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	<title>FrancoCorleone.it &#187; Le carceri</title>
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	<description>Il sito di Franco Corleone</description>
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		<title>SI PER UN NUOVO MODELLO CARCERARIO NO AI BAMBINI DI MADRI DETENUTE IN CARCERE</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
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		<description><![CDATA[Visita della guardasigilli Paola Severino nel capoluogo toscano, in occasione dell’inaugurazione del Nuovo Palazzo di giustizia e del Nuovo complesso penitenziario di Firenze Sollicciano. Al termine della visita al carcere di Sollicciano, il ministro Severino si e’ confrontata con i giornalisti nel Giardino degli incontri della struttura penitenziaria fiorentina. “Un uomo in carcere e’ un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/severino.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-862" title="severino" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/severino-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Visita della guardasigilli Paola Severino nel capoluogo toscano, in  occasione dell’inaugurazione del Nuovo Palazzo di giustizia e del Nuovo  complesso penitenziario di Firenze Sollicciano. Al termine della visita  al carcere di Sollicciano, il ministro Severino si e’ confrontata   con i giornalisti nel Giardino degli incontri della struttura  penitenziaria fiorentina. “Un uomo in carcere e’ un uomo sofferente che  deve essere rispettato – ha affermato il ministro -. Oggi il carcere e’  una tortura, piu’ di quanto non sia la detenzione stessa, che deve  comunque portare alla rieducazione. Vogliamo intraprendere un cammino  che vuole mettere insieme piccole misure che complessivamente potrebbero  dare sollievo ai detenuti. E questo perche’ il carcere deve essere un  luogo di redenzione e non di inutile sofferenza”.</p>
<p>PENE ALTERNATIVE: Per la Severino, la detenzione deve essere l’ultima  spiaggia, “l’estrema ratio quando non si possono piu’ percorrere le  altre strade. Vogliamo un rovesciamento di proporzioni. Vogliamo  riservare il carcere solo quando l’esigenza di difesa sociale prevale.  Il carcere, insomma, solo quando altre misure non possono essere  sufficienti”.</p>
<p>TOSSICODIPENDENTI E CARCERE: “Credo che i tossicodipendenti vadano  curati per intraprendere un cammino di redenzione – ha affermato il  ministro della Giustizia -. Ma vanno allontanati dall’ambiente da cui si  e’ originata la dipendenza”. Per quanto riguarda le normative su  carcere e tossicodipendenza, “le alternative al carcere ci sono, ma  prima di fare una proposta di legge voglio approfondire, verificare i  numeri e le varie possibilita’. Non vogliamo varare misure palliative  quando il problema va approfondito alla radice”.</p>
<p>LAVORO CARCERARIO: “Stiamo lavorando sul lavoro carcerario. Il  detenuto che impara a fare un lavoro e’ un detenuto semi-salvato, che  ritrovera’ in se’ le risorse per riprendersi”, ha aggiunto. BAMBINI IN  CARCERE: “E’ straziante vedere i bambini che sono in carcere con le loro  madri. I bambini non si possono alzare la mattina e vedere le sbarre.  E’ una pena immensa”. Per i bambini figli delle detenute, ha annunciato  il ministro, “stiamo attivando sistemi alternativi”.</p>
<p>IMMIGRATI: Infine, sulla questione degli immigrati in carcere, una  delle soluzioni ipotizzate del titolare del ministero della Giustizia e’  quella delle convenzioni bilaterali con i Paesi di origine, nell’ottica  di “un ritorno nel loro Paese”.</p>
<p>Insieme al ministro hanno visitato il carcere anche l’assessore  regionale alla Sanita’, Daniela Scaramuccia, l’assessore fiorentino alle  Politiche sociali, Stefania Saccardi, il direttore dello stesso  carcere, Oreste Cacurri, il provveditore regionale Maria Pia Giuffrida,  il garante dei detenuti di Firenze, Franco Corleone, e don Alessandro  Santoro, cappellano delle Piagge.</p>
