Cibo è droga. Blitz dei NAS in tutta Italia: oltre 3000 perquisizioni, 1500 arresti, migliaia di latitanti

Franco Corleone on dic 23rd 2010 10:07 am

Dal blog di fuoriluogo.it:

Un gruppo di sfogline latitanti rifugiatesi in un convento dell'appennino

Ha avuto immediato effetto l’allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Società Italiana di Neurologia, che con il suo Presidente, prof. Antonio Federico, aveva avvertito l’opinione pubblica sui pericolosissimi effetti del cibo sul cervello:

“a seguito dell’ingestione di cibo aumenta il rilascio di dopamina a livello cerebrale, simile all’aumento dovuto all’uso di cocaina; negli obesi, così come nei tossicodipendenti, è stata dimostrata una ridotta sensibilità alla dopamina e al suo effetto appagante; alcuni cibi, quali lo zucchero, determinano anche un rilascio di oppioidi oltre che di dopamina, che ne potenzia l’effetto di gratificazione”.

Un allarme che il Dipartimento Antidroga e il Governo non potevano ignorare, anche perchè suffragato da studi approfonditi, come aveva sottilineato lo stesso Federico:

“Numerosi studi dimostrano che il cibo è un potenziale oggetto di dipendenza psicofisica, in particolare i cibi salati o i cibi a elevato contenuto di zuccheri semplici, di grassi, o ancora, di combinazioni tra questi. E sono state dimostrate forme di dipendenza da zucchero molto simili, nell’espressione, ai casi di dipendenza da sostanze stupefacenti”,

Così il consiglio dei Ministri si è riunito d’urgenza nel tardo pomeriggio di ieri, su richiesta del sottosegretario alla proibizione Carlo Giovanardi, ed ha immediatamente approvato all’unanimità un decreto legge che aggiorna le attuali tabelle delle sostanze stupefacenti proibite con tutti i cibi ritenuti potenzialmente pericolosi: entrano quindi a farne parte zampone, cotechino e salsiccia, ma anche dolci come il panettone, il pandoro o la zuppa inglese. Banditi anche i precursori come cioccolato, zucchero a velo e macinato di suino. Per Giovanardi è un successo della capacità di iniziativa del Governo del fare, che con la sobrietà che gli è propria ha così anche impedito lo spreco di cibo annunciato per le prossime festività natalizie.

Soddisfatto dell’intervento governativo anche Giovanni Serpelloni, il direttore del Dipartimento antidroga, che ha diffuso in conferenza stampa le foto del cervello di un pensionato di Bologna dopo l’ultimo pasto a base di tortellini in brodo, cotechino e crema fritta:

Grazie alle moderne tecniche di neuroimmagine, attraverso apparecchi di risonanza magnetica ad alto campo – ha spiegato Serpelloni – e’ stato infatti possibile descrivere come l’uso di cibo sia associato anche ad un’anomala organizzazione funzionale del cervello. Un gruppo di pensionati bolognesi e’ stato quindi sottoposto a risonanza magnetica funzionale (fMRI) nel corso della quale sono stati indotti desiderio o rifiuto di tortellini, mortadella e cotechino, attraverso determinate immagini. E’ stato cosi’ possibile mostrare come la tossicodipendenza abbia una spiegazione neuro-anatomica di alterato funzionamento cerebrale, indotto da una modifica nella connettivita’ funzionale che mantiene la dipendenza dal cibo/sostanza.

Da oggi sono quindi vietati pranzi e cenoni a base di pasta ripiena, insaccati, dolci elaborati. Ed è già in corso nella notte un blitz dei Nas in tutta italia: al momento sono state effettuate 3000 perquisizioni in ristoranti, negozi di pasta fresca e salumerie, sono state tratte in arresto 1500 persone mentre sono circa 10.000 i mandati di cattura emessi. Non si hanno numeri precisi, ma si stimano in migliaia le sfogline e i salumieri latitanti. Intanto per le strade si sono anche avviati i test sui conducenti: a rischio ritiro patente chi ha più di 250 di colesterolo.

