Siamo buoni. La trasmissione dedicata al caso Morgan è stata davvero un’occasione sprecata. La scelta degli invitati e il taglio generale sulla politica delle droghe era davvero il segno della subalternità culturale ai miti e alle falsità scientifiche spacciate per verità. Il confronto, si fa per dire, si sarebbe potuto intitolare: Avanti Pupo o avanti savoia!
Far passare idee inventate di sana pianta secondo le quali lo spinello di oggi sarebbe diverso da quello del mitico sessantotto, in quanto conterrebbe una concentrazione di Thc (il principio attivo più caratterizzante) superiore di 27 volte, è una colpa grave, una sorta di reato quale è la diffusione di notizie false e tendenziose.
Riproporre la tesi del passaggio dallo spinello all’eroina e alla cocaina è davvero esilarante se non fosse un errore diseducativo che annulla le possibilità di prevenzione, di educazione e di informazione critica destinate ai giovani.
Sono solo due perle (trascuriamo le affermazioni di Barbara Palombelli per carità di patria!) somministrate nella lunga serata.
Per fortuna Adriano Celentano ha riportato a una giusta dimensione surreale una serata nata male e che rischiava di precipitare nella demagogia e nell’elogio della galera, nella santificazione della punizione e delle catene contro i consumatori di sostanze ritenuti incapaci di intendere e volere. Come dice Giovanardi i tossicodipendenti non sono persone ma zombie!
E’ un peccato che Rapporti internazionali densi di studi, dati e ricerche siano buttati nel cesso proprio nel momento si comincia a discutere della war on drugs che ha mietuto vittime nel nord e nel sud del mondo. Noi stiamo con Evo Morales che rivendica una cultura millenaria delle popolazioni e dei contadini boliviani rispetto alla violenza delle Convenzioni internazionali fondate sulla retorica salvifica e sulla ideologia moralista.
Ma non tutto è stato inutile e dannoso. E’ stato restituito l’onore a Morgan, come musicista e come individuo libero e che ha praticamente chiuso la trasmissione con la condanna esplicita del proibizionismo e degli interessi criminali che lo sostengono.
E’ davvero l’unica pista da seguire!
Il blog di Franco Corleone
Appunti e pensieri
Santoro e le droghe: siamo proprio all’anno zero.
Franco Corleone on feb 26th 2010 11:22 am
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Il piacere di Giovanardi
Franco Corleone on feb 19th 2010 09:44 am
La ricerca del piacere si può soddisfare in molti modi. Consumando sostanze o ricorrendo a sostituti ideologici.
Il Sottosegretario Giovanardi, che ha come limite alla trasgressione per le sostanze il consumo di Lambrusco, si eccita con lo spionaggio.
I risultati del test antidroga a cui si sono sottoposti 232 sciagurati ha fatto emergere un “colpevole.” Come è ovvio tra colleghi e giornalisti si è aperta la caccia all’uomo o alla donna, per mettere al bando il peccatore, come è accaduto all’ingenuo Morgan.
Il Sottosegretario Giovanardi assicurà che il nome non emergerà per tutela della privacy e grazie ad un sistema a “tenuta stagna.”
Quello che vorremmo sapere è se il nome è conosciuto da lui o dal Capo del Dipartimento, Dott. Serpelloni.
Infine una curiosità, questa idiozia ha avuto dei costi o è stata una forma di propaganda gratuita offerta da qualche sponsor proibizionista o benefattore moralista?
Gradiremmo una risposta in entrambe i casi.
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A Roma fa troppo caldo…
Franco Corleone on ago 20th 2009 03:00 pm
Riporto dal blog di fuoriluogo.it:
Il caldo fa male e dà alla testa ai responsabili del Dipartimento Antidroga. E’ l’unica spiegazione all’ultima uscita del Dipartimento Politiche Antidroga in seno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha predisposto una segnalazione alla procura affinche’ valuti se i contenuti del video pubblicato sul blog di Beppe Grillo dal titolo Erba di casa mia “possano connotare gli estremi di reato” previsti degli articoli 82, 83 e 84 della legge sulle droghe (T.U. 309/90), “istigazione e proselitismo e induzione all’uso di droghe”. Il comico ovviamente ringrazia, con una lettera aperta a Carlo Giovanardi pubblicata oggi sul suo blog.
Non c’è l’ho con loro, ma con chi ancora si attarda a dare loro credito, leggi il commento di Franco Marcomini sul blog di Fuoriluogo.it
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Il buco nero
Franco Corleone on lug 2nd 2009 08:41 am
Editoriale pubblicato su Terra il 2 luglio 2009.
Ieri è stato presentato sia il Rapporto annuale di Antigone sullo stato delle carceri che la Relazione al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze da parte dell’ineffabile Carlo Giovanardi. Una coincidenza che aiuta a capire un fenomeno drammatico e le cause.
