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	<title>Il blog di Franco Corleone &#187; politica sulle sostanze</title>
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	<description>Appunti e pensieri</description>
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		<title>Solidarietà al Rototom Sunsplash Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà la prima udienza del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash Festival, per l&#8217;accusa di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Negli atti di accusa, convalidati dal GIP, si legge fra le motivazioni che il Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di persone in preda alle “suggestioni culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/rassegna_stampa/rototom-un-processo-assurdo">la prima udienza</a> del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash  Festival, per l&#8217;accusa di “agevolazione all’uso di sostanze  stupefacenti”.</p>
<p>Negli atti di accusa, convalidati dal GIP, si legge fra  le motivazioni che il Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di  persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia  rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijuana”.</p>
<p>Così  Fuoriluogo ha deciso di lanciare un&#8217;appello per una mobilitazione in  solidarietà con il Rototom e per una nuova politica sulle droghe.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è in Piazza XX settembre a Tolmezzo il 31 di maggio. <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2012/02/01/31-maggio-rototom-a-processo-noi-in-piazza-processiamo-la-legge-giovanardi/">Aderite anche voi!</a></p>
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		<title>Rototom, un processo assurdo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La persecuzione giudiziaria contro  il festival Rototom Sunsplash è iniziata nel luglio 2009 dopo una indagine bizzarra dei carabinieri con l’accusa agli organizzatori di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Oggi, a distanza di tre anni, sta diventando una storia infinita dopo il recente rinvio a giudizio di Filippo Giunta, responsabile dell’evento culturale. Nel frattempo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La persecuzione giudiziaria contro  il festival Rototom Sunsplash è  iniziata nel luglio 2009 dopo una indagine bizzarra dei carabinieri con  l’accusa agli organizzatori di “agevolazione all’uso di sostanze  stupefacenti”. Oggi, a distanza di tre anni, sta diventando una storia  infinita dopo il recente rinvio a giudizio di Filippo Giunta,  responsabile dell’evento culturale. Nel frattempo il festival in Italia  non esiste più, perché da Osoppo è emigrato in Spagna.<br />
E’ l’ennesima  conferma della crisi (e dei tempi) della giustizia, che sceglie di  perseguire i deboli e salvare i potenti. Per sostenere i teoremi  ideologici della legge Giovanardi sulle droghe, si dilapidano  allegramente soldi pubblici e soprattutto si distolgono forze  dall’accertamento e dalla <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">repressione</a> di reati gravi, da quelli  ambientali a quelli finanziari.<br />
La montatura giudiziaria si aggrappa  all’art. 79 della legge antidroga (309/90): esso prevede la pena da tre  a dieci anni di carcere per  chiunque adibisce un locale pubblico o un  circolo privato a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso  di droghe. E’ una norma ambigua, che raramente è stata utilizzata negli  impianti accusatori per la difficoltà interpretativa. Ma il giudice per  le indagini preliminari, Roberto Venditti, ha accolto l’impianto  accusatorio e ha sbrigativamente equiparato il Parco del Rivellino,  frequentato da decine di migliaia di persone, alle quattro mura di un  caffé. Per rafforzare la sua interpretazione della norma nel  provvedimento di rinvio a giudizio, il magistrato richiama il secondo  comma che allarga la previsione “a un immobile, un ambiente o un veicolo  a ciò idoneo”. Tace però che lo stesso comma specifica che si deve  trattare di un luogo di “convegno abituale di persone”. La  partecipazione a un concerto, a un dibattito o la visita agli stand  hanno un carattere occasionale, non certo abituale. In più, quando si  parla di convegno abituale, ci si riferisce con evidenza a un “giro”  definito di persone.<br />
