Chiamiamola tortura

Franco Corleone on mag 22nd 2012 06:19 pm

Chiamiamola tortura: per l’introduzione del reato nel codice penale italiano
In Italia la tortura non è reato. In assenza del crimine di tortura non resta che l’impunità.
La violenza di un pubblico ufficiale nei confronti di un cittadino non è una violenza privata. Riguarda tutti noi, poiché è messa in atto da colui che dovrebbe invece tutelarci, da liberi e da detenuti.
Sono venticinque anni che l’Italia è inadempiente rispetto a quanto richiesto dalla Convezione contro la tortura delle Nazioni Unite, che il nostro Paese ha ratificato: prevedere il crimine di tortura all’interno degli ordinamenti dei singoli Paesi.
Quanto accaduto nel 2001 alla scuola Diaz ha ricordato a tutti che la tortura non riguarda solo luoghi lontani ma anche le nostre grandi democrazie. Il caso di Stefano Cucchi, la recente sentenza di un giudice di Asti e tanti altri episodi dimostrano che riguarda anche l’Italia.
Per questo chiediamo al Parlamento di approvare subito una legge che introduca il crimine di tortura nel nostro codice penale, riproducendo la stessa definizione presente nel Trattato Onu. Una sola norma già scritta in un atto internazionale. Per approvarla ci vuole molto poco.

FIRMA LA PETIZIONE

PRIMI FIRMATARI
Andrea Camilleri
Massimo Carlotto
Ascanio Celestini
Cristina Comencini
Erri De Luca
Luigi Ferrajoli
Davide Ferrario
Rita Levi Montalcini
Elena Paciotti
Mauro Palma
Stefano Rodotà
Rossana Rossanda
Daniele Vicari
Vladimiro Zagrebelsky

DAL MONDO DELLA GIUSTIZIA E DEI DIRITTI UMANI

Vittorio Agnoletto (Flare)
Stefano Anastasia (Antigone)
Don Luigi Ciotti (Libera, Gruppo Abele)
Franco Corleone (coord. Garanti territoriali)
Massimo Corti (Acat Italia)
Daniela De Robert (Usigrai, Vic – Caritas)
Roberto Di Giovan Paolo (Forum salute in carcere)
Ornella Favero (Ristretti Orizzonti)
Patrizio Gonnella (Antigone)
Elisabetta Laganà (CNVG)
Luigi Manconi (A buon diritto)
Antonio Marchesi (Amnesty International)
Alessandro Margara (ex capo Dap)
Carlo Renoldi (Magistratura Democratica)
Marco Solimano (Arci)
Valerio Spigarelli (Ucpi)
Irene Testa (Il detenuto Ignoto)
Christine Weise (Amnesty International)

DAL MONDO DELLA POLITICA
Fabio Alberti (segretario PRC Roma), Anna Finocchiaro (capogruppo del PD al Senato) Silvia Godelli (Assessore al Mediterraneo, Regione Puglia), Luigi Nieri (capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà al Consiglio Regionale del Lazio), Giovanni Russo Spena (responsabile Giustizia PRC )

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La pena, il carcere e le città

Franco Corleone on mag 8th 2012 05:20 pm

Inarch Lazio
i lunedì dell’architettura

ore 20.00 | lunedì 14 maggio 2012
ACER – via di Villa Patrizi 11, Roma

La pena, il carcere e le città
Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie

LA VERTIGINOSA CRESCITA DELLE INCARCERAZIONI NELL’ULTIMO VENTENNIO HA FATTO ESPLODERE IL PROBLEMA DEL SOVRAFFOLLAMENTO PENITENZIARIO, E CON ESSO QUELLO DELLA QUALITÀ DELLA PENA NEL RISPETTO DELLA DIGNITÀ DELLA PERSONA DETENUTA. TRA TIMIDE RIFORME E OCCASIONALI PROVVEDIMENTI DEFLATTIVI, LA COSTRUZIONE DI NUOVE CARCERI E LA SATURAZIONE DI QUELLE ESISTENTI CONTINUANO A DOMINARE L’AGENDA POLITICA.

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA, LA QUALITÀ EDILIZIA E LA COLLOCAZIONE URBANISTICA DEL PENITENZIARIO CORRISPONDONO ALLA SUA FUNZIONE E AL MODO DI INTERPRETARE LA PENA PRIVATIVA DELLA LIBERTÀ. CHI SI PROPONE DI RIFORMARE LA PENA NON PUÒ RINUNCIARE, QUINDI, A RIPENSARE LO SPAZIO PENITENZIARIO, ALMENO FINO A QUANDO IL CARCERE RESTERÀ DOMINANTE NELLE NOSTRE CULTURE E NELLE NOSTRE PRATICHE PUNITIVE.

