Fedotov è il nuovo capo dell’UNODC. Succede a Costa. Dalla padella alla brace.
Il blog di Franco Corleone
Appunti e pensieri
Un russo alla guida dell’UNODC
Franco Corleone on lug 10th 2010 11:31 am
Filed in politica sulle sostanze | Comments (0)
Droghe, le Ong chiedono una svolta a Ban Ki-moon
Franco Corleone on mag 6th 2010 10:03 am
Vi segnalo on line su fuoriluogo.it l’articolo di Giorgio Bignami per la rubrica settimanale di Fuoriluogo uscita oggi sul Manifesto.
Droghe, le Ong chiedono una svolta a Ban Ki-moon
“Sono fiero di mettere in vetrina [sic: to showcase nell'originale] gli sforzi dell’Unodc di combattere droghe, crimine e terrorismo promuovendo salute, giustizia e sicurezza”. Così esordisce il direttore Mr. Costa presentando il rapporto 2010 dell’ufficio delle Nazioni Unite per droga e crimine (Unodc). Il rapporto descrive compiutamente gli sviluppi del narcotraffico e di altre attività criminali e terroristiche, così come le azioni intraprese per contrastarle; tuttavia tace o glissa su varie questioni importanti. Per esempio, non fa i conti della serva, cioè non spiega come le attività di repressione del narcotraffico non possano competere con la stratosferica differenza tra il valore iniziale e finale della merce-droga, una differenza che è doppiamente blindata dalle politiche proibizioniste e dalle priorità del commercio mondiale. (Si controlla solo il 2% di 420 milioni di container che circolano annualmente, parola di Costa; e nel caso della coca, 600 $ di spesa all’origine diventano 200-220.000 euro di incasso a Milano, parola di Sette del Corriere della sera, 8.4). E trattando di droga e salute, non va oltre un cenno ai meriti del metadone, tacendo sul ruolo crescente in molti paesi delle varie misure di riduzione del danno. (A proposito, come accoglierà il nostro zar antidroga Carlo Giovanardi, che della riduzione del danno vuole cancellare perfino il nome, il rapporto intitolato “Riduzione del danno: evidenze scientifiche, impatto e sfide” appena sfornato dall’Osservatorio Europeo di Lisbona?).
E infine, parlando del ruolo delle Cso (le Organizzazioni della società civile) e delle Ong (le Organizzazioni non governative), dopo poche righe di generici elogi, dopo un cenno vacuamente trionfalistico all’apposito forum di qualche tempo fa, il documento dell’Unodc si guarda bene dal precisare che a esse è riservato solo uno striminzito ufficetto nei falansteri dell’Agenzia antidroga Onu, un unico strapuntino nella plenaria della Commissione narcotici (Cnd). Mr. Costa, per buona giunta, nell’ultima riunione della Cnd a Vienna, si è permesso di trattare a pesci in faccia le organizzazioni appena queste hanno civilmente chiesto un minimo di ascolto. Nella frenetica corrispondenza che ne è seguita tra i vari rappresentanti, il comportamento del Nostro è definito rozzo, partigiano, supponente, superbioso, umiliante, apertamente sprezzante. Risultato: il Consorzio internazionale per le politiche sulla droga (Idpc), nel quale sono federate molte Cso e Ong, ha spedito al segretario generale delle Nazione Unite Ban Ki-moon una chiara e dettagliata lettera di protesta: per rivendicare il ruolo importante e oneroso di dette organizzazioni; per rifiutare le discriminazioni che esse sono costrette a subire; per stigmatizzare gli inaccettabili comportamenti di Costa. Il suo mandato tra poco scade, quindi fermamente si chiede un nuovo direttore più idoneo ad affrontare i problemi reali, meno impegnato nei giuochi di potere e negli show di arroganza e prepotenza.
A questo punto va notato che l’Unodc, una volta ricco di potenti alleati, si avvia a diventare l’ultimo bunker delle resistenze proibizioniste, in uno scenario planetario che sta lentamente ma sicuramente cambiando. Altre agenzie dell’Onu – come l’Oms e l’ufficio per l’Aids (Unaids) – già si muovono in settori limitrofi in modi spesso diversi da quelli dell’Unodc. Molti paesi europei seguono ormai da tempo una linea assai più aperta, come è ribadito nel succitato rapporto dell’Osservatorio Europeo sulle droghe di Lisbona. Negli Usa, da sempre i primi responsabili delle politiche repressive dell’Unodc, già si sono avuti nel primo anno di Obama segni significativi di allentamento della garrota proibizionista. In America latina la ribellione contro gli ukaze statunitensi è oramai un fenomeno maggioritario, sono sempre più spiazzati quei paesi come la Colombia che insistono nell’obbedienza ai sopravvissuti della Washington di G.W. Bush. E l’Italia? ormai siamo fanalino di coda; e ai nostri comandanti si dovrebbe oramai prescrivere una cura salutare di ritirate strategiche, come quelle di cui erano diventati esperti certi loro predecessori.
