Lotta alla droga. I danni collaterali.

Franco Corleone on lug 5th 2010 11:46 am

Forum Droghe Fondazione Michelucci Regione Toscana

LOTTA ALLA DROGA
I DANNI COLLATERALI

L’impatto sul carcere e sulla giustizia della legge contro gli stupefacenti in Toscana

volume a cura di: Franco Corleone, Alessandro Margara
Testi di: Grazia Zuffa, Alessio Scandurra, Massimo Urzi, Patrizia Meringolo

martedì 13 luglio 2010 – ore 17:00
presso la libreria LIBRILIBERI
via San Gallo 25/27r, Firenze

Salvatore Allocca – Assessore al Welfare
Patrizio Nocentini – Regione Toscana
Michele Passione – Avvocato
Giuseppe Soresina – Procuratore Aggiunto, Firenze
discuteranno con gli autori

Al termine del dibattito festeggeremo il 14 luglio con un aperitivo e con la musica di Ricky Gianco e il suo disco “La battaglia di canne”

Il libro presenta una ricerca, sostenuta dalla Regione Toscana – Assessorato per il Diritto alla Salute, che Forum Droghe ha svolto con la collaborazione della Fondazione Michelucci. Si propone come una valutazione dell’impatto della recente normativa penale antidroga sull’insieme delle attività delle forze dell’ordine, degli apparati giudiziari e sul carcere.
È un compito non semplice, perché nella politica della lotta alle droghe la valutazione ha finora trovato poco spazio, specie per ciò che riguarda l’aspetto penale.

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L’Italia in frantumi?

Franco Corleone on giu 14th 2010 04:10 pm

La Piazza – Società della Ragione

ORTONA
19 giugno 2010 | ore18.00
Auditorium Polo Eden

L’Italia in frantumi?
Dopo 150 anni di Unità del Paese

Incontro con:
Piero Ignazi
professore di Politica comparata, Università di Bologna,
direttore della rivista Il Mulino
Franco Corleone
presidente della Società della Ragione
coordina Patrizio Marino direttore della Piazza

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Cacciatori di semi

Franco Corleone on mag 12th 2010 10:07 am

Articolo sulla vicenda dei due titolari di Semitalia per la rubrica settimanale di Fuoriluogo sul Manifesto del 12 maggio 2010.

Nell’anno di grazia 2010 in Italia si può finire in galera per un reato d’opinione. La cronaca di questi giorni parla da sé. Da quindici giorni due giovani imprenditori di Vicchio, storico paese del Mugello, sono imprigionati a Sollicciano, il carcere di Firenze, su ordine del pubblico ministero di Bolzano per violazione dell’articolo 82 della legge antidroga, il Dpr 309 del 1990, che punisce l’istigazione, il proselitismo e l’induzione all’uso illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Nella realtà Marco Gasparrini e Luigi Bargelli  titolari di una società, la Semitalia, da sette anni a questa parte si sono limitati a vendere semi di canapa utilizzando un sito on line. L’attività è perfettamente legale in quanto la legge italiana punisce la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti in relazione alla quantità e alla presenza di principio attivo. Le Convenzioni internazionali che sono alla base della legislazione proibizionista non contemplano tra le sostanze vietate i semi in quanto sono un prodotto neutro, che non può essere assimilato alla droga. Il pm titolare dell’inchiesta, Markus Mayr, ha candidamente affermato che infatti l’arresto non è per il commercio di semi di canapa ma per l’istigazione all’uso. A sua detta, il reato procederebbe per deduzione, sulla base dei numerosi sequestri di piante coltivate con i semi provenienti dalla ditta toscana (sic!).

Ho denunciato la presenza in carcere di due detenuti “abusivi”, nel senso che occupano due posti in un carcere sovraffollato senza alcun titolo, ma come vittime di un vero e proprio abuso.

Il magistrato di Bolzano ha utilizzato un articolo che già di per sé trasuda ideologia e rappresenta un oltraggio al diritto per come è scritto. Ma ha fatto di peggio: ha forzato la lettera della legge che indica l’istigazione quale attività pubblica con un dettaglio dei luoghi tutelati (scuole, caserme, carceri, ospedali). Oltretutto, in quel famigerato articolo della Iervolino-Vassalli non si parla di istigazione alla coltivazione.

