Archive for the 'politica sulle sostanze' Category

Solidarietà al Rototom Sunsplash Festival

Franco Corleone on feb 1st 2012 12:01 pm

Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà la prima udienza del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash Festival, per l’accusa di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”.

Negli atti di accusa, convalidati dal GIP, si legge fra le motivazioni che il Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijuana”.

Così Fuoriluogo ha deciso di lanciare un’appello per una mobilitazione in solidarietà con il Rototom e per una nuova politica sulle droghe.

L’appuntamento è in Piazza XX settembre a Tolmezzo il 31 di maggio. Aderite anche voi!

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Rototom, un processo assurdo

Franco Corleone on feb 1st 2012 09:15 am

La persecuzione giudiziaria contro  il festival Rototom Sunsplash è iniziata nel luglio 2009 dopo una indagine bizzarra dei carabinieri con l’accusa agli organizzatori di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Oggi, a distanza di tre anni, sta diventando una storia infinita dopo il recente rinvio a giudizio di Filippo Giunta, responsabile dell’evento culturale. Nel frattempo il festival in Italia non esiste più, perché da Osoppo è emigrato in Spagna.
E’ l’ennesima conferma della crisi (e dei tempi) della giustizia, che sceglie di perseguire i deboli e salvare i potenti. Per sostenere i teoremi ideologici della legge Giovanardi sulle droghe, si dilapidano allegramente soldi pubblici e soprattutto si distolgono forze dall’accertamento e dalla repressione di reati gravi, da quelli ambientali a quelli finanziari.
La montatura giudiziaria si aggrappa all’art. 79 della legge antidroga (309/90): esso prevede la pena da tre a dieci anni di carcere per  chiunque adibisce un locale pubblico o un circolo privato a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso di droghe. E’ una norma ambigua, che raramente è stata utilizzata negli impianti accusatori per la difficoltà interpretativa. Ma il giudice per le indagini preliminari, Roberto Venditti, ha accolto l’impianto accusatorio e ha sbrigativamente equiparato il Parco del Rivellino, frequentato da decine di migliaia di persone, alle quattro mura di un caffé. Per rafforzare la sua interpretazione della norma nel provvedimento di rinvio a giudizio, il magistrato richiama il secondo comma che allarga la previsione “a un immobile, un ambiente o un veicolo a ciò idoneo”. Tace però che lo stesso comma specifica che si deve trattare di un luogo di “convegno abituale di persone”. La partecipazione a un concerto, a un dibattito o la visita agli stand hanno un carattere occasionale, non certo abituale. In più, quando si parla di convegno abituale, ci si riferisce con evidenza a un “giro” definito di persone.
Il giudice Venditti ricalca anche le valutazioni del procuratore del tribunale di Tolmezzo Giancarlo Buonocore, secondo cui  Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijana” (sic!). Meno pregiudizi razzisti e più conoscenza della storia dei Caraibi e dei movimenti di resistenza al dominio coloniale avrebbero potuto evitare affermazioni così spericolate.
Ma sospetto e pregiudizio ancora ricorrono quando il Gup ritiene di trovare conferma del comportamento “dolosamente tollerante” degli organizzatori del festival nel servizio di assistenza legale all’interno del festival. Di fronte a una legge fra le più punitive in Europa,  che riempie le galere di tossicodipendenti e di consumatori con pene che vanno da 6 a 20 anni di carcere, si dovrebbe fare come Ponzio Pilato?
Nel 2009 una medesima montatura contro il Livello 57di Bologna fu alla fine ridicolizzata da una sentenza di assoluzione, giunta però troppo tardi per riparare il danno provocato dalla chiusura del centro sociale.
Il processo che si svolgerà in Carnia deve diventare l’occasione per mettere sul banco degli imputati la legge Giovanardi. L’appuntamento è dunque per il 31 maggio a Tolmezzo in nome della giustizia giusta e del diritto, della cultura e della libertà.