Il giudice Venditti ricalca anche le  valutazioni del procuratore del tribunale di Tolmezzo Giancarlo  Buonocore, secondo cui  Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di  persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia  rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijana”  (sic!). Meno pregiudizi razzisti e più conoscenza della storia dei  Caraibi e dei movimenti di resistenza al dominio coloniale avrebbero  potuto evitare affermazioni così spericolate.<br />
Ma sospetto e  pregiudizio ancora ricorrono quando il Gup ritiene di trovare conferma  del comportamento “dolosamente tollerante” degli organizzatori del  festival nel servizio di assistenza legale all’interno del festival. Di  fronte a una legge fra le più punitive in Europa,  che riempie le galere  di tossicodipendenti e di consumatori con pene che vanno da 6 a 20 anni  di carcere, si dovrebbe fare come Ponzio Pilato?<br />
Nel 2009 una  medesima montatura contro il Livello 57di Bologna fu alla fine  ridicolizzata da una sentenza di assoluzione, giunta però troppo tardi  per riparare il danno provocato dalla chiusura del centro sociale.<br />
Il processo che si svolgerà in Carnia deve diventare l’occasione per  mettere sul banco degli imputati la legge Giovanardi. L’appuntamento è  dunque per il 31 maggio a Tolmezzo in nome della giustizia giusta e del  diritto, della cultura e della libertà.</p>
<p>(da <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2012/02/01/rototom-un-processo-assurdo/">Fuoriluogo.it</a>)</p>
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		<title>Canapa in giardino, la svolta</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/blog/2011/11/16/canapa-in-giardino-la-svolta/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Franco Corleone commenta un'importante sentenza della Corte di Appello di Cagliari per la rubrica di Fuoriluogo sul il Manifesto del 16 novembre 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Sardegna giungono buone notizie rispetto alla criminalizzazione   della coltivazione domestica di canapa. L’8 luglio scorso, la Corte   d’Appello di Cagliari ha cancellato la condanna contro due fratelli di   Carbonia: in primo grado, il Tribunale di Cagliari li aveva condannati   ad otto mesi di reclusione e duemila euro di multa per avere coltivato   quindici piantine nella propria abitazione.<br />
La perizia aveva  accertato che solo una piantina alta 50 cm. conteneva  164 mg di Thc  (quantitativo inferiore al valore della quantità massima  detenibile a  uso personale), mentre le altre, tra i 10 e 20 cm., non  avevano  materiale analizzabile.<br />
La dott.ssa Fiorella Pilato, presidente  estensore della sentenza di  assoluzione perché il fatto non costituisce  reato, ha affrontato il  problema se la coltivazione di poche piante  destinate all’uso personale  possa avere rilevanza penale o se invece  tale condotta possa essere  assimilabile alla detenzione (ad uso  personale): lo ha fatto prendendo  le distanze dal dictum della sentenza  28605 del 10 luglio 2008 delle  Sezioni Unite della Cassazione che  affermò il principio della  punibilità della coltivazione “senza se e  senza ma”, indipendentemente  dalla quantità e dalla destinazione.<br />
La  dr.ssa Pilato sottopone a serrata confutazione l’assunto della   Cassazione secondo cui la coltivazione “merita un trattamento diverso e   più grave” rispetto alla detenzione, per il solo fatto di aumentare la   quantità complessiva di stupefacenti presenti sul mercato (sic!).  Questa  affermazione apparentemente logica si mostra invece come un vero  e  proprio paralogismo. La quantità di stupefacenti  presente sul  mercato è  nell’ordine di svariate tonnellate e non è certo qualche  piantina che  può aumentarla significativamente. Ma paradossali sono le  conseguenze:  il verdetto della Suprema Corte spingerebbe il  consumatore, la cui  attività è penalmente irrilevante, a rivolgersi al  mercato illecito e  clandestino incentivando lo spaccio e i proventi di  una attività  criminale. Conclude la dr.ssa Pilato: “Soltanto in  astratto può  affermarsi che qualsiasi coltivazione rappresenti un  disvalore  assoluto”.<br />
