Lettera aperta ai garanti, al volontariato, alle associazioni di impegno civile e sociale

Franco Corleone on mag 23rd 2012 09:08 am

Care amiche e cari amici, ho meditato a lungo e con insistenza. Alla fine mi sono convinto, senza incertezze, che non possiamo più continuare ad accettare che di fronte alla tragedia quotidiana che vive il carcere, si persegua una gestione rassegnata e contrassegnata dal tratto della normale amministrazione, quando la situazione è davvero insostenibile e richiede un cambio di passo visibile, una discontinuità profonda. Insomma il tempo è della riforma. Senza incertezze.

In occasione della Festa della Polizia Penitenziaria il Presidente Napolitano è tornato sul tema del sovraffollamento che quasi un anno fa aveva definito di “prepotente urgenza” e ha chiesto al Parlamento e al Governo di superare la paralisi che determina una condizione contro la Costituzione e la legge, attraverso “nuove e coraggiose soluzioni strutturali e gestionali”.

Il Presidente del Senato Schifani annuncia un’altra sessione straordinaria di Palazzo Madama sulle carceri.

Il Presidente della Camera Fini suggerisce la strada della depenalizzazione e la scelta di privilegiare l’adozione di misure alternative.

Di fronte a queste intenzioni tocca a noi, sì a noi, non lasciarle cadere e chiedere decisioni coerenti.

Purtroppo la ministra Severino propone misure modeste come il disegno di legge sulle pene detentive non carcerarie e la messa alla prova e insiste con la scelta di un Piano carcere che prevede programmi di edilizia inutile e dannosa. Carceri nuovi enormi dove non servono e padiglioni brutti e non funzionali,che ad esempio a Rebibbia stravolgerebbe l’opera dell’architetto Lenci.

Le idee non mancano.

1. Ho avuto modo di esprimere con chiarezza, magari ossessiva, al CSM, al Presidente della Repubblica, al ministro Riccardi, ai vertici del Dap che il nodo, il clou, la ragione della bulimia carceraria è determinata dalla legge sulla droga, quella del 1990 aggravata dalla modifica ideologica e ancor più punitiva realizzata con un vulnus costituzionale nel 2006.

E’ questa la legge che provoca il maggiore afflusso in carcere. Il 33% degli ingressi in carcere è relativo alla violazione dell’art. 73 (detenzione e spaccio); nel 2011 ben 22.677 consumatori e piccoli spacciatori sono stati colpiti e una alta percentuale è ristretta per fatti di lieve entità come previsto dal quinto comma ma con pene da uno a sei anni di carcere.

Occorre dunque interrompere il flusso di entrata oltre che liberare dalle catene i tossicodipendenti che rappresentano un’altra alta quota di vittime sull’altare della disumanità dell’ossessione securitaria.

La proposta di legge dell’on. Cavallaro (Atto Camera 4871 del 10.01.12) è lo strumento per affrontare efficacemente la questione. Al Senato lo stesso testo è stato presentato dai senatori Ferrante e Della Seta (Atto Senato 2798 del 28.06.11). Si prevede l’istituzione di un reato autonomo della detenzione di sostanze stupefacenti nella modalità della lieve entità oggi configurata come semplice attenuante con una pena da sei mesi a tre anni che eviterebbe l’ingresso in carcere e la possibilità di misure alternative. L’iter potrebbe essere rapido se queste e le altre norme previste venissero inserite nel disegno di legge governativo già in discussione (Atto Camera 5019).

Marco Pannella invoca da tempo un provvedimento di amnistia come risposta alla crisi della giustizia; le obiezioni contro un provvedimento liquidato sbrigativamente come una inaccettabile clemenza e la asserita assenza di volontà politica ampia (una maggioranza dei due terzi del Parlamento) devono far trovare comunque una risposta.

Mi sento di proporre un provvedimento mirato, cioè una amnistia limitata ai fatti relativi al quinto comma dell’art. 73 del Dpr 309/90 che inciderebbe sulle presenze in carcere e sarebbe contestuale alla modifica della legge.

