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	<title>FrancoCorleone.it</title>
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	<description>Il sito di Franco Corleone</description>
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		<title>25 marzo a Comacchio</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 15:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incontro pubblico sulle politiche sulle droghe in Italia con Franco    Corleone, Presidente de La Società della Ragione, già    sottosegretario alla Giustizia.
Coordina Leonardo   Fiorentini webmaster di fuoriluogo.it
Nel corso dell’incontro verranno presentati i dati del Libro Bianco    sugli effetti della Legge Fini-Giovanardi realizzato da Antigone, Forum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/comacchio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-470" title="comacchio" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/comacchio-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a>Incontro pubblico sulle politiche sulle droghe in Italia con <a href="http://www.francocorleone.it/blog/2010/03/18/il-25-marzo-a-comacchio/"><strong>Franco    Corleone</strong></a>, Presidente de La Società della Ragione, già    sottosegretario alla Giustizia.</p>
<p>Coordina <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2010/03/18/%e2%80%9cnon-sapete-veramente-piu-con-chi-prendervela%e2%80%9d/"><strong>Leonardo   Fiorentini</strong> </a>webmaster di fuoriluogo.it</p>
<p>Nel corso dell’incontro verranno presentati i dati del Libro Bianco    sugli effetti della Legge Fini-Giovanardi realizzato da Antigone, Forum    Droghe e Società della Ragione e disponibile su <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/biblioteca/dossier/libro-bianco-sugli-effetti-della-legge-fini-giovanardi#more">www.fuoriluogo.it</a>.</p>
<p><strong>INGRESSO RISERVATO SOCI ARCI</strong></p>
<p>In collaborazione con fuoriluogo.it.</p>
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		<title>11 marzo. L’ossessione securitaria e la bulimia carceraria.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:47:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Incontro a Milano l'11 marzo sul Piano carcere del Governo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/sdrmilano.jpg"><img src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/sdrmilano-300x213.jpg" alt="" title="sdrmilano" width="300" height="213" class="alignright size-medium wp-image-465" /></a>LA SOCIETA’ DELLA RAGIONE</p>
<p>L’ossessione securitaria e la bulimia carceraria.<br />
Il Piano carcere del Governo è una soluzione ?</p>
<p>Giovedì 11 marzo 2010 | ore 21<br />
Milano | Circolo della Stampa<br />
Palazzo Serbelloni | Corso Venezia 16</p>
<p>Intervengono:<br />
On. Andrea Orlando, responsabile Giustizia PD<br />
Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti Firenze<br />
Maurizio Baruffi, consigliere comunale PD Milano<br />
Alessandra Naldi, Antigone</p>
<p>testimonianza di Lucia Castellano direttore del carcere sperimentale di<br />
Bollate</p>
<p>Introduce e coordina la discussione Roberto Cornelli, segretario provinciale<br />
PD milano</p>
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		<title>Canapa in giardino, a Milano si volta pagina</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 09:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Franco Corleone commenta la sentenza del Tribunale di Milano che ha assolto un imputato reo di aver coltivato in giardino 7 piante di marijuana. La sentenza del Giudice Salvini sulla coltivazione domestica di canapa è <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/sentenze/sentenza_salvini.pdf">on line</a> in formato pdf.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/canapa.jpg"><img src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/canapa-295x300.jpg" alt="" title="canapa" width="295" height="300" class="alignright size-medium wp-image-462" /></a>C’è un giudice a Milano. Il 13 ottobre  scorso una sentenza del tribunale ha stabilito che la coltivazione domestica di canapa non è reato.<br />
Il dottor Guido Salvini, giudice per l’udienza preliminare, ha deciso di non doversi procedere perché il fatto non costituisce reato nei confronti di un imputato che aveva coltivato in giardino sette piantine di marijuana. Una decisione storica e di grande valore anche  per la qualità della motivazione che sorregge il verdetto. Il Pubblico Ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio per violazione dell’art. 73 della legge Fini-Giovanardi. I carabinieri di Vaprio d’Adda avevano scoperto e sequestrato sette vasi, con altrettante piantine alte 50/60 centimetri. Va aggiunto che le inflorescenze contenevano una quantità di principio attivo non molto superiore a quello indicato nelle tabelle della legge antidroga quale limite per l’uso personale; neppure era certo che tutto il principio attivo fosse davvero recuperabile dall’imputato.<br />
