Il ministro Alfano qualche giorno fa ha annunciato la proclamazione dello stato d’emergenza per il carcere: poi si è capito che si trattava di un via libera per un piano di edilizia penitenziaria straordinaria, insomma una storia modesta e mediocre di affari sulla pelle dei detenuti.
Ma altri l’hanno presa sul serio. Il TG3 di ieri sera ha annunciato che i sindacati di polizia penitenziaria hanno chiesto l’intervento dell’esercito nel carcere di Sulmona perché oltre 50 agenti usufruiranno del congedo di un mese per partecipare alle elezioni amministrative e regionali del prossimo marzo.
E’ davvero consolante che in Italia la tragedia si trasmuta rapidamente in farsa!
Il blog di Franco Corleone
Appunti e pensieri
Lo stato d’emergenza nelle carceri
Franco Corleone on gen 19th 2010 05:35 pm
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La Rai e il tempo che non c’è (mai)
Franco Corleone on apr 8th 2008 04:21 pm
ELEZIONI: RAI, NON PIU’ TEMPO PER SPOT SU VOTO IN CARCERE
(ANSA) – FIRENZE, 8 APR – ‘Non c’e’ piu’ tempo per pianificare uno specifico spot’ che spieghi le modalita’ del voto+ in carcere. E’ questa la risposta arrivata al garante dei detenuti del Comune di Firenze Franco Corleone dal direttore comunicazione e immagine della Rai, Gianluca Veronesi, incaricato dal presidente del cda Claudio Petruccioli. Lo rende noto lo stesso Corleone.
Nei giorni scorsi il garante aveva scritto una lettera a Petruccioli per sollecitarlo affinche’ la tv di Stato informasse su come i detenuti possono votare in occasione delle prossime elezioni. Nella risposta di Veronesi si spiega che ‘gli spot in onda hanno dovuto passare il vaglio di vigilanza, autorita’ e Viminale, e per di piu’ gli ultimi giorni sono destinati alle istruzioni di voto+’. ‘Abbiamo provveduto – si legge nella lettera – a passare le regole di voto+ in carcere a Televideo perche’ le accluda nelle specifiche pagine e abbiamo segnalato ai Tg il problema perche’ trovino uno spazio per parlarne, guadagnando cosi’ tempo prezioso’.
‘La situazione – afferma Corleone – e’ drammatica e vergognosa per la democrazia e i diritti. I detenuti devono attraversare un complesso iter burocratico per poter votare e molti non ne sono a conoscenza. Non dobbiamo privarli del diritto di cittadinanza’. Nel carcere fiorentino di Sollicciano, sottolinea Corleone, ci sono state 25 richieste di voto da parte dei detenuti e le autorizzazioni sono state due.
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Le droghe nell’urna
Franco Corleone on mar 31st 2008 09:55 am
Da Fuoriluogo, di Franco Corleone – 30 marzo 2008
Sono tante le campagna elettorali a cui ho partecipato come cittadino o come militante dal lontano 1963. Confesso che questa in corso si rivela come la più mediocre e insulsa. È impressionante la mancanza di passione che si percepisce tra attori e spettatori e che non può derivare solo dal meccanismo della ignobile legge elettorale che prevede lo scontro al momento delle candidature e poi la delega del confronto mediatico ai supposti leader. Basti pensare alla intensa mobilitazione popolare di due anni fa sull’onda della speranza di cancellare l’esperienza incandescente del quinquennio di governo berlusconiano.
Il fallimento del governo Prodi viene prima della rottura traumatica della legislatura ad opera di transfughi e apprendisti stregoni. Una lunga catena di errori – dalla nomina di entrambi i presidenti di Camera e Senato, alla composizione pletorica dell’esecutivo, fino all’elezione del Capo dello Stato, senza il coinvolgimento dell’opposizione – determinata dalla incapacità di riflettere sull’esito elettorale e sul senso da dare ad una fase decisiva per la democrazia.
Avere messo da parte la sfida, seppure in condizioni difficili, della ricostruzione civile del Paese e avere dato la priorità a una visione ragionieristica della realtà economica e sociale si è rivelata come la sanzione finale della crisi della politica.
La vicenda dell’indulto si è rivelata emblematica. Doveva essere l’inizio di una stagione riformatrice con al centro l’abrogazione delle leggi criminogene su droghe e immigrazione e l’approvazione del nuovo Codice Penale e invece, di fronte all’offensiva giustizialista della stampa, anche di quella sedicente progressista, è prevalsa la paura e si è subito il ricatto securitario e il riflesso d’ordine.
Il risultato è catastrofico: l’operazione del risanamento dei conti sta riconsegnando l’Italia alla destra più estrema d’Europa e paradossalmente un’azione di rigore viene imputata alla sinistra. Contestualmente si assiste a un rafforzamento di un senso comune piccolo borghese ingaglioffito e canagliesco.
I segni sono tanti e preoccupanti. La criminalizzazione del sessantotto, l’offensiva sanfedista contro le donne e l’aborto, l’affermarsi del partito dei familiari delle vittime del terrorismo sono solo alcuni degli spettri che stanno prendendo corpo.
Siamo in pieno terremoto, le ipotesi di un decennio si sono bruciate. L’Ulivo e l’Unione hanno lasciato il campo al Partito democratico e la Sinistra è in una condizione di debolezza come mai nella storia di questo dopoguerra.
Si presenta un compito immane al cui confronto la partita elettorale è poca cosa. La ricostruzione di un pensiero e di una prospettiva di alternativa è urgente.
Ha ragione Marco Revelli a evocare un’Altra Italia, laica e intransigente.
Il tema delle droghe, praticamente assente dai programmi e dalla campagna elettorale, tranne qualche spazio di polemica fatua e ripetitiva, dovrà diventare un indicatore e un discrimine per una forza che consideri essenziali welfare e diritti, autonomia degli individui, garantismo, diritto penale minimo e mite, carcere e pena secondo i principi della Costituzione. Dipenderà da noi. Da un movimento capace di costruire egemonia su un terreno che non va lasciato all’etica da quattro soldi.
Abbiamo deciso di convocare l’Assemblea di Forum Droghe dopo il risultato delle elezioni del 13 aprile per non perdere un minuto per un nuovo inizio. Ovviamente non diamo indicazioni di voto. A chi si è appellato al voto utile rispondiamo con il richiamo al principio sempre valido e concreto della riduzione del danno.
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