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		<title>CARCERI: DELEGAZIONE &#8216;SOVRAFFOLLAMENTO CHE FARE&#8217; INCONTRA MINISTRO SEVERINO</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[(AGENPARL) &#8211; Roma, 12 gen &#8211; Una delegazione, composta da Patrizio Gonnella, Ornella Favero, Franco Corleone, Stefano Anastasia, Franco Uda, in rappresentanza del Cartello “Sovraffollamento: che fare” (A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Beati i costruttori di pace, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, CGIL, Coordinamento dei garanti dei diritti delle persone private della libertà personale, Funzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(AGENPARL) &#8211; Roma, 12 gen &#8211; Una  delegazione, composta da Patrizio Gonnella,  Ornella Favero, Franco  Corleone, Stefano Anastasia, Franco Uda, in rappresentanza del Cartello  “Sovraffollamento: che fare” (A buon diritto, Acli, Antigone, Arci,  Beati i costruttori di pace, Conferenza Nazionale Volontariato  Giustizia,  CGIL, Coordinamento dei garanti dei diritti delle persone  private della libertà personale, Funzione pubblica CGIL, Forum per il  diritto alla salute delle persone detenute, Forum droghe, Giuristi  democratici, Jesuitsocialnetwork, Ristretti Orizzonti, Unione Camere  penali italiane, Magistratura democratica, VIC volontari in carcere  Caritas) ha incontrato oggi, 12 gennaio, il ministro della Giustizia  Paola Severino.</p>
<div>
<p>Nel corso dell’incontro, lungo e  cordiale, sono stati posti all’attenzione del ministro i temi relativi  alle cause che producono il sovraffollamento e le proposte del Cartello  in materia. È stata in particolare sottolineata la necessità di  modificare la legge Fini Giovanardi sulle droghe, la ex Cirielli sulla  recidiva e la Bossi Fini sull’immigrazione, che più hanno contribuito a  riempire le carceri, nonché di ridurre l’uso della custodia cautelare e  di potenziare le misure alternative.  Quanto alle condizioni di vita  negli istituti di pena, oggi poco rispettose della dignità delle persone  detenute e del personale  che vi lavora, il Cartello ha proposto tra  l’altro di intervenire aumentando le ore dei colloqui e le telefonate,  perché rafforzare i legami famigliari costituisce anche una delle poche  forme di prevenzione dei suicidi.  Il ministro, che nel corso  dell’incontro era accompagnata da Simonetta Matone, magistrato e Vice  Capo del Dap, ha apprezzato le proposte, segnalando la possibilità che  alcune di queste entrino nel decreto legge sulle carceri in discussione  al Senato, e ha condiviso la necessità di un confronto permanente con le  associazioni e le altre realtà che si occupano da anni di questi temi e  mettono a disposizione le loro competenze.</p>
</div>
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		<title>«La galera ha bisogno di aria e di luce»</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[silvio scaglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo e lo spazio della pena: un libro di prossima uscita su architettura, urbanistica e politiche penitenziarie. A colloquio con uno dei tre curatori, Franco Corleone, coordinatore nazionale dei Garanti dei detenuti e Garante a Firenze. Le riforme possibili, le riflessioni sul senso della pena «Il sovraffollamento delle carceri non è come un terremoto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><strong><em><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/scaglia.png"><img class="alignright size-medium wp-image-844" title="scaglia" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/scaglia-300x238.png" alt="" width="300" height="238" /></a>Il corpo e lo spazio della pena</em></strong><strong>:  un libro di prossima uscita su architettura, urbanistica e politiche  penitenziarie. A colloquio con uno dei tre curatori, Franco Corleone,  coordinatore nazionale dei Garanti dei detenuti e Garante a Firenze. Le  riforme possibili, le riflessioni sul senso della pena</strong></h4>
<p>«<em>Il sovraffollamento delle carceri non è come un terremoto, un incidente naturale, al contrario è il frutto di scelte sbagliate</em>».   Chi parla è Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia dal 1996  al 2001, attualmente Garante per i diritti dei detenuti a Firenze e  Coordinatore nazionale dei Garanti territoriali. Tra le mani mostra  l’ultima fatica <em>Il corpo e lo spazio della pena</em> (Ediesse  edizioni), in libreria dal prossimo 23 novembre. È il frutto di un  lavoro collettivo, nato da due seminari del 2009 e 2010, di cui Corleone  è uno dei tre curatori, accanto a Stefano Anastasia, docente di  Filosofia e Sociologia del Diritto a Perugia, e Luca Zevi, architetto e  urbanista.</p>
