Il dies irae è vicino

Franco Corleone on mag 12th 2010 09:14 am

Il disegno di legge Alfano sulla detenzione domiciliare per scontare l’ultimo anno di pena era una schifezza, ora dopo gli emendamenti è una provocazione.

La proposta di Alfano si è rivelata una mistificazione, resa evidente dalla protervia demagogica di Maroni.

Anche l’opposizione non è innocente, distinta tra la latitanza, l’inconsistenza e il giustizialismo.

Come Cartello delle associazioni che si occupano del carcere e delle droghe abbiamo proposto a Giovanardi e al Parlamento una proposta seria e praticabile per far uscire subito dalle galere migliaia di tossicodipendenti ingiustamente detenuti e di rilanciare le misure alternative. Era un’occasione per trasformare la proposta Alfano in una riforma sotto il segno dell’umanità e della giustizia.

La risposta è un nulla disarmante: assistiamo a una penosa farsa.

Consigliamo a questo ceto politico scadente, per carità di patria, di lasciar perdere. Il tempo del dies irae si avvicina.

Franco Corleone

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Alfano: un ministro per sbaglio

Franco Corleone on mag 9th 2010 11:35 am

La commedia del decreto legge sulla detenzione domiciliare per scontare l’ultimo anno di pena è finita in una penosa farsa.

La proposta di Alfano era un vero pasticcio, scritto male, fatto apposta per essere ridicolizzato da Sandro Margara e poi per essere giudicato impraticabile dai magistrati di sorveglianza. Così è stato facile per il ministro Maroni chiudere la porta senza appello alla mistificazione di Alfano.

Il povero Angelino, abbandonato anche da Berlusconi, è tornato a parlare di edilizia e di nuovi posti nelle galere.

Non capisce che il nodo vero è la presenza di troppi detenuti. Soprattutto sarebbe il momento di far uscire subito migliaia di tossicodipendenti e di rilanciare le misure alternative. Incredibilmente comincia a capirlo Giovanardi, l’autore della legge più punitiva e proibizionista d’Europa.

La riforma è possibile. Abbiamo lanciato la sfida al Parlamento con una proposta forte e praticabile. Saremo in campo con intransigenza.

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Carceri, il governo svuota il mare col bicchiere

Franco Corleone on apr 29th 2010 11:04 am

Stefano Anastasia commenta il decreto Alfano per la rubrica settimanale di Fuoriluogo sul Manifesto del 29 aprile 2010.