La condotta di coltivazione è stata oggetto di numerose sentenze contrastanti da parte dei giudici di merito. Molti l’avevano assimilata alla detenzione per uso personale e dunque non punibile penalmente ma solo in via amministrativa; ma il 10 luglio del 2008 la Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilì invece che la condotta di coltivazione non poteva essere sottratta al rilievo penale, in quanto non è menzionata nell’art. 75 della legge antidroga  tra i comportamenti soggetti all’illecito amministrativo. La sentenza giudicava arbitraria qualsiasi distinzione tra la coltivazione domestica e quella di carattere industriale, perché l’esito sarebbe comunque quello di accrescere la quantità di sostanza stupefacente presente in natura.<br />
La sentenza della Cassazione non ha alcun pregio né giuridico, né interpretativo: si limita ad una lettura pedissequa, meccanica e superficialmente riduttiva di un fenomeno storicamente e culturalmente complesso. Purtroppo essa vale come indirizzo, anche se per fortuna nel nostro ordinamento non ha un potere vincolante: tanto è vero che nel gennaio 2009 (sentenza n. 1222), la IV sezione della Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna della Corte d’Appello di Ancona relativa alla coltivazione di 23 piantine di marijuana non giunte a maturazione.<br />
Il giudice Salvini con un procedimento assai rigoroso smonta l’assunto della Suprema Corte giudicandolo “assai discutibile sul piano ermeneutico”. E aggiunge un richiamo severo: “Ogni espressione usata in un articolo di legge, soprattutto se di carattere non giuridico ma naturalistico, dovrebbe infatti essere interpretata alla luce dell’intera normativa di riferimento”.<br />
Per questo, viene dedicata una particolare attenzione agli artt. 26 e seguenti che contengono la disciplina amministrativa per la coltivazione e la produzione lecita di piante contenenti principi attivi di sostanze stupefacenti. L’analisi delle procedure di autorizzazione e controllo porta alla conclusione che la legge, quando parla di “coltivazione”, “ha per oggetto di riferimento un’attività in larga scala o quantomeno apprezzabile” destinata al commercio e “non si riferisce invece a modesti quantitativi di piante messe a dimora in modo rudimentale in vasi e terrazzi”. Con coerenza logica, il giudice Salvini conclude che la crescita di alcune piante in vasi esce dal concetto di “coltivazione”  e si risolve in una forma di detenzione (senza acquisto della sostanza perché il soggetto se la procura da sé coltivandola): ciò impedisce l’applicazione dell’art. 73 che determina le sanzioni penali.<br />
Da notare che questa interpretazione segue il dettato delle convenzioni internazionali, come a suo tempo aveva sostenuto Giancarlo Arnao (cfr. Fuoriluogo, novembre 2002):  la Convenzione di Vienna del 1988, al par. 2 dell’art. 3, equipara la coltivazione per consumo personale al possesso e all’acquisto.<br />
Ovviamente, gli atti sono stati inviati al Prefetto per l’iter delle sanzioni amministrative ma la sentenza costituisce un punto fermo per un cambiamento salutare della giurisprudenza e della dottrina. Una boccata d’ossigeno in un quadro di tanti esempi torbidi di persecuzione giudiziaria, dall’incriminazione della musica reggae di Rototom fino alla vendita di semi del Canapaio di Parma. Una spinta a riprendere la battaglia per cambiare una legge criminogena.</p>
<blockquote><p>Franco Corleone commenta la sentenza del Tribunale di Milano che ha assolto un imputato reo di aver coltivato in giardino 7 piante di marijuana. La sentenza del Giudice Salvini sulla coltivazione domestica di canapa è <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/sentenze/sentenza_salvini.pdf">on line</a> in formato pdf.</p></blockquote>
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		<title>A Empoli un carcere per sole trans. Ma c’è chi parla di: “Rischio ghetto”</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 08:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Nadia Francalacci per <a href="http://blog.panorama.it/italia/2010/01/28/a-empoli-un-carcere-per-sole-trans-ma-ce-chi-parla-di-rischio-ghetto/">Panorama</a>, Giovedì 28 Gennaio 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/carcere-empoli-large.jpg"><img src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/carcere-empoli-large-300x210.jpg" alt="" title="carcere-empoli-large" width="300" height="210" class="alignright size-medium wp-image-455" /></a>Un decreto ministeriale del 20 ottobre 2008 ha trasformato l’Istituto a custodia attenuata (dove cioè la funzione rieducativa della pena assume maggiore importanza rispetto a quella retributiva, offrendo maggiori opportunità al detenuto di riabilitarsi e di auto-sperimentare il grado di maturità e responsabilità raggiunta) della città toscana nel primo carcere italiano per transgender.</p>
