Rototom, un processo assurdo

Franco Corleone on feb 1st 2012 09:15 am

La persecuzione giudiziaria contro  il festival Rototom Sunsplash è iniziata nel luglio 2009 dopo una indagine bizzarra dei carabinieri con l’accusa agli organizzatori di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Oggi, a distanza di tre anni, sta diventando una storia infinita dopo il recente rinvio a giudizio di Filippo Giunta, responsabile dell’evento culturale. Nel frattempo il festival in Italia non esiste più, perché da Osoppo è emigrato in Spagna.
E’ l’ennesima conferma della crisi (e dei tempi) della giustizia, che sceglie di perseguire i deboli e salvare i potenti. Per sostenere i teoremi ideologici della legge Giovanardi sulle droghe, si dilapidano allegramente soldi pubblici e soprattutto si distolgono forze dall’accertamento e dalla repressione di reati gravi, da quelli ambientali a quelli finanziari.
La montatura giudiziaria si aggrappa all’art. 79 della legge antidroga (309/90): esso prevede la pena da tre a dieci anni di carcere per  chiunque adibisce un locale pubblico o un circolo privato a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso di droghe. E’ una norma ambigua, che raramente è stata utilizzata negli impianti accusatori per la difficoltà interpretativa. Ma il giudice per le indagini preliminari, Roberto Venditti, ha accolto l’impianto accusatorio e ha sbrigativamente equiparato il Parco del Rivellino, frequentato da decine di migliaia di persone, alle quattro mura di un caffé. Per rafforzare la sua interpretazione della norma nel provvedimento di rinvio a giudizio, il magistrato richiama il secondo comma che allarga la previsione “a un immobile, un ambiente o un veicolo a ciò idoneo”. Tace però che lo stesso comma specifica che si deve trattare di un luogo di “convegno abituale di persone”. La partecipazione a un concerto, a un dibattito o la visita agli stand hanno un carattere occasionale, non certo abituale. In più, quando si parla di convegno abituale, ci si riferisce con evidenza a un “giro” definito di persone.
Il giudice Venditti ricalca anche le valutazioni del procuratore del tribunale di Tolmezzo Giancarlo Buonocore, secondo cui  Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijana” (sic!). Meno pregiudizi razzisti e più conoscenza della storia dei Caraibi e dei movimenti di resistenza al dominio coloniale avrebbero potuto evitare affermazioni così spericolate.
Ma sospetto e pregiudizio ancora ricorrono quando il Gup ritiene di trovare conferma del comportamento “dolosamente tollerante” degli organizzatori del festival nel servizio di assistenza legale all’interno del festival. Di fronte a una legge fra le più punitive in Europa,  che riempie le galere di tossicodipendenti e di consumatori con pene che vanno da 6 a 20 anni di carcere, si dovrebbe fare come Ponzio Pilato?
Nel 2009 una medesima montatura contro il Livello 57di Bologna fu alla fine ridicolizzata da una sentenza di assoluzione, giunta però troppo tardi per riparare il danno provocato dalla chiusura del centro sociale.
Il processo che si svolgerà in Carnia deve diventare l’occasione per mettere sul banco degli imputati la legge Giovanardi. L’appuntamento è dunque per il 31 maggio a Tolmezzo in nome della giustizia giusta e del diritto, della cultura e della libertà.

(da Fuoriluogo.it)

Bookmark and Share

Filed in canapa,politica sulle sostanze | Comments (0)

Relazione annuale

Franco Corleone on gen 31st 2012 04:26 pm

Consiglio comunale di Firenze: Relazione del garante per i diritti delle persone private della libertà personale, Franco Corleone (audio da Radioradicale)

radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/341793?30105" type="application/x-shockwave-flash">radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/341793?30105" />

Bookmark and Share

Filed in garante dei diritti dei detenuti | Comments (0)

Scuola Langer

Franco Corleone on gen 26th 2012 12:10 pm

Scuola di formazione politica e culturale ALEXANDER LANGER

anno accademico 2011 / 2012
II sessione: gennaio – maggio 2012

Coordinatore: Roberto De Bernardis
Segreteria: Emma Di Girolamo

sabato 3 marzo 2012
TRENTO
ore 15-19
Palazzo della Regione

IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA.
Crisi e riforma del carcere
relatore: Franco CORLEONE
Garante dei diritti dei detenuti a Firenze.
Coordinatore nazionale dei Garanti dei diritti dei detenuti.
Sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001 (Governi Prodi, D’Alema e Amato).
Promotore dell’associazione “Forum droghe” e presidente de “La Società della Ragione”.
Autore di saggi in materia di giustizia, carcere e tossicodipendenze.
È stato parlamentare radicale e verde.