(da Fuoriluogo.it)

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Canapa in giardino, la svolta

Franco Corleone on nov 16th 2011 10:37 am

Dalla Sardegna giungono buone notizie rispetto alla criminalizzazione della coltivazione domestica di canapa. L’8 luglio scorso, la Corte d’Appello di Cagliari ha cancellato la condanna contro due fratelli di Carbonia: in primo grado, il Tribunale di Cagliari li aveva condannati ad otto mesi di reclusione e duemila euro di multa per avere coltivato quindici piantine nella propria abitazione.
La perizia aveva accertato che solo una piantina alta 50 cm. conteneva 164 mg di Thc (quantitativo inferiore al valore della quantità massima detenibile a uso personale), mentre le altre, tra i 10 e 20 cm., non avevano materiale analizzabile.
La dott.ssa Fiorella Pilato, presidente estensore della sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato, ha affrontato il problema se la coltivazione di poche piante destinate all’uso personale possa avere rilevanza penale o se invece tale condotta possa essere assimilabile alla detenzione (ad uso personale): lo ha fatto prendendo le distanze dal dictum della sentenza 28605 del 10 luglio 2008 delle Sezioni Unite della Cassazione che affermò il principio della punibilità della coltivazione “senza se e senza ma”, indipendentemente dalla quantità e dalla destinazione.
La dr.ssa Pilato sottopone a serrata confutazione l’assunto della Cassazione secondo cui la coltivazione “merita un trattamento diverso e più grave” rispetto alla detenzione, per il solo fatto di aumentare la quantità complessiva di stupefacenti presenti sul mercato (sic!). Questa affermazione apparentemente logica si mostra invece come un vero e proprio paralogismo. La quantità di stupefacenti  presente sul mercato è nell’ordine di svariate tonnellate e non è certo qualche piantina che può aumentarla significativamente. Ma paradossali sono le conseguenze: il verdetto della Suprema Corte spingerebbe il consumatore, la cui attività è penalmente irrilevante, a rivolgersi al mercato illecito e clandestino incentivando lo spaccio e i proventi di una attività criminale. Conclude la dr.ssa Pilato: “Soltanto in astratto può affermarsi che qualsiasi coltivazione rappresenti un disvalore assoluto”.
La sentenza delle Sezioni unite della Cassazione afferma che la risoluzione del problema della droga “deve essere circoscritta al legislatore e ad esso soltanto è la responsabilità delle scelte circa i limiti, gli strumenti, le forme di controllo da adottare”, volendo con ciò limitare il potere di interpretazione delle norme da parte del giudice. Ma, in contrasto con quanto dichiarato, si arroga il diritto di aggravare le disposizioni di una legge già estremamente punitiva per l’introduzione di un’unica tabella per tutte le sostanze; e perfino di andare oltre il dettato della Convenzione internazionale di Vienna del 1988 che (par. 2 dell’art.3) equipara la coltivazione per consumo personale al possesso e all’acquisto. Come ho già scritto, la sentenza della Cassazione è culturalmente mediocre e senza alcun  pregio giuridico, frutto solo del pregiudizio ideologico e moralistico.
Infine, la dr.ssa Pilato ribadisce l’interpretazione contenuta in una sentenza del Tribunale di Milano: gli articoli 26 e successivi, che stabiliscono le pene per la coltivazione, si riferiscono alle attività di carattere industriale, non ai vasi sul balcone. Perciò, gli atti dei due fratelli di Carbonia sono stati rimessi al Prefetto per le sanzioni amministrative previste dall’art.75 per il consumo personale.
Dopo la magistratura, sarebbe ora che anche la politica battesse un colpo.

Articolo di Franco Corleone per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 16 novembre 2011.