<p>Ospiterà, dai primi giorni di marzo, venti giovani transessuali attualmente recluse in un’ala dedicata del penitenziario di di Sollicciano, in provincia di Firenze. La scelta del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria toscana è stata dettata dalla volontà di alleggerire il carcere fiorentino sfruttando le potenzialità di quello empolese, ormai vuoto.</p>
<p>“La scelta di trasferire le transessuali a Empoli” precisa a Panorama.it, il provveditore Maria Pia Giuffrida “è nata per alleviare le loro condizioni di detenzione. Nella nuova struttura sarà più semplice riuscire ad attuare programmi e percorsi educativi e lavorativi“. Attualmente solo tre delle future ospiti svolgono mansioni all’interno del carcere di Sollicciano. “A Empoli tutte avranno un’occupazione: potranno studiare ma anche imparare a lavorare la terra”, precisa Giuffrida. L’istituto empolese è infatti provvisto non solo di bagni idonei, ma anche di una sala per dipingere, strumenti musicali, una biblioteca, un cortile all’aperto con un gazebo, tavoli e un piccolo orto.</p>
<p>E le trans che cosa pensano del nuovo carcere? Secondo il provveditore Giuffrida che le ha incontrati solo pochi giorni fa: “Sono entusiaste e mi hanno fatto moltissime domande sulla struttura e sulle possibilità di lavoro”, racconta Maria Pia Giuffrida. “Ma la domanda più ricorrente è stata: quando?. La voglia di iniziare questa nuova esperienza è veramente forte”.</p>
<p>Mentre vanno ultimandosi i lavori di adeguamento al sistema idraulico e a quello elettrico della struttura e sono stati anche ridefiniti i livelli di sicurezza dell’istituto, il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria sta anche concludendo il percorso formativo per gli agenti. Saranno uomini, come stabilisce la normativa, a vigilare all’interno dell’Istituto. Ma considerando la particolarità delle detenute il Provveditorato ha previsto anche la presenza di alcuni agenti di custodia donne. In parallelo con i corsi di formazione, è stato attivato anche un ciclo di incontri con endocrinologi e psicologi della Asl empolese.</p>
<p>Attualmente, le venti trans che saranno trasferite stanno scontando la pena all’interno della sezione femminile di Sollicciano, sorvegliati da donne, con il supporto di un solo agente maschile: svolgono attività culturali con le donne, giocano a pallavolo e fanno sport con le altre detenute di sesso femminile. “Questo è un carcere all’avanguardia, dove esiste l’integrazione concreta tra trans e altri detenuti” commenta il garante dei detenuti toscani, Franco Corleone. “Certo, con i problemi di sovraffollamento che investono anche l’istituto fiorentino, il trasferimento di venti detenuti in una struttura inutilizzata non può che essere positivo”.</p>
<p>Parla di buona notizia Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay : “Questo progetto pilota non solo toglierà le trans da un ambiente dove sono costrette a subire umiliazioni ma le introdurrà in una nuova dimensioneche ne favorità il reinserimento e l’occupazione”.</p>
<p>Più cauto il commento di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale: “L’esperimento toscano va monitorato. Empoli eviterà spiacevoli episodi di mobbing sessuale, ma il modello di carcere auspicabile per le trans è quello che prevede un’integrazione completa con gli altri detenuti uomini e donne senza correre rischi”.</p>
<p>Dubbi sui quali invita a riflettere anche Franco Corleone, che paventa il rischi che il carcere di Empoli si possa “trasformare in un “ghetto” o peggio ancora in un ‘carcere spettacolo’, o in uno ‘zoo’”, dice a Panorama.it il garante dei detenuti. E prosegue: “Sono perplesso su questo trasferimento, che avviene senza aver fatto un serio percorso di integrazione con la comunità empolese, l’Amministrazione comunale e le associazioni di volontariato. E poi trovo che ci siano tante contraddizioni da risolvere. Una su tutte il nome del nuovo carcere deciso dal decreto ministeriale del 2008: Istituto transgender maschile di Empoli. È sul “maschile” che, oggi come in passato, manifesto tutte le mie perplessità. Non si può parlare di integrazione, di progetto all’avenguardia se poi si ghettizzano in partenza”.</p>
<p>Articolo di Nadia Francalacci per <a href="http://blog.panorama.it/italia/2010/01/28/a-empoli-un-carcere-per-sole-trans-ma-ce-chi-parla-di-rischio-ghetto/">Panorama</a>, Giovedì 28 Gennaio 2010</p>
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		<title>Ricadute sociali della legge proibizionista fini-giovanardi</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 14:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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Presentazione del Libro Bianco sugli effetti della Legge Fini-Giovanardi. Bologna, sabato 30 gennaio 2010
Ricadute sociali della legge proibizionista fini-giovanardi
In materia di sostanze.
Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali, Giuseppe Ales&#8230; e tanti altri, vittime di una legge liberticida e infame, legge che colpisce il 60% della popolazione carceraria, i lavoratori sottoposti illegalmente ai test [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Immagine-65.png"><img src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Immagine-65-280x300.png" alt="" title="Immagine 65" width="280" height="300" class="alignright size-medium wp-image-451" /></a><br />
<blockquote>Presentazione del Libro Bianco sugli effetti della Legge Fini-Giovanardi. Bologna, sabato 30 gennaio 2010</p></blockquote>
<p>Ricadute sociali della legge proibizionista fini-giovanardi<br />
In materia di sostanze.</p>
<p>Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi, Alberto Mercuriali, Giuseppe Ales&#8230; e tanti altri, vittime di una legge liberticida e infame, legge che colpisce il 60% della popolazione carceraria, i lavoratori sottoposti illegalmente ai test sulle sostanze, la delegittimazione della pratiche di riduzione del danno, la svalutazione dei servizi pubblici, la repressione dei contesti giovanili, danno il quadro degli effetti devastanti prodotti dalla legge Fini-Giovanardi.<br />
Legge che colpisce indiscriminatamente i soggetti più deboli e ricattabili nella nostra società, legge usata come controllo sociale e come mezzo per chiudere e reprimere spazi sociali ed esperienze culturali in tutta Italia, come per il Livello 57 di Bologna, lo Spazio Blu di Monfalcone, la rassegna musicale Rototom </p>
<p>Consideriamo inoltre che i guadagni della criminalità organizzata derivanti dal mercato delle sostanze stupefacenti non si siano per niente assottigliati, anzi sono in continua espansione.<br />
In questo scenario i danni che produce questa legge si estendono quotidianamente su chi consuma sostanze stupefacenti illegali e legali, danni prodotti dall&#8217;ignoranza dei consumatori e dalle difficoltà che incontrano le poche esperienze rimaste sul territorio che lavorano sull&#8217;informazione e riduzione del danno.  </p>
<p>In questa realta&#8217;delirante e più che mai urgente ritessere reti sulle pratiche, sulla ricerca, nel sapere, e nella formazione e di una cultura sociale sulle droghe alternative a quella istituzionalmente dominante.<br />
Per coltivare ancora una speranza che questa ignobile legge venga abolita o quantomeno che l&#8217;iniziativa antiproibizionista riesca a tamponare gli effetti più beceri, sentiamo la necessità di affrontare un ragionamento sul “libro bianco sugli effetti carcerari della Fini-Giovanardi “ realizzato da Forum Droghe e dall&#8217;Associazione Antigone.</p>
<p>SABATO 30 GENNAIO 2010<br />
dalle ore 16.30 presso<br />
ARTERIA  vicolo Broglio 1 &#8211; Bologna</p>
<p>Presentazione del<br />
Libro Bianco sugli effetti della Legge Fini-Giovanardi<br />
a cura di Associazione Antigone e Forum Droghe</p>
<p>intervengono:<br />
Giuseppe Campesi   &#8211; Associazione Antigone &#8211; per i diritti dei detenuti<br />
L&#8217;ATTIVITA&#8217; OSSERVATORIO SUL CARCERE di Antigone per Emilia Romagna.</p>
<p>Vincenzo Scalia – Associazione Antigone &#8211; per i diritti dei detenuti e Professore università di cambridge<br />
L&#8217;EMERGENZA  DEI DIRITTI: oltre le carceri e la legislazione speciale </p>
<p>Beatrice Bassini &#8211; Forum Droghe<br />
SANZIONI AMMINISTRATIVE E QUALITA’ DELLA VITA</p>
<p>Franco Corleone &#8211; Forum Droghe e Garante per i diritti del detenuto Firenze<br />
IMPATTO PENALE E SANZIONATORIO DELLA LEGGE ANTIDROGA.<br />
IL CONTESTO  REGIONE TOSCANA. </p>
<p>L&#8217;utilizzo contro gli spazi sociali del reato di<br />
agevolazione allo spaccio e al consumo di sostanze</p>
<p>intervengono:<br />
<strong>LIVELLO57 </strong> &#8211; Bologna – Come la sentenza di Bologna restituisce dignità ai soggetti culturali, politici, e ai protagonisti del livello57 a tre anni dalla persecuzione giudiziaria del movimento bolognese antiproibizionista. Saranno presenti gli avvocati.</p>
<p><strong>OFFICINA SOCIALE</strong> &#8211;  Monfalcone &#8211;  Febbraio 2009 sei attivisti di Officina  furono arrestati  accusati formalmente di cessione a titolo gratuito o oneroso di marijuana o hashish. L’accusa  è  di “consumare” hashish e marijuana, abitualmente ed in pubblico, passando la canna ad altri. Questo diventa “cessione” e soprattutto “induzione al consumo”. Siccome il giro di amici è di otto persone, diventano un’associazione organizzata. Siccome i “fatti” avvengono poi anche all’interno di un luogo che è sede di varie associazioni, i presidenti delle suddette sono da considerarsi “colpevoli” di non averli impediti, di averli tollerati.<br />
<strong><br />
