terapeutica:  percorsi, strumenti e attese”. Il Convegno intende essere un punto  d’incontro per riflettere sui recenti cambiamenti che riguardano i  cambiamenti strutturali, organizzativi e clinici per rendere le Comunità  Terapeutiche in grado di accogliere i soggetti provenienti dagli  Istituti detentivi. In questa cornice daranno il loro contributo  esponenti internazionali del calibro di Ambros Uchtenhagen Professore  Emerito di Psichiatria Sociale all’Università di Zurigo e Presidente del  Research Institute for Public Health and Addiction e Alex Stevens  Professore di Giustizia Criminale all’Università di Kent e autore del  recente libro intitolato: ” <a href="http://www.routledge.com/shopping_cart/products/product_detail.asp?curTab=DESCRIPTION&amp;id=&amp;parent_id=&amp;sku=&amp;isbn=9780415491044&amp;pc=" target="_blank"><em>Drugs Crime and Public Health: The Political Economy of Drug Policy”.</em></a></p>
<p>Il Convegno ospiterà inoltre importanti esponenti italiani che da  molti anni operano nel settore delle dipendenze e che potranno dibattere  su temi di grande attualità.</p>
<p>Il comitato organizzativo si è impegnato per rendere il convegno  gratuito ed accessibile a svariate figure dell’ambito professionale  sanitario; ciò è stato possibile grazie al supporto della Regione  Toscana, che ha dimostrato di avere molto a cuore queste tematiche di  estrema importanza sociale. Numerosi rappresentanti delle Istituzioni  daranno il loro contributo a testimonianza dell’importanza dell’evento,  per il quale è stato richiesto l’accreditamento ECM.</p>
<p>La conferenza sarà ospitata dalla città di Firenze, una tra le più  interessanti del mondo, e si terrà presso il Grand Hotel Mediterraneo,  affacciato sui Giardini del Lungarno del Tempio, a pochi passi dal  centro storico.</p>
<p>DAL CARCERE ALLA COMUNITA’ TERAPEUTICA<br />
Percorsi, strumenti, attese</p>
<p>Firenze, 27 e 28 ottobre 2011</p>
<p>Grand Hotel Mediterraneo<br />
Lungarno del tempio, 44   cap. 50121 Firenze, Italia.<br />
Tel. +39055660241<br />
Fax +39055679560</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>Giovedì 27 Ottobre</strong></p>
<p><strong>Ore 9.00</strong> Accoglienza ed accreditamento dei partecipanti</p>
<p><strong>Ore 9.30</strong> Saluti delle Autorità e Apertura del Convegno</p>
<p>Apertura: Dr. Salvatore Allocca. Assessore al welfare ed alle politiche per la</p>
<p>casa della Regione Toscana</p>
<p><strong>Ore 10.30</strong> Prima sessione. I paradigmi dei consumi e le loro conseguenze sulle policies</p>
<p>e sulla clinica. Maurizio Coletti intervista il Prof. Ambros Uchtenhagen</p>
<p>(ISFG dell’Università di Zurigo – CH) e il Prof. Alex Stevens(Università di Kent)</p>
<p><strong>Ore 12.00</strong> Interventi dalla platea e risposte dei relatori</p>
<p><strong>Ore 13.00</strong> Pausa pranzo</p>
<p><strong>Ore 14.30</strong> Seconda sessione: Dal carcere al CT: Istituzioni, soggetti, percorsi.</p>
<p><em> Intervengono</em>:</p>
<p>Prof. Marco Giannini (Università di Firenze)</p>
<p>Dr. Enrico della Rotta-Rinaldi (Tribunale di Sorveglianza di Roma)</p>
<p>Dr.ssa Antonietta Fiorillo (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze)</p>
<p><em>Modera</em>: Dr.ssa Paola Trotta (Coordinatore Dipartimento AUSL di Firenze)</p>
<p><strong>Ore 16.30</strong> Pausa caffè</p>
<p><strong>Ore 17.00</strong> Interventi della platea e risposte dei relatori</p>
<p><strong>Ore 18.00</strong> Chiusura dei lavori</p>
<p><strong>Venerdì 28 Ottobre</strong></p>
<p><strong>Ore 9.00</strong> Terza sessione: In CT: i cambiamenti dei percorsi.</p>
<p><em> Intervengono:</em></p>
<p>Dr. Giuseppe Iraci Sareri (Cooperativa Incontro – Pistoia)</p>
<p>Dr.ssa Donatella Paffi (Direttore UFM Ser.T di Pisa)</p>
<p>Dr. Leopoldo Grosso (Gruppo Abele – Torino)</p>
<p><em>Modera:</em></p>
<p>Dr.ssa Cinzia Groppi (Direttore UFC Ser. T. di Pistoia)</p>
<p><strong>Ore 10.45</strong> Pausa caffè</p>
<p><strong>Ore 11.00</strong> Quarta sessione: I cambiamenti degli strumenti.</p>
<p><em>Intervengono:</em></p>
<p>Dr. Augusto Consoli (Direttore del Dipartimento della Dipendenze</p>
<p>Patologiche di  Torino)</p>
<p>Dr. Felice Di Lernia (CT Oasi 2 – Trani)</p>
<p>Dr. Paolo Costantino (Direttore UFM Ser.T./A di Firenze )</p>
<p><em>Modera:</em></p>
<p>Dr. ssa Marina Zazo (Ceis di Livorno)</p>
<p><strong>Ore 13.00 </strong> Pausa pranzo</p>
<p><strong>Ore 14.30</strong> Tavola rotonda finale: Dal carcere alla CT: gli aspetti istituzionali e delle  <em>policies</em></p>
<p><em>Intervengono:</em></p>
<p>Dr. Franco Corleone (Forum Droghe)</p>
<p>Dr. Riccardo De Facci (CNCA)</p>
<p>Dr. Patrizio Gonnella (Associazione Antigone)</p>
<p>Dr. Meo Barberis (Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII)</p>
<p><em>Modera</em>: Dr. Umberto Paioletti (Coordinatore Inter – C.E.A.)</p>
<p><strong>Ore 16.00</strong> Conclusioni e Saluti</p>
<p>Dr.ssa Daniela Scaramuccia. Assessore Regionale della</p>
<p>Toscana in materia di Diritto alla Salute.</p>
<p>Info<br />
<a href="http://www.dalcarcereallacomunita.it">http://www.dalcarcereallacomunita.it</a></p>
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