La sentenza delle Sezioni unite della Cassazione afferma  che la  risoluzione del problema della droga “deve essere circoscritta al   legislatore e ad esso soltanto è la responsabilità delle scelte circa i   limiti, gli strumenti, le forme di controllo da adottare”, volendo con   ciò limitare il potere di interpretazione delle norme da parte del   giudice. Ma, in contrasto con quanto dichiarato, si arroga il diritto di   aggravare le disposizioni di una legge già estremamente punitiva per   l’introduzione di un’unica tabella per tutte le sostanze; e perfino di   andare oltre il dettato della Convenzione internazionale di Vienna del   1988 che (par. 2 dell’art.3) equipara la coltivazione per consumo   personale al possesso e all’acquisto. Come ho già scritto, la sentenza   della Cassazione è culturalmente mediocre e senza alcun  pregio   giuridico, frutto solo del pregiudizio ideologico e moralistico.<br />
Infine,  la dr.ssa Pilato ribadisce l’interpretazione contenuta in una  sentenza  del Tribunale di Milano: gli articoli 26 e successivi, che  stabiliscono  le pene per la coltivazione, si riferiscono alle attività  di carattere  industriale, non ai vasi sul balcone. Perciò, gli atti dei  due fratelli  di Carbonia sono stati rimessi al Prefetto per le  sanzioni  amministrative previste dall’art.75 per il consumo personale.<br />
Dopo la magistratura, sarebbe ora che anche la politica battesse un colpo.</p>
<p><em><a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/11/16/canapa-in-giardino-la-svolta/">Articolo</a> di Franco Corleone per la <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/fuoriluogo-sul-manifesto">rubrica di Fuoriluogo</a> su il Manifesto del 16 novembre 2011.</em></p>
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		<title>GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni)</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/blog/2011/11/11/giovanardi-addio-e-anche-serpelloni/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 18:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[carlo giovanardi]]></category>
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		<description><![CDATA[Forum Droghe e CNCA mentre si profile la fine del Governo Berlusconi lanciano un appello per chiedere discontinuità anche nelle politiche sulle droghe nel nostro paese. Firmate quest’appello: GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni) Le dimissioni prossime del Governo Berlusconi nella condizione drammatica dell’Italia impongono una discontinuità di contenuti, di stile, di cultura. Da questo punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forum Droghe e CNCA mentre si profile la fine del Governo Berlusconi <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/11/11/giovanardi-addio-e-anche-serpelloni/">lanciano</a> un appello per chiedere discontinuità anche nelle politiche sulle  droghe nel nostro paese. Firmate quest’<a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/appelli/giovanardi-addio-e-anche-serpelloni/">appello</a>:</p>
<blockquote><p><strong>GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni)</strong></p>
<p>Le dimissioni prossime del Governo Berlusconi nella condizione  drammatica dell’Italia impongono una discontinuità di contenuti, di  stile, di cultura.<br />
Da questo punto di vista si deve porre immediatamente fine anche all’esperienza catastrofica della politica sulle droghe.<br />
La legge che porta il nome di Carlo Giovanardi ha riempito le carceri di consumatori e di tossicodipendenti.<br />
Non solo: la retorica proibizionista ha finanziato campagne di pseudo  informazione terroristiche e antiscientifiche e ha cancellato la scelta  della politica di riduzione del danno con una rottura del rapporto con  le Regioni e il mondo delle Comunità e delle associazioni di impegno  civile e sociale e del Volontariato.<br />
L’Italia ha contrastato addirittura la Strategia sulle droghe  dell’Unione Europea 2005-2012 portando avanti un’assurda battaglia di  retroguardia contro la riduzione del danno, addirittura pretendendo di  dettare agli altri paesi europei l’elenco degli interventi “accettabili”  e quelli “inaccettabili”.<br />
Un’imposizione ovviamente respinta dagli altri paesi europei.<br />
