Archive for the 'politica sulle sostanze' Category

Caso Cucchi: il Dipartimento Antidroga si costituisca parte civile

Franco Corleone on nov 26th 2010 03:45 pm

Ho aderito all’Appello al senatore Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e responsabile del Dipartimento delle Politiche Antidroga

Il 27 ottobre 2010 si è svolta l’udienza preliminare relativa al processo per la morte di Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre del 2009, dopo 6 giorni di arresto.
Al processo sono imputate 13 persone, agenti di polizia penitenziaria, accusati di gravi lesioni alla persona, medici ed infermieri della sezione per detenuti dell’ospedale Pertini, accusati di mancata cura ed inadeguata assistenza, ed il dirigente del Prap, accusato di falso.
All’udienza preliminare il Dipartimento delle Politiche Antidroga era assente.
Lei, senatore Giovanardi, che è a capo del Dipartimento in quanto sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, non ha ritenuto di doversi costituire parte civile al processo, come invece ha richiesto ed ottenuto il Comune di Roma.
La scelta da Lei effettuata non ha raccolto le sollecitazioni che Le sono pervenute, affinché il Dipartimento si presentasse come parte lesa.
La sua mancata presenza al processo appare come se la inaudita e tristissima vicenda di Stefano Cucchi non La riguardasse. Come se il comportamento di dipendenti dello Stato dei due diversi comparti preposti alla funzione di protezione e di cura non chiamasse in causa l’applicazione delle politiche sul carcere e la tossicodipendenza del Suo Dipartimento e lo stesso spirito della Sua legge, la Fini-Giovanardi, da Lei fortemente voluta e che porta in calce anche il suo nome.
Al di là del giudizio di merito sull’opportunità e sull’efficacia di una legge approvata con voto di fiducia, in coda di legislatura, senza dibattito parlamentare, ed “agganciata” al decreto per il finanziamento delle olimpiadi invernali di Torino del 2006, ciò che Le chiediamo, con la richiesta di costituirsi parte civile al processo, è un atto di dissociazione inconfutabile che, più di ogni dichiarazione, recida il nesso tra le buone intenzioni da Lei attribuite alla Sua legge ed i comportamenti degli imputati che l’hanno disattesa.
Lei ha sempre sostenuto che il Suo testo di legge, pur adottando una logica repressiva e punitiva, si pone come obiettivo la cura e la riabilitazione delle persone tossicodipendenti.
L’intenzione, la “ratio”, come Lei ha spesso ricordato, dell’articolato legislativo consiste nel motivare le persone tossicodipendenti alla cura. L’esperienza del carcere rappresenta solo un passaggio o una minaccia, allo scopo di favorire una scelta di cura tramite l’accesso alla pena alternativa alla detenzione, che prevede il percorso riabilitativo in comunità terapeutica o nel territorio. L’innalzamento fino a 6 anni di condanna, ad eccezione di alcuni reati, previsto nella Sua legge, per fruire di tale beneficio, è stato l’argomento da Lei più volte addotto a dimostrazione del prevalere dell’intenzionalità terapeutica su quella punitiva dell’intero articolato.
Alla Conferenza nazionale, che ha il compito di legge di verificare ogni tre anni l’efficacia delle politiche sulla droga, e che si è tenuta a Trieste nel marzo del 2009, Le furono rappresentate le tante difficoltà che si frappongono nel concreto alla realizzazione delle aspirazioni riabilitative che intendevano animare la sua riforma della legge 309. Una, fra le molte, riguarda l’intreccio tra la nuova normativa ed un’altra legge, la cosiddetta ex-Cirielli, che limita drasticamente alle persone recidive, di cui le persone tossicodipendenti costituiscono la maggioranza, la possibilità di ricorrere alle misure alternative alla detenzione.
Una contraddizione che è probabilmente sfuggita nella fretta di legiferare a scadenza di mandato e che oggi contribuisce all’attuale sovraffollamento carcerario, e di conseguenza alla limitazione di fatto dei diritti delle persone detenute. Nella grande maggioranza delle situazioni le persone tossicodipendenti vengono mantenute in stato detentivo fino allo sconto definitivo della pena.
Sono invece operativi gli altri aspetti della Sua riforma legislativa: l’aumento delle pene, l’equiparazione delle droghe “leggere” e “pesanti” in fatto di gravità, la limitazione dell’autonomia del giudice nell’accertamento della sottile linea di confine che separa il consumo personale dal reato di spaccio con la definizione arbitraria della dose massima consentita per uso personale.
Un’attenta e seria valutazione delle conseguenze negative della legge da Lei voluta, a comparazione degli esiti auspicati, non è ancora stata condotta.
Meriterebbe l’investimento di una ricerca.
Se ne risultasse che si sono aumentati i danni, sarà compito del Suo Dipartimento delle politiche antidroga provvedere alle correzioni.
E’ necessario che un aspetto vada subito, comunque, corretto. E’ l’equivoco, a cui la legge può dare luogo, nell’interpretazione semplificata di alcuni operatori che devono applicarla, di legittimazione di comportamenti irrispettosi che ledono la dignità delle persone tossicodipendenti. Se le persone tossicodipendenti debbono essere riabilitate per forza, perché in quanto tali non conservano la dignità di essere umani, l’interpretazione dell’uso della forza può portare a pericolose prevaricazioni.
Anche per questo Le chiediamo che il Suo Dipartimento si costituisca parte civile al processo.
Non solo per un dovuto atto di giustizia per la morte di Stefano e le modalità in cui è avvenuta, le cui responsabilità sono in corso di accertamento.
E’ ancora in tempo. Tra l’udienza preliminare e l’apertura del dibattimento c’è ancora tempo per potersi costituire parte civile. Le chiediamo e Le auguriamo di farlo.