Giorgio Bignami
Filed in politica sulle sostanze | Comments (0)
In guerra coi narcos
Franco Corleone on apr 13th 2010 08:30 am
Legalizzare e tassare organizza l’incontro pubblico:
In guerra coi narcos
Sabato 17 aprile alle ore 21,30 nella Fabbrica delle alternative di Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito di via Watteau 7, Milano.
Le organizzazioni del narcotraffico internazionale fruiscono da anni di un flusso di risorse che anno dopo anno ha costituito uno stock di ricchezza e un insieme di interessi in grado di controllare o influenzare paesi e governi.
Quanto va succedendo nelle regioni al confine tra Messico e Stati Uniti è la prova evidente del fallimento della War on Drugs varata dall’ ONU nel 1998, ma contiene il rischio, già in parte realtà, di una escalation militare reale, di una guerra interna tra i cartelli del narcotraffico e con gli eserciti regolari di entrambi i paesi. E’ la catostrofe delle attuali politiche, il segno di una sconfitta politica ma anche l’avvisaglia di un suo trasferirsi sul terreno della guerra reale.
Gli esiti purtroppo prevedibili sono quelli di un nuovo, inconfessato e terribile equilibrio tra gli interessi del traffico internazionale e i governi coinvolti.
Oppure è possibile cambiare le regole, le leggi. Nel referendum con cui i cittadini della California nei prossimi mesi approveranno la legalizzazione della marijuana non c’è soltanto il tentativo di evitare la possibile bancarotta dello stato ma potenzialmente una nuova politica. Applicata globalmente rappresenta il più potente strumento per battere le organizzazioni criminali, le mafie, i cartelli. Può riuscire in ciò dove da decenni si è clamorosamente fallito con costi umani, sociali ed economici immensi.
Partecipano:
Franco Corleone, presidente Forum Droghe
Paolo Cento, Sinistra Ecologia Libertà
Massimo Rebotti, Giornalista
Daniele Farina, Leoncavallo Spa
Filed in politica sulle sostanze | Comments (0)
Santoro e le droghe: siamo proprio all’anno zero.
Franco Corleone on feb 26th 2010 11:22 am
Siamo buoni. La trasmissione dedicata al caso Morgan è stata davvero un’occasione sprecata. La scelta degli invitati e il taglio generale sulla politica delle droghe era davvero il segno della subalternità culturale ai miti e alle falsità scientifiche spacciate per verità. Il confronto, si fa per dire, si sarebbe potuto intitolare: Avanti Pupo o avanti savoia!
Far passare idee inventate di sana pianta secondo le quali lo spinello di oggi sarebbe diverso da quello del mitico sessantotto, in quanto conterrebbe una concentrazione di Thc (il principio attivo più caratterizzante) superiore di 27 volte, è una colpa grave, una sorta di reato quale è la diffusione di notizie false e tendenziose.
Riproporre la tesi del passaggio dallo spinello all’eroina e alla cocaina è davvero esilarante se non fosse un errore diseducativo che annulla le possibilità di prevenzione, di educazione e di informazione critica destinate ai giovani.
Sono solo due perle (trascuriamo le affermazioni di Barbara Palombelli per carità di patria!) somministrate nella lunga serata.
Per fortuna Adriano Celentano ha riportato a una giusta dimensione surreale una serata nata male e che rischiava di precipitare nella demagogia e nell’elogio della galera, nella santificazione della punizione e delle catene contro i consumatori di sostanze ritenuti incapaci di intendere e volere. Come dice Giovanardi i tossicodipendenti non sono persone ma zombie!
E’ un peccato che Rapporti internazionali densi di studi, dati e ricerche siano buttati nel cesso proprio nel momento si comincia a discutere della war on drugs che ha mietuto vittime nel nord e nel sud del mondo. Noi stiamo con Evo Morales che rivendica una cultura millenaria delle popolazioni e dei contadini boliviani rispetto alla violenza delle Convenzioni internazionali fondate sulla retorica salvifica e sulla ideologia moralista.
Ma non tutto è stato inutile e dannoso. E’ stato restituito l’onore a Morgan, come musicista e come individuo libero e che ha praticamente chiuso la trasmissione con la condanna esplicita del proibizionismo e degli interessi criminali che lo sostengono.
E’ davvero l’unica pista da seguire!
Filed in canapa,politica sulle sostanze | Comments (3)
Il re è nudo! Non bisogna avere paura di urlarlo.
Franco Corleone on feb 8th 2010 03:46 pm
Vittorio Zucconi su Repubblica pone l’interrogativo sull’efficacia della guerra alla droga in Italia e nel mondo. Gli obiettivi dei guerrieri di cancellazione delle sostanze, della produzione e del consumo si sono rivelati non solo impossibili ma dannosi. Le conseguenze sulla giustizia, sulle carceri, sulla salute e sull’economia e sulla corruzione, anche delle forze dell’ordine è ormai evidente.
Forse non siamo più voci nel deserto accusate di essere portatori di istanze ideologiche e di estrema minoranza. Chi coltiva l’ideologia salvifica e moralista appartiene al campo del proibizionismo. Per resistere sono ridotti a mettere al bando da Sanremo il povero Morgan. Le cifre, i dati cominciano a fare giustizia.