La persecuzione giudiziaria dei due commercianti fiorentini fa emergere gravi contraddizioni e  disparità nell’applicazione della legge. Nel febbraio scorso, in questa stessa rubrica commentavo una fondamentale sentenza del giudice Salvini del tribunale di Milano che ha assolto un cittadino accusato di aver coltivato in giardino sette piante di marijuana. Allora, facciamo il punto. Secondo Giovanardi, la legge non punisce col carcere il semplice uso di droga, ma solo con sanzioni amministrative; secondo l’autorevole magistrato Giorgio Salvini, la coltivazione domestica è equiparata al consumo personale e non sanzionabile con misure penali; invece per la scuola giuridica di Bolzano tutti devono essere messi in galera, consumatori e coltivatori, iniziando da Marco Gasparrini e Luigi Bargelli per il non- reato di vendita di semi.

Il codice Rocco, emblema del diritto etico, rivive nel Sud Tirolo! A pochi chilometri da Vicchio si trova Scarperia, paese produttore di coltelli: suggeriamo al pm di Bolzano di accusare di istigazione all’omicidio tutti i venditori di lame che abbiano fornito l’arma a uxoricidi. Per la par condicio, naturalmente.

Mentre il procuratore della repubblica di Venezia Vittorio Borraccetti raccomanda di arrestare solo per i casi estremi per non aggravare inutilmente il sovraffollamento delle carcere, i pm di Bolzano incarcerano allegramente, anche in assenza delle condizioni della custodia cautelare previste dal codice. Magari per soddisfare il protagonismo di esponenti della polizia giudiziaria locale che non hanno di meglio da fare che vantarsi di essere  “cacciatori di semi”. Oggigiorno molti attaccano i  principi sacri dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura, mettendo in discussione che il giudice sia soggetto solo alla legge. Per difenderli,  mi aspetto che l’Associazione Nazionale Magistrati non copra per spirito di corpo i magistrati che si inventano la legge per pregiudizio  ideologico.

Venerdì il Tribunale della Libertà di Bolzano deciderà sulla sorte di due giovani incensurati, impegnati nella loro comunità (uno è vice presidente del consiglio comunale) e che hanno ricevuto la solidarietà di tutto il paese.

Senza scomodare Berlino, ci basta che ci sia un giudice a Bolzano!

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Le carceri scoppiano. La rassegna stampa dell’iniziativa di Ferrara

Franco Corleone on dic 30th 2009 01:33 pm

On line la rassegna stampa dell’iniziativa svoltasi a Ferrara lo scorso 23 novembre:

Vi ricordo che l’appello è sempre on line sul blog di fuoriluogo.it.

via fioreblog.

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I Garanti e l’esecuzione della pena: quali prospettive?

Franco Corleone on mar 22nd 2009 12:14 pm

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Conferenza stampa in vista di Vienna 2009

Franco Corleone on mar 10th 2009 07:10 pm

Nei prossimi giorni sarò a Vienna, al vertice per la revisione delle politiche sulle droghe dell’ONU, dove si cercherà di sorvolare sui 10 (undici) anni di fallimenti della war on drugs.

Ecco la Conferenza stampa che abbiamo organizzato come Forum Droghe lunedì, da radioradicale.

Maggiori info nello speciale di Fuoriluogo.

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Diritti e Crisi, il 21 gennaio a Ferrara

Franco Corleone on gen 14th 2009 08:00 pm

3passiSono stato invitato, mercoledì 21 gennaio, a partecipare quale Presidente della Società della Ragione, ad un incontro promosso dai verdi ferraresi sui diritti in crisi, nell’ambito di un ciclo di appuntamenti sulla crisi economica in corso.