Firmatari:

- Leopoldo Grosso, vice-presidente Gruppo Abele e componente della Consulta degli esperti presso il Dipartimento politiche antidroga
- Livio Pepino, giurista, direttore di Questione giustizia e condirettore di Narcomafie
- Patrizio Gonnella, presidente di Antigone
- Tonio Dell’Olio, ufficio di presidenza di Libera

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Giancarlo Arnao

Franco Corleone on nov 15th 2010 04:59 pm

Dal blog di fuoriluogo.it il ricordo di Giancarlo Arnao, a dieci anni dalla scomparsa:

Giancarlo è stato un amico di molti di noi, uno studioso appassionato delle droghe e un intransigente critico della politica dominante sulle droghe. E’ stato un antiproibizionista non per ideologia ma per amore della libertà e della responsabilità degli individui; è stato un maestro e un punto di riferimento per generazioni di giovani.
Arnao è morto dieci anni fa alla vigilia della Conferenza di Genova in cui fu ricordato dai militanti del vasto movimento di contestazione alla legge punitiva in vigore allora e dalla ministra Livia Turco.
In questi anni ci è mancato, in tutti i sensi, umanamente e politicamente. E’ mancata la sua voce di straordinaria capacità di lettura dei documenti ufficiali, internazionali e italiani, e di svelare le omissioni, gli inganni, le menzogne e le contraddizioni. Avremmo avuto bisogno anche della sua tagliente ironia per mettere alla berlina alcuni personaggi che si danno arie di scienziati e di esperti.
Lo ricorderemo con una iniziativa pubblica e invitiamo tutti a rileggere i suoi libri e mettiamo a disposizione degli amici di Forum Droghe e di Fuoriluogo il volume da noi curato in occasione della sua scomparsa “Fuori dai denti” con gli scritti sul nostro mensile.

Le Drugstories su Fuoriluogo (archivio incompleto)

Iscriviti a Forum Droghe e ricevi “Fuori dai denti”

L’archivio degli interventi di Arnao su Radioradicale

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L’Onu mette sotto accusa la war on drugs

Franco Corleone on nov 3rd 2010 05:26 pm

Diritti umani, sotto accusa la guerra globale alla droga: il relatore per il diritto alla salute Anand Grover chiede il superamento delle convenzioni internazionali e la regolamentazione legale delle droghe.

Scarica il rapporto originale Grover
Le raccomandazioni finali in italiano
Il commento di Giorgio Bignami per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 3 novembre.