<p>«<em>Nel libro c’è l’ambizione</em> – aggiunge Corleone – <em>di  proporre un disegno di politica della giustizia e di politica  penitenziaria. Mi auguro che il nuovo ministro abbia voglia di tenerne  conto perché c’è tutto: da come concepire gli spazi e i luoghi  dell’architettura penitenziaria, all’idea che il carcere debba essere un  luogo di responsabilizzazione e non dove si ritorna infantili, c’è il  tema delle pene alternative, dei limiti che deve avere la carcerazione  preventiva e altro ancora. Sono 15 interventi, di altrettante persone  che si dedicano da anni su questi temi, che non posso elencare tutti, ma  che riflettono – ritengo – la frase finale con cui Adriano Sofri chiude  il suo intervento che vorrei citare: “</em>Io penso che il fine della pena sia la fine della pena”. <em>Come non essere d’accordo?</em>»</p>
<p><strong>Dottor Corleone, si diceva degli spazi e dei luoghi dell’architettura penitenziaria…</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Non si risolve l’emergenza con nuove carceri.  Certo, bisogna costruirne di nuove ma giusto per chiudere quelle immonde  dove adesso si accatasta la gente. Carceri vecchie, antiche, dove  diventa difficile garantire il recupero, la salute e la dignità dei  reclusi. Poi bisogna cominciare a distinguere: non si possono mettere  negli stessi luoghi le mamme con i figli, le persone in attesa di  giudizio, i semiliberi e i detenuti con il 41-bis. Bisogna  differenziare, costruire luoghi diversi e separati, in questo consiste  il ripensare l’architettura dell’edilizia penitenziaria.</em></p>
<p><strong>Ma intanto c’è il degrado degli oltre 67mila ristretti…</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Come dicevo, non è un degrado naturale e  inevitabile, è frutto di errori, culturali e politici innanzitutto. In  cifre: se in un anno passano dalle carceri 80mila persone, sappiamo che  26mila sono piccoli spacciatori, di cui 16mila sono tossicodipendenti, e  che il 40% di chi entra è in attesa di giudizio. Che senso ha mischiare  tutti negli stessi identici luoghi. Ci sono esperienze all’estero dove  il tema della differenziazione dei luoghi è stato affrontato, penso alla  Danimarca. Sarebbe anche un modo per introdurre responsabilità e non  infantilismo. Che senso ha chiedere a uomini maturi, in attesa di  giudizio, magari con una vita famigliare professionale alle spalle, di  dover fare la “domandina” per una scatola di pomodori? Che senso ha  mettere negli stessi luoghi chi è in semilibertà e chi deve scontare  venti anni? Ad esempio, bisognerebbe creare quelle che chiamiamo le Case  della semi-libertà, luoghi dove costruirsi il futuro.</em></p>
<p><strong>Oltre l’architettura?</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Oltre l’architettura, oltre il corpo e lo  spazio della pena, c’è tutto il resto: ripensare il senso della pena,  abolire leggi criminogene sulla droga che inchiodano nelle carceri  decine di migliaia di persone, chiudere gli OPG, fare davvero una  riforma della giustizia, riscrivere il codice penale, rivisitare la  riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria limitandone i compiti al  controllo delle sezioni del 41-bis e dell’Alta Sicurezza, alle  traduzioni e alla vigilanza antievasione.</em></p>
<p><strong>E le altre funzioni?</strong></p>
<p><strong> </strong><em>Affidarle a un Corpo civile che sviluppi  percorsi educativi e trattamentali riprendendo, ad esempio, il modello  della Catalogna. Le cose da fare sono molte e possibili. Ma siamo in  ritardo.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>In uscita &#8220;Il corpo e lo spazio della pena&#8221;</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/sito/2011/11/21/in-uscita-il-corpo-e-lo-spazio-della-pena/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 09:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Le carceri]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce il 23 novembre in tutte le librerie il volume de La Società della Ragione Il corpo e lo spazio della pena.
Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esce il 23 novembre in tutte le librerie il volume de La Società della Ragione: <strong></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/cop-corpospaziopena.png"><img class="alignright size-medium wp-image-826" title="cop-corpospaziopena" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/cop-corpospaziopena-185x300.png" alt="" width="185" height="300" /></a>Il corpo e lo spazio della pena</strong><br />
Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie<br />
a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi</p>
<p>2011<br />
EDIESSE<br />
13,00 Euro<br />
ISBN 978-88-230-1601-9</p>
<p>La vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell’ultimo ventennio ha  fatto esplodere il problema del sovraffollamento penitenziario, e con  esso quello della qualità della pena nel rispetto della dignità della  persona detenuta. Tra timide riforme e occasionali provvedimenti  deflattivi, la costruzione di nuove carceri e la saturazione di quelle  esistenti continuano a dominare l’agenda politica.</p>
<p>La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione  urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo  di interpretare la pena privativa della libertà. Chi si propone di  riformare la pena non può rinunciare, quindi, a ripensare lo spazio  penitenziario, almeno fino a quando il carcere resterà dominante nelle  nostre culture e nelle nostre pratiche punitive.</p>
<p><em>Testi di Sebastiano Ardita, Vittorio Borraccetti, Cesare Burdese,  Alessandro De Federicis, Patrizio Gonnella, Francesco Maisto, Corrado  Marcetti, Alessandro Margara, Mauro Palma, Sonia Paone, Eligio Resta,  Leonardo Scarcella, Adriano Sofri, Maria Stagnitta, Grazia Zuffa.</em></p>
<p><strong>Stefano Anastasia</strong>, ricercatore in Filosofia e  Sociologia del diritto nell’Università di Perugia, è stato presidente  dell’associazione Antigone e della Conferenza nazionale del volontariato  della giustizia.<br />
<strong>Franco Corleone</strong>, sottosegretario alla Giustizia dal  1996 al 2001, è Garante dei detenuti nel Comune di Firenze e presidente  della Società della Ragione.<br />
<strong>Luca Zevi</strong>, architetto e urbanista, direttore del  «Manuale del Restauro Architettonico» e del «Nuovissimo Manuale  dell’Architetto », ha insegnato nelle Università di Roma e Reggio  Calabria.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Settembre a Sollicciano</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 08:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[sollicciano]]></category>

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		<description><![CDATA[Franco Corleone, Coordinatore dei Garanti territoriali e Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze  ha dichiarato: Il primo giorno di settembre nel carcere di Sollicciano sono accaduti due fatti gravi: una evasione di un detenuto in art. 21 e un tentato suicidio di una detenuta. Certamente per la mia coscienza è nettamente più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Franco Corleone, Coordinatore dei Garanti territoriali e Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze  ha dichiarato:</p>
<p>Il primo giorno di settembre nel carcere di Sollicciano sono accaduti due fatti gravi: una evasione di un detenuto in art. 21 e un tentato suicidio di una detenuta.</p>
<p>Certamente per la mia coscienza è nettamente più grave il gesto messo in atto da S. Z., una donna di 46 anni con una pena definitiva al 2013, per reati contro la proprietà e che ora è ricoverata all’ospedale di Torregalli in coma farmacologico.</p>
<p>Si allunga la lista delle tragedie in carcere e troppo poco si fa per cambiare la vita quotidiana di uomini, donne e bambini reclusi.</p>
<p>L’episodio di evasione non può costituire un alibi per ridurre la concessione di misure alternative: certo è paradossale che si applichi in maniera estremamente ridotta la legge sulla detenzione domiciliare per le pene fino ai 12 mesi e non si conceda in maniera ampia l’affidamento terapeutico per i tossicodipendenti, che continuano a riempire le carceri italiane, e invece si conceda un beneficio cospicuo a un detenuto con una pena lunga.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lunedì consiglio comunale aperto a Sollicciano</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 13:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[sollicciano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente Giani: “Occasione di ascolto per dare risposte”. In primo piano i temi del sovraffollamento, delle residenze per le persone in semi libertà e per le detenute con figli minori. Consiglio comunale aperto a Sollicciano. L’assemblea cittadina lunedì prossimo salterà il consueto appuntamento nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio per riunirsi nel carcere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Il presidente Giani: “Occasione di ascolto per dare risposte”. In primo  piano i temi del sovraffollamento, delle residenze per le persone in  semi libertà e per le detenute con figli minori. </em></strong><br />