Info: http://www.verdideltrentino.net/SCUOLA%20LANGER_2011-12.html
Scarica il programma completo: ScuolaLanger_2012_GEN-MAG_1.pdf.

Bookmark and Share

Filed in carcere,garante dei diritti dei detenuti | Comments (0)

Ennesimo suicidio di un giovane detenuto. Questa volta è toccato al Gozzini.

Franco Corleone on gen 20th 2012 10:00 am

Gabriele è morto a 28 anni. Non ha retto alla fatica di vivere e soprattutto al peso di una giustizia per lui insopportabile. Questa morte non può essere attribuita al sovraffollamento ma a ragioni più profonde e per questo chiede il massimo rispetto. Da questo punto di vista il dolore sincero dei suoi compagni, della direttrice e degli educatori, mi ha profondamente angosciato.

A maggior ragione in questo caso si impone una riflessione sul senso della pena e sul carcere per persone fragili, che avrebbero bisogno di speranze di vita e non l’oppressione dei muri di una istituzione totale. Se si continuerà a pensare che il carcere possa essere il nuovo welfare, dovremo aspettarci altre tragedie.

Mi preoccupa che il disegno di legge in discussione al Senato sulla detenzione domiciliare, trascuri completamente il destino dei tossicodipendenti e le conseguenze criminogene della legge sulla droga.

 

Bookmark and Share

Filed in carcere,garante dei diritti dei detenuti | Comments (0)

Il corpo e lo spazio della pena a Firenze

Franco Corleone on gen 20th 2012 09:48 am

Il Presidente del Consiglio Provinciale di Firenze David Ermini
Il Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze Andrea Calò
invitano alla presentazione del libro

IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA
Architetture, urbanistica e politiche penitenziarie
(A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi)
Sarà presente il curatore Franco Corleone
Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze

Giovedì 2 Febbraio 2012 – Ore 17.00
Sala Nicola Pistelli – Palazzo Medici Riccardi – Via Cavour, 1 Firenze

Interverranno
Salvatore Allocca - Assessore Regionale al Welfare e Politiche per la Casa
Alessandro Margara – Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana
Corrado Marcetti – Direttore della Fondazione Michelucci
Michele Passione – Componente Osservatorio Carcere dell’Unione Camera Penale di Firenze

Coordina Andrea Calò Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze

RSVP – Segreteria Organizzativa 6° Commissione Dott.ssa Alessandra Tozzi 055/2760026

Vai alla scheda del libro sul sito de La Società della Ragione.

Acquista il libro sul sito di Ediesse.

Bookmark and Share

Filed in carcere e giustizia,garante dei diritti dei detenuti | Comments (0)

Il corpo e lo spazio della pena

Franco Corleone on nov 23rd 2011 11:00 am

E’ in uscita in tutte le librerie da oggi il volume de La Società della Ragione:
Il corpo e lo spazio della pena.
Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie
A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi.
2011 – EDIESSE – 13,00 Euro – ISBN 978-88-230-1601-9.

La vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell’ultimo ventennio ha fatto esplodere il problema del sovraffollamento penitenziario, e con esso quello della qualità della pena nel rispetto della dignità della persona detenuta. Tra timide riforme e occasionali provvedimenti deflattivi, la costruzione di nuove carceri e la saturazione di quelle esistenti continuano a dominare l’agenda politica.

La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo di interpretare la pena privativa della libertà. Chi si propone di riformare la pena non può rinunciare, quindi, a ripensare lo spazio penitenziario, almeno fino a quando il carcere resterà dominante nelle nostre culture e nelle nostre pratiche punitive.

Testi di Sebastiano Ardita, Vittorio Borraccetti, Cesare Burdese, Alessandro De Federicis, Patrizio Gonnella, Francesco Maisto, Corrado Marcetti, Alessandro Margara, Mauro Palma, Sonia Paone, Eligio Resta, Leonardo Scarcella, Adriano Sofri, Maria Stagnitta, Grazia Zuffa.

Stefano Anastasia, ricercatore in Filosofia e Sociologia del diritto nell’Università di Perugia, è stato presidente dell’associazione Antigone e della Conferenza nazionale del volontariato della giustizia.
Franco Corleone, sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001, è Garante dei detenuti nel Comune di Firenze e presidente della Società della Ragione.
Luca Zevi, architetto e urbanista, direttore del «Manuale del Restauro Architettonico» e del «Nuovissimo Manuale dell’Architetto », ha insegnato nelle Università di Roma e Reggio Calabria.