ROTOTOM FESTIVAL </strong> &#8211; Udine &#8211; Il festival reggae più grande d&#8217;Europa, un evento musicale e culturale antirazzista e anticolonialista che ogni estate da 16 anni porta 150 mila persone a Osoppo è attualmente nel mirino delle autorità, con il presidente indagato per agevolazione al consumo di sostanze stupefacenti a causa della legge Fini-Giovanardi sulle droghe.</p>
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		<title>Strada Facendo 2010</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/sito/2010/01/28/strada-facendo-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 09:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Le droghe]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[strada facendo]]></category>
		<category><![CDATA[terni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 5 al 7 febbraio torna l'appuntamento biennale sui temi del sociale organizzato da Cnca, Gruppo Abele e Libera. Le iscrizioni sono aperte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="more">
<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/stradafacendo180.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-444" title="stradafacendo180" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/stradafacendo180.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Si  svolgerà a Terni, dal 5 al 7 febbraio la quarta edizione di Strada  Facendo, iniziativa sulle politiche sociali organizzata da Cnca, Gruppo  Abele e Libera.</p>
<p>L&#8217;apertura in plenaria si svolgerà presso  il Palatennistavolo di Terni.<br />
Venerdì sera, partecipazione acustica  dei Ned Ludd e dei Modena City Ramblers.</p>
<p>Il sabato  si svolgeranno i 7 gruppi di lavoro dedicati alle tematiche:</p>
<p>1) <strong>Lavoro: disoccupazione,  precariato. Quali riforme possibili in una nuova prospettiva di politica  economica;</strong></p>
<p>2)  <strong>Welfare, i rinforzi necessari. Quali concrete misure da  proporre  oggi in grado di tracciare il solco per le riforme di domani</strong>; <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7238">Leggi il  documento<br />
</a><br />
3) <strong>Il diritto all&#8217;abitazione. Le  politiche dell’abitare in una città vivibile</strong>; <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7239">Leggi  il documento</a></p>
<p>4) <strong>Per una dignità dei migranti: tra il  lavoro come merce e la mercificazione delle persone; </strong></p>
<p>5)  <strong>La  salute per tutti: valorizzare i punti di forza e superare i punti  di debolezza;</strong> <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7240">Leggi  il documenento</a></p>
<p>6) <strong>Carcere: dal penale al sociale.  Revisionare le normative penali, realizzare le misure alternative,  evitare le recidive;</strong> <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7241">Leggi il  documento<br />
</a><br />
7) <strong>Giovani, risorse ed opportunità.</strong></p>
<p>Domenica   mattina, sempre al Palazzetto dello Sport, la plenaria di chiusura.</p>
<p><strong><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7242">Programma  (bozza)</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7243">Per  iscrizioni on line clicca qui</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7244">Accrediti  stampa<br />
</a>Da presentare entro il 3 febbraio</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7245">Comunicati  stampa</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7246">Rassegna  stampa</a></strong></p>
<p>Per informazioni<br />
Gruppo Abele<br />
Tel  011.3841042 (dalle ore 9 alle ore 17, dal lunedì al venerdì)<br />
Fax  011.3841091<br />
<a href="mailto:stradafacendo@gruppoabele.org">stradafacendo@gruppoabele.org</a></p>
<p><strong><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7247">Per  informazioni su prenotazioni alberghiere e orari navette clicca qui</a></strong></p>
</div>
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		<title>Trieste 2010: che cos’è &#8217;salute mentale&#8217;?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 09:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[opg]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro per una rete mondiale di salute comunitaria a Trieste dal 9 al 13 febbraio 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Incontro per una rete mondiale di salute comunitaria a Trieste dal 9 al 13 febbraio 2010.</p></blockquote>
<p><strong>L&#8217;abbiamo chiamato Incontro perché non è un  convegno. </strong><br />
Che cos&#8217;è “salute mentale” oggi? Questo tema invita e   sollecita chi vuole condividere il “rischio” di incontrasi e discutere  con  altri, diversi per storia, esperienza, contesto in cui operiamo e  viviamo,  tutte e tutti con l&#8217;intenzione di scambiare e costruire  insieme. Dai vari Paesi  nascono ragionamenti e pratiche diversi ed  estremamente interessanti nel loro  insieme: per questo internazionale.<br />