Consiglio comunale aperto a  Sollicciano. L’assemblea cittadina lunedì prossimo <strong>salterà il consueto appuntamento nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio per riunirsi nel carcere di Firenze dalle 15 alle 18</strong>.  “Sarà un momento molto significativo – ha detto il presidente del  consiglio comunale Eugenio Giani &#8211; un’occasione per ascoltare i diretti  interessati. Lunedì l’ascolto sarà la cosa più opportuna da fare, più  importante della presentazione delle singole posizioni politiche”.<br />
Alla seduta parteciperanno oltre ai consiglieri e agli assessori  Stefania Saccardi e Rosa Maria Di Giorgi, i detenuti, gli agenti di  custodia, il garante dei diritti dei detenuti nominato dal Comune Franco  Corleone, il direttore del carcere Oreste Cacurri, il sottosegretario  alla giustizia Giacomo Caliendo. “Discuteremo – ha spiegato il  presidente del consiglio comunale Giani &#8211; dei molti problemi già  sollevati dal Garante e in particolare della sede per le residenze delle  persone in semi libertà, degli alloggi per le detenute madri con i  figli minori, del sovraffollamento”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’ergastolo bianco di chi vive da detenuto (ma non lo e più&#8230;)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 10:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[il venerdì]]></category>
		<category><![CDATA[internati]]></category>

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		<description><![CDATA[&#60;em&#62;Si chiamano internati: sono i reclusi che, dopo aver scontato una pena, non vengono liberati perché considerati pericolosi. Un residuo di archeologia giuridica che viola la Costituzione.&#60;/em&#62; Vivono in carcere a tempo indeterminato, senza un fine pena perché una pena da scontare non ce l’hanno. Dovrebbero lavorare, ma per la maggior parte del tempo oziano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/il-Venerdi-di-Repubblica-Nr.1213-17-giugno-2011.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-771" title="il Venerdi di Repubblica Nr.1213 - 17 giugno 2011" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/il-Venerdi-di-Repubblica-Nr.1213-17-giugno-2011.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a>&lt;em&gt;Si chiamano internati: sono i reclusi che, dopo aver scontato una pena, non vengono liberati perché considerati pericolosi. Un residuo di archeologia giuridica che viola la Costituzione.&lt;/em&gt;<br />
Vivono in carcere a tempo indeterminato, senza un fine pena perché una pena da scontare non ce l’hanno. Dovrebbero lavorare, ma per la maggior parte del tempo oziano in cella, a fianco dei detenuti, A oggi sono circa trecento gli internati nelle case di lavoro, persone giudicate socialmente pericolose o delinquenti abituali e sottoposte a una misura di sicurezza detentiva anche dopo aver pagato il loro debito con la giustizia. In teoria la loro condizione non dovrebbe equivalere a quella di chi sconta una pena. Di fatto, però, la distinzione tra detenuto e internato è solo sulla carta e quelle che si chiamano case di lavoro spesso sono dei penitenziari da cui si rischia di non uscire più. L’altro rischio è di finire nelle porte girevoli delle misure di sicurezza detentive per cui si rientra in cella appena dopo esserne usciti.<br />
Gli internati chiamano la loro condizione “ergastolo bianco”, perché la misura di sicurezza può essere prorogata illimitatamente, come ha denunciato Laura Longo, presidente del tribunale di sorveglianza dell’Aquila, che lo scorso febbraio, dopo l’ennesimo suicidio tra gli internati nel carcere di Sulmona, ha scritto una dettagliata relazione al ministero della Giustizia. La relazione denuncia, tra le altre cose, il meccanismo dei rinnovi continui della misura di sicurezza: non lavorando di fatto, gli internati non offrono elementi per far valutare ai giudici la loro cessata o diminuita pericolosità.<br />