Vai alle recensioni sul sito de la Società della Ragione.

Bookmark and Share

Filed in carcere,garante dei diritti dei detenuti | Comments (0)

Canapa in giardino, la svolta

Franco Corleone on nov 16th 2011 10:37 am

Dalla Sardegna giungono buone notizie rispetto alla criminalizzazione della coltivazione domestica di canapa. L’8 luglio scorso, la Corte d’Appello di Cagliari ha cancellato la condanna contro due fratelli di Carbonia: in primo grado, il Tribunale di Cagliari li aveva condannati ad otto mesi di reclusione e duemila euro di multa per avere coltivato quindici piantine nella propria abitazione.
La perizia aveva accertato che solo una piantina alta 50 cm. conteneva 164 mg di Thc (quantitativo inferiore al valore della quantità massima detenibile a uso personale), mentre le altre, tra i 10 e 20 cm., non avevano materiale analizzabile.
La dott.ssa Fiorella Pilato, presidente estensore della sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato, ha affrontato il problema se la coltivazione di poche piante destinate all’uso personale possa avere rilevanza penale o se invece tale condotta possa essere assimilabile alla detenzione (ad uso personale): lo ha fatto prendendo le distanze dal dictum della sentenza 28605 del 10 luglio 2008 delle Sezioni Unite della Cassazione che affermò il principio della punibilità della coltivazione “senza se e senza ma”, indipendentemente dalla quantità e dalla destinazione.
La dr.ssa Pilato sottopone a serrata confutazione l’assunto della Cassazione secondo cui la coltivazione “merita un trattamento diverso e più grave” rispetto alla detenzione, per il solo fatto di aumentare la quantità complessiva di stupefacenti presenti sul mercato (sic!). Questa affermazione apparentemente logica si mostra invece come un vero e proprio paralogismo. La quantità di stupefacenti  presente sul mercato è nell’ordine di svariate tonnellate e non è certo qualche piantina che può aumentarla significativamente. Ma paradossali sono le conseguenze: il verdetto della Suprema Corte spingerebbe il consumatore, la cui attività è penalmente irrilevante, a rivolgersi al mercato illecito e clandestino incentivando lo spaccio e i proventi di una attività criminale. Conclude la dr.ssa Pilato: “Soltanto in astratto può affermarsi che qualsiasi coltivazione rappresenti un disvalore assoluto”.
La sentenza delle Sezioni unite della Cassazione afferma che la risoluzione del problema della droga “deve essere circoscritta al legislatore e ad esso soltanto è la responsabilità delle scelte circa i limiti, gli strumenti, le forme di controllo da adottare”, volendo con ciò limitare il potere di interpretazione delle norme da parte del giudice. Ma, in contrasto con quanto dichiarato, si arroga il diritto di aggravare le disposizioni di una legge già estremamente punitiva per l’introduzione di un’unica tabella per tutte le sostanze; e perfino di andare oltre il dettato della Convenzione internazionale di Vienna del 1988 che (par. 2 dell’art.3) equipara la coltivazione per consumo personale al possesso e all’acquisto. Come ho già scritto, la sentenza della Cassazione è culturalmente mediocre e senza alcun  pregio giuridico, frutto solo del pregiudizio ideologico e moralistico.
Infine, la dr.ssa Pilato ribadisce l’interpretazione contenuta in una sentenza del Tribunale di Milano: gli articoli 26 e successivi, che stabiliscono le pene per la coltivazione, si riferiscono alle attività di carattere industriale, non ai vasi sul balcone. Perciò, gli atti dei due fratelli di Carbonia sono stati rimessi al Prefetto per le sanzioni amministrative previste dall’art.75 per il consumo personale.
Dopo la magistratura, sarebbe ora che anche la politica battesse un colpo.

Articolo di Franco Corleone per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 16 novembre 2011.

Bookmark and Share

Filed in canapa,carcere e giustizia,politica sulle sostanze | Comments (0)

GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni)

Franco Corleone on nov 11th 2011 07:40 pm

Forum Droghe e CNCA mentre si profile la fine del Governo Berlusconi lanciano un appello per chiedere discontinuità anche nelle politiche sulle droghe nel nostro paese. Firmate quest’appello:

GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni)