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GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni)

Franco Corleone on nov 11th 2011 07:40 pm

Forum Droghe e CNCA mentre si profile la fine del Governo Berlusconi lanciano un appello per chiedere discontinuità anche nelle politiche sulle droghe nel nostro paese. Firmate quest’appello:

GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni)

Le dimissioni prossime del Governo Berlusconi nella condizione drammatica dell’Italia impongono una discontinuità di contenuti, di stile, di cultura.
Da questo punto di vista si deve porre immediatamente fine anche all’esperienza catastrofica della politica sulle droghe.
La legge che porta il nome di Carlo Giovanardi ha riempito le carceri di consumatori e di tossicodipendenti.
Non solo: la retorica proibizionista ha finanziato campagne di pseudo informazione terroristiche e antiscientifiche e ha cancellato la scelta della politica di riduzione del danno con una rottura del rapporto con le Regioni e il mondo delle Comunità e delle associazioni di impegno civile e sociale e del Volontariato.
L’Italia ha contrastato addirittura la Strategia sulle droghe dell’Unione Europea 2005-2012 portando avanti un’assurda battaglia di retroguardia contro la riduzione del danno, addirittura pretendendo di dettare agli altri paesi europei l’elenco degli interventi “accettabili” e quelli “inaccettabili”.
Un’imposizione ovviamente respinta dagli altri paesi europei.
Ancora di recente, al meeting di Alto livello dell’Onu sull’Aids, la delegazione italiana ha cercato di nuovo di far cancellare il termine “riduzione del danno”. Anche questa battaglia è stata perduta con la conseguenza però di aumentare il discredito dell’Italia in sede internazionale, mettendo il nostro paese in una condizione di isolamento provinciale.
Tutto questo è avvenuto non solo per la determinazione dello zar antidroga, ma con la collaborazione politica del Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga e del suo capo Giovanni Serpelloni.
Nell’ipotesi di un governo “tecnico”, ossia non determinato dagli equilibri e dalle logiche di partito, chiediamo lo smantellamento di una struttura di potere, di interessi particolari, che ha fatto della faziosità la propria regola.

Primi firmatari:
don Armando Zappolini
don Andrea Gallo
Franco Corleone
Riccardo De Facci
Giorgio Bignami
Fabio Scaltritti
Grazia Zuffa
Alberto Barni
Beppe Battaglia
Cecco Bellosi
Tiziana Ciliberto
Maria Stagnitta

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Facciamo i conti al proibizionismo

Franco Corleone on ott 17th 2011 09:42 am

In occasione del 50esimo anniversario della convenzione ONU sulle droghe, un gruppo di organizzazioni mondiali impegnate sulle politiche sulle sostanze, sui diritti umani, salute, sviluppo, crimine e giustizia ha lanciato la campagna Count the cost.

Il primo obbiettivo è raccogliere in un unico “contenitore” i costi del proibizionismo, che siano questi sociali, ambientali, economici o per la salute delle persone, in modo che Governi e Nazioni Unite siano messi di fronte all’evidenza del fallimento della War on Drugs. Il secondo obbiettivo è quello di promuovereil dibattito sulle alternative possibile e documentare le strategie di uscite dal proibizionismo. Il tutto raccolto in modo differenziato per le grandi aree continentali e sotto sette grandi tematiche: sicurezza internazionale, svilluppo e conflitti energetici, diritti umani, salute pubblica e disagio, discriminazione, deforestazione e inquinamento, crimine, costi economici.

L’iniziativa è coordinata da Transform ed ha avuto il supporto di numerose sigle mondiali, fra cui IDPC, Drug Policy Alliance, TNI, WOLA . Per l’Italia ha aderito anche Forum Droghe.

Per quanto ancora dovremmo seguire politiche che minano lo svilluppo e la sicurezza internazionale, minacciano la salute pubblica e causano morti, minano i diritti umani, promuovono stigma e discriminazione costi, causano deforestazione e inquinamento, creano criminalità e la arrichiscono, sprecano miliardi in politiche repressive inefficaci? Aiutaci a cambiare rotta, firma anche tu on line!