2. Ho aderito all’Appello per l’introduzione del reato di tortura nel Codice Penale la cui approvazione richiederebbe poco tempo da parte del Parlamento ma avrebbe un grande valore simbolico rispettando la Costituzione e la Convenzione dell’Onu che l’Italia disattende da 25 anni e un senso pratico di ripulsa di una lunga teoria di violenze dello Stato sempre impunite. Questa campagna lanciata da Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone, si deve accompagnare alla ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura (OPCAT). L’Italia ha firmato il Protollo nel 2003 ma non lo ha mai ratificato contrariamente alla quasi totalità dei Paesi dell’Unione Europea. L’Italia non ha quindi alcun rappresentante nell’Organismo di Ginevra che prevede un potere ispettivo a livello globale. La firma del Protocollo obbligherebbe anche l’Italia a istituire la figura del garante nazionale dei diritti dei detenuti ed è una ragione in più per adempiere a un dovere colpevolmente disatteso. Mauro Palma ha scritto al Ministro Terzi per sollecitare una decisione nel gennaio scorso ma nulla si è mosso.

3. Abbiamo chiesto al nuovo Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino di scegliere come priorità l’applicazione del Regolamento del 2000 non solo per migliorare la vivibilità quotidiana nelle carceri ma per indicare la strada maestra della Riforma; attendiamo con fiducia l’istituzione di un Tavolo di confronto e di iniziativa che inizi dall’abbandono della via del cemento.

 

Che fare dunque? Che tipo di mobilitazione va inventata? Confesso di non avere una risposta certa. Per aiutarmi a pensare da domani inizio un digiuno per alcuni giorni, sperando che si formi una catena che veda impegnati garanti e esponenti del volontariato e delle associazioni con l’obiettivo di mettere fine a una violenza silenziosa.

Non possiamo essere corresponsabili, neppure per omissione.

Le prossime ore e i prossimi giorni devono vederci impegnati a trovare forme originali di denuncia  e di proposta. Forse occorre più fantasia, più spregiudicatezza, ma non si può stare fermi e muti neppure un minuto di più.

Franco Corleone

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Caos nelle carceri toscane

Franco Corleone on mag 2nd 2011 03:44 pm

Da oggi inizia per trenta giorni lo sciopero dei direttori delle carceri toscane. E’ un altro segno della situazione di degrado e disgregazione dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Sindacato dei direttori penitenziari denuncia l’assenza di un contratto collettivo e la gravissima carenza di dirigenti in Toscana. Infatti sono scoperte otto direzioni di importanti istituti della Toscana (Livorno, Gorgona, Massa Marittima, Pistoia, San Gimignano, O.p.g di Montelupo, Massa, Gozzini) oltre a diversi uffici U.e.p.e. e dodici posti di dirigente al Provveditorato regionale. Lo sciopero interesserà tutte le prestazioni che ricadono fuori dal normale orario di lavoro (astensione dallo straordinario, rifiuto di missioni, incarichi aggiuntivi, attività di formazione, astensione da ispezioni e relazioni sindacali).
Nonostante le modalità di assoluta responsabilità, lo stato di agitazione non potrà che produrre un aggravamento delle condizioni di vita delle carceri toscane.
Come Garante non posso che manifestare solidarietà, per chi difende il proprio lavoro e i propri diritti e chiedo che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, risponda immediatamente alle giuste richieste e trovi una soluzione per la copertura dei posti vacanti e la nomina dei direttori che rappresentano un elemento imprescindibile per la vita degli istituti penitenziari.

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Bilancio della Campagna per un carcere umano

Franco Corleone on dic 23rd 2010 10:10 am

Conferenza stampa
Giovedì  23 dicembre ore 12,30
Palazzo Vecchio (piano primo) – Sala Incontri

Bilancio della Campagna per un carcere umano

Si conclude il digiuno a staffetta e l’azione di sensibilizzazione iniziata l’11 novembre, con la presentazione di un piano carcere alternativo alla gestione immobilistica da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Purtroppo questa azione è stata limitata dall’assenza del Direttore di Sollicciano, collocato in ferie obbligatorie, e quindi senza l’interlocutore principale.

Il suicidio di un detenuto avvenuto nei giorni scorsi conferma la drammaticità della situazione. Per fortuna le presenze sono tornate intorno alle 1000 unità e fra qualche settimana si valuteranno gli effetti dell’applicazione della legge sulla detenzione domiciliare, che comunque non sarà, come è stata provocatoriamente definita, “svuota carceri”.

Saranno presenti: Franco Corleone, i consiglieri Eros Cruccolini, Stefano Di Puccio, Maurizio Sguanci e i rappresentanti delle associazioni di volontariato e della società civile: Davide Roberto Papini, della Chiesa Valdese di Firenze, Don Alessandro Santoro, Sandro Margara, Presidente della Fondazione Michelucci.