Non si sono fatte attendere le reazioni politiche: per il leader del PD Bersani “è un attacco politico all’Emilia Rossa, e dopo esserci rimboccati le maniche ci metteremo a dieta e stringeremo la cinghia”. Il parlamentare PDL ed ex ministro Maurizio Gasparri ha invece chiesto il “carcere preventivo per i diabetici”. Di diverso avviso pare essere invece il Sindaco di Milano, che durante un ballo prenatalizio in una bocciofila di periferia ha dichiarato: “il panettone non è come la salamina da sugo!” Letizia Moratti ha così voluto prendere le distanze dall’iniziativa governativa nel tentativo di difendere le specialità natalizie meneghine dalla “frettolosa assimilazione in un unica tabella con sostanze psicotrope ben più pericolose come gli insaccati provenienti dalla bassa padana”.

Riportiamo infine l’appello dell’Associazione per il Brodo Terapeutico (ABD), che ribadendo l’utilità del brodo nelle diete dei pazienti, in particolare in questo periodo influenzale, ha chiesto che almeno il brodo di pollo sia inserito fra le sostanze prescrivibili con ricetta, visto che quello di cappone è troppo buono per non cadere nelle mire di Giovanardi&co. (fonte: fuoriluogo.it)

Nella speranza di avervi regalato un sorriso
Buone Feste dalla redazione di Fuoriluogo.it!

Filed in politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Nuovi consumi di una droga antica. Online i video

Franco Corleone on dic 16th 2010 10:28 am

On line nello speciale di fuoriluogo.it trovate i documenti relativi all’appuntamento di Impruneta del settembre scorso. Sono disponibili sul sito le relazioni, il programma ed il fascicolo della Scuola Estiva 2010. Tutto in formato pdf.

On line ora anche i video disponibili delle relazioni (a cura di Franco Marcomini e dell’associazione Eurocare) dal canale di Fuoriluogo su VIMEO.

Filed in politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Kdrink, un esito scontato..

Franco Corleone on ott 7th 2010 10:31 am

Dal blog di fuoriluogo.it:

Dopo mesi di campagna politica per eliminare dal mercato la Kdrink, dopo ripetute irruzioni e sequestri dei carabinieri, la bevanda con estratti di foglia di coca è stata assolta dalle analisi effettuate dall’Agenzia Regionale Ambiente e Salute del Lazio: il responso è negativo, la bibita risulta priva di cocaina. Come aveva (invano) sostenuto la piccola ditta produttrice, come avevano sempre confermato le analisi di routine regolarmente effettuate in passato. Da notare che il sequestro “cautelativo” dei carabinieri di Frosinone era avvenuto il 29 giugno 2010, ma il responso di assoluzione è arrivato ben 75 giorni dopo. Oltre due mesi e mezzo per avere i risultati di un test che richiede non più di tre o quattro giorni per essere effettuato.

La persecuzione contro la cosiddetta “bevanda diseducativa” (sic!) si è sgonfiata come una bolla di sapone, i “guerrieri” nostrani della droga che l’hanno capitanata hanno dimostrato di non conoscere neppure le Convenzioni internazionali proibizioniste (che consentono l’aromatizzazione con le foglie di coca); né che l’America della war on drugs è il maggior importatore di foglia di coca per aromatizzare la Coca Cola. Quanto alle solerti forze dell’ordine, pare che abbiano parecchio tempo da perdere dietro le ubbie di signorotti politici ignoranti ed arroganti, nel bel paese tristemente noto per mafia, camorra e n’drangheta. “E io pago”, avrebbe detto il cittadino Totò.

Largo alla foglia della Kdrink, ma stretta la via del buon senso e della tolleranza.

Sulla vicenda della Kdrink, leggi nella rubrica Fuoriluogo gli articoli di Giorgio Bignami (28 luglio) e Grazia Zuffa (4 agosto).

Filed in politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Solidarietà

Franco Corleone on lug 28th 2010 10:35 am

Mai avremmo pensato su questo blog di essere “costretti” a esprimere solidarietà a Belen e Canalis, nuovo obiettivo della caccia alle streghe proibizionista.
Ma viste le recenti notizie legate alle indagini sulla Milano bene, Fuoriluogo.it esprime solidarietà alle due showgirl, colpevoli (forse nel caso della compagna di Clooney) solo di aver consumato sostanze che, libere nei fatti, sono illegali solo a causa della miopia politica italiota sulle sostanze.

Dal blog di Fuoriluogo.it.