L&#8217;incontro internazionale sarà un crocevia di storie,  di  azioni, di esperienze, di studi e ricerche. Non è quindi un tipico  convegno  psichiatrico. Le offerte di riflessione sono molte e diverse  tra loro. Noi qui  a Trieste mettiamo a disposizione luoghi, accoglienza  e spunti. È  un’opportunità per costruire una rete mondiale fondata sui  nostri comuni  obiettivi e aspirazioni che sia capace di intervenire  come “massa critica”.  Solo insieme potremo dare corpo a una nuova  intrapresa: per questo fare rete.<br />
Il Dipartimento di salute mentale  dell&#8217;Azienda  sanitaria  triestina, assieme alla Provincia e all&#8217;Università di  Trieste, alla  Cooperazione sociale e al Comune, condomini del parco  culturale di San Giovanni  (l&#8217;ex-manicomio), nuovamente “apre le porte”:  accogliamo chi vuole intervenire,  confrontarsi, discutere.<br />
È un  incontro autogestito e in buona misura   autofinanziato (fatto salvo per l’impegno degli operatori e l’uso degli  spazi  pubblici), come forse non si usa più o come si deve sempre più  spesso  immaginare quando si vuole marcare un&#8217;indipendenza di pensiero  nel rispetto  degli altri, anche e soprattutto delle differenze.<br />
Chi verrà qui a Trieste in quei probabilmente freddi   giorni di febbraio si aspetti calore, accoglienza, spazio e un gran  benvenuto  alla disponibilità di confronto organizzato o spontaneo. Non  cederemo alla  banalità e alla volgarizzazione delle questioni, ci  saranno istituzioni e  istituzionalizzati, ricercatori, pensatori,  tecnici, teorici e praticanti,  lavoratori, cittadini, familiari e  impazienti pazienti dei servizi.<br />
Ringraziamo sin da ora gli sponsor  che ci sostengono  per  offrire l&#8217;infrastruttura minima necessaria, ringraziamo chi ha  inviato e  invierà l&#8217;adesione istituzionale e chi proposte di intervento  o riflessione per  uno sforzo che vuole nascere e svilupparsi come  collettivo.<br />
I vostri commenti, suggerimenti, proposte sono più che   benvenuti.<br />
Se fate parte di un’organizzazione che potrebbe   contribuire alla “massa critica” della futura rete mondiale, vi  chiediamo di  prendere in considerazione la possibilità di essere tra i  promotori di questa  iniziativa. Vi chiediamo di diffondere questo  annuncio e le future  comunicazioni alla vostra mailing-list.</p>
<p>La  Segreteria Organizzativa<br />
<a href="mailto:trieste2010@ass1.sanita.fvg.it">trieste2010@ass1.sanita.fvg.it</a></p>
<p>Vai al programma e agli altri dettagli: <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/7255">http://www.trieste2010.net/ita/Default.asp</a></p>
<p>Per informazioni, iscrizioni, prenotazioni e maggiori dettagli<br />
contattare la Segreteria Iscrizioni e Prenotazioni, Smile Tech srl:<br />
<a href="mailto:service@trieste2010.net">service@trieste2010.net</a> &#8211;          <a href="mailto:info@smilevervice.it">info@smilservice.it </a><br />
tel +39 040 3481631-fax +39 040 3487023</p>
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		<title>Montelupo. L’Opg diventerà un carcere</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 09:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[L’annuncio del governatore Martini mentre a Pozzale è tutto pronto per l’arrivo delle trans
Gli internati a Solliccianino, al loro posto detenuti comuni
L’annuncio del governatore Martini ha colto di sorpresa il Comune di Montelupo. Il sindaco: non ci risulta e non ci piace 
MONTELUPO. Una rivoluzione nella geografia carceraria del circondario con una formula di detenzione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’annuncio del governatore Martini mentre a Pozzale è tutto pronto per l’arrivo delle trans<br />
<strong>Gli internati a Solliccianino, al loro posto detenuti comuni</strong><br />
L’annuncio del governatore Martini ha colto di sorpresa il Comune di Montelupo. Il sindaco: non ci risulta e non ci piace </p>
<p>MONTELUPO. Una rivoluzione nella geografia carceraria del circondario con una formula di detenzione, quella a custodia attenuata di Pozzale, che è sparita, con un trasloco degli internati dell’Opg che andranno a “Solliccianino”. E con un riempimento conseguente, e inaspettato, della villa medicea dell’Ambrogiana con detenuti comuni. Una soluzione che non piace al Comune di Montelupo.<br />