Presentazione del libro
“Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie”
a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi. 2011 – EDIESSE – 13,00 Euro – ISBN 978-88-230-1601-9.

Carcere, città, cemento e bellezza.
Introduce
Franco Corleone
discutono
Luigi Pagano, Ruggiero Lenci, Angelo Sinesio

Il fine della pena.
Introduce
Stefano Anastasia
discutono
Edoardo Albinati e Luigi Manconi

Coordina
Luca Zevi

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Garanti, appello a Napolitano

Franco Corleone on mag 4th 2012 08:19 am

Mauro Palma scrive dell’incontro dei Garanti dei detenuti con il Presidente della Repubblica per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 4 maggio 2012.

Non è frequente che un Capo di Stato riceva coloro che con continuità visitano i luoghi di detenzione per ricevere informazioni dirette sulle condizioni a cui sono soggetti coloro che vi sono ristretti, sulle loro connotazioni sociali, sulle possibili azioni da compiere per rendere la pena coerente con quell’idea di reinserimento sociale, molto spesso affermata e altrettanto spesso disattesa.
Non stupisce tuttavia che il Presidente Napolitano abbia incontrato i garanti delle persone private della libertà – quelli eletti su base regionale e il coordinatore di quelli cittadini, Franco Corleone – giacché più volte egli è intervenuto  su questo tema, dimostrando attenzione istituzionale e soprattutto considerando le condizioni carcerarie un parametro fondamentale della qualità della nostra democrazia.
Il 27 aprile scorso il Presidente, in un incontro cordiale e chiaro organizzato dalla garante della Campania Adriana Tocco, ha ricevuto una fotografia diretta di una situazione che permane molto grave e preoccupante.  Il primo punto evidenziato dai garanti è stato, infatti, il perpetrarsi di una situazione ben distante sia dalle previsioni costituzionali per quanto attiene la finalità della pena,sia  dagli obblighi internazionali a prevenire trattamenti e pene che contrastino con la dignità delle persone recluse e sia, infine, dalle stesse previsioni normative del nostro Paese: è emblematico il fatto che già la piena attuazione del Regolamento per il carcere – adottato dodici anni fa e restato sostanzialmente inapplicato – avrebbe effetti di radicale trasformazione della situazione esistente. E questa  è stata, quindi,  la prima necessità evidenziata: l’ immediata attuazione del regolamento quale soluzione a molti problemi di vivibilità.
I garanti erano accompagnati da chi scrive, quale membro italiano del Consiglio europeo per la cooperazione nell’esecuzione penale, e per molti anni presidente del comitato europeo per la prevenzione della tortura. Mio, quindi, è stato il compito di rappresentare al Presidente l’urgenza dell’istituzione di un’autorità indipendente che monitori la privazione della libertà; istituzione possibile attraverso la ratifica di un Protocollo Opzionale delle Nazioni Unite che l’Italia ha firmato e – contrariamente alla grande maggioranza degli altri Paesi europei – non ha mai ratificato.
A tutti è tuttavia noto – ed è stato importante ribadirlo nell’incontro – che, senza un incisivo intervento sul vasto fenomeno della carcerizzazione dei consumatori di droghe e dei tossicodipendenti, le discussioni sulla riduzione del ricorso al carcere rischiano diventare puramente accademiche. Il governo  in quest’ambito è stato inesistente e tale assenza rischia di vanificare le stesse azioni fin qui intraprese sul sovraffollamento. Occorre iniziare a corrodere il moloch delle attuali norme, cominciando almeno con l’aggredire quegli aspetti dell’attuale approccio punitivo alle droghe che determinano carcere – e molto – anche per situazioni e reati di lieve entità. Su questo i numeri delle presenze segnalano un’urgenza che non giustifica indecisioni e rinvii. Questa è la prima tra le altre molte necessità ribadite nell’incontro, di cui ormai tutte le autorità dello Stato, a cominciare dalla più alta, sono state rese edotte. Si resta fiduciosi, ma anche impazienti.

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Carcere, le cose da fare subito

Franco Corleone on apr 18th 2012 09:38 am

Franco Corleone scrive per la rubrica settimanale di Fuoriluogo sul Manifesto del 18 aprile 2012.

I buoni propositi di Paola Severino, ministro della Giustizia, per affrontare la crisi del carcere rischiano di tradursi in un desolante nulla. Alla radice, manca un’idea della funzione del carcere e dei luoghi della pena. C’è bisogno di un profondo cambio di paradigma, anche con nuove leggi per eliminare i fattori che producono sovraffollamento e perpetuano un carcere “infantilizzante” (in contrasto con l’ambizione del principio costituzionale del reinserimento del reo nella società). Sostenere che per il governo tecnico non c’è spazio per interventi radicali, è un alibi senza senso che conduce alla paralisi. Così facendo nessuno è costretto ad assumersi precise responsabilità.
Come ho già avuto modo di dire, purtroppo molte volte, il sovraffollamento non è un accidente, un fatto dovuto al caso, ma è il prodotto di scelte politiche e di leggi criminogene, in primo luogo della legge sulle droghe. Il ministro per primo dovrebbe denunciare questo fatto e proporre una modifica almeno parziale dell’attuale legge antidroga, sulla linea del testo presentato già alla Camera dall’on. Cavallaro e al Senato dai senatori Ferrante e Della Seta.
Così si abbatterebbe drasticamente l’ingresso in carcere di consumatori, piccoli spacciatori e tossicodipendenti che ancora nel 2011 sfiorano il 50% degli ingressi e delle presenze in carcere. Si pensi che su 68.000 ingressi ben 23.000, cioè il 33% è per violazione dell’art. 73 (detenzione di sostanze stupefacenti) del Dpr 309 del 1990, riveduto e peggiorato dalla legge 49 del 2006. Il ministro Severino dovrebbe avere il coraggio di portare in Parlamento un decreto legge (esistono tutti i presupposti di necessità e urgenza, che al contrario non c’erano quando fu approvata la legge del 2006, con un colpo di mano incostituzionale di Giovanardi, lasciato passare colpevolmente dal Quirinale).
La cancellazione della legge Cirielli sulla recidiva e il ripristino della legge Simeone-Saraceni sarebbero il necessario corollario di una bonifica legislativa non rinviabile.
Ovviamente non basta. Occorre un piano per l’applicazione larga della legge sulla detenzione domiciliare coinvolgendo le Regioni e i Comuni; e un progetto per l’uscita dal carcere dei tossicodipendenti, almeno diecimila, con inserimenti sul territorio e in comunità di accoglienza.
Se infine si adottassero le misure necessarie per ridurre la carcerazione preventiva, allora il carcere tornerebbe ad una dimensione “fisiologica” e si potrebbe sperimentare un modello simile a quello spagnolo o danese (tanto per dare due riferimenti europei).
In ogni modo, si dovrebbe partire subito con l’applicazione integrale delle misure, sia strutturali che gestionali,  previste dal Regolamento del 2000 (con un ritardo vergognoso di dodici anni).
Nel volume Il corpo e lo spazio della pena (Ediesse, 2011), si affronta il nodo dell’edilizia carceraria: gli stessi muri e le stesse sbarre contengono il mafioso e la persona in attesa di giudizio, il camorrista e il semilibero, lo stragista e la detenuta madre. E’ un evidente paradosso, che svela un intento di mero ammassamento di corpi, senza rispetto per la dignità delle persone private della libertà.
Altro che privatizzazione delle carceri, occorre un piano di socializzazione e di ridisegno urbanistico della città!

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La politica delle città e la riduzione del danno

Franco Corleone on mar 25th 2012 11:54 am

Forum Droghe – C.N.C.A.

Venerdì 13 ore 15,00
Sala Buozzi – Camera del Lavoro
Corso Porta Vittoria, 43
Milano

Seminario sulla politica delle città e la riduzione del danno

Discutono:
Matteo Ferrari, responsabile dipartimento droghe della Svizzera
Riccardo De Facci, vice presidente C.N.C.A.
Leopoldo Grosso, vice presidente Gruppo Abele
Corrado Mandreoli, segretario Camera del Lavoro di Milano

Introduce:
Grazia Zuffa

Parteciperà al Seminario l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Maiorino

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Assemblea 2012 di Forum Droghe

Franco Corleone on mar 20th 2012 11:53 am

L’assemblea annuale 2012 dei soci di Forum Droghe è convocata per il giorno sabato 14 aprile alle ore 10,00 in Milano presso la Sala Buozzi della Camera  del Lavoro, Corso Porta Vittoria, 43 (di fronte al Palazzo di Giustizia). Si prevede che i lavori dell’Assemblea si concluderanno intorno alle ore 16,00.

Ordine del giorno
1. Relazioni della presidenza, della segreteria e della direzione di Fuoriluogo sulle attività svolte nello scorso anno
2. Discussione e approvazione del bilancio annuale
3. Elezione delle cariche sociali
4. Dibattito generale sulle iniziative politiche dell’associazione (mobilitazione per il processo a Rototom il prossimo 31 maggio e pubblicazione del 3° Libro Bianco sugli effetti della legge Giovanardi)
5. Discussione delle proposte per le iniziative editoriali e di formazione, in particolare la Summer School 2012
6. Varie ed eventuali

Il Presidente Giorgio Bignami

Per iscriversi a Forum Droghe: http://www.fuoriluogo.it/sito/home/forum_droghe/associazione/iscriviti

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Inserimento ex detenuti: incontro a Parma

Franco Corleone on mar 11th 2012 09:56 am

Mercoledì 14 marzo alle ore 15
presso il Consorzio di Solidarietà Sociale di Parma, Strada Cavagnari, 3,  Parma

saranno presentati i dati relativi alla “Rilevazione dei percorsi di detenuti e affidati affrontati nel Gruppo Tecnico del Comune di Parma”.