Filed in politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Per una svolta all’ONU

Franco Corleone on giu 30th 2010 09:25 am

L’International AIDS Society, l’International Centre for Science in Drug Policy (ICSDP), e il BC Centre for Excellence in HIV/AIDS hanno avviato un’iniziativa dal basso di raccolta adesioni sulla “dichiarazione di Vienna” che sostiene come la guerra alla droga e la criminalizzazione dei consumatori di droghe alimentino l’epidemia di Hiv con enormi conseguenze negative sanitarie e sociali. Per i promori è quindi necessario imprimere un nuovo indirizzo alle politiche delle droghe, verso un approccio scientifico e rispettoso dei diritti umani per ridurre i danni delle attuali politiche, e convogliare le risorse verso interventi di prevenzione, trattamento e riduzione del danno fondati sulle evidenze scientifiche.

Dal blog di Fuoriluogo.it: leggi l’articolo di Grazia Zuffa, per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 30 luglio 2010.

Aderisci Vienna Declaration: vai al sito ufficiale della campagna e firma anche tu.

Filed in politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Aria stupefacente

Franco Corleone on giu 21st 2010 08:35 am

proprio mentre imperversa il più feroce razionamento di risorse per la ricerca, si preferisce impegnarle in studi destinati a fornire risultati che in gergo scientifico si definiscono “futili” – in quanto di rilevanza scarsa o nulla, anche se formalmente affidabili – piuttosto che in studi come quelli dei quali si sente più fortemente la mancanza in un campo come quello delle tossicodipendenze: sugli stili di consumo, sui rapporti tra consumi a rischio e non a rischio, sulle credenze vere e meno vere dei consumatori, sui continui cambiamenti dei setting, ecc. Quegli studi, appunto, che rischierebbero di essere di intralcio al proibizionismo talebano oggi dominante.

Giorgio Bignami commenta così la ricerca dell’Istituto Inquinamento Atmosferico del CNR sulle concentrazioni di sostanze psicotrope nell’aria di molte città italiane.

Filed in canapa,politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Cacciatori di semi

Franco Corleone on mag 12th 2010 10:07 am

Articolo sulla vicenda dei due titolari di Semitalia per la rubrica settimanale di Fuoriluogo sul Manifesto del 12 maggio 2010.

Nell’anno di grazia 2010 in Italia si può finire in galera per un reato d’opinione. La cronaca di questi giorni parla da sé. Da quindici giorni due giovani imprenditori di Vicchio, storico paese del Mugello, sono imprigionati a Sollicciano, il carcere di Firenze, su ordine del pubblico ministero di Bolzano per violazione dell’articolo 82 della legge antidroga, il Dpr 309 del 1990, che punisce l’istigazione, il proselitismo e l’induzione all’uso illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Nella realtà Marco Gasparrini e Luigi Bargelli  titolari di una società, la Semitalia, da sette anni a questa parte si sono limitati a vendere semi di canapa utilizzando un sito on line. L’attività è perfettamente legale in quanto la legge italiana punisce la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti in relazione alla quantità e alla presenza di principio attivo. Le Convenzioni internazionali che sono alla base della legislazione proibizionista non contemplano tra le sostanze vietate i semi in quanto sono un prodotto neutro, che non può essere assimilato alla droga. Il pm titolare dell’inchiesta, Markus Mayr, ha candidamente affermato che infatti l’arresto non è per il commercio di semi di canapa ma per l’istigazione all’uso. A sua detta, il reato procederebbe per deduzione, sulla base dei numerosi sequestri di piante coltivate con i semi provenienti dalla ditta toscana (sic!).

Ho denunciato la presenza in carcere di due detenuti “abusivi”, nel senso che occupano due posti in un carcere sovraffollato senza alcun titolo, ma come vittime di un vero e proprio abuso.

Il magistrato di Bolzano ha utilizzato un articolo che già di per sé trasuda ideologia e rappresenta un oltraggio al diritto per come è scritto. Ma ha fatto di peggio: ha forzato la lettera della legge che indica l’istigazione quale attività pubblica con un dettaglio dei luoghi tutelati (scuole, caserme, carceri, ospedali). Oltretutto, in quel famigerato articolo della Iervolino-Vassalli non si parla di istigazione alla coltivazione.