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Diario di bordo/15

Franco Corleone on dic 22nd 2010 03:08 pm

A Sollicciano le presenze  sono oggi 977  più 5 bambini.

Anche questo è un risultato della Campagna di Natale che abbiamo lanciato l’11 novembre scorso. Senza presunzione faremo domani un bilancio e soprattutto indicheremo gli obiettivi per il 2011.

Un particolare ringraziamento per l’attenzione rivolta all’iniziativa al Presidente del Consiglio Comunale, Eugenio Giani.

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Un nuovo suicidio a Sollicciano: la strage continua

Franco Corleone on dic 16th 2010 06:24 pm

La notte scorsa a Sollicciano, un cittadino magrebino di 35 anni condannato in primo grado per spaccio e che aveva il fine pena nel 2011, si è suicidato aspirando il gas di una bomboletta nel gabinetto della cella.

Il sovraffollamento ha provocato un’altra vittima innocente. Era mezzanotte, nella cella erano in sei persone e secondo quanto dichiarato dalla Direzione, il soccorso dei compagni, della Polizia Penitenziaria e dei medici è stato immediato ma non c’è stato niente da fare.

Questa morte è una risposta eloquente a chi ha dipinto il carcere come un luogo da cui si esce facilmente per legge. Magari per la cosiddetta “svuota carceri.”

Verificheremo le cause della morte attraverso i risultati dell’autopsia, ma certo questo ulteriore dramma obbliga a ripensare le condizioni di vita in un carcere illegale.

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La macchina dell’allarmismo è entrata in azione

Franco Corleone on dic 16th 2010 01:51 pm

A Sollicciano le presenze sono 1005 più 4 bambini.

Ieri, in qualità di Garante dei diritti dei detenuti di Firenze, avevo convocato una conferenza stampa per illustrare lo stato della campagna contro il sovraffollamento nelle celle di Sollicciano, che da quasi un mese è sostenuta da un digiuno a staffetta e che si concluderà il 22 dicembre con una iniziativa di bilancio a Palazzo Vecchio.
Nel corso dell’incontro di ieri avevo sottolineato l’entrata in vigore per oggi della legge sulla detenzione domiciliare, provvedimento mediocre e censurabile per molti suoi aspetti, come la gran parte di quelli varati dal ministro Alfano, e che non affronta le ragioni del sovraffollamento.
Ho fornito il dato accreditato dall’Amministrazione penitenziaria, che per Sollicciano stima un’uscita di 50, al massimo 70, detenuti. Con stupore stamattina ho letto sui giornali una cifra identica su tutti i quotidiani di 360 beneficiari per Sollicciano e di 540 per la Toscana. I numeri indicati e il taglio della notizia fa pensare che si sia messa in moto la macchina cinica e falsante che si era già esercita in occasione dell’indulto del 2006.
Sono preoccupato degli effetti che queste cifre e questo allarmismo possono provocare speranze destinate a essere frustare e quindi a innescare possibili tensioni, delle quali non ci sarebbe davvero alcun bisogno in un carcere già sotto stress.
Denuncio con forza questa irresponsabilità: d’altronde, se fossero fondati questi numeri dovrei immediatamente iniziare un digiuno per la liberazione di 360 sequestrati nella galera di Sollicciano.
Siccome la difficoltà maggiore per la concessione degli arresti domiciliari è proprio la congruità del domicilio, suggerisco agli avvocati dei detenuti e alla Camera penale di indicare come residenza dei propri assistiti l’abitazione degli autori della disinformazione, che peraltro sicuramente sono case adeguate e confortevoli.

Prosegue l’ultima settimana del digiuno a staffetta, che si concluderà con una Conferenza stampa il 22 dicembre alle ore 12.30, presso la Sala Incontri di Palazzo Vecchio. Saranno presenti Franco Corleone, i Consiglieri Comunali, Eros Cruccolini, Stefano Di Puccio e i rappresentanti delle associazioni di volontariato.

Oggi digiuna Davide Roberto Papini, Chiesa Valdese;
Beppe Battaglia, Associazione Liberarsi, digiunerà il 17 dicembre;
Eros Cruccolini, Consigliere Comunale, digiunerà il 18 dicembre;
Rosa a Marca, Associazione Radicale Andrea Tamburi, digiunerà il 19-20 dicembre;
Franco Corleone, digiunerà il 21-22 dicembre.

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Può accadere anche da noi una strage in carcere?