Le dimissioni prossime del Governo Berlusconi nella condizione drammatica dell’Italia impongono una discontinuità di contenuti, di stile, di cultura.
Da questo punto di vista si deve porre immediatamente fine anche all’esperienza catastrofica della politica sulle droghe.
La legge che porta il nome di Carlo Giovanardi ha riempito le carceri di consumatori e di tossicodipendenti.
Non solo: la retorica proibizionista ha finanziato campagne di pseudo informazione terroristiche e antiscientifiche e ha cancellato la scelta della politica di riduzione del danno con una rottura del rapporto con le Regioni e il mondo delle Comunità e delle associazioni di impegno civile e sociale e del Volontariato.
L’Italia ha contrastato addirittura la Strategia sulle droghe dell’Unione Europea 2005-2012 portando avanti un’assurda battaglia di retroguardia contro la riduzione del danno, addirittura pretendendo di dettare agli altri paesi europei l’elenco degli interventi “accettabili” e quelli “inaccettabili”.
Un’imposizione ovviamente respinta dagli altri paesi europei.
Ancora di recente, al meeting di Alto livello dell’Onu sull’Aids, la delegazione italiana ha cercato di nuovo di far cancellare il termine “riduzione del danno”. Anche questa battaglia è stata perduta con la conseguenza però di aumentare il discredito dell’Italia in sede internazionale, mettendo il nostro paese in una condizione di isolamento provinciale.
Tutto questo è avvenuto non solo per la determinazione dello zar antidroga, ma con la collaborazione politica del Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga e del suo capo Giovanni Serpelloni.
Nell’ipotesi di un governo “tecnico”, ossia non determinato dagli equilibri e dalle logiche di partito, chiediamo lo smantellamento di una struttura di potere, di interessi particolari, che ha fatto della faziosità la propria regola.

Primi firmatari:
don Armando Zappolini
don Andrea Gallo
Franco Corleone
Riccardo De Facci
Giorgio Bignami
Fabio Scaltritti
Grazia Zuffa
Alberto Barni
Beppe Battaglia
Cecco Bellosi
Tiziana Ciliberto
Maria Stagnitta

Bookmark and Share

Filed in politica,politica sulle sostanze | Comments (0)

Facciamo i conti al proibizionismo

Franco Corleone on ott 17th 2011 09:42 am

In occasione del 50esimo anniversario della convenzione ONU sulle droghe, un gruppo di organizzazioni mondiali impegnate sulle politiche sulle sostanze, sui diritti umani, salute, sviluppo, crimine e giustizia ha lanciato la campagna Count the cost.

Il primo obbiettivo è raccogliere in un unico “contenitore” i costi del proibizionismo, che siano questi sociali, ambientali, economici o per la salute delle persone, in modo che Governi e Nazioni Unite siano messi di fronte all’evidenza del fallimento della War on Drugs. Il secondo obbiettivo è quello di promuovereil dibattito sulle alternative possibile e documentare le strategie di uscite dal proibizionismo. Il tutto raccolto in modo differenziato per le grandi aree continentali e sotto sette grandi tematiche: sicurezza internazionale, svilluppo e conflitti energetici, diritti umani, salute pubblica e disagio, discriminazione, deforestazione e inquinamento, crimine, costi economici.

L’iniziativa è coordinata da Transform ed ha avuto il supporto di numerose sigle mondiali, fra cui IDPC, Drug Policy Alliance, TNI, WOLA . Per l’Italia ha aderito anche Forum Droghe.

Per quanto ancora dovremmo seguire politiche che minano lo svilluppo e la sicurezza internazionale, minacciano la salute pubblica e causano morti, minano i diritti umani, promuovono stigma e discriminazione costi, causano deforestazione e inquinamento, creano criminalità e la arrichiscono, sprecano miliardi in politiche repressive inefficaci? Aiutaci a cambiare rotta, firma anche tu on line!

Qui si può firmare:
http://www.countthecosts.org/take-action/sign-our-statement

I promotori
http://www.countthecosts.org/supporters

(da fuoriluogo.it)

Bookmark and Share

Filed in politica sulle sostanze | Comments (0)

Dal Carcere alla Comunità

Franco Corleone on ott 13th 2011 06:24 pm

Il “Gruppo Incontro” Cooperativa Sociale e Itaca (Associazione Europea degli Operatori Professionali delle Tossicodipendenze), organizzano il Convegno “Dal Carcere alla Comunità Terapeutica: percorsi, strumenti e attese”. Il Convegno intende essere un punto d’incontro per riflettere sui recenti cambiamenti che riguardano i cambiamenti strutturali, organizzativi e clinici per rendere le Comunità Terapeutiche in grado di accogliere i soggetti provenienti dagli Istituti detentivi. In questa cornice daranno il loro contributo esponenti internazionali del calibro di Ambros Uchtenhagen Professore Emerito di Psichiatria Sociale all’Università di Zurigo e Presidente del Research Institute for Public Health and Addiction e Alex Stevens Professore di Giustizia Criminale all’Università di Kent e autore del recente libro intitolato: ” Drugs Crime and Public Health: The Political Economy of Drug Policy”.