Dopo la boutade dei prefabbricati in “stile L’Aquila”, il Presidente del Consiglio ha annunciato la prossima approvazione di un decreto-legge che conterrebbe l’immediata applicabilità della detenzione domiciliare per i detenuti con un anno di pena da scontare, già proposta in un disegno di legge voluto dal Ministro Alfano e attualmente in corso d’esame alla Camera dei deputati.
La scelta di un’iniziativa legislativa in materia è senz’altro condivisibile, se non altro perché ammette ciò che finora il Governo ha negato: non tanto l’insostenibilità della condizione penitenziaria, quanto l’insufficienza e l’inefficacia del rimedio finora sbandierato, quello immobiliare-edilizio del “piano carceri”. Avvedutosi dell’inutilità pratica, in tempi rapidi, di quello strumento, il Governo – cui spetta la responsabilità politica di quanto accade e di quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi nelle carceri italiane – tenta di correre ai ripari. Bene: è l’ammissione del fallimento della politica seguita finora.
Del decreto-legge promesso da Berlusconi ancora non si sa nulla, ma è presumibile che ricalchi in tutto o in parte il disegno di legge Alfano. E qui, sul merito, il giudizio non può essere altrettanto positivo. La proposta viene presentata come una sorta di detenzione domiciliare speciale per le pene e i residui pena fino a un anno, cui si affiancherebbe la messa alla prova come ulteriore elemento di riduzione degli ingressi in carcere.
Se la procedura per l’applicazione della detenzione domiciliare appare più sbrigativa della detenzione domiciliare esistente (che non riesce a drenare la popolazione detenuta con pene o residui pena inferiori a due anni), le preclusioni per titolo di reato e per etichettatura soggettiva lasciano immaginare che i margini di successo della misura siano assai limitati. A ciò si aggiunga il propagandistico inasprimento delle pene per il reato di evasione, spesso contestato ai detenuti ai domiciliari che fanno la “ora d’aria” dal vicino di casa o al bar di fronte: con un aggravamento della situazione di tali “irregolari” della vita quotidiana che costituiscono il più corposo bacino d’utenza del carcere.
Infine: individuato il lavoro di pubblica utilità come condizione della messa alla prova che sospende il processo, se ne estende la previsione alla misura alternativa dell’affidamento in prova al servizio sociale, applicato dal 1975 a oggi senza una simile contro-partita, con l’assai probabile effetto di renderne assai più difficile la concessione.
A tutto ciò si aggiunga l’obiezione più radicale: se entro in casa e mi accorgo che si sta allagando per una perdita, la prima cosa che faccio è chiudere l’acqua, poi provvederò a drenare e asciugare. Allo stesso modo, di fronte a un tasso di incarcerazione insostenibile, il Governo dovrebbe innanzitutto individuare gli eccessi punitivi (e ce ne sono!) che producono carcerazione inutile quanto dannosa (e ce n’è!). Regolate le condotte, smaltire il sovraffollamento non assomiglierebbe più al tentativo di svuotare il mare con un bicchiere.
Ciò detto, se le condizioni sempre più precarie di un Governo sotto lo scacco della Lega non consentono un cambio di registro nella politica penale, il più tortuoso percorso delle alternative al carcere può essere seguito, a condizione che mostri qualche condizione di efficacia, a partire dalle rimozione delle preclusioni soggettive, fino al potenziamento delle risorse normative e finanziarie utili a scarcerare alcune particolari tipologie di detenuti, come i consumatori di sostanze stupefacenti con problemi di dipendenza o comunque incarcerati in ragione della loro condizione di assuntori di droghe. Era questo il succo dell’appello “Le carceri scoppiano: liberiamo i tossicodipendenti”, i cui promotori stanno verificando la possibilità che il Governo faccia qualche passo anche in questa direzione, come annuncia di voler fare il sottosegretario Giovanardi. Certo, per questo Governo, per le culture che vi sono rappresentate, per le biografie di alcuni suoi esponenti deve essere un cammino particolarmente difficile e doloroso, ma se non si vuole precipitare dallo “stato di emergenza” proclamato in pompa magna nel gennaio scorso alla emergenza umanitaria della prossima estate il tempo stringe e l’amara medicina qualcuno dovrà buttarla giù.

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La legge antidroga e il carcere: il caso Toscana

Franco Corleone on ott 27th 2009 04:31 pm

Immagine 2Forum Droghe
Fondazione Michelucci

La legge antidroga e il carcere: il caso Toscana
Presentazione della ricerca commissionata dalla Regione sull’impatto penale e sanzionatorio della normativa

Consiglio Regionale della Toscana
Martedì 17 novembre 2009, ore 10,00 – 13,00 Sala Gigli, Via Cavour 4, Firenze

Presentazione di Sandro Margara – Presidente Fondazione Michelucci
Illustrazione dei risultati della ricerca: Alessio Scandurra e Massimo Urzi

Contributi di:
Patrizia Meringolo – Professore Ordinario di Psicologia Università di Firenze
Patrizio Nocentini – Dirigente Responsabile del Settore Integrazione Socio Sanitaria
Grazia Zuffa –Comitato Scientifico Forum Droghe, Direttrice di Fuori Luogo
Enrico Rossi – Assessore alla Sanità della Regione Toscana

Interventi programmati:
Beniamino Deidda – Procuratore Generale della Repubblica di Firenze
Henri Margaron – Responsabile Sert Livorno
Elisabetta Masini – NOT Nucleo Operativo Tossicodipendenze Prefettura di Firenze
Arcangelo Alfano – Responsabile di Prevenzione e Cura delle condotte di abuso e delle dipendenze
Pierluciano Mennonna – SILP CGIL Firenze
Riccardo De Facci – Responsabile Nazionale Tossicodipendenze
Antonio Lucchesi – Responsabile Settore Dipendenze C.N.C.A. Toscana
Michele Passione – Avvocato
Valentina Orvieto – Avvocato
Maria Stagnitta – Associazione Insieme
Massimo Niro – Giudice di Sorveglianza del Tribunale di Firenze
Mariella Orsi – Responsabile Cesda
Mariagrazia Di Bello – Dirigente Sert Penitenziario di Sollicciano
Susanna Falchini – Responsabile UFM Sert Firenze 2 Asl
Paola Trotta – Direttrice Dipartimento Dipendenze Asl Firenze
Gianfranco Politi – Responsabile Area Educativa Sollicciano
Fabio Roggiolani – Presidente Commissione Sanità Regione Toscana
Anna Maria Celesti – Vice Presidente Commissione Sanità Regione Toscana
Severino Saccardi – Consigliere Regionale Toscana
Enzo Brogi – Consigliere Regione Toscana
Alessia Petraglia – Consigliere Regione Toscana
Monica Sgherri – Consigliere Regione Toscana