Parliamo di quel buco nero che è la galera oggi. Galere ridotte in condizioni bestiali e che diventano ogni giorno di più insopportabili per l’ammassamento di corpi eufemisticamente chiamato sovraffollamento. La fantasia della burocrazia penitenziaria ha anche inventato il termine di capienza tollerabile, forse tale solo per i detenuti che ancora mostrano una capacità di sopportazione infinita, ma non certo per chi abbia una coscienza non imbarbarita.
Purtroppo l’opinione pubblica di questo paese profondamente incattivito, non si scandalizza, convinta di essere immune dal rischio e che la detenzione riguardi lo straniero, il nemico, il drogato. Il cittadino “onesto, bianco, perbene” accetta ormai che le regole di convivenza civile, i principi di tolleranza, la presunzione di innocenza, insomma le basi dello stato di diritto siano calpestate sull’altare della sicurezza.
Che le carceri siano piene di tossicodipendenti, di immigrati e di poveri non turba il senso comune di soggetti corrosi dall’egoismo più bieco. Giovanardi afferma impunemente che “la droga è come la spazzatura: va rimossa “. Per ora va ancora bene perchè le vittime finiscono in carcere e non nell’inceneritore, ma domani chissà!
Se non si fa nulla, andremo incontro a un’estate calda. Non scoppieranno rivolte programmate con richieste precise di riforme come accadeva tanti anni fa, ma potranno esplodere sommosse incontrollate i cui bagliori illumineranno le nostre città.
Il ministro della giustizia e il Dipartimento dell’Ammnistrazione Penitenziaria stanno dando la dimostrazione di essere incapaci ma capaci di tutto.
Si stanno baloccando con un piano carcere per incrementare l’edilizia carceraria mentre la casa brucia. L’unica cosa che prevedono per l’estate è di rinchiudere nelle celle i detenuti per 22 ore al giorno come le bestie feroci nelle gabbie degli zoo: pronti al bagno di sangue in caso di ribellione secondo gli esempi di Sassari e Bolzaneto.
E’ ora che le forze democratiche lancino l’allarme e avanzino una proposta di riforma radicale della giustizia con l’obiettivo di un nuovo Codice Penale subito, della abrogazione delle leggi criminogene, in primo luogo quella sulla droga e comunque l’uscita dal carcere dei tossicodipendenti. Una campagna per il diritto e per i diritti è davvero urgente.
Franco Corleone
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Effetto Giovanardi
Franco Corleone on giu 30th 2009 06:23 pm
Dal blog di Fuoriluogo.it:
Ecco gli effetti reali della legge sulle droghe, illustrati oggi dalla coppia Serpelloni-Giovanardi. Nel 2008 385.000 tossicodipendenti in cura (+70.000). Di nuovo in crescita i tossicodipendenti da eroina.
Aumentano anche in minori in carcere (+38%) mentre come previsto cala il prezzo di cocaina ed eroina mentre aumentano i prezzi di cannabis ed ecstasy.
Si confermano gli effetti criminogeni della legge Fini-Giovanardi. Leggi tutto.Documenti:
La sintesi della Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia per l’anno 2008.
Il libro bianco sugli effetti della leggi Fini Giovanardi.
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Droghe e diritti umani. Conferenza stampa al Senato il 25 giugno
Franco Corleone on giu 24th 2008 04:49 pm
Droghe e diritti umani
Verso la revisione delle strategie Onu sulla droga: la sfida di Vienna 2009. In occasione della giornata mondiale sulla droga conferenza stampa al Senato il 25 giugno. Da Fuoriluogo.it.
Droghe e diritti umani
Verso la revisione delle strategie Onu sulla droga: la sfida di Vienna 2009
in occasione della giornata mondiale sulla drogaSala stampa del Senato
Roma, Corso Rinascimento
Mercoledì 25 giugno 2008, ore 11.30-12.30Mercoledì 25 giugno si terrà presso la sala stampa del Senato (ore 11.30-12.30) un incontro sul tema Droghe e diritti umani. Verso la revisione delle strategie Onu sulla droga: la sfida di Vienna 2009.
Promuove l’incontro l’associazione Forum Droghe in collaborazione con i senatori radicali del gruppo Pd e con: Antigone; Arci; Cnca Lazio; Cgil nazionale, Dipartimento Welfare e diritti; Comunità San Benedetto al Porto di Genova; Gruppo Abele; Itaca Europa; Lia; Parsec.
Nel corso dell’incontro le associazioni promotrici presenteranno una piattaforma di riforma delle politiche internazionale sulle droghe che abbiano come fulcro il superamento delle violazioni dei diritti umani, ad iniziare dalla abolizione della pena di morte per reati di droga.
Quest’anno la giornata internazionale di contrasto alla droga cade infatti mentre è in corso il processo di valutazione del piano decennale antidroga delle Nazioni Unite, approvato nel 1998 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla droga a New York. Nel 2009, a Vienna, verrà lanciato il nuovo piano dell’Onu.