Ancora di recente, al meeting di Alto livello dell’Onu sull’Aids, la  delegazione italiana ha cercato di nuovo di far cancellare il termine  “riduzione del danno”. Anche questa battaglia è stata perduta con la  conseguenza però di aumentare il discredito dell’Italia in sede  internazionale, mettendo il nostro paese in una condizione di isolamento  provinciale.<br />
Tutto questo è avvenuto non solo per la determinazione dello zar  antidroga, ma con la collaborazione politica del Dipartimento Nazionale  Politiche Antidroga e del suo capo Giovanni Serpelloni.<br />
Nell’ipotesi di un governo “tecnico”, ossia non determinato dagli  equilibri e dalle logiche di partito, chiediamo lo smantellamento di una  struttura di potere, di interessi particolari, che ha fatto della  faziosità la propria regola.</p>
<p>Primi firmatari:<br />
don Armando Zappolini<br />
don Andrea Gallo<br />
Franco Corleone<br />
Riccardo De Facci<br />
Giorgio Bignami<br />
Fabio Scaltritti<br />
Grazia Zuffa<br />
Alberto Barni<br />
Beppe Battaglia<br />
Cecco Bellosi<br />
Tiziana Ciliberto<br />
Maria Stagnitta</p></blockquote>
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		<title>Facciamo i conti al proibizionismo</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/blog/2011/10/17/facciamo-i-conti-al-proibizionismo/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 07:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione del 50esimo anniversario della convenzione ONU sulle droghe, un gruppo di organizzazioni mondiali impegnate sulle politiche sulle sostanze, sui diritti umani, salute, sviluppo, crimine e giustizia ha lanciato la campagna Count the cost. Il primo obbiettivo è raccogliere in un unico &#8220;contenitore&#8221; i costi del proibizionismo, che siano questi sociali, ambientali, economici o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del 50esimo anniversario della convenzione ONU sulle  droghe, un gruppo di organizzazioni mondiali impegnate sulle politiche  sulle sostanze, sui diritti umani, salute, sviluppo, crimine e giustizia  ha lanciato la campagna <a href="http://www.countthecosts.org/">Count the cost</a>.</p>
<p>Il  primo obbiettivo è raccogliere in un unico &#8220;contenitore&#8221; i costi del  <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">proibizionismo</a>, che siano questi sociali, ambientali, economici o per la  salute delle persone, in modo che Governi e Nazioni Unite siano messi  di fronte all&#8217;evidenza del fallimento della War on Drugs. Il secondo  obbiettivo è quello di promuovereil dibattito sulle alternative  possibile e documentare le strategie di uscite dal <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">proibizionismo</a>. Il  tutto raccolto in modo differenziato per le grandi aree continentali e  sotto sette grandi tematiche: sicurezza internazionale, svilluppo e  conflitti energetici, diritti umani, salute pubblica e disagio,  discriminazione, deforestazione e inquinamento, crimine, costi  economici.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è coordinata da Transform ed ha avuto il  supporto di numerose sigle mondiali, fra cui IDPC, Drug Policy Alliance,  TNI, WOLA . Per l&#8217;Italia ha aderito anche Forum Droghe.</p>
<p>Per  quanto ancora dovremmo seguire politiche che minano lo svilluppo e la  sicurezza internazionale, minacciano la salute pubblica e causano morti,  minano i diritti umani, promuovono stigma e discriminazione costi,  causano deforestazione e inquinamento, creano criminalità e la  arrichiscono, sprecano miliardi in politiche repressive inefficaci?  Aiutaci a cambiare rotta, firma anche tu on line!</p>
<p>Qui si può firmare:<br />
<a href="http://www.countthecosts.org/take-action/sign-our-statement">http://www.countthecosts.org/take-action/sign-our-statement</a></p>
<p>I promotori<br />
<a href="http://www.countthecosts.org/supporters"> http://www.countthecosts.org/supporters</a></p>
<p>(da <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/10/17/facciamo-i-conti-al-proibizionismo/">fuoriluogo.it</a>)</p>
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		<title>Dal Carcere alla Comunità</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 16:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo incontro]]></category>