Ecco il programma del ciclo:

New Deal Verde: 3 passi per uscire dalla Crisi

Ciclo di incontri sulla crisi e le proposte ecologiste per uscirne promosso dalla Federazione dei Verdi di Ferrara e dai Gruppi Consiliari Verdi per La Pace  del Comune e della Provincia di Ferrara

Giovedì 15 gennaio 2009  ore 17
Economia domestica
Vincenzo Comito docente di Economia della Finanza – Università di Urbino, membro di Lunaria/Sbilanciamoci, autore del “Dizionario della crisi”
Paolo Mandini Direttore di TeleRadioCittà Modena
coordina Sergio Golinelli assessore Ambiente e Coop.ne Internazionale Provincia di Ferrara

Mercoledì 21 gennaio 2009, ore 17
Diritti in crisi
Franco Corleone
Presidente Società della Ragione, autore del saggio “Garantismo” in “Sinistra senza Sinistra” (Feltrinelli, 2008)
Daniele Lugli Difensore Civico Regione Emilia Romagna
coordina Leonardo Fiorentini Presidente Circoscrizione Centro Cittadino Comune di Ferrara

Mercoledì 28 gennaio 2009, ore 17
Mangiare Meno, Mangiare Sano, Mangiare Tutti

Loredana de Petris Responsabile nazionale Agricoltura dei Verdi
Giovanni B. Panatta medico nutrizionista di popolazione, esperto FAO, OMS e Commissione Comunità Europea
Davide Nardini Assessore Agricoltura, VicePresidente Provincia di Ferrara
Mauro Tonello Presidente Coldiretti Emilia Romagna
Paolo Montori Presidente Associazione “Fattorie Estensi”
coordina Maurizio Andreotti Agronomo

Gli incontri si terranno presso la Sala dell’Arengo, P.tta Municipale 2 a Ferrara

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Nasce una Rete sulle esperienze di teatro nel carcere

Franco Corleone on nov 26th 2008 03:42 pm

Da ToscanaOggi

Firenze: è nata una Rete sulle esperienze di teatro nel carcere

Parte dalla “Pergola” di Firenze il cammino per costruire una rete nazionale fra le esperienze di teatro in carcere. “Dar vita a un coordinamento almeno interregionale – spiega l’assessore toscano alla Cultura, Paolo Cocchi – è utile per qualificare, sostenere e far conoscere meglio anche al grande pubblico ciò che di significativo avviene nel chiuso di tante carceri con un teatro che si fa davvero impegno civile”.

Il saloncino del teatro della Pergola ha ospitato un confronto (“A scene chiuse?”) fra esperienze di teatro in carcere portate avanti in Toscana, Emilia, Lazio, Puglia, Lombardia. Al centro l’esperienza toscana con il progetto di due assessorati regionali (Cultura e Politiche Sociali) iniziato nel 1999: dalle 7 realtà all’inizio coinvolte, oggi la “rete” associa 15 compagnia teatrali che op erano in 14 carceri (Arezzo, Empoli, Livorno, Massa, Massa Marittima, Montelupo, Meucci di Firenze, Pisa, Pistoia, Porto Azzurro, San Gimignano, Siena, Sollicciano, Volterra).

Punteggiato da momenti multimediali (la proiezione di un video, la presentazione di una mostra fotografica e di un volume, uno spettacolo dal vivo), al convegno sono stati illustrati i risultati di una ricerca sulla situazione nazionale del teatro in carcere. Ne ha parlato Massimo Marino, saggista e critico teatrale. Il questionario è stato diffuso nelle 207 carceri di diverso tipo distribuite nelle 20 regioni ottenendo risposte da 113 carceri, in 18 regioni, comunque rappresentative di oltre la metà della popolazione reclusa.

Nell’86,41% delle carceri che hanno risposto, si fa teatro e oltre il 50% delle esperienze teatrali dura da oltre tre anni. Nel 51% dei casi gli spettacoli sono stati rappresentati solo all’interno del carcere, nel 40,7% all’esterno e soltanto l’8,3% sono stati portati in tournée. “È il momento che queste esperienze di speranza siano meglio conosciute – ha insistito l’assessore Cocchi – che avvengano scambi, si creino strutture stabili anche, ad esempio, come scuola di teatro o come occasioni legate ai mestieri del teatro. È nelle non civiltà che il carcere diventa un luogo dove il detenuto scompare: nelle democrazie, invece, il carcere è strumento di espiazione per poi consentire un ritorno nella società”.

Per il Provveditore dell’amministrazione penitenziaria toscana, Maria Pia Giuffrida, secondo cui il nuovo tentativo di coordinamento è da osservare con favore, “il carcere ha bisogno del teatro non meno che il teatro del carcere. È anche qui che il teatro può trovare nuovo senso”. Moderato da Siro Ferrone, docente universitario in Discipline dello Spettacolo, il confronto iniziale ha visto numerosi apporti.

Per Andrea Mancini, autore del volume “A scene chiuse” che contiene anche molte foto, “il teatro in carcere contrasta la negatività del carcere ed esalta la positività del teatro”. Gianfranco Capitta, giornalista, ha sottolineato l’importanza che questo tipo di spettacoli esca dal chiuso degli stabilimenti carcerari (“il vero salto di qualità sta nel portarli fuori”). Lo scrittore e drammaturgo Giuliano Scabia ha rivolto un appello ai critici teatrali affinché si accorgano di questi spettacoli.

Per Franco Corleone, Garante dei diritti dei detenuti a Firenze, il teatro può essere la leva per cambiare il carcere. Corrado Marcelli, direttore della Fondazione Michelucci, ha portato l’esperienza del “Giardino degli Incontri” a Sollicciano (“Quasi il 70% dei detenuti è di origine straniera, il teatro è una grande occasione anche per loro”). Armando Punzo, regista della compagnia che opera a Volterra, ha aperto il capitolo delle esperienze di teatro in carcere. Nel pomeriggio tavola rotonda conclusiva con le esperienze teatrali più significative nel sistema nazionale e un sostanziale consenso sulla utilità del coordinamento affinché – ha aggiunto Cocchi – “da chiuse, queste scene si facciano finalmente aperte”.

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Sofri, la risposta del Quirinale

Franco Corleone on mar 15th 2008 10:17 am

 

Per evidenti e imprescindibili ragioni di trasparenza, rendo pubblica la lettera del Quirinale, in risposta alla mia missiva del 3 marzo. Avendo molte e profonde riserve e un profondo dissenso nel merito, mi astengo tuttavia per ora dal commentare il messaggio del Presidente della Repubblica.

«Illustre e caro Onorevole,
rispondo, su incarico del Capo dello Stato, alla lettera da Lei inviatagli il 3 marzo scorso e nella quale sollecita una decisione sulla pratica di grazia relativa ad Adriano Sofri.
Con la sentenza n. 200 del 2006, la Corte costituzionale ha chiarito che la grazia è istituto di natura extra ordinem destinato a far fronte a “eccezionali esigenze di natura umanitaria”, non tutelabili attraverso gli ordinari strumenti penitenziari. Nella specie, l’autorità giudiziaria ha invece concesso al Sofri una misura alternativa alla detenzione, ritenendo, per un verso, che le condizioni di salute – pur serie – non erano tali da imporre un nuovo differimento dell’esecuzione e, per altro verso, che la detenzione domiciliare era funzionabile alla fruizione delle cure necessarie e al reinserimento sociale.
Nessun elemento fa oggi ritenere che le esigenze umanitarie debbano essere garantite ricorrendo a istituti diversi da quello penitenziario in atto. A breve, inoltre, la stessa magistratura di sorveglianza dovrà riesaminare la situazione del Sofri al fine di decidere le modalità della eventuale prosecuzione della pena, ritenute compatibili con le complessive condizioni di salute.
Allo stato, non si presentano situazioni giuridicamente nuove, rispetto a quelle esaminate dal tribunale di sorveglianza nel giugno 2007, che siano tali da sollecitare e suggerire il compimento, da parte del Capo dello Stato, di ulteriori atti della procedura prevista dall’articolo 681 c.p.p.
Con la più viva cordialità».
Loris D’Ambrosio – consigliere
del presidente della repubblica

Vai all’articolo di Sara Menafra su il Manifesto del 15 marzo.

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