ORTONA
19 giugno 2010 | ore18.00
Auditorium Polo Eden
L’Italia in frantumi?
Dopo 150 anni di Unità del Paese
Incontro con: Piero Ignazi
professore di Politica comparata, Università di Bologna,
direttore della rivista Il Mulino Franco Corleone
presidente della Società della Ragione
coordina Patrizio Marino direttore della Piazza
“Vada a farsi fottere” rappresenta un’icona straordinaria. La rivincita della buona politica contro i cialtroni e il qualunquismo reazionario.
La sinistra non può tollerare la volgarità e la rozzezza. Occorre ristabilire il primato della cultura, dell’intelligenza e della bellezza. Massimo D’Alema a Ballarò non si è piegato al ricatto del sicofante di turno.
Peccato che la corporazione dei giornalisti abbia mostrato il solito volto untuoso in difesa di una inesistente libertà di stampa.
Non meritano considerazione quegli straccia culi che hanno scritto messaggi a D’Alema offesi dalle dure parole del leader del PD.
L’ascolto della discussione a Cortona (sabato 8 maggio) della corrente di Franceschini è stato istruttivo per misurare il livello di confusione e di autolesionismo presente nel maggiore partito dell’opposizione.
E’ stato impressionante non sentire un’idea, una proposta, un’iniziativa: anche persone mediamente intelligenti non sono riuscite ad articolare un pensiero o una analisi appena decenti. Solo una recriminazione contro la segreteria del PD e le sue mancanze; una logica miserabilmente autoreferenziale. Se Bersani è così debole, chi impedisce a un dirigente o a un militante di inventare una linea comprensibile.
Comunque è stato utile sentire tanti interventi: ho capito perché si sono perse le elezioni regionali. Come si possono convincere uomini e donne, giovani e vecchi a votare per un partito che si disprezza e si odia?
Solo Veltroni ha compreso che l’inevitabile sbocco è la scissione e ha cercato di esorcizzarla.
La verità è che un partito può essere leggero o pesante, di massa o d’opinione, ma deve essere un luogo di storia e legami legando passato e futuro.
Il tuo aiuto è prezioso. Scegli di devolvere il 5×1000 a “La società della ragione Onlus”. È sufficiente apporre la propria firma nei modelli di dichiarazione dei redditi, nella casella “sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale” e indicare il codice fiscale dell’Associazione.
Il codice fiscale della Società della ragione è: 94159130486
Ho letto l’editoriale di Ezio Mauro su Repubblica del 31 marzo, di analisi del risultato elettorale e soprattutto di suggerimenti al Partito Democratico per uscire dalla crisi e soprattutto per cercare un leader per battere Berlusconi come accadde con Prodi.
La conclusione dell’articolo, “Forse, anche a sinistra è arrivata l’ora di un Papa straniero” mi ha fatto ricordare la lettera aperta scritta da Alex Langer alle care compagne e cari compagni del PDS e pubblicata su “Cuore” il 25 giugno 1994 con l’avvertenza ironica che certe proposte, proprio per la loro serietà, possono essere fatte solo attraverso dei mezzi d’informazione estremamente seri.
Dunque, Langer interveniva nella discussione sulla ridefinizione della politica del partito di Achille Occhetto in modo netto: Voglio quel posto a Botteghe Oscure. Iniziava così la sua riflessione: “Sono rimasto colpito dall’intuizione di Ezio Mauro (“La Stampa”, 14 giugno): è l’ora del Papa straniero, diceva. Ciò non vale solo per il PDS: oggi tutte le curie sono in crisi, la gente si è accorta che troppe volte la corte ha sopraffatto il regno”. Un “Papa straniero”, aggiungeva, può agire con candore, determinazione e libertà inedite.
Due osservazioni: Ezio Mauro ripropone oggi una tesi già avanzata in passato negli stessi termini, ma nessuno, neppure con provocatoria intelligenza ha risposto come Alex Langer, addirittura candidandosi.
Il testo di Langer si può trovare nel volume Il viaggiatore leggero edito da Sellerio e consiglio a tutti la lettura per la lucidità con cui sono poste le questioni che ancora oggi ci tormentano: come convincere la maggioranza degli italiani a dare il governo del paese a una coalizione alternativa a Berlusconi e come costruire un forte progetto etico, politico e culturale per far intravvedere l’alternativa di una società più equa e più sobria, compatibile con i limiti della biosfera e con la giustizia, anche tra i popoli.
Alex avvertiva che “per aggregare uno schieramento nuovo e convincente bisognerà saper sciogliere e coagulare, unendo in modo saggio radicalità e moderazione”.
In tempi dominati dalla retorica, dalla demagogia, dalla volgarità e dalla rozzezza dei salotti televisivi pare un messaggio di un tempo antico. Ma le sue osservazioni sul “progresso” e sullo “sviluppo” sono attualissime.