(dal blog di fuoriluogo.it)

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Stop the Insanity

Franco Corleone on nov 1st 2010 08:59 pm

Dal blog di fuoriluogo.it il video di chiusura della campagna per il sì alla Proposition 19:

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Kdrink, un esito scontato..

Franco Corleone on ott 7th 2010 10:31 am

Dal blog di fuoriluogo.it:

Dopo mesi di campagna politica per eliminare dal mercato la Kdrink, dopo ripetute irruzioni e sequestri dei carabinieri, la bevanda con estratti di foglia di coca è stata assolta dalle analisi effettuate dall’Agenzia Regionale Ambiente e Salute del Lazio: il responso è negativo, la bibita risulta priva di cocaina. Come aveva (invano) sostenuto la piccola ditta produttrice, come avevano sempre confermato le analisi di routine regolarmente effettuate in passato. Da notare che il sequestro “cautelativo” dei carabinieri di Frosinone era avvenuto il 29 giugno 2010, ma il responso di assoluzione è arrivato ben 75 giorni dopo. Oltre due mesi e mezzo per avere i risultati di un test che richiede non più di tre o quattro giorni per essere effettuato.

La persecuzione contro la cosiddetta “bevanda diseducativa” (sic!) si è sgonfiata come una bolla di sapone, i “guerrieri” nostrani della droga che l’hanno capitanata hanno dimostrato di non conoscere neppure le Convenzioni internazionali proibizioniste (che consentono l’aromatizzazione con le foglie di coca); né che l’America della war on drugs è il maggior importatore di foglia di coca per aromatizzare la Coca Cola. Quanto alle solerti forze dell’ordine, pare che abbiano parecchio tempo da perdere dietro le ubbie di signorotti politici ignoranti ed arroganti, nel bel paese tristemente noto per mafia, camorra e n’drangheta. “E io pago”, avrebbe detto il cittadino Totò.

Largo alla foglia della Kdrink, ma stretta la via del buon senso e della tolleranza.

Sulla vicenda della Kdrink, leggi nella rubrica Fuoriluogo gli articoli di Giorgio Bignami (28 luglio) e Grazia Zuffa (4 agosto).

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Aldro, 5 anni dopo

Franco Corleone on set 21st 2010 11:24 am

ALDRO, 5 ANNI DOPO
SABATO 25 SETTEMBRE 2010
presso la SALA BOLDINI, Via Previati 18, Ferrara

Programma della giornata:

Ore 10: “Non hanno ucciso il futuro”
Tavola rotonda con i famigliari di alcune vittime delle Forze dell’Ordine.
Con la partecipazione di Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, Haidi Giuliani, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, i figli di Aldo Bianzino ed altre testimonianze in via di definizione.
Coordina: Checchino Antonini, giornalista di “Liberazione”.

Ore 15.30: “Arte e comunicazione per Federico”
Con la partecipazione di scrittori, attori, musicisti, disegnatori, registi, blogger che hanno dedicato opere a Federico Aldrovandi.
Coordina: Dean Bulletti, giornalista di Rai 3.

Ore 20.30: “E’ stato morto un ragazzo”
Proiezione del docu-film di Filippo Vendemmiati, che sarà presente in sala.

Ore 22.15: Ritrovo in Piazza Trento e Trieste e Fiaccolata per Federico con arrivo in via Ippodromo.

Presso le Grotte del Boldini sarà allestita per tutta la giornata la mostra “Aldro, 5 anni dopo“.

Con il Patrocinio di Comune e Provincia di Ferrara.

(via fioreblog)

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Parma: retromarcia sull’ordinanza antidroga?

Franco Corleone on set 20th 2010 10:55 pm

Sabato scorso a Parma prima di partecipare al dibattito organizzato dal canapaio ducale, insieme ad Hassan Bassi ho partecipato ad una conferenza stampa contro l’ordinanza del sindaco di Parma che vorrebbe multare i consumatori di sostanze.

Ecco il commento di ieri sul Pantalone, il blog dell’edizione parmigiana di Repubblica.it:

Campioni del …mondo. Calma, stiamo parlando di quel gioco della nostra infanzia – mondo , appunto- dove se facevi un passo avanti dovevi poi fare due caselle indietro. Dopo la metro, i parcheggi interrati retromarcia giravolta (bruscamente consigliata dal Prefetto) di Fecci-sindaco-sindaco-Fecci sulla recentissima e strombazzatissima ordinanza antidroga (LEGGI).