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		<description><![CDATA[Il “Gruppo Incontro” Cooperativa Sociale e Itaca (Associazione Europea degli Operatori Professionali delle Tossicodipendenze), organizzano il Convegno “Dal Carcere alla Comunità Terapeutica: percorsi, strumenti e attese”. Il Convegno intende essere un punto d’incontro per riflettere sui recenti cambiamenti che riguardano i cambiamenti strutturali, organizzativi e clinici per rendere le Comunità Terapeutiche in grado di accogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il “Gruppo Incontro” Cooperativa Sociale e Itaca (Associazione  Europea degli Operatori Professionali delle Tossicodipendenze),  organizzano il Convegno “Dal Carcere alla Comunità Terapeutica:  percorsi, strumenti e attese”. Il Convegno intende essere un punto  d’incontro per riflettere sui recenti cambiamenti che riguardano i  cambiamenti strutturali, organizzativi e clinici per rendere le Comunità  Terapeutiche in grado di accogliere i soggetti provenienti dagli  Istituti detentivi. In questa cornice daranno il loro contributo  esponenti internazionali del calibro di Ambros Uchtenhagen Professore  Emerito di Psichiatria Sociale all’Università di Zurigo e Presidente del  Research Institute for Public Health and Addiction e Alex Stevens  Professore di Giustizia Criminale all’Università di Kent e autore del  recente libro intitolato: ” <a href="http://www.routledge.com/shopping_cart/products/product_detail.asp?curTab=DESCRIPTION&amp;id=&amp;parent_id=&amp;sku=&amp;isbn=9780415491044&amp;pc=" target="_blank"><em>Drugs Crime and Public Health: The Political Economy of Drug Policy”.</em></a></p>
<p>Il  Convegno ospiterà inoltre importanti esponenti italiani che da molti  anni operano nel settore delle dipendenze e che potranno dibattere su  temi di grande attualità.</p>
<p>Il comitato organizzativo si è impegnato  per rendere il convegno gratuito ed accessibile a svariate figure  dell’ambito professionale sanitario; ciò è stato possibile grazie al  supporto della Regione Toscana, che ha dimostrato di avere molto a cuore  queste tematiche di estrema importanza sociale. Numerosi rappresentanti  delle Istituzioni daranno il loro contributo a testimonianza  dell’importanza dell’evento, per il quale è stato richiesto  l’accreditamento ECM.</p>
<p>La conferenza sarà ospitata dalla città  di Firenze, una tra le più interessanti del mondo, e si terrà presso il  Grand Hotel Mediterraneo, affacciato sui Giardini del Lungarno del  Tempio, a pochi passi dal centro storico.</p>
<p>DAL CARCERE ALLA COMUNITA’ TERAPEUTICA<br />
Percorsi, strumenti, attese</p>
<p>Firenze, 27 e 28 ottobre 2011</p>
<p>Grand Hotel Mediterraneo<br />
Lungarno del tempio, 44   cap. 50121 Firenze, Italia.<br />
Tel. +39055660241<br />
Fax +39055679560</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>Giovedì 27 Ottobre</strong></p>
<p><strong>Ore 9.00</strong> Accoglienza ed accreditamento dei partecipanti</p>
<p><strong>Ore 9.30</strong> Saluti delle Autorità e Apertura del Convegno</p>
<p>Apertura: Dr. Salvatore Allocca. Assessore al welfare ed alle politiche per la</p>
<p>casa della Regione Toscana</p>
<p><strong>Ore 10.30</strong> Prima sessione. I paradigmi dei consumi e le loro conseguenze sulle policies</p>
<p>e sulla clinica. Maurizio Coletti intervista il Prof. Ambros Uchtenhagen</p>
<p>(ISFG dell’Università di Zurigo – CH) e il Prof. Alex Stevens(Università di Kent)</p>
<p><strong>Ore 12.00</strong> Interventi dalla platea e risposte dei relatori</p>
<p><strong>Ore 13.00</strong> Pausa pranzo</p>
<p><strong>Ore 14.30</strong> Seconda sessione: Dal carcere al CT: Istituzioni, soggetti, percorsi.</p>
<p><em> Intervengono</em>:</p>
<p>Prof. Marco Giannini (Università di Firenze)</p>
<p>Dr. Enrico della Rotta-Rinaldi (Tribunale di Sorveglianza di Roma)</p>
<p>Dr.ssa Antonietta Fiorillo (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze)</p>
<p><em>Modera</em>: Dr.ssa Paola Trotta (Coordinatore Dipartimento AUSL di Firenze)</p>
<p><strong>Ore 16.30</strong> Pausa caffè</p>
<p><strong>Ore 17.00</strong> Interventi della platea e risposte dei relatori</p>
<p><strong>Ore 18.00</strong> Chiusura dei lavori</p>
<p><strong>Venerdì 28 Ottobre</strong></p>
<p><strong>Ore 9.00</strong> Terza sessione: In CT: i cambiamenti dei percorsi.</p>
<p><em> Intervengono:</em></p>
<p>Dr. Giuseppe Iraci Sareri (Cooperativa Incontro – Pistoia)</p>
<p>Dr.ssa Donatella Paffi (Direttore UFM Ser.T di Pisa)</p>
<p>Dr. Leopoldo Grosso (Gruppo Abele – Torino)</p>
<p><em>Modera:</em></p>
<p>Dr.ssa Cinzia Groppi (Direttore UFC Ser. T. di Pistoia)</p>
<p><strong>Ore 10.45</strong> Pausa caffè</p>
<p><strong>Ore 11.00</strong> Quarta sessione: I cambiamenti degli strumenti.</p>
<p><em>Intervengono:</em></p>
<p>Dr. Augusto Consoli (Direttore del Dipartimento della Dipendenze</p>
<p>Patologiche di  Torino)</p>
<p>Dr. Felice Di Lernia (CT Oasi 2 – Trani)</p>
<p>Dr. Paolo Costantino (Direttore UFM Ser.T./A di Firenze )</p>
<p><em>Modera:</em></p>
<p>Dr. ssa Marina Zazo (Ceis di Livorno)</p>
<p><strong>Ore 13.00 </strong> Pausa pranzo</p>
<p><strong>Ore 14.30</strong> Tavola rotonda finale: Dal carcere alla CT: gli aspetti istituzionali e delle  <em>policies</em></p>
<p><em>Intervengono:</em></p>
<p>Dr. Franco Corleone (Forum Droghe)</p>
<p>Dr. Riccardo De Facci (CNCA)</p>
<p>Dr. Patrizio Gonnella (Associazione Antigone)</p>
<p>Dr. Meo Barberis (Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII)</p>
<p><em>Modera</em>: Dr. Umberto Paioletti (Coordinatore Inter – C.E.A.)</p>
<p><strong>Ore 16.00</strong> Conclusioni e Saluti</p>
<p>Dr.ssa Daniela Scaramuccia. Assessore Regionale della</p>
<p>Toscana in materia di Diritto alla Salute.</p>
<p>Info<br />
<a href="http://www.dalcarcereallacomunita.it/">http://www.dalcarcereallacomunita.it</a></p>
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		<title>Droga, la giustizia sbagliata</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/blog/2011/08/10/droga-la-giustizia-sbagliata/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 08:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[fuoriluogo]]></category>
		<category><![CDATA[il manifesto]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi vuole capire il peso della “guerra alla droga” sull’operato delle forze dell’ordine e sull’amministrazione della giustizia ha molto da imparare dal film “L’uomo sbagliato”, prodotto dalla Rai e andato in onda nella serata del primo agosto. Il film s’ispira ad una vicenda giudiziaria purtroppo realmente accaduta: un giovane sarto di Torino (impersonato da Giuseppe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi vuole capire il peso della “guerra alla droga” sull’operato delle forze dell’ordine e sull’amministrazione della giustizia ha molto da imparare dal film “L’uomo sbagliato”, prodotto dalla Rai e andato in onda nella serata del primo agosto. Il film s’ispira ad una vicenda giudiziaria  purtroppo realmente accaduta: un giovane sarto di Torino (impersonato da Giuseppe Fiorello) è arrestato e, nonostante la sua innocenza, riconosciuto colpevole di traffico di droga in ben tre gradi di giudizio.<br />
Il drammatico equivoco nasce dall’errata identificazione di un’auto sospetta e il malcapitato sarto viene arrestato e subito picchiato selvaggiamente dai carabinieri. La via crucis ha inizio: il pestaggio non scandalizza nessuno perché “giustificato” dalla rabbia dei rappresentanti dell’ordine per la recente morte di un collega vittima della criminalità. Sarebbe facile riconoscere l’estraneità dell’innocente ai fatti addebitati se il pubblico ministero e lo stesso avvocato (capace solo di suggerire la scorciatoia del patteggiamento) non fossero accecati dal pregiudizio e dalla volontà di ripulire il mondo. Accade così che le prove dell’innocenza non siano neppure prese in considerazione di fronte alla parola di sei carabinieri e il protagonista è sbattuto in carcere con una condanna a diciotto anni.<br />
Il film mette in luce diversi nodi della crisi della giustizia, ad iniziare dalla sudditanza del PM nei confronti delle forze dell’ordine. Ma l’aspetto fondamentale è il conflitto palese fra la logica di “guerra” che guida l’azione degli apparati di repressione, da un lato, e le ragioni della giustizia, dall’altro. Non a caso, anche quando il capitano dei Carabinieri che ha operato l’arresto, insieme ad un suo sottoposto, si accorgono dell’errore di identificazione, preferiranno tacere per non “indebolire” la lotta alla droga e ai trafficanti di morte. Insomma, agli occhi del capitano, eroe della lotta alla criminalità, la crociata del Bene contro il Male giustifica anche la distruzione della vita di un innocente.<br />
