Il sito di Franco Corleone
23 October 2014

L’estate è passata ma il disastro pare inarrestabile!

L’estate è passata ma il disastro pare inarrestabile!
Presenze a Sollicciano: 1018 più 4 bambini

Conferenza stampa del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze
Giovedì 7 ottobre ore 12,00
Palazzo Canacci – Piazza della Parte Guelfa, 3 – piano secondo

Due mesi fa, fu lanciato l’allarme per la situazione fuori controllo a Sollicciano. A settembre veniva ribadito il dramma del carcere aggravato anche dalla chiusura della scuola a Sollicciano e all’istituto Meucci. Nulla è accaduto.
Che fare?
Le proposte per una radicale riforma del carcere in Italia sono sul tappeto da tempo: la proposta di un nuovo Ordinamento Penitenziario (predisposto da Alessandro Margara) giace in Parlamento dal 2006, la legge per l’istituzione del Garante dei detenuti è dimenticata, la proposta sull’affettività in carcere non viene presa in considerazione da anni, il nuovo Regolamento del 2000 ha festeggiato il decennale nel senso che gli è stata fatta davvero la festa. Sono solo alcuni degli esempi della inerzia colpevole del Governo e del Parlamento su un tema cruciale per la civiltà giuridica, ma che viene considerato trascurabile.
Per quanto riguarda il Dap assistiamo all’inerzia e alla mancanza di un progetto anche minimo di gestione non inerte.
E’ inevitabile ripetere richieste già avanzate inutilmente a diversi destinatari:

All’Amministrazione Penitenziaria per il carcere di Sollicciano chiediamo:
1) il rispetto dell’Ordinanza Sindacale n. 7267 del 23.08.10;
2) la predisposizione di una seconda cucina;
3) l’utilizzo del Giardino degli Incontri cinque giorni la settimana compreso il sabato;
4) la predisposizione di un piano di manutenzione straordinario dell’istituto con l’impegno di un numero significativo di detenuti in art. 21.

Alla Magistratura di Sorveglianza chiediamo un impegno straordinario per la concessione di misure alternative alla detenzione e comunque esprimiamo vivo apprezzamento per l’accoglimento dei reclami presentati dai detenuti sulle condizioni di vita del carcere.

All’Amministrazione Comunale chiediamo l’attivazione di una “casa per il reinserimento” dei semiliberi, per i detenuti in regime di art. 21 e per quelli in permesso premio.

All’Amministrazione Regionale chiediamo il completamento del “piano materassi”, la realizzazione del progetto pilota per l’uscita dal carcere di almeno 100 tossicodipendenti, la nomina del Garante regionale per i detenuti e l’attivazione delle procedure per la chiusura dell’O.p.g di Montelupo, anche in considerazione dei risultati della Commissione d’inchiesta presieduta dal Senatore Marino.

Per tutte queste ragioni e soprattutto per rispetto all’impegno annunciato un anno fa, essendo stata superata la quota 1000, non posso che iniziare un digiuno per il raggiungimento di alcuni obiettivi minimi:

– un livello di presenze a Sollicciano sotto quota mille;
– la garanzia dell’esame da parte del Senato del disegno di legge sulle “Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno;”
– la costituzione da parte della Regione di un “Tavolo” per la riforma del carcere e per la valutazione della sanità in carcere;
– il ripristino della presenza integrale della scuola in carcere.

La settimana scorsa tutte le Associazioni di volontariato hanno manifestato davanti al Parlamento per chiedere interventi incisivi normativi e concreti.
La mobilitazione continua e presto saranno definite le priorità dell’impegno.
Per quanto riguarda i Garanti la proposta di una modifica della legge sulle droghe rimane essenziale.
Dalla Toscana può partire un impegno che coinvolga detenuti, volontari, personale del carcere (direttore, educatori, polizia penitenziaria) e le istituzioni locali (Comune, Provincia, Regione).

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One Response to “L’estate è passata ma il disastro pare inarrestabile!”

  1. Kelemen scrive:

    scvire:[...] spesso Don Ciotti, il carcere in Italia è diventata una vera e propria discarica sociale», ha scritto sul suo blog. «So bene cosa significa stare dietro quelle sbarre. Ci sono passato anch’io. Nulla che già non [...]

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