La persecuzione giudiziaria dei due commercianti fiorentini fa emergere gravi contraddizioni e  disparità nell’applicazione della legge. Nel febbraio scorso, in questa stessa rubrica commentavo una fondamentale sentenza del giudice Salvini del tribunale di Milano che ha assolto un cittadino accusato di aver coltivato in giardino sette piante di marijuana. Allora, facciamo il punto. Secondo Giovanardi, la legge non punisce col carcere il semplice uso di droga, ma solo con sanzioni amministrative; secondo l’autorevole magistrato Giorgio Salvini, la coltivazione domestica è equiparata al consumo personale e non sanzionabile con misure penali; invece per la scuola giuridica di Bolzano tutti devono essere messi in galera, consumatori e coltivatori, iniziando da Marco Gasparrini e Luigi Bargelli per il non- reato di vendita di semi.

Il codice Rocco, emblema del diritto etico, rivive nel Sud Tirolo! A pochi chilometri da Vicchio si trova Scarperia, paese produttore di coltelli: suggeriamo al pm di Bolzano di accusare di istigazione all’omicidio tutti i venditori di lame che abbiano fornito l’arma a uxoricidi. Per la par condicio, naturalmente.

Mentre il procuratore della repubblica di Venezia Vittorio Borraccetti raccomanda di arrestare solo per i casi estremi per non aggravare inutilmente il sovraffollamento delle carcere, i pm di Bolzano incarcerano allegramente, anche in assenza delle condizioni della custodia cautelare previste dal codice. Magari per soddisfare il protagonismo di esponenti della polizia giudiziaria locale che non hanno di meglio da fare che vantarsi di essere  “cacciatori di semi”. Oggigiorno molti attaccano i  principi sacri dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura, mettendo in discussione che il giudice sia soggetto solo alla legge. Per difenderli,  mi aspetto che l’Associazione Nazionale Magistrati non copra per spirito di corpo i magistrati che si inventano la legge per pregiudizio  ideologico.

Venerdì il Tribunale della Libertà di Bolzano deciderà sulla sorte di due giovani incensurati, impegnati nella loro comunità (uno è vice presidente del consiglio comunale) e che hanno ricevuto la solidarietà di tutto il paese.

Senza scomodare Berlino, ci basta che ci sia un giudice a Bolzano!

Filed in canapa,carcere e giustizia,politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Droghe, le Ong chiedono una svolta a Ban Ki-moon

Franco Corleone on mag 6th 2010 10:03 am

Vi segnalo on line su fuoriluogo.it l’articolo di Giorgio Bignami per la rubrica settimanale di Fuoriluogo uscita oggi sul Manifesto.

Droghe, le Ong chiedono una svolta a Ban Ki-moon
“Sono fiero di mettere in vetrina [sic: to showcase nell'originale] gli sforzi dell’Unodc di combattere droghe, crimine e terrorismo promuovendo salute, giustizia e sicurezza”. Così esordisce il direttore Mr. Costa presentando il rapporto 2010 dell’ufficio delle Nazioni Unite per droga e crimine (Unodc). Il rapporto descrive compiutamente gli sviluppi del narcotraffico e di altre attività criminali e terroristiche, così come le azioni intraprese per contrastarle; tuttavia tace o glissa su varie questioni importanti. Per esempio, non fa i conti della serva, cioè non spiega come le attività di repressione del narcotraffico non possano competere con la stratosferica differenza tra il valore iniziale e finale della merce-droga, una differenza che è doppiamente blindata dalle politiche proibizioniste e dalle priorità del commercio mondiale. (Si controlla solo il 2% di 420 milioni di container che circolano annualmente, parola di Costa; e nel caso della coca, 600 $ di spesa all’origine diventano 200-220.000 euro di incasso a Milano, parola di Sette del Corriere della sera, 8.4). E trattando di droga e salute, non va oltre un cenno ai meriti del metadone, tacendo sul ruolo crescente in molti paesi delle varie misure di riduzione del danno. (A proposito, come accoglierà il nostro zar antidroga Carlo Giovanardi, che della riduzione del danno vuole cancellare perfino il nome, il rapporto intitolato “Riduzione del danno: evidenze scientifiche, impatto e sfide” appena sfornato dall’Osservatorio Europeo di Lisbona?).