Le Case di lavoro, poi, rispondono a una concezione ottocentesca ripresa, nel 1930, dal codice Rocco ancora in vigore. In più c’è il problema del lavoro da svolgere; al momento non risultano cooperative sociali o aziende esterne che diano impiego agli internati. Le sole attività svolte sono quelle per l’amministrazione penitenziaria, In questo caso<br />
non c’è un contratto e al massimo si guadagnano cento o duecento euro al mese, perché il capitolo di spesa per i pagamenti dei detenuti lavoratori si assottiglia sempre di più. Risultato: sia detenuti che internati, quando va bene, lavorano poche ore a settimana e a periodi, perché per far lavorare un pò tutti si organizzano gruppi a rotazione.<br />
Franco Corleone, garante dei detenuti di Firenze, parla di “reperto di archeologia giuridica” tornato in auge: “Negli ultimi tempi c’è stato un revival di questo tipo di misure. Ma sono norme scritte prima della Costituzione, e si vede”.</p>
<p>Articolo di Gina Pavone da Il Venerdì de La Repubblica, 17 luglio 2011</p>
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		<title>Garante: &#8220;La procura indaghi sulla mancata nomina&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 15:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Garante: &#8220;La procura indaghi sulla mancata nomina&#8221; Esposto dei penalisti fiorentini: da un anno e mezzo doveva esserci il nuovo Garante regionale per i diritti dei detenuti di FRANCA SELVATICI per Repubblica.it Il 19 novembre 2009 il Consiglio regionale toscano ha approvato la legge istitutiva del Garante regionale per i detenuti. A distanza di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Garante: &#8220;La procura indaghi sulla mancata nomina&#8221;</strong><br />
<em>Esposto dei penalisti fiorentini: da un anno e mezzo doveva esserci il nuovo Garante regionale per i diritti dei detenuti</em><br />
di FRANCA SELVATICI per Repubblica.it</p>
<p>Il 19 novembre 2009 il Consiglio regionale toscano ha approvato la legge istitutiva del Garante regionale per i detenuti. A distanza di un anno e mezzo il Consiglio non lo ha ancora nominato. Perciò ieri il direttivo della Camera penale fiorentina ha depositato un esposto nel quale si chiede alla procura di verificare urgentemente se questo incomprensibile ritardo non integri gli estremi del reato di omissione o rifiuto di atti di ufficio. Gli avvocati penalisti ricordano in particolare che la figura del Garante è essenziale per assicurare ai detenuti le prestazioni inerenti al diritto alla salute.<br />
Il 14 dicembre scorso il presidente della Camera penale fiorentina, professor Giovanni Flora, e l’avvocato Michele Passione, membro del direttivo e dell’Osservatorio nazionale sulle carceri delle Camere penali, hanno scritto al Consiglio regionale segnalando la condizione gravissima in cui versano i detenuti nelle carceri toscane e sollecitando la nomina del Garante. Non avendo ricevuto risposta, si sono messi in contatto telefonico con il presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci, attraverso il capo di gabinetto dottor Burresi, e lo hanno incontrato due volte, ricevendo l’assicurazione che il Garante sarebbe stato nominato entro il primo aprile. Ciò non è avvenuto.</p>
<p>Nel frattempo la situazione nelle carceri è sempre più allarmante. Il Garante dei detenuti del Comune di Firenze, Franco Corleone, ha recentemente denunciato che nel solo carcere di Sollicciano nel 2010 sono stati registrati oltre 900 casi di autolesionismo e 200 tentativi di suicidio. A Sollicciano la popolazione carceraria è di quasi 1000 detenuti contro una capienza di 500. </p>
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		<title>Lo sciopero dei direttori</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2011 10:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[CARCERE. Nella sola Toscana, otto istituti di pena sono senza guida. Scoperti altri uffici dell’amministrazione. Una situazione che ha portato i responsabili delle strutture a incrociare le braccia per tutto il mese di maggio. E&#8217; scattato lo sciopero nelle carceri della Toscana. Stavolta non si tratta solo di un problema legato al sovraffollamento o alla [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/carcere-carab.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-750" title="carcere-carab" src="http://www.francocorleone.it/sito/wp-content/uploads/carcere-carab-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>CARCERE. Nella sola Toscana, otto istituti di  pena sono senza guida. Scoperti altri uffici dell’amministrazione. Una  situazione che ha portato i responsabili delle strutture a incrociare le  braccia per tutto il mese di maggio.</p>