Il re è nudo! Non bisogna avere paura di urlarlo.
Filed in politica sulle sostanze | Comments (2)
Droghe e Democrazia. Verso un cambio di paradigma.
Franco Corleone on gen 16th 2010 08:41 am
On line sul sito di fuoriluogo la sintesi in italiano del Rapporto della Commissione Latino Americana su Droghe e Democrazia, promossa dagli ex Presidenti Fernando Cardoso del Brasile, Cesar Gaviria della Colombia, Ernesto Zedillo del Messico e tutta la documentazione di approfondimento.
(Dal blog di fuoriluogo.it)
Filed in politica sulle sostanze | Comments (0)
La svolta proibizionista che fu di Craxi
Franco Corleone on gen 9th 2010 07:29 pm
A dieci anni dalla morte di Bettino Craxi si sta animando una discussione sulla cosiddetta riabilitazione politica del leader socialista. Molti commentatori tra cui Guido Crainz, Nicola Tranfaglia e Ida Dominijanni contestano il ruolo di modernizzatore del sistema politico e accentuano il carattere di precursore di Silvio Berlusconi. La proposta di intitolare una via, una piazza o un parco a Milano, guarda caso viene da Letizia Moratti, patron di San Patrignano. Sarebbe proprio il caso di ricordare che la prima svolta proibizionista in Italia fu voluta proprio da Craxi nel 1989 di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti dominati da Bush padre. Un capovolgimento della tradizionale posizione del partito socialista imposta con violenza e senza dibattito. Un errore politico che non va dimenticato. Il legame con Berlusconi, fan di don Gelmini è anche sulla criminalizzazione dei giovani.
Filed in politica sulle sostanze | Comments (0)
Il costo del proibizionismo
Franco Corleone on set 16th 2009 10:19 am
Dal blog di fuoriluogo.it segnalo lo speciale sui costi fiscali del proibizionismo:
Recenti contributi teorici sostengono la superiorità degli strumenti fiscali nel contenere il consumo di droghe rispetto all’applicazione di una normativa proibizionista. In Italia il consumo di tabacchi ed alcolici è appunto scoraggiato tramite l’imposizione di una elevata tassazione. Questo lavoro di Marco Rossi dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” stima quale sarebbe stata l’implicazione fiscale per l’erario nazionale se nel periodo 2000-05 il mercato delle droghe fosse stato regolato come quello dei tabacchi. Le stime dello studio suggeriscono un beneficio fiscale annuale di quasi 10 miliardi euro (quasi 60 in totale). In particolare, l’erario risparmierebbe circa 2 miliardi all’anno di spese per l’applicazione della normativa proibizionista (polizia, magistratura, carceri), ed incasserebbe circa 8 miliardi all’anno dalle imposte sulle vendite (5,5 dalla sola cannabis).
- Il costo fiscale del proibizionismo: una simulazione contabile la ricerca di Marco Rossi scaricabile in formato pdf.
- Tassare è meglio che proibire, i conti degli economisti. Leggi l’articolo di presentazione di Marco Rossi per la rubrica settimanale di fuoriluogo sul Manifesto.
Anche su fiore|blog.
Filed in politica sulle sostanze | Comments (0)
Un saluto
Franco Corleone on set 15th 2009 07:19 pm
Jan van der Tas è morto il 10 settembre all’età di 81 anni. Jan era stato ambasciatore per l’Olanda; dopo il suo pensionamento, si era impegnato nel movimento di riforma della politica delle droghe, diventando così “ambasciatore” dell’approccio tollerante olandese. Jan è stato un collaboratore di Fuoriluogo e più volte ci ha sollecitato a creare una versione internazionale in inglese del giornale e del sito, per uscire dal circuito locale italiano. Durante la carriera diplomatica, aveva contributo alla costruzione dell’Unione Europea: ci credeva molto, nonostante la sua insoddisfazione per come l’istituzione europea si era venuta sviluppando.
Per ricordarlo, riproponiamo una sua intervista del 2006: Jan sostiene il ruolo guida dell’Europa delle politiche “miti” per sconfiggere la war on drugs.
Jan van der Tas era un politico colto e acuto e un uomo gentile. Lo salutiamo con riconoscenza ed affetto.
Filed in canapa,politica sulle sostanze | Comments (0)
Perchè la coltivazione di oppio è calata in Afghanistan?
Franco Corleone on set 4th 2009 01:21 pm
Sui dati del rapporto UNODC sulla coltivazione di oppio in Afghanistan, PeaceReporter intervista oggi il direttore del programma antidroga dell’Onu a Kabul, Jean-Luc Lemahieu. Che dice: “Per un contadino, 5 anni fa, coltivare oppio rendeva 27 volte tanto che coltivare grano. Oggi gli rende solo il doppio. Per questo molti contadini sono passati ad altre colture”.
Da fioreblog, via fuoriluogo.
Filed in politica sulle sostanze | Comments (0)