E infine, parlando del ruolo delle Cso (le Organizzazioni della società civile) e delle Ong (le Organizzazioni non governative), dopo poche righe di generici elogi, dopo un cenno vacuamente trionfalistico all’apposito forum di qualche tempo fa, il documento dell’Unodc si guarda bene dal precisare che a esse è riservato solo uno striminzito ufficetto nei falansteri dell’Agenzia antidroga Onu, un unico strapuntino nella plenaria della Commissione narcotici (Cnd). Mr. Costa, per buona giunta, nell’ultima riunione della Cnd a Vienna, si è permesso di trattare a pesci in faccia le organizzazioni appena queste hanno civilmente chiesto un minimo di ascolto. Nella frenetica corrispondenza che ne è seguita tra i vari rappresentanti, il comportamento del Nostro è definito rozzo, partigiano, supponente, superbioso, umiliante, apertamente sprezzante. Risultato: il Consorzio internazionale per le politiche sulla droga (Idpc), nel quale sono federate molte Cso e Ong, ha spedito al segretario generale delle Nazione Unite Ban Ki-moon una chiara e dettagliata lettera di protesta: per rivendicare il ruolo importante e oneroso di dette organizzazioni; per rifiutare le discriminazioni che esse sono costrette a subire; per stigmatizzare gli inaccettabili comportamenti di Costa. Il suo mandato tra poco scade, quindi fermamente si chiede un nuovo direttore più idoneo ad affrontare i problemi reali, meno impegnato nei giuochi di potere e negli show di arroganza e prepotenza.

A questo punto va notato che l’Unodc, una volta ricco di potenti alleati, si avvia a diventare l’ultimo bunker delle resistenze proibizioniste, in uno scenario planetario che sta lentamente ma sicuramente cambiando. Altre agenzie dell’Onu – come l’Oms e l’ufficio per l’Aids (Unaids) – già si muovono in settori limitrofi in modi spesso diversi da quelli dell’Unodc. Molti paesi europei seguono ormai da tempo una linea assai più aperta, come è ribadito nel succitato rapporto dell’Osservatorio Europeo sulle droghe di Lisbona. Negli Usa, da sempre i primi responsabili delle politiche repressive dell’Unodc, già si sono avuti nel primo anno di Obama segni significativi di allentamento della garrota proibizionista. In America latina la ribellione contro gli ukaze statunitensi è oramai un fenomeno maggioritario, sono sempre più spiazzati quei paesi come la Colombia che insistono nell’obbedienza ai sopravvissuti della Washington di G.W. Bush. E l’Italia? ormai siamo fanalino di coda; e ai nostri comandanti si dovrebbe oramai prescrivere una cura salutare di ritirate strategiche, come quelle di cui erano diventati esperti certi loro predecessori.

Giorgio Bignami

Filed in politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Sabato torna la Million Marijuana March

Franco Corleone on mag 4th 2010 10:12 am

Sabato prossimo torna a Roma la Million Marijuana March, l’appuntamento annuale che si tiene in oltre 300 città del mondo per chiedere la fine delle persecuzioni per i consumatori, il diritto all’uso terapeutico della Cannabis per i Pazienti e il diritto a coltivare liberamente una pianta che è parte del patrimonio botanico del Pianeta. Gli organizzatori italiani per favorire la partecipazione consapevole rinunciano ad un po’ di carri e ripartono dal reggae. Vai alla presentazione per fuoriluogo.it. (via fioreblog)

Filed in canapa,carcere,politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Un saluto

Franco Corleone on set 15th 2009 07:19 pm

Dal blog di fuoriluogo.it:

janvandertas

Jan van der Tas è morto il 10 settembre all’età di 81 anni. Jan era stato ambasciatore per l’Olanda; dopo il suo pensionamento, si era impegnato nel movimento di riforma della politica delle droghe, diventando così “ambasciatore” dell’approccio tollerante olandese. Jan è stato un collaboratore di Fuoriluogo e più volte ci ha sollecitato a creare una versione internazionale in inglese del giornale e del sito, per uscire dal circuito locale italiano. Durante la carriera diplomatica, aveva contributo alla costruzione dell’Unione Europea: ci credeva molto, nonostante la sua insoddisfazione per come l’istituzione europea si era venuta sviluppando.

Per ricordarlo, riproponiamo una sua intervista del 2006: Jan sostiene il ruolo guida dell’Europa delle politiche “miti” per sconfiggere la war on drugs.

Jan van der Tas era un politico colto e acuto e un uomo gentile. Lo salutiamo con riconoscenza ed affetto.

Filed in canapa,politica sulle sostanze | Commenti disabilitati

Next »