 Un brusco stop dunque a desideri e progetti di recuperare l’imponente villa medicea dell’Ambrogiana, di aprirla al pubblico come, grazie ad appuntamenti mensili con una storica dell’arte, si era cominciato a fare da alcuni anni nella prospettiva del recupero più ampio possibile del patrimonio artistico e storico. Da anni e anni se ne parla e su questo tema si era impegnato anche l’attuale sindaco di Firenze Matteo Renzi quando era presidente della Provincia.<br />
 Nel protocollo d’intesa che è stato firmato ieri mattina i detenuti dell’Opg saranno trasferiti nelle regioni di loro provenienza e quelli toscani, al momento una cinquantina, saranno portati alla struttura Mario Gozzini (“Solliccianino”) che al momento accoglie giovani tossicodipendenti.<br />
 Fin qui il protocollo che comunque avrà tempi non immediati, si parla di un paio di anni, e che comunque non sono stati specificati dal capo dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Franco Ionta e dal presidente della Regione Claudio Martini. Ma sempre loro due hanno specificato che nella villa medicea «ci verrà realizzato un carcere ordinario». Una voce, questa, che circolava da mesi tra gli operatori dello stesso ospedale. E che si concilia bene con la ristrutturazione di alcuni padiglioni portata avanti dal ministero. Si tratta di lavori in corso e che andranno avanti nei prossimi mesi come quelli nella terza sezione (in parte già rimodernata nel 2006) e anche nell’area riservata ai colloqui.<br />
 «Nel protocollo &#8211; spiegano il sindaco Rossana Mori e l’assessore alle politiche sociali Giacomo Tizzanini &#8211; questa destinazione non è prevista e qualsiasi cambiamento va concordato con l’ente locale». «Noi stiamo combattendo la destinazione di quelli spazi a celle &#8211; aggiungono ancora &#8211; non sono adatti agli internati dell’Opg e di conseguenza non lo sarebbero neppure per dei detenuti normali».<br />
 Critico anche Franco Corleone, garante dei detenuti di Sollicciano. «Io sono dell’idea che vada superata l’istituzione dell’Opg &#8211; spiega &#8211; ma bisognerebbe chiedersi se la struttura più adatta sia davvero il Mario Gozzini. E ancora che ne facciamo dell’Opg? E’ opportuno fare un altro carcere in Toscana? Bisognerebbe non prendere decisioni improvvise, ma concordate con le altre istituzioni. Che cosa ne pensa il Comune di Montelupo di questa idea?». (l.a.)</p>
<p><strong>E la prigione riservata ai trans fa discutere</strong><br />
Al garante dei detenuti non piace, la presidente del Mit invece applaude</p>
<p>EMPOLI. Piace ai transessuali il carcere per soli detenuti trans. La struttura tra poche settimane aprirà a Pozzale e trova d’accordo la presidente del Movimento nazionale identità transgender (Mit), Regina Satariano, transessuale e imprenditrice in Versilia, che commenta positivamente l’iniziativa del provveditorato regionale della Toscana per l’amministrazione penitenziaria.<br />
 «E’ stata un’idea geniale realizzare un carcere per soli detenuti trans &#8211; osserva Regina &#8211; non sarà un ghetto ma un’opportunità per evitare l’isolamento nei penitenziari e dare ai trans detenuti le motivazioni per affrontare progetti di reinserimento sociale mentre scontano la pena». La struttura sarà la prima in Italia di questo tipo ed è stata ricavata dall’ex casa circondariale a custodia attenuata per donne pregiudicate di reati di lieve gravità. Vi verranno trasferiti circa 30 persone trans che attualmente sono recluse in un apposito reparto del carcere di Sollicciano. «Questa iniziativa ha grandi possibilità, anche perchè non si può continuare a relegare i trans in un isolamento di fatto nelle carceri» aggiunge Regina Satariano, che nei giorni scorsi, proprio a Empoli, ha partecipato, a un’assemblea scolastica degli studenti del liceo scientifico Pontormo.<br />
 Meno entusiasta sulla nuova esperienza al via il garante dei detenuti di Sollicciano, Franco Corleone, sull’esperienza al via a Empoli. «Le detenute transessuali &#8211; spiega ancora il garante &#8211; dovrebbero andare nella sezione femminile. Creando una struttura apposta per loro si finierà per creare un ghetto».</p>
<blockquote><p>Articoli dal Tirreno del 28 gennaio 2010.</p></blockquote>
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		<title>Italy &#8216;to open first prison for transgender inmates&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 22:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bbc]]></category>
		<category><![CDATA[pozzale]]></category>
		<category><![CDATA[transgender]]></category>

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		<description><![CDATA[Many prisons in Italy suffer from overcrowding
Italy is to open one of the world&#8217;s first prisons for transgender inmates, reports say.
The prison, at Pozzale, near the Tuscan city of Florence, is expected to house inmates who mainly have convictions for drug-related offences and prostitution.