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<p>E&#8217; scattato lo sciopero nelle carceri della Toscana. Stavolta non si  tratta solo di un problema legato al sovraffollamento o alla carenza di  personale di polizia penitenziaria. No, a far sentire la loro voce non  sono né i detenuti né i lavoratori appartenenti al corpo. A scioperare  da tre giorni (e così sarà per tutto il mese di maggio) sono invece i  loro direttori. Infatti mancano i dirigenti. E soprattutto manca un  contratto collettivo. La conseguenza di tutto questo porta a una  condizione paradossale: ad oggi, in Toscana, ci sono ancora otto carceri  senza direttore. Livorno, Gorgona, Massa Marittima, Pistoia, San  Gimignano, l’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo, Massa e  Gozzini. Ecco, queste sono le strutture che non hanno un dirigente.</p>
<p>Se poi aggiungiamo che sono scoperti anche diversi uffici per  l’esecuzione penale esterna (Uepe) e ben dodici posti di dirigente al  provveditorato regionale, si capisce il livello di drammaticità del  mondo carcerario toscano. «Lo sciopero &#8211; spiega Franco Corleone,  coordinatore dei garanti territoriali e garante dei diritti dei detenuti  del Comune di Firenze &#8211; interesserà tutte le prestazioni che ricadono  fuori dal normale orario di lavoro». Corleone manifesta inoltre  solidarietà «per chi difende il proprio lavoro e i propri diritti» e  chiede che «il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria risponda  immediatamente alle giuste richieste e trovi una soluzione per la  copertura dei posti vacanti».</p>
<p>Mentre per il Lisiapp (sindacato del corpo di polizia penitenziaria)  «urgono misure urgenti e una riforma dell’intero personale penitenziario  attraverso l’istituzione di ruoli tecnici del corpo». Massimiliano  Andreoni, educatore in carcere da quasi 25 anni, sottolinea la  disattenzione «delle amministrazioni nazionali e regionali.  Nell’interesse di tutti, per far sì che il carcere assuma davvero quella  funzione educativa e rieducativa che la nostra carta costituzionale  sancisce, occorre investire le nostre migliori risorse: idee, denaro,  tempo».</p>
<blockquote><p>Gianluca Testa (Comunicare il sociale)<em> direttore VolontariatOggi.info su Terra del 4 maggio 2011<br />
</em></p></blockquote>
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		<title>Sollicciano: finanziamenti straordinari ma quota mille è vicina!</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 09:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le carceri]]></category>
		<category><![CDATA[sollicciano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio Comunale straordinario del 14 marzo ha prodotto alcuni risultati positivi. Infatti ho avuto conferma ieri dal Sottosegretario Giacomo Caliendo, dell’approvazione da parte della Cassa Ammende di tre progetti per Sollicciano che interessano l’allargamento dei passeggi dell’ora d’aria, la ristrutturazione dei servizi igienici alla sezione femminile e l’attivazione di una seconda cucina al maschile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>Il Consiglio Comunale straordinario del 14 marzo ha prodotto alcuni risultati positivi. Infatti ho avuto conferma ieri dal Sottosegretario Giacomo Caliendo, dell’approvazione da parte della Cassa Ammende di tre progetti per Sollicciano che interessano l’allargamento dei passeggi dell’ora d’aria, la ristrutturazione dei servizi igienici alla sezione femminile e l’attivazione di una seconda cucina al maschile. A questi fondi straordinari vanno aggiunti i centomila euro già annunciati e che potranno servire per la manutenzione dell’istituto e per attivare la tessera telefonica per i detenuti. Occorre costituire immediatamente un tavolo di confronto tra Amministrazione Penitenziaria, Regione, Comune e Provincia per precisare i progetti e garantirne la rapidità di esecuzione.</p>
<p>E’ un risultato eccezionale che premia l’impegno del Consiglio Comunale di Firenze,  del Presidente Giani e della Giunta Comunale, testimoniato dal lavoro degli Assessori Saccardi e Di Giorgi e dall’iniziativa dei Consiglieri Di Puccio, Cruccolini e Sguanci, che nei mesi scorsi organizzarono l’incontro con il Sottosegretario Caliendo, presentando le richieste che oggi sono state accolte.</p>
<p>Purtroppo assieme a questa buona notizia vi è la conferma della tendenza all’esplosione del carcere di Firenze, infatti le presenze sono arrivate a 988 più 6 bambini.</p>
<p><strong>Quota mille</strong> si avvicina e temo che nell’uovo di Pasqua si troverà un bel digiuno.</p>
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