Sarebbe troppo facile liquidare la storia addebitandola alla classica mela marcia. Il veleno è più diffuso e risiede nell’ideologia bellica imperante che stravolge la corretta applicazione di una legge penale. C’è di più. Gli strappi antigarantisti contenuti nel corpo stesso della legislazione “emergenziale” sulle droghe, se da un lato sono lo specchio della logica guerriera, dall’altro facilitano l’abuso e la sopraffazione. Quando la legge consente gli acquisti simulati, le notifiche ritardate, le infiltrazioni degli agenti, si spalanca il tunnel delle “operazioni eccezionali”, dei rapporti pericolosi con pentiti, provocatori e criminali. Così si spiegano altri scandali simili a questo: come la vicenda del capo dei Ros, il generale Ganzer, condannato a 14 anni di carcere per falsi sequestri a scopo di propaganda mediatica  e di autopromozione e per collusione con spacciatori. Il generale è rimasto comunque tranquillamente al suo posto. Come si vede son tante le caste e le cosche!<br />
Ancora, lo sceneggiato televisivo offre una coraggiosa denuncia della violenza presente nelle carceri, a cominciare dal comportamento da aguzzino del direttore. Da notare: ci vorranno ben cinque anni per smascherare gli errori e le menzogne del capitano dei Carabinieri e per ottenere la revisione del processo. Il processo veloce e la certezza della pena sono una realtà riservata ai tanti Stefano Cucchi che riempiono le carceri italiane.</p>
<p>Articolo per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 10 agosto 2011.</p>
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		<title>Legalizzare non è più un’utopia</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 10:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[agenda]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[war on drugs]]></category>

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		<description><![CDATA[Arci di Ferrara CGIL Forum Droghe La Società della Ragione con il Patrocinio del Comune di Ferrara Mercoledì 6 luglio – ore 18 Mel Book Store Piazza Trento e Trieste Palazzo San Crispino Sala dell’Oratorio Legalizzare non è più un’utopia Presentazione del volume della Transform Drug Policy Foundation Dopo la guerra alla droga Un piano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/blueprint.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-688" title="blueprint" src="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/blueprint-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a>Arci di Ferrara<br />
CGIL<br />
Forum Droghe<br />
La Società della Ragione</strong></p>
<p><strong> con il Patrocinio del Comune di Ferrara</strong></p>
<p>Mercoledì 6 luglio – ore 18<br />
Mel Book Store<br />
Piazza Trento e Trieste<br />
Palazzo San Crispino<br />
Sala dell’Oratorio</p>
<p><strong>Legalizzare non è più un’utopia</strong><br />
Presentazione del volume della Transform Drug Policy Foundation<br />
<strong>Dopo la guerra alla droga</strong><br />
Un piano per la regolamentazione legale delle droghe</p>
<p>Saranno presenti:<br />
<strong>Franco Corleone, </strong>segretario di Forum Droghe, già sottosegretario alla Giustizia<strong><br />
Giuseppe Bortone, </strong>responsabile nazionale del Settore Tossicodipendenze della CGIL</p>
<p>Quale può essere in concreto un percorso per superare    l’ultracentenario regime mondiale di proibizione delle droghe definito    dalle Convenzioni delle Nazioni Unite?<br />
Quali sono le opzioni  possibili per la regolamentazione legale della   produzione, dell’offerta e  del consumo di tutte le droghe, illegali e   legali? Attraverso quali  tappe si deve procedere? Come distinguere fra   le varie sostanze?<br />
Il  volume di Transform, la fondazione britannica impegnata da anni sul    terreno della riforma della politica sulle droghe, ha l’ambizione di    rispondere a questi quesiti, offrendo per la prima volta una  impalcatura   normativa per tutte le sostanze psicoattive ad uso non  medico. Con   pragmatismo tipicamente anglosassone, gli autori scelgono i  mattoni e   presentano i plastici di costruzione del nuovo edificio  legale che   potrebbe sorgere dall’auspicabile «cambio di paradigma».  Una riforma   ormai inevitabile perché sono molti i segni di crisi della  «guerra alla   droga»: nonostante l’insistente retorica, imponenti  evidenze ne   documentano ormai la bancarotta politica, scientifica,  etica. Non si   tratta di uno scritto di mera testimonianza e neppure,  come gli autori   amano ribadire, di un testo «radicale ». Al contrario,  l’estremismo   ideologico è appannaggio dei proibizionisti.<br />
