Il Riformista di sabato 8 marzo ha pubblicato un corsivo di Giuseppe Caldarola dal titolo “La grazia per Sofri e Contrada?” in cui viene segnalata la mia lettera a Napolitano pubblicata sul Manifesto del giorno precedente. Caldarola scrive che la grazia a Sofri è una decisione matura. E aggiunge che qualunque cosa si pensi di quegli anni e dei protagonisti di una terribile stagione di delitti, Adriano Sofri ha pagato tanti di quei prezzi da rendere ragionevole, fuori da ogni retorica perdonista, un provvedimento che lo liberi in via definitiva. Ringrazio Caldarola per l’attenzione finora assai scarsa a una iniziativa che proseguirà fino alla risposta del Quirinale.Approfitto di questo dialogo per chiarire il senso della mia lettera: Non ho chiesto o sollecitato al Presidente Napolitano la concessione della grazia ad Adriano Sofri. Ho posto invece un problema istituzionale. Chiedo di sapere se il Capo dello Stato intende esercitare le sue prerogative esclusive sulla grazia o no. Questo è il punto.Marco Pannella ha dichiarato di essere contro la grazia a Sofri. Penso di essere tra i pochi che comprendono il senso di questa affermazione. Ribadisco che non potevo accettare che la vicenda rimanesse nell’equivoco.
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