Interverranno:
Vittorio Agnoletto, parlamentare europeo RC-Sinistra Europea, Stefano Anastasia, Forum Droghe; Rita Bernardini, Segretaria Radicali Italiani; Giuseppe Bortone, Cgil nazionale, Franco Corleone, Segretario Forum Droghe; Toni Dall’Olio, Gruppo Abele; Carlo De Angelis, Presidente Cnca Lazio; Patrizio Gonnella, Presidente Antigone; senatore Marco Perduca, Lia; Edo Polidori, Itaca Europa; senatrice Donatella Poretti, radicali-Pd; Fabio Scaltritti, Comunità S. Benedetto al Porto di Genova; Marco Solimano, Arci nazionale; Ingo Stockel, Parsec.La piattaforma programmatica
La giornata internazionale del 2008 cade mentre è in corso il processo di valutazione del piano decennale antidroga delle Nazioni Unite, lanciato nel 1998 all’Assemblea Generale Onu sulla droga di New York. Il processo di valutazione è iniziato nel marzo 2008 nella sede Onu di Vienna e lì si concluderà nello stesso mese del 2009, alla presenza dei ministri e capi di governo di tutto il mondo.
E’ ormai chiaro che l’obiettivo, stabilito a New York, di “eliminare o almeno significativamente ridurre entro dieci anni” la produzione delle principali sostanze illegali, non è stato raggiunto e il mercato illegale delle droghe non ha subito contrazioni; emergono invece i danni di un approccio internazionale fortemente centrato sulla repressione delle coltivazioni, del traffico e del consumo anche a scapito di diritti umani fondamentali.
Come organizzazioni impegnate nella riforma della politica della droga e nella difesa dei diritti, poniamo al centro della ricorrenza internazionale del 2008 il tema dei diritti umani quale fulcro di nuove strategie sulla droga più razionali e umane.
Le attuali politiche antidroga violano i diritti umani con:
- La pena di morte per reati di droga. Nonostante diminuisca il numero degli stati che applicano la pena capitale, si è esteso il numero dei paesi che la applicano per reati di droga. Più di 30 paesi hanno la pena di morte per reati di droga, compreso il possesso.Negli anni recenti ci sono state esecuzioni per droga in Cina, Egitto, Indonesia, Iran, Kuwait, Malesia, Arabia Saudita, Singapore, Tailandia e Vietnam.
- L’eradicazione forzata delle coltivazioni illegali con l’impoverimento e l’abbandono dei terreni e delle case da parte di migliaia di contadini. Il piano antidroga lanciato a New York dieci anni fa, nello sforzo di “eliminare” le coltivazioni ha promosso strategie centrate sull’eradicazione forzata, costate miliardi di dollari, a scapito di programmi di sviluppo alternativo. E’ stato pagato un prezzo umano e sociale altissimo a fronte di risultati infimi: lo stesso rapporto ufficiale del direttore dello Unodc, Antonio Costa, presentato nel marzo 2008, riconosce che “la coltivazione di oppio e coca è rimasta largamente immutata nei dieci anni passati”.
- La criminalizzazione degli usi tradizionali di alcune sostanze nelle culture indigene. La persecuzione della secolare tradizione della masticazione della foglia di coca in Sud America costituisce una discriminazione delle minoranze e viola il loro diritto a preservare la loro identità culturale.
- La inadeguata difesa della salute dei consumatori. Se in molti paesi mancano o sono fortemente carenti programmi di scambio siringhe, altrettanto si può dire per la prevenzione delle overdose, mentre è spesso negato ai consumatori di droghe l’accesso alle cure per l’infezione da HIV. Più in generale, la stigmatizzazione e la criminalizzazione dei consumatori costituiscono un ostacolo a programmi efficaci di tutela della salute.
Tra gli obiettivi prioritari che il governo italiano dovrebbe sostenere al prossimo meeting Onu indichiamo:
- stabilire che la pena di morte per reati di droga è contraria alla Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici.
- stabilire che la repressione dei reati di droga avvenga nel rispetto delle regole dello stato di diritto e della proporzionalità delle pene.
- porre fine all’eradicazione forzata e aumentare l’assistenza allo sviluppo. Promuovere programmi alternativi quali l’utilizzo della produzione di oppio afghana a scopo medico.
- rimuovere la foglia di coca dalla Tabella I della Convenzione internazionale sulle droghe narcotiche del 1961
- riequilibrare l’attenzione e le risorse finanziarie dalla legge penale alla tutela della salute. Questo obiettivo vale per tutti gli stati membri, compresa l’Europa e l’Italia. (Nel 2006, in Italia, i costi socio-sanitari sono stati di 1 miliardo e 743 milioni di euro, mentre la repressione penale ha assorbito quasi il doppio delle risorse, 2 miliardi e 798 milioni di euro)
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