Qui si può firmare:
http://www.countthecosts.org/take-action/sign-our-statement

I promotori
http://www.countthecosts.org/supporters

(da fuoriluogo.it)

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Dal Carcere alla Comunità

Franco Corleone on ott 13th 2011 06:24 pm

Il “Gruppo Incontro” Cooperativa Sociale e Itaca (Associazione Europea degli Operatori Professionali delle Tossicodipendenze), organizzano il Convegno “Dal Carcere alla Comunità Terapeutica: percorsi, strumenti e attese”. Il Convegno intende essere un punto d’incontro per riflettere sui recenti cambiamenti che riguardano i cambiamenti strutturali, organizzativi e clinici per rendere le Comunità Terapeutiche in grado di accogliere i soggetti provenienti dagli Istituti detentivi. In questa cornice daranno il loro contributo esponenti internazionali del calibro di Ambros Uchtenhagen Professore Emerito di Psichiatria Sociale all’Università di Zurigo e Presidente del Research Institute for Public Health and Addiction e Alex Stevens Professore di Giustizia Criminale all’Università di Kent e autore del recente libro intitolato: ” Drugs Crime and Public Health: The Political Economy of Drug Policy”.

Il Convegno ospiterà inoltre importanti esponenti italiani che da molti anni operano nel settore delle dipendenze e che potranno dibattere su temi di grande attualità.

Il comitato organizzativo si è impegnato per rendere il convegno gratuito ed accessibile a svariate figure dell’ambito professionale sanitario; ciò è stato possibile grazie al supporto della Regione Toscana, che ha dimostrato di avere molto a cuore queste tematiche di estrema importanza sociale. Numerosi rappresentanti delle Istituzioni daranno il loro contributo a testimonianza dell’importanza dell’evento, per il quale è stato richiesto l’accreditamento ECM.

La conferenza sarà ospitata dalla città di Firenze, una tra le più interessanti del mondo, e si terrà presso il Grand Hotel Mediterraneo, affacciato sui Giardini del Lungarno del Tempio, a pochi passi dal centro storico.

DAL CARCERE ALLA COMUNITA’ TERAPEUTICA
Percorsi, strumenti, attese

Firenze, 27 e 28 ottobre 2011

Grand Hotel Mediterraneo
Lungarno del tempio, 44   cap. 50121 Firenze, Italia.
Tel. +39055660241
Fax +39055679560

PROGRAMMA

Giovedì 27 Ottobre

Ore 9.00 Accoglienza ed accreditamento dei partecipanti

Ore 9.30 Saluti delle Autorità e Apertura del Convegno

Apertura: Dr. Salvatore Allocca. Assessore al welfare ed alle politiche per la

casa della Regione Toscana

Ore 10.30 Prima sessione. I paradigmi dei consumi e le loro conseguenze sulle policies

e sulla clinica. Maurizio Coletti intervista il Prof. Ambros Uchtenhagen

(ISFG dell’Università di Zurigo – CH) e il Prof. Alex Stevens(Università di Kent)

Ore 12.00 Interventi dalla platea e risposte dei relatori

Ore 13.00 Pausa pranzo

Ore 14.30 Seconda sessione: Dal carcere al CT: Istituzioni, soggetti, percorsi.

Intervengono:

Prof. Marco Giannini (Università di Firenze)

Dr. Enrico della Rotta-Rinaldi (Tribunale di Sorveglianza di Roma)

Dr.ssa Antonietta Fiorillo (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze)

Modera: Dr.ssa Paola Trotta (Coordinatore Dipartimento AUSL di Firenze)

Ore 16.30 Pausa caffè

Ore 17.00 Interventi della platea e risposte dei relatori

Ore 18.00 Chiusura dei lavori

Venerdì 28 Ottobre

Ore 9.00 Terza sessione: In CT: i cambiamenti dei percorsi.

Intervengono:

Dr. Giuseppe Iraci Sareri (Cooperativa Incontro – Pistoia)

Dr.ssa Donatella Paffi (Direttore UFM Ser.T di Pisa)

Dr. Leopoldo Grosso (Gruppo Abele – Torino)

Modera:

Dr.ssa Cinzia Groppi (Direttore UFC Ser. T. di Pistoia)

Ore 10.45 Pausa caffè

Ore 11.00 Quarta sessione: I cambiamenti degli strumenti.

