Il neuroscienziato della domenica

Franco Corleone on ago 20th 2010 07:49 am

Da fuoriluogo.it la replica alla lettera di Serpelloni sul manifesto dell’11 agosto:

Il capodipartimento antidroga interviene di nuovo sul Manifesto, stavolta in polemica con gli scritti di Giuseppe Bortone e Susanna Ronconi in merito ai test antidroga per i lavoratori. Bortone e Ronconi sostengono che le attuali metodiche di accertamento per le droghe illegali sono fuorvianti perché non distinguono fra l’uso, perfino remoto, di una sostanza e lo stato di alterazione legato al consumo recente, capace di compromettere le capacità lavorative. Ma – controbatte il dipartimento – tale distinzione non ha senso perché “la ricerca nel campo delle neuroscienze ha dimostrato la compromissione delle funzioni cognitive superiori..anche dopo mesi dalla sospensione dell’uso di sostanze”, nonché “l’alterazione del normale metabolismo del lobo prefrontale..sede..di tutto ciò che ci distingue fondamentalmente dagli animali”(sic!) e “proprio per questo esiste una legislazione che afferma che l’uso di sostanze è illegale”.
Le certezze del Dipartimento sono strabilianti, tanto quanto l’assoluta  genericità delle sue affermazioni. Le “alterazioni” del cervello sono uguali per tutte le droghe? Senza differenze nei modelli di consumo? E si può sapere se, ad eventuali “alterazioni” del cervello corrispondano sintomi di un qualche rilievo in ambito clinico (tali da giustificare l’allontanamento da alcune mansioni lavorative)? Quanto è sviluppata la ricerca in questo senso?
Ancora: poiché si parla genericamente di “sostanze”, dobbiamo pensare che anche l’uso di consumare vino ai pasti, seppure in quantità moderata, “alteri il normale metabolismo del lobo prefontale” impedendoci “di stimare correttamente il pericolo”? Oppure per l’alcol questo non vale, non perché sia meno rischioso dal punto di vista della salute pubblica, ma semplicemente perché è legale? Dobbiamo forse pensare che il nostro neuroscienziato della domenica ignori le più recenti classificazioni di rischio delle sostanze, a cominciare da quella di Bernard Roques che pone l’alcol (insieme a eroina e cocaina al primo posto) e la cannabis all’ultimo?
E poiché soprattutto di cannabis si tratta (il 64% dei lavoratori risultati positivi), raccomando caldamente al nostro la lettura del Global Cannabis Commission Report, appena uscito presso la Oxford University Press, frutto del lavoro dei maggiori esperti a livello mondiale; soprattutto del capitolo dove si analizza l’impatto dell’uso di cannabis sulla struttura e le funzioni cerebrali, scritto col contributo di Les Iversen (neuroscienziato di tutti i giorni): si vedrà che le certezze domenicali devono fare i conti coi dubbi della restante settimana.
Ultima osservazione. Nel primo intervento di Carlo Giovanardi (Manifesto, 27 luglio), veniamo definiti come “una frangia, esigua ed isolata” che porta avanti “una battaglia ideologica”. Poiché ogni nostro scritto è regolarmente chiosato dal Dipartimento, ci viene il sospetto di essere meno minoritari di quanto si vorrebbe. E che i nostri argomenti tocchino, ahimè, nervi scoperti.

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Il “trionfo” di Giovanardi

Franco Corleone on giu 22nd 2010 08:03 pm

Carlo Giovanardi, il piccolo zar antidroga ha capito che la retorica sulla devastazione morale prodotta dai consumi di sostanze stupefacenti aveva stufato e così ha pensato bene di annunciare trionfalmente che i consumatori in un anno sono diminuiti di un milione!
Le ricerche sulle droghe illegali in Italia sono qusi sempre al servizio del pensiero unico del potere, i sondaggi poi con tutta evidenza hanno un tasso di errore assai alto per la paura che l’illegalità produce.
Con la diffusione di test di ogni tipo, a partire da quelli ai lavoratori con il rischio di licenziamento, chi si azzarderebbe a confessare il “vizio” o la “malattia” come giudica Giovanardi stili di vita e comportamenti che non capisce?
In compenso, Giovanardi capisce bene le ragioni del lambrusco e quindi può essere soddisfatto della sostituzione del consumo della canapa con quello dell’alcol.
Dai dati comunicati nella conferenza stampa pare scomparso il problema del numero immenso di tossicodipendenti e di consumatori o piccoli spacciatori in carcere? Le carceri esplodono e la linea dell’ottimismo cancella una tragedia quotidiana: è un altro volto del cinismo dopo quello manifestato contro Stefano Cucchi.
L’ultima nota di colore è il commento di Berlusconi (scritto da Capezzone?) di elogio all’opera del Governo per il danno provocato alla mafia.
E’ mancato solo un pensiero di solidarietà a don Gelmini, protettore dei deboli.

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Il piacere di Giovanardi

Franco Corleone on feb 19th 2010 09:44 am

La ricerca del piacere si può soddisfare in molti modi. Consumando sostanze o ricorrendo a sostituti ideologici.
Il Sottosegretario Giovanardi, che ha come limite alla trasgressione per le sostanze il consumo di Lambrusco, si eccita con lo spionaggio.
I risultati del test antidroga a cui si sono sottoposti 232 sciagurati ha fatto emergere un “colpevole.” Come è ovvio tra colleghi e giornalisti si è aperta la caccia all’uomo o alla donna, per mettere al bando il peccatore, come è accaduto all’ingenuo Morgan.
Il Sottosegretario Giovanardi assicurà che il nome non emergerà per tutela della privacy e grazie ad un sistema a “tenuta stagna.”
Quello che vorremmo sapere è se il nome è conosciuto da lui o dal Capo del Dipartimento, Dott. Serpelloni.
Infine una curiosità, questa idiozia ha avuto dei costi o è stata una forma di propaganda gratuita offerta da qualche sponsor proibizionista o benefattore moralista?
Gradiremmo una risposta in entrambe i casi.

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