Si tratta della una presentazione dei dati relativi agli inserimenti di detenuti ed ex detenuti realizzati a Parma e sostenuti dalle politiche del welfare regionale e comunale. negli anni 2009 – 2011.

Al gruppo tecnico partecipano: Comune di Parma, Istituti Penali di Parma, Ufficio Esecuzione Penale Esterna, Consorzio di Solidarietà Sociale di Parma, Provincia di Parma

All’incontro parteciperanno:

On. Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia, coordinatore Nazionale dei Garanti dei Diritti dei Detenuti e Presidente della Associazione “La Società della Ragione”

Prof. Danilo Amadei, Presidente del Consorzio di Solidarietà Sociale di Parma

Dott.ssa Annaclara Marchesini, direttrice Area pedagogiche degli Istituti penitenziari di Parma

Dott. Roberto Cavalieri, collaboratore del Comune di Parma per il progetto di miglioramento della qualità della vita dei detenuti

Hassan Bassi, referente Cooperative di inserimento lavorativo di tipo B, nonché membro della “Società della Ragione”

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Il corpo e lo spazio della pena a Parma

Franco Corleone on mar 10th 2012 10:12 am

Mercoledì 14 marzo alle 17,30 presso ART LAB, B.go Tanzi, 26 Parma

All’interno delle iniziative sul “Biopotere e dispositivi di controllo dei Corpi”

Presentazione del libro: “Il corpo e lo spazio della pena”

Con uno degli autori:

On. Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia, coordinatore Nazionale dei Garanti dei Diritti dei Detenuti e Presidente della Associazione “La Società della Ragione”

e Hassan Bassi,  referente Cooperative di inserimento lavorativo per detenuti, nonché membro della “Società della Ragione”

seguirà aperitivo

 

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Esiste un modello di cambiamento per il carcere?

Franco Corleone on feb 28th 2012 09:06 am

Assessore alle Politiche Sociali e ai Giovani
Stadtrat fu?r Sozialpolitik und Jugend
Mauro Randi

Referente per le problematiche inerenti il carcere cittadino e per i diritti delle persone private della libertà personale
Beauftragte fu?r die Belange des Bozner Gefängnisses und fu?r die Rechte der Strafgefangenen
Franca Berti

TRA SOVRAFFOLLAMENTO, RIVOLTA E DECRETO SVUOTACARCERI:
ESISTE UN MODELLO DI CAMBIAMENTO PER IL CARCERE?
ZWISCHEN ÜBERFÜLLUNG, REVOLTE UND ENTLASTUNGSDEKRET: IST EIN WANDEL
IN DEN GEFÄNGNISSEN MÖGLICH?

02.03.2012 | ore 17.30 Uhr
Sala Fronza Saal
via Dalmazia, 30/B – Teatro Cristallo – III piano
Dalmatienstraße Nr. 30/B – Cristallo-Theater – 3. Stock
Bolzano

Incontro con | Treffen mit
FRANCO CORLEONE
Coordinatore Nazionale dei Garanti dei Detenuti
Nationaler Koordinator der Beauftragten von Häftlingen

per la presentazione del libro | fu?r die Buchvorstellung
“Il corpo e lo spazio della pena” Ediesse Edizioni 2011
Porgeranno i saluti | Begru?ßung durch
On. | Abg. Luisa Gnecchi
Sindaco | Bu?rgermeister Luigi Spagnolli

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Dei delitti delle pene

Franco Corleone on feb 27th 2012 04:57 pm

La Scuola di politica della Fondazione Benvenuti in Italia del 20 febbraio prende le mosse dall’attuale emergenza carcere. In Italia il sovraffollamento e la rinuncia ai diritti minimi da parte della popolazione penitenziaria sono la regola.
Nel 2011 si sono suicidati in cella ben 65 detenuti. Sessantacinque su un totale di 68 mila.
La situazione è tanto drammatica da aver convinto il nuovo governo Monti a riformare il settore con la stessa urgenza con cui era necessario intervenire sull’economia italiana. Il decreto “svuota-carceri” è stato uno dei primi redatti dal governo tecnico. Ma quali sono i vantaggi e quali i problemi che porta con sè. Lo abbiamo chiesto a Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e oggi Garante per i diritti dei detenuti del comune di Firenze oltre che autore del libro “Il corpo e lo spazio della pena” e a Elisabetta Grande, professore ordinario di Sistemi giuridici comparati e autrice del libro “Il terzo strike. La prigione in America”.

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