Intervengono:

Dr. Augusto Consoli (Direttore del Dipartimento della Dipendenze

Patologiche di  Torino)

Dr. Felice Di Lernia (CT Oasi 2 – Trani)

Dr. Paolo Costantino (Direttore UFM Ser.T./A di Firenze )

Modera:

Dr. ssa Marina Zazo (Ceis di Livorno)

Ore 13.00 Pausa pranzo

Ore 14.30 Tavola rotonda finale: Dal carcere alla CT: gli aspetti istituzionali e delle  policies

Intervengono:

Dr. Franco Corleone (Forum Droghe)

Dr. Riccardo De Facci (CNCA)

Dr. Patrizio Gonnella (Associazione Antigone)

Dr. Meo Barberis (Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII)

Modera: Dr. Umberto Paioletti (Coordinatore Inter – C.E.A.)

Ore 16.00 Conclusioni e Saluti

Dr.ssa Daniela Scaramuccia. Assessore Regionale della

Toscana in materia di Diritto alla Salute.

Info
http://www.dalcarcereallacomunita.it

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Droga, la giustizia sbagliata

Franco Corleone on ago 10th 2011 10:52 am

Chi vuole capire il peso della “guerra alla droga” sull’operato delle forze dell’ordine e sull’amministrazione della giustizia ha molto da imparare dal film “L’uomo sbagliato”, prodotto dalla Rai e andato in onda nella serata del primo agosto. Il film s’ispira ad una vicenda giudiziaria purtroppo realmente accaduta: un giovane sarto di Torino (impersonato da Giuseppe Fiorello) è arrestato e, nonostante la sua innocenza, riconosciuto colpevole di traffico di droga in ben tre gradi di giudizio.
Il drammatico equivoco nasce dall’errata identificazione di un’auto sospetta e il malcapitato sarto viene arrestato e subito picchiato selvaggiamente dai carabinieri. La via crucis ha inizio: il pestaggio non scandalizza nessuno perché “giustificato” dalla rabbia dei rappresentanti dell’ordine per la recente morte di un collega vittima della criminalità. Sarebbe facile riconoscere l’estraneità dell’innocente ai fatti addebitati se il pubblico ministero e lo stesso avvocato (capace solo di suggerire la scorciatoia del patteggiamento) non fossero accecati dal pregiudizio e dalla volontà di ripulire il mondo. Accade così che le prove dell’innocenza non siano neppure prese in considerazione di fronte alla parola di sei carabinieri e il protagonista è sbattuto in carcere con una condanna a diciotto anni.
Il film mette in luce diversi nodi della crisi della giustizia, ad iniziare dalla sudditanza del PM nei confronti delle forze dell’ordine. Ma l’aspetto fondamentale è il conflitto palese fra la logica di “guerra” che guida l’azione degli apparati di repressione, da un lato, e le ragioni della giustizia, dall’altro. Non a caso, anche quando il capitano dei Carabinieri che ha operato l’arresto, insieme ad un suo sottoposto, si accorgono dell’errore di identificazione, preferiranno tacere per non “indebolire” la lotta alla droga e ai trafficanti di morte. Insomma, agli occhi del capitano, eroe della lotta alla criminalità, la crociata del Bene contro il Male giustifica anche la distruzione della vita di un innocente.
Sarebbe troppo facile liquidare la storia addebitandola alla classica mela marcia. Il veleno è più diffuso e risiede nell’ideologia bellica imperante che stravolge la corretta applicazione di una legge penale. C’è di più. Gli strappi antigarantisti contenuti nel corpo stesso della legislazione “emergenziale” sulle droghe, se da un lato sono lo specchio della logica guerriera, dall’altro facilitano l’abuso e la sopraffazione. Quando la legge consente gli acquisti simulati, le notifiche ritardate, le infiltrazioni degli agenti, si spalanca il tunnel delle “operazioni eccezionali”, dei rapporti pericolosi con pentiti, provocatori e criminali. Così si spiegano altri scandali simili a questo: come la vicenda del capo dei Ros, il generale Ganzer, condannato a 14 anni di carcere per falsi sequestri a scopo di propaganda mediatica e di autopromozione e per collusione con spacciatori. Il generale è rimasto comunque tranquillamente al suo posto. Come si vede son tante le caste e le cosche!
Ancora, lo sceneggiato televisivo offre una coraggiosa denuncia della violenza presente nelle carceri, a cominciare dal comportamento da aguzzino del direttore. Da notare: ci vorranno ben cinque anni per smascherare gli errori e le menzogne del capitano dei Carabinieri e per ottenere la revisione del processo. Il processo veloce e la certezza della pena sono una realtà riservata ai tanti Stefano Cucchi che riempiono le carceri italiane.