Forum Droghe con la  condivisione della CGIL ha ritenuto utile   presentare ai lettori italiani  questa guida pratica ad una nuova   politica delle droghe, radicata in  «scienza e coscienza». La   legalizzazione è un orizzonte possibile, a  patto di discuterne con   documentazione, discernimento e senza  pregiudizi. Questo libro è un   contributo in tal senso.</p>
<p><a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/content/show/11369">Transform Drug Policy Foundation</a> ha sede a Bristol, nel Regno Unito, ed è diretta da Steve Rolles.</p>
<p>(via <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2011/06/22/legalizzare-non-e-piu-unutopia/">fioreblog</a>)</p>
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		<title>E&#8217; on line il secondo Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 11:15:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[antigone]]></category>
		<category><![CDATA[cnca]]></category>
		<category><![CDATA[fini-giovanardi]]></category>
		<category><![CDATA[forum droghe]]></category>
		<category><![CDATA[libro bianco]]></category>
		<category><![CDATA[società della ragione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo 5 anni di applicazione della legge 49/2006 Antigone, CNCA, Forum Droghe e La Società della Ragione hanno pubblicato il SECONDO LIBRO BIANCO SULLA LEGGE FINI-GIOVANARDI che contiene l&#8217;illustrazione e il commento dei dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative e i riflessi sull’amministrazione della giustizia e sul carcere delle politiche proibizioniste italiane sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 5 anni di applicazione della legge  49/2006 Antigone, CNCA,   Forum Droghe e La Società della Ragione hanno  pubblicato il SECONDO   LIBRO BIANCO SULLA LEGGE FINI-GIOVANARDI che  contiene l&#8217;illustrazione e   il commento dei dati sulle conseguenze penali  e sulle sanzioni   amministrative e i riflessi sull’amministrazione della  giustizia e sul   carcere delle politiche proibizioniste italiane sulle  sostanze.</p>
<p>Scarica il Dossier dal sito di Fuoriluogo.it: <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/biblioteca/dossier/il-secondo-libro-bianco-sulla-legge-fini-giovanardi/librobianco2011.pdf#more">Secondo Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi</a>. (formato pdf, 1,1 mb)</p>
<p>(<a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/06/27/e-on-line-il-secondo-libro-bianco-sulla-legge-fini-giovanardi/">dal blog di fuoriluogo.it</a>)</p>
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		<title>5 anni dopo la legge Giovanardi sulle droghe</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/blog/2011/06/10/5-anni-dopo-la-legge-giovanardi-sulle-droghe/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 11:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[forum droghe]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura democratica]]></category>
		<category><![CDATA[proibizionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Conferenza stampa di presentazione del convegno &#8220;Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti&#8221;. Da Radioradicale. (via fuoriluogo.it)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conferenza stampa di presentazione del convegno &#8220;Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti&#8221;. Da <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/329218?format=52">Radioradicale</a>.</p>
<p><object width="400" height="330" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/329218?30105" type="application/x-shockwave-flash"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/329218?30105" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /></object></p>
<p>(via <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/06/10/5-anni-dopo-la-legge-giovanardi-sulle-droghe-2/">fuoriluogo.it</a>)</p>
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