Gay rights groups in Italy welcomed the move to convert an almost [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Immagine-59.png"><img class="alignright size-medium wp-image-437" title="Immagine 59" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/Immagine-59-300x211.png" alt="" width="300" height="211" /></a>Many prisons in Italy suffer from overcrowding</strong></p>
<p>Italy is to open one of the world&#8217;s first prisons for transgender inmates, reports say.</p>
<p>The prison, at Pozzale, near the Tuscan city of Florence, is expected to house inmates who mainly have convictions for drug-related offences and prostitution.</p>
<p>Gay rights groups in Italy welcomed the move to convert an almost empty medium security women&#8217;s prison into a specially equipped detention centre.</p>
<p>It is thought that Italy has a total of some 60 transgender prisoners.</p>
<p>The centre will house about 30 people, according to reports.</p>
<p>The BBC&#8217;s Duncan Kennedy, in Rome, says that until now transgender prisoners have been located in women&#8217;s prisons where they are often segregated for their own safety.</p>
<p>Psychological support</p>
<p>Leading gay rights groups say they welcome the new prison as a dedicated space providing the psychological support transgender prisoners need.</p>
<p>However, one local council official has said she cannot understand why the Pozzale prison had remained almost empty for so long.</p>
<p>&#8220;There are at least 30 to 40 women held in nearby prisons who would be ready to be transferred to a medium-security centre such as Pozzale. But very restrictive entry requirements were imposed,&#8221; Franco Corleone told Italian news agency Adnkronos.</p>
<p>According to Italian newspaper Il Giornale, the prison only has two inmates at present but has a staff of 22 people.</p>
<p>The prison has its own library, recreation centre, football pitch and agricultural land which produces olive oil and wine.</p>
<p>Inmates also have their own cell and are given a personal development plan.</p>
<blockquote><p>Dal sito della <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8455191.stm">BBC</a>.</p></blockquote>
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		<title>Gli affari prima di tutto, anche sulle Carceri</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/sito/2010/01/14/gli-affari-prima-di-tutto-anche-sulle-carceri/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 14:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[angiolino alfano]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[carceri d'oro]]></category>
		<category><![CDATA[il manifesto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro della Giustizia Alfano nella conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrare le misure per risolvere il sovraffollamento nelle carceri giunte a contenere 65.000 persone ha proclamato una missione senza precedenti. Abbandonare la via delle amnistie e degli indulti che hanno caratterizzato la storia repubblicana e concentrare le risorse per costruire nuove carceri per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/angelino-alfano.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-446" title="angelino-alfano" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/angelino-alfano-300x245.jpg" alt="" width="300" height="245" /></a>Il ministro della Giustizia Alfano nella conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrare le misure per risolvere il sovraffollamento nelle carceri giunte a contenere 65.000 persone ha proclamato una missione senza precedenti. Abbandonare la via delle amnistie e degli indulti che hanno caratterizzato la storia repubblicana e concentrare le risorse per costruire nuove carceri per arrivare a contenere fino a 80.000 detenuti.<br />
E’ stato confermato lo stato di emergenza delle carceri che nelle parole della modesta caricatura di Bava Beccaris si sostanzia in questo anno nella costruzione di 47 padiglioni nelle aree delle carceri esistenti.<br />
Il tandem Berlusconi-Alfano hanno giustificato la via cementificatrice in nome dei principi costituzionali della concezione della pena rieducativa e del senso di umanità, per difendere cioè la dignità e la salute delle persone private della libertà.<br />
Di fronte a tanta faciloneria e pressapochismo intellettuale si rimane costernati. La vita negli hangar per ammassare corpi sarà bestiale: senza acqua, senza luce, senza cucine, senza spazi di socialità, senza educatori.<br />
Un ministro irresponsabile e  presuntuoso è davvero pericoloso. Un ministro della giustizia che non sa che l’ultimo indulto di tre anni fa è stato approvato dopo ben sedici anni di assenze di misure di clemenza e che attribuisce i numeri attuali di presenze al rientro in carcere degli “indultati” dimostra di non sapere quello di cui parla (o straparla?).<br />
Demagogia e propaganda sono le armi per coprire le responsabilità di una Amministrazione penitenziaria incapace, senza idee e segnata da una paralisi progressiva.<br />
Alfano non è un contabile, dovrebbe essere un ministro che si confronta con le scelte criminali del governo e della sua maggioranza. Non può far finta di non sapere che le carceri sono piene di immigrati, di tossicodipendenti e di poveri e di emarginati.<br />
Alfano dovrebbe spalancare i suoi occhioni perennemente stupefatti sulla vergogna di una legge come la Cirielli che condanna a una sorta di ergastolo bianco i soggetti più deboli, in particolare i tossicodipendenti, colpevoli e vittime della recidiva.<br />
Il finto buon senso che giustifica la scelta di non affrontare le ragioni del sovraffollamento con l’aumento dei posti letto fa letteralmente vomitare.<br />
Non sono poche le celle, sono troppi i detenuti che non dovrebbero entrare in carcere e soprattutto non starci.<br />
La criminalizzazione di massa mette a rischio la qualità della democrazia di un paese e l’Italia sta precipitando in un gorgo che fa strage di giustizia e di diritto.<br />
La strada annunciata dal Governo ha dei costi enormi. 600 milioni di euro sottratti alle misure alternative e al reinserimento sociale dei detenuti per millantare un miglioramento delle condizioni di vita dei prigionieri.<br />
In realtà il carcere si conferma con la forza dei numeri previsti una orrenda discarica sociale.<br />
La promessa di allargare la detenzione domiciliare a chi deve scontare l’ultimo anno di pena e i lavori di pubblica utilità sono affidati a un disegno di legge dalla sorte incerta. Gli affari prima di tutto!</p>
<blockquote><p>Articolo di Franco Corleone per il Manifesto del 14 gennaio 2010</p></blockquote>
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