Articolo per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 10 agosto 2011.

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Legalizzare non è più un’utopia

Franco Corleone on lug 4th 2011 12:06 pm

Arci di Ferrara
CGIL
Forum Droghe
La Società della Ragione

con il Patrocinio del Comune di Ferrara

Mercoledì 6 luglio – ore 18
Mel Book Store
Piazza Trento e Trieste
Palazzo San Crispino
Sala dell’Oratorio

Legalizzare non è più un’utopia
Presentazione del volume della Transform Drug Policy Foundation
Dopo la guerra alla droga
Un piano per la regolamentazione legale delle droghe

Saranno presenti:
Franco Corleone, segretario di Forum Droghe, già sottosegretario alla Giustizia
Giuseppe Bortone,
responsabile nazionale del Settore Tossicodipendenze della CGIL

Quale può essere in concreto un percorso per superare l’ultracentenario regime mondiale di proibizione delle droghe definito dalle Convenzioni delle Nazioni Unite?
Quali sono le opzioni possibili per la regolamentazione legale della produzione, dell’offerta e del consumo di tutte le droghe, illegali e legali? Attraverso quali tappe si deve procedere? Come distinguere fra le varie sostanze?
Il volume di Transform, la fondazione britannica impegnata da anni sul terreno della riforma della politica sulle droghe, ha l’ambizione di rispondere a questi quesiti, offrendo per la prima volta una impalcatura normativa per tutte le sostanze psicoattive ad uso non medico. Con pragmatismo tipicamente anglosassone, gli autori scelgono i mattoni e presentano i plastici di costruzione del nuovo edificio legale che potrebbe sorgere dall’auspicabile «cambio di paradigma». Una riforma ormai inevitabile perché sono molti i segni di crisi della «guerra alla droga»: nonostante l’insistente retorica, imponenti evidenze ne documentano ormai la bancarotta politica, scientifica, etica. Non si tratta di uno scritto di mera testimonianza e neppure, come gli autori amano ribadire, di un testo «radicale ». Al contrario, l’estremismo ideologico è appannaggio dei proibizionisti.
Forum Droghe con la condivisione della CGIL ha ritenuto utile presentare ai lettori italiani questa guida pratica ad una nuova politica delle droghe, radicata in «scienza e coscienza». La legalizzazione è un orizzonte possibile, a patto di discuterne con documentazione, discernimento e senza pregiudizi. Questo libro è un contributo in tal senso.

Transform Drug Policy Foundation ha sede a Bristol, nel Regno Unito, ed è diretta da Steve Rolles.

(via fioreblog)

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E’ on line il secondo Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi

Franco Corleone on giu 27th 2011 01:15 pm

Dopo 5 anni di applicazione della legge 49/2006 Antigone, CNCA, Forum Droghe e La Società della Ragione hanno pubblicato il SECONDO LIBRO BIANCO SULLA LEGGE FINI-GIOVANARDI che contiene l’illustrazione e il commento dei dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative e i riflessi sull’amministrazione della giustizia e sul carcere delle politiche proibizioniste italiane sulle sostanze.

Scarica il Dossier dal sito di Fuoriluogo.it: Secondo Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi. (formato pdf, 1,1 mb)

(dal blog di fuoriluogo.it)

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5 anni dopo la legge Giovanardi sulle droghe

Franco Corleone on giu 10th 2011 01:32 pm

Conferenza stampa di presentazione del convegno “Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti”. Da Radioradicale.

(via fuoriluogo.it)

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