Conclude:
Franco Corleone, Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze

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Ferragosto in carcere

Franco Corleone on ago 13th 2009 11:00 am

carcere2" src="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/carcere2-150x150.jpg" alt="carcere2" width="150" height="150" align="right" />Domani pomeriggio, 14 agosto, sarò al carcere di Tolmezzo insieme a Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, per l’iniziativa promossa dagli stessi radicali di visita alle carceri a Ferragosto. E’ un’iniziativa che coinvolge decine di deputati, senatori, consiglieri regionali e garanti dei detenuti in tutta Italia dal 14 al 16 agosto.

Ecco l’elenco delle adesioni e l’agenda delle visite ai carceri italiani.

Deputati, senatori e consiglieri regionali di tutti gli schieramenti politici assieme ai garanti per i diritti delle persone private della libertà si uniscono alla “comunità penitenziaria” per una ricognizione approfondita della difficilissima situazione delle carceri italiane;per conoscere meglio e direttamente come vivono la realtà quotidiana direttori, agenti, medici, psicologi, educatori e detenuti
per essere così capaci di interpretare i bisogni e di proporre le soluzioni legislative e organizzative adeguate, sia immediate che a medio e lungo termine;

ciò affinché gli istituti penitenziari possano essere non solo luogo di espiazione della pena ma realizzare a pieno i valori sanciti dall’art. 27 della Costituzione Italiana secondo il quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato;

mentre, per quel che riguarda tutti i lavoratori che prestano la loro attività ad ogni livello negli istituti carcerari, devono essere garantite condizioni di lavoro moralmente, socialmente ed economicamente adeguate ai profili professionali ricoperti, che diano il giusto riconoscimento ai compiti di esemplare responsabilità espletati e che consentano di dare completa attuazione ai risultati delle rivendicazioni e delle conquiste, purtroppo oggi ancora in larga parte disattese.

Non è un caso che lo stesso Ministro della Giustizia on. Angelino Alfano ha definito la situazione delle carceri italiane “fuori della Costituzione”.

Per far ciò, Venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 Agosto deputati, senatori e consiglieri regionali di tutti gli schieramenti politici assieme ai garanti per i diritti delle persone private della libertà visiteranno tutti i 205 Istituti Penitenziari italiani

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Trattamento inumano.

Franco Corleone on ago 12th 2009 04:59 pm

La Corte di Strasburgo condanna l’Italia per trattamento inumano di un detenuto. La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato l’Italia per «trattamenti inumani e degradanti» nei confronti di Izet Sulejmanovic, detenuto a Rebibbia tra il novembre 2002 e l’aprile 2003: Sulejmanovic ha condiviso una cella di 16,20 metri quadri con altre cinque persone disponendo, dunque, di una superficie di 2,7 metri quadri entro i quali ha trascorso oltre diciotto ore al giorno.

Da fuoriluogo, anche su fioreblog.

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Ecco i veri effetti della legge Fini-Giovanardi

Franco Corleone on mar 15th 2009 07:46 pm

Le associazioni Antigone, Forum Droghe e La società della Ragione hanno presentato in occasione della Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze a Trieste il “Libro bianco sulla Fini Giovanardi” (l. 49/2006). Nel rapporto sono illustrati e commentati i dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative della legge.

TRE ANNI DI APPLICAZIONE DELLA LEGGE 49/2006 SULLE DROGHE
LIBRO BIANCO SULLA FINI-GIOVANARDI
Presentazione (dal blog di fuoriluogo.it)
Scarica il libro in formato pdf (252kb dal sito di fuoriluogo.it)

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