Una decisione quasi contemporanea alle accuse che ha fatto in un incontro nella nostra città Franco Corleone del Forum droghe (Ordinanza ridicola- LEGGI)

Dunque, scusate ci siamo sbagliati, nel nostro sceriffismo ci siamo spinti troppo in là. Ecco allora che l’assessore alla sicurezza precisa – a Fabio Bonati di Polis -”abbiamo accolto i suggerimenti del Prefetto, gli interventi non saranno più eseguiti dalla sola polizia municipale , i nostri uomini saranno sempre assieme ad un poliziotto o carabinie per eseguire queste ordinanze ( cioè quasi mai ndr) anche per evitare complicanze di ordine pratico nel sequestro della droga e nelle operazioni che la legge ripiega per accertare che di droga si tratti”.Chiaro?..

E ancora “L’importante è il messaggio antidroga poi se daremo poche o tante multe è questione di secondo piano”. D’immagine, capito?

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On line il dibattito alla Festa Parmigiana Antiproibizionista

Franco Corleone on set 20th 2010 11:47 am

Partecipano all’incontro: Luca Marola, componente dell’Associazione Certi Diritti (RADICALI ITALIANI), Enrico De Somma, segretario del Consorzio Nazionale Canapai, Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del comune di Firenze, Rita Bernardini, deputato, membro della commissione giustizia (PD – Radicali), Luigi Notari, segretario nazionale del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, Massimo Iotti, presidente ARCI della Provincia di Parma.

On line sul sito di radioradicale la registrazione dell’incontro:

(via fuoriluogo.it)

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Festa parmigiana antiproibizionista

Franco Corleone on ago 30th 2010 11:52 am

Il Canapaio Ducale in occasione del suo ottavo compleanno presenta:
FESTA PARMIGIANA ANTIPROIBIZIONISTA

Presso Le Male Club, Via Montesporno 18, Parma
Vai al sito web: www.canapaioducale.com/Festa_2010

Ingresso gratuito dalle 18 alle 19. 5 Euro dalle 19 in poi.

ALLE ORE 19.30:
“PROIBIZIONISMO: I DANNI COLLATERALI”

Intervengono:
GUIDO BLUMIR -Sociologo, Presidente del Comitato Libertà e Droga, autore di libri sul consumo degli stupefacenti ed il suo impatto sulla società
FRANCO CORLEONE – Segretario dell’ Associazione Forum Droghe
LUIGI NOTARI – Membro della segreteria nazionale Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia)
RITA BERNARDINI – Deputato della delegazione radicale del PD, già segretario dei Radicali Italiani
MARCO SCARPATI -Avvocato e professore universitario
ASSOCIAZIONE AMICI DI ALBERTO

MUSICA
DALLE ORE 21.00:
MUSICANTI DI GREMA (pop-rock cantautorale)
CA’ REGGAE (reggae, dub, roots music)
SIR OLIVER SKARDY & FAHRENHEIT 451

DALLE ORE 01.00:
DANCEHALL SHOWCASE:
- Valnurians + Stone
- LS Steve Giant (Rasta Snob)
- LS Black Mamba X

Come arrivare:
DALLA STAZIONE: autobus n°7 e n°21 fermata “Campus – Park SUD”
DALL’AUTOSTRADA: tangenziale sud, uscita n°15 “Campus”

Visualizza Festa Parmigiana Antiproibizionista 2010 su Google Maps

Info:
mail:  infoATcanapaioducale.com
cellulare: 347 1556550

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Carcere, una riforma dopo le chiacchiere estive