Franco Corleone on dic 16th 2010 10:30 am

Articolo pubblicato dal Settimanale OGGI.

L’8 dicembre oltre ottanta detenuti in un grande carcere alla periferia di Santiago del Cile sono morti a causa di un terribile incendio. Potrebbe accadere anche in Italia? Purtroppo sì. D’altronde, anche se pochi lo ricordano, il 3 giugno 1989 nel carcere delle Vallette di Torino undici donne (nove detenute e due agenti) morirono intossicate per l’incendio di una catasta di materassi ammassati sotto le finestre della sezione femminile. Nessuno aprì le celle e i pompieri arrivarono 45 minuti dopo l’allarme lanciato dai detenuti del braccio di fronte. Il processo non individuò responsabilità, come se le vittime fossero cittadine di serie B non meritevoli di giustizia.
Ora i materassi in carcere sono ignifughi, ma un incendio può svilupparsi in molti modi e per molte ragioni. Magari una protesta sfuggita di mano o un banale incidente.
Di certo il sovraffollamento rende la situazione esplosiva in ogni momento. Il presidente cileno ha attribuito proprio al sovraffollamento la causa del disastro e ha riconosciuto che “il sistema delle prigioni è assolutamente disumano” e ha promesso “la realizzazione di un sistema nuovo, più dignitoso, degno di un paese civile”.
In carcere, le regole di controllo non devono impedire gli interventi tempestivi di soccorso e la sicurezza non deve prevalere sul diritto alla vita. E’ quanto prevede la Costituzione.
Oggi, con quasi 70.000 detenuti, le prigioni italiane non sono tanto diverse da quelle sudamericane. Per avere una riforma che rispetti la dignità umana, bisogna aspettare un rogo anche in Italia?

Franco Corleone

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Nell’inferno della Dozza

Franco Corleone on dic 6th 2010 09:59 am

Le telecamere entrano dentro il carcere Dozza di Bologna, uno dei più sovraffollati d’Italia. Reportage di Rosario Di Raimondo e Giulia Zaccariello da Youtube, via fuoriluogo.it.

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Un primo bilancio: appello ai naviganti

Franco Corleone on dic 1st 2010 07:30 pm

A Sollicciano le presenze sono 1035,  più 4 bambini.

Qualcosa si è mosso ma troppo poco. Il carcere continua a essere senza Direttore e la promessa di diminuzione delle presenze continua a essere rimandata. Non possiamo aspettare all’infinito; fra qualche giorno verificheremo la qualità delle promesse del sottosegretario alla giustizia Caliendo.

Nel frattempo mi auguro che il Presidente Giani definisca una data per il Consiglio Comunale straordinario a Sollicciano.

L’Associazione Pantagruel ha organizzato per il 7 dicembre alla Casa del popolo dell’Isolotto di via Maccari una cena per “guardare oltre” per raccogliere fondi destinati all’acquisto di occhiali da vista per detenuti e detenute. Potrebbe essere una buona occasione per fare il punto su come rilanciare la  Piattaforma per il carcere definita l’11 novembre 2010.

Le adesioni alla staffetta  sono coperte fino al 3 dicembre.

Mi auguro ci siano nuove risposte, altrimenti toccherà di nuovo a me!

Oggi digiuna Barbara Ventra, Chiesa Valdese, digiunerà il 1° dicembre;

Renzo Magosso, giornalista, digiunerà il 2 dicembre;

Davide Roberto Papini, Chiesa Valdese, digiunerà il 3 dicembre.

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Diario di bordo/2

Franco Corleone on ott 11th 2010 12:26 pm

La conta delle presenze a Sollicciano si attesta oggi a 1012 (più quattro bambini). Lo sciopero della fame quindi continua, ringrazio l’assessore provinciale Antonella Coniglio per la solidarietà espressa e mi auguro che qualche risposta positiva rispetto agli obiettivi proposti giunga.
Per la scuola a Sollicciano il dirigente regionale prof. Angotti e il dirigente provinciale dott. Bacaloni, si rimbalzano la responsabilità per la soppressione della scuola. Propongo un incontro all’assessore Di Giorgi e Di Fede per un esame di una situazione drammatica.
Ho letto sui giornali che gli studenti in lotta denunciano la situazione della scuola paragonandola a una galera. L’esempio è suggestivo ma mi auguro che il movimento degli studenti lotti anche perché in galera vi sia la scuola, che per i detenuti rappresenta uno spazio di libertà.

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