La lettera confidava alla fine il senso profondo, quello cioè di “mettere in moto una reazione a catena e restituire a molti tra coloro che oggi si sentono sconfitti e delusi un senso di riscoperta e di nuova motivazione a rimettersi in cammino”.
Alex Langer sperava in decisioni dettate da saggezza e coraggio. Oggi occorrerebbe anche una dose di intelligenza che nel dibattito del Partito democratico e della sinistra pare proprio assente.
Se si cominciasse almeno a dire che il tempo della ricreazione è finito?
Il Capo della Cei ha scelto di indosare l’elmetto e di organizzare le truppe sanfediste per una guerra patetica e ridicola. Lanciare l’anatema contro Emma Bonino e Mercedes Bresso candidate a Presidenti del Piemonte e del Lazio è un segno dei tempi. L’arroganza della chiesa si contenta di rosicchiare un po’ di potere nelle elezioni regionali. Dalle Crociate del medioevo agli insulti contro la democrazia. I valori cristiani e i temi etici da bandiera per l’identità sono proprio diventati uno straccio buono per tutti gli usi. In Piemonte e nel Lazio sono cadute le ragioni di un possibile astensionismo degli elettori che amano la Costituzione: la soddisfazione di uno schiaffo al successore di Ruini è una occasione troppo ghiotta. Ma il problema non è dei laici ma dei cattolici trattati come servi e come cittadini a sovranità limitata. Dobbiamo sentire solo la voce di don Andrea Gallo per contestare la deriva reazionaria e preconciliare del Vaticano? Aspettiamo la lezione del cardinale Tettamanzi e di Carlo Maria Martini!
LA SOCIETA’ DELLA RAGIONE
L’ossessione securitaria e la bulimia carceraria.
Il Piano carcere del Governo è una soluzione ?
Giovedì 11 marzo 2010 | ore 21
Milano | Circolo della Stampa
Palazzo Serbelloni | Corso Venezia 16
Intervengono: On. Andrea Orlando, responsabile Giustizia PD Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti Firenze Maurizio Baruffi, consigliere comunale PD Milano Alessandra Naldi, Antigone
testimonianza di Lucia Castellano direttore del carcere sperimentale di Bollate
Introduce e coordina la discussione Roberto Cornelli, segretario provinciale PD milano
Gravi scandali turbano la vita delle chiese in Germania. La Presidente delle chiese evangeliche si è dimessa dal prestigioso incarico il 24 febbraio scorso dopo essere stata fermata dalla polizia per guida in stato di ebbrezza. Superare il limite del tasso etilico consentito comporta il ritiro temporaneo della patente e una multa. La gravità del fatto è che siamo in quaresima e le chiese evangeliche appoggiano l’iniziativa “Sette settimane senza” di astensione dal consumo di alcol. L’anno scorso la “papessa” aveva rilevato che quel tabù per quaranta giorni di penitenza le costasse molto in quanto un bicchiere di vino la sera era una piacevole abitudine. Parole sagge!
Esprimiamo la nostra solidarietà a Margot Kassmann come ennesima vittima dei miti del proibizionismo e la simpatia e il rimpianto per una donna coraggiosa impegnata nel suo ministero per la pace e contro la violenza. Non in astratto ma in concreto, condannando la guerra in Afghanistan.
Sul fronte cattolico siamo all’ennesimo caso di pedofilia. L’episodio che sta creando una tensione grave con il governo di Angela Merkel ha come teatro il “coro dei passeri” di Ratisbona, patria di papa Ratzinger.
Ancora una volta Lutero sconfigge i papisti di Roma, corrotti e simoniaci.
E noi aspettiamo la Riforma!
Nell’ottobre 1922 era già pronto e in alcune città fu affisso il manifesto con il decreto di proclamazione dello stato d’assedio contro la minaccia insurrezionale del fascismo deciso dal Governo Facta.
Vittorio Emanuele III si rifiutò di sottoscrivere il decreto. Il re, pavido (pare che temesse gli Aosta) e codardo, aprì la strada alla dittatura e gettò nell’avventura l’Italia e nel disonore Casa Savoia (la vergogna si chiuse finalmente nel 1943 con l’abbandono di Roma e la fuga da Ortona).
Il Presidente Napolitano ha firmato il decreto Berlusconi-Maroni non rendendosi conto che metteva il suggello su un golpe bianco. Non osiamo pensare alla reazione del suo maestro Giorgio Amendola, antifascista e soprattutto uomo simbolo del coraggio, morale e fisico. Il 5 marzo probabilmente sarà ricordato come la data della morte dello stato di diritto.
Per reagire dovremo aspettare un nuovo delitto Matteotti?