Franco Corleone on ago 26th 2010 03:34 pm

Agosto sta finendo e la vita nelle carceri prosegue nell’ordinarietà della illegalità permanente. Qualche cinico potrà vantarsi dell’assenza di rivolte e dire che non è successo nulla; che si può continuare tra morti sospette, suicidi (siamo a quota 42), malattie  e autolesionismo.
Mauro Palma sul Manifesto del 13 agosto, analizzando l’iniziativa del “Ferragosto in carcere” ha giustamente sottolineato che non mancano analisi e fotografie di una realtà che è andata degenerando. Ancora più puntualmente ha voluto richiamare il senso dell’iniziativa, forte solo se indirizzata in maniera inequivoca a voltare pagina.
Purtroppo non è né facile né semplice definire un progetto per il cambiamento radicale del carcere. Travolti dall’emergenza del sovraffollamento, anche le associazioni e i movimenti impegnati sul terreno riformatore sono stati risucchiati nell’arida contabilità della capienza reale degli istituti penitenziari, trovandosi a contestare le cifre offensive (verso la dignità delle persone) della capienza “tollerabile”. Fiumi di parole e un enorme volume di tempo ed energie nel tentativo di vuotare il mare con un secchiello.
Certo l’attività di pronto soccorso va proseguita, ma vanno anche denunciati gli autori dei crimini; in questo caso i responsabili della distruzione dei valori costituzionali sul carattere della pena e sulle modalità della sua esecuzione. Per questo non si può dare alcun credito alle promesse del ministro Alfano di facilitare le misure alternative. Meglio concentrarsi dunque sui nodi cruciali della questione.
L’attenzione al carcere è fondamentale per molte ragioni e sul significato della detenzione le parole di Aldo Moro rimangono le più umane, in particolare quelle contro l’ergastolo. ll carcere ci parla anche della giustizia, del suo funzionamento concreto e dei destinatari odierni della politica criminale dietro le leggi suggerite dall’ossessione securitaria. Se il carcere contiene la metà dei detenuti per reati (perlopiù minori) di violazione della legge sulle droghe o per reati compiuti in quanto tossicodipendenti, vuol dire che  la macchina della giustizia è soffocata e ingolfata da indagini e processi per la repressione di un tabù ideologico.
Qui sta l’origine della lentezza e della crisi della giustizia, altro che processo breve. Che aspetta il Partito Democratico a porre questa discriminante al partito della Proibizione e dello Stato etico?
Se aggiungiamo gli effetti della legge contro gli immigrati e la persecuzione contro i soggetti più deboli a causa della legge Cirielli, ci scontriamo con il volto feroce della giustizia di classe.
Allora dobbiamo urlare senza mezzi termini che il sovraffollamento non è una calamità  naturale ma un effetto voluto dagli imprenditori della paura; e che l’unica misura accettabile di capienza è quella costituzionale. Se si rispettasse lo stato di diritto, mite e laico, in Italia i detenuti non dovrebbero superare le trentamila unità.
Che fare dunque? Bisogna convincersi che la crisi non può essere un alibi; il governo e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sono privi di un progetto sul carcere e sono capaci solo di parlare a vanvera di edilizia carceraria, senza neppure confrontarsi sulla qualità architettonica e la sua funzione rispetto alla riforma penitenziaria.
Forse bisogna decidere di ripartire dal quel testo del 1975 e dal regolamento di attuazione del 2000 rimasto nel cassetto:  non è più il caso di accontentarsi delle giaculatorie pseudo riformiste.
Quest’anno ricorre il ventesimo anniversario dell’istituzione della Polizia Penitenziaria. Non è il caso di fare un bilancio della smilitarizzazione degli agenti di custodia (battaglia che vide allora  impegnata Adelaide Aglietta con un lungo sciopero della fame)?
Io non me la sento di unirmi al coro cerchiobottista di chi sostiene che vi sono troppo pochi agenti. Dico invece che bisogna ipotizzare una nuova riforma: ad esempio concentrando i compiti della Polizia Penitenziaria sull’Alta Sicurezza, sul 41 bis, sulle traduzioni e sulla vigilanza esterna e investendo un nuovo Corpo civile dei compiti trattamentali e del reinserimento sociale dei detenuti, come avviene ad esempio in Catalogna. E da subito iniziare una campagna d’autunno per la liberazione a Natale di 10.000 tossicodipendenti illegalmente sequestrati in galera.

Articolo per la rubrica di Fuoriluogo sul manifesto del 25 agosto 2010.

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