Il Convegno ospiterà inoltre importanti esponenti italiani che da molti anni operano nel settore delle dipendenze e che potranno dibattere su temi di grande attualità.

Il comitato organizzativo si è impegnato per rendere il convegno gratuito ed accessibile a svariate figure dell’ambito professionale sanitario; ciò è stato possibile grazie al supporto della Regione Toscana, che ha dimostrato di avere molto a cuore queste tematiche di estrema importanza sociale. Numerosi rappresentanti delle Istituzioni daranno il loro contributo a testimonianza dell’importanza dell’evento, per il quale è stato richiesto l’accreditamento ECM.

La conferenza sarà ospitata dalla città di Firenze, una tra le più interessanti del mondo, e si terrà presso il Grand Hotel Mediterraneo, affacciato sui Giardini del Lungarno del Tempio, a pochi passi dal centro storico.

DAL CARCERE ALLA COMUNITA’ TERAPEUTICA
Percorsi, strumenti, attese

Firenze, 27 e 28 ottobre 2011

Grand Hotel Mediterraneo
Lungarno del tempio, 44   cap. 50121 Firenze, Italia.
Tel. +39055660241
Fax +39055679560

PROGRAMMA

Giovedì 27 Ottobre

Ore 9.00 Accoglienza ed accreditamento dei partecipanti

Ore 9.30 Saluti delle Autorità e Apertura del Convegno

Apertura: Dr. Salvatore Allocca. Assessore al welfare ed alle politiche per la

casa della Regione Toscana

Ore 10.30 Prima sessione. I paradigmi dei consumi e le loro conseguenze sulle policies

e sulla clinica. Maurizio Coletti intervista il Prof. Ambros Uchtenhagen

(ISFG dell’Università di Zurigo – CH) e il Prof. Alex Stevens(Università di Kent)

Ore 12.00 Interventi dalla platea e risposte dei relatori

Ore 13.00 Pausa pranzo

Ore 14.30 Seconda sessione: Dal carcere al CT: Istituzioni, soggetti, percorsi.

Intervengono:

Prof. Marco Giannini (Università di Firenze)

Dr. Enrico della Rotta-Rinaldi (Tribunale di Sorveglianza di Roma)

Dr.ssa Antonietta Fiorillo (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze)

Modera: Dr.ssa Paola Trotta (Coordinatore Dipartimento AUSL di Firenze)

Ore 16.30 Pausa caffè

Ore 17.00 Interventi della platea e risposte dei relatori

Ore 18.00 Chiusura dei lavori

Venerdì 28 Ottobre

Ore 9.00 Terza sessione: In CT: i cambiamenti dei percorsi.

Intervengono:

Dr. Giuseppe Iraci Sareri (Cooperativa Incontro – Pistoia)

Dr.ssa Donatella Paffi (Direttore UFM Ser.T di Pisa)

Dr. Leopoldo Grosso (Gruppo Abele – Torino)

Modera:

Dr.ssa Cinzia Groppi (Direttore UFC Ser. T. di Pistoia)

Ore 10.45 Pausa caffè

Ore 11.00 Quarta sessione: I cambiamenti degli strumenti.

Intervengono:

Dr. Augusto Consoli (Direttore del Dipartimento della Dipendenze

Patologiche di  Torino)

Dr. Felice Di Lernia (CT Oasi 2 – Trani)

Dr. Paolo Costantino (Direttore UFM Ser.T./A di Firenze )

Modera:

Dr. ssa Marina Zazo (Ceis di Livorno)

Ore 13.00 Pausa pranzo

Ore 14.30 Tavola rotonda finale: Dal carcere alla CT: gli aspetti istituzionali e delle  policies

Intervengono:

Dr. Franco Corleone (Forum Droghe)

Dr. Riccardo De Facci (CNCA)

Dr. Patrizio Gonnella (Associazione Antigone)

Dr. Meo Barberis (Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII)

Modera: Dr. Umberto Paioletti (Coordinatore Inter – C.E.A.)

Ore 16.00 Conclusioni e Saluti

Dr.ssa Daniela Scaramuccia. Assessore Regionale della

Toscana in materia di Diritto alla Salute.

Info
http://www.dalcarcereallacomunita.it

Bookmark and Share

Filed in carcere,politica sulle sostanze | Comments (0)

« Prev - Next »