Franco Corleone on mag 9th 2010 06:36 pm
L’ascolto della discussione a Cortona (sabato 8 maggio) della corrente di Franceschini è stato istruttivo per misurare il livello di confusione e di autolesionismo presente nel maggiore partito dell’opposizione.
E’ stato impressionante non sentire un’idea, una proposta, un’iniziativa: anche persone mediamente intelligenti non sono riuscite ad articolare un pensiero o una analisi appena decenti. Solo una recriminazione contro la segreteria del PD e le sue mancanze; una logica miserabilmente autoreferenziale. Se Bersani è così debole, chi impedisce a un dirigente o a un militante di inventare una linea comprensibile.
Comunque è stato utile sentire tanti interventi: ho capito perché si sono perse le elezioni regionali. Come si possono convincere uomini e donne, giovani e vecchi a votare per un partito che si disprezza e si odia?
Solo Veltroni ha compreso che l’inevitabile sbocco è la scissione e ha cercato di esorcizzarla.
La verità è che un partito può essere leggero o pesante, di massa o d’opinione, ma deve essere un luogo di storia e legami legando passato e futuro.
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Franco Corleone on mar 8th 2010 08:53 pm
Nell’ottobre 1922 era già pronto e in alcune città fu affisso il manifesto con il decreto di proclamazione dello stato d’assedio contro la minaccia insurrezionale del fascismo deciso dal Governo Facta.
Vittorio Emanuele III si rifiutò di sottoscrivere il decreto. Il re, pavido (pare che temesse gli Aosta) e codardo, aprì la strada alla dittatura e gettò nell’avventura l’Italia e nel disonore Casa Savoia (la vergogna si chiuse finalmente nel 1943 con l’abbandono di Roma e la fuga da Ortona).
Il Presidente Napolitano ha firmato il decreto Berlusconi-Maroni non rendendosi conto che metteva il suggello su un golpe bianco. Non osiamo pensare alla reazione del suo maestro Giorgio Amendola, antifascista e soprattutto uomo simbolo del coraggio, morale e fisico. Il 5 marzo probabilmente sarà ricordato come la data della morte dello stato di diritto.
Per reagire dovremo aspettare un nuovo delitto Matteotti?
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Franco Corleone on mar 4th 2010 04:28 pm
Un Presidente del Senato che invita a violare le leggi e a disprezzare le leggi illustra bene il degrado delle istituzioni e la crisi della politica e del regime.
Renato Schifani ha rilasciato una dichiarazione ripresa ieri da Repubblica sul caso della mancata presentazione della lista del Pdl a Roma che confligge con il ruolo di garante della legislazione e delle regole e di tutte le forme che sono le leggi, come haopportnamente sottolineato il senatore Zanda.
L’ineffabile Schifani ha detto di “tifare (sic!) fortemente per garantire il voto a tutti i cittadini, perchè questi non vengano spogliati di un diritto costituzionalmente garantito” augurandosi che “sempre nel rispetto delle regole prevalga la sostanza sulla forma quando la forma non è essenziale”.
Schifani dimostra di non conoscere l’abc del pensiero liberale e del fondamento dello stato di diritto: la teoria e la prassi della democrazia reale o sostanziale hanno prodotto nel secolo scorso tali e tante mostruosità che non è davvero il caso di rilegittimarle per miserabili interessidi bottega.
In questi giorni si continuano a leggere interpretazioni stravaganti dal punto di vista giuridico e politico per esaltare il potere assuluto del popolo e della maggioranza che si potrebbe affermare anche con la violenza di piazza (e perchè non con l’esercito?).
Di fronte a questo spirito golpista è inconcepibile che il presidente del Senato si mostri con il volto lassista di un qualunque mozzaaorecchi del diritto.
Rigore e senso di responsabilità non stanno più di casa a Palazzo Madama!
Franco Corleone
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