Il sito di Franco Corleone
28 July 2014

Appello per Giuliano Pisapia

Franco Corleone e Ettore Gobbato, con una lunga esperienza politica e civile a Milano lanciano un Appello per un impegno diretto a favore di Giuliano Pisapia da parte di tanti milanesi “dispersi ed emigrati” che vogliano buttarsi in una bella avventura.

MILANO MERITA DI PIU’. POSSIAMO FARCELA

Noi che siamo nati a Milano o vi abbiamo lavorato e vissuto per molti anni, e che oggi viviamo altrove, abbiamo patito le ripetute sconfitte delle coalizioni di centrosinistra e abbiamo sofferto la vittoria di Letizia Moratti che ha confermato non solo la sua incapacità, ma soprattutto il tratto illiberale e reazionario. Non vogliamo più stare in silenzio e sentiamo la necessità di far sentire la nostra voce perché le prossime elezioni comunali abbiano un segno diverso. Da troppo tempo quella che era la capitale morale d’Italia è finita nelle mani di una classe politica che le ha dato la fama di città rancorosa, spesso razzista, intellettualmente chiusa e pavida. Basti guardare al vicesindaco, il post-fascista Riccardo De Corato, che rivendica con orgoglio i 130 sgomberi di insediamenti rom eseguiti a Milano nel 2010 e i 300 dal 2007; sgomberi senza alternative, che spesso assomigliano a pogrom, con distruzione delle povere cose possedute dagli sgomberati e bambini lasciati all’addiaccio sotto la pioggia o in mezzo alla neve.
La città che si identificava con il Piccolo Teatro di Paolo Grassi e di Giorgio Strehler, con il Pierlombardo di Franco Parenti, oggi censura i teatri. La città delle avanguardie in ogni campo culturale è richiusa in se stessa e spaccia per cultura l’avanspettacolo televisivo e modaiolo. La città simbolo dell’imprenditoria internazionale non è capace di organizzare l’Expo ed è dilaniata da lotte intestine, mentre la Magistratura scopre le mani della ‘ndrangheta sul territorio, all’Ortomercato e nei cantieri edili, dove si esercita impunemente il caporalato e lo sfruttamento.
A Palazzo Marino si è insediato un blocco di potere privo di idee, capace solo di farsi paladino degli interessi speculativi, che riesce a far rimpiangere gli amministratori della prima repubblica.
La Giunta di Letizia Moratti ne è la plastica rappresentazione: un misto di arroganza e inadeguatezza, di immobilismo e propaganda, di divieti e proibizione, di moralismo e immoralità.
E’ ora di chiudere conflitti esasperati contro gli immigrati, contro i giovani, contro chiunque non si allinei, in nome del mito della sicurezza che è stato utilizzato strumentalmente da chi occupa il governo da venti anni nelle istituzioni lombarde per conquistare il potere con la frode e l’inganno. E’ il momento di aprire invece conflitti con chi sta devastando il territorio sempre più privo di verde pubblico, contro l’inquinamento e il traffico, che stanno minando la salute dei cittadini. E’ necessario liberare risorse, idee, costruire spazi di libertà creativa per i giovani, rendere la città amica degli anziani, far tornare i quartieri alla loro normale vita, in una parola occorre restituire a Milano la sua identità di città solidale, riformatrice, accogliente e soprattutto laica e internazionalista.
Noi pensiamo che Giuliano Pisapia per la sua storia, la sua intelligenza e la sua personalità sia la persona giusta per mettersi alla testa di un vero e proprio comitato di liberazione da questa destra sciatta e affarista. Siamo sicuri che sia in grado di creare un’alleanza tra la borghesia illuminista, i ceti medi insoddisfatti e le classi popolari oggi senza voce, che metta insieme identità e futuro, memoria e innovazione. Le primarie sono l’occasione per creare l’entusiasmo necessario e indispensabile.
Noi ci impegniamo a tornare a Milano per sostenere concretamente la campagna elettorale di Giuliano Pisapia, per lavorare nel suo comitato elettorale e donargli il bagaglio delle nostre esperienze politiche, della nostra passione e della nostra volontà di vincere.
A Milano si può vincere, anzi si deve vincere. Con il volto pulito dell’altra Italia, riconquistando il ruolo trainante per cambiare il Paese.

Franco Corleone, Ettore Gobbato, Gim Cassano, Umberto Giovine, Lanfranco Turci, Alfonso Gianni.

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