Archive for the 'garante dei diritti dei detenuti' Category

Il delitto della pena a Udine

Franco Corleone on set 21st 2012 09:31 am

La Società della Ragione Onlus

Martedì 25 settembre – ore 18:00
Libreria Friuli – via dei Rizzani, 1/3 – Udine

presentazione del volume
Il delitto della pena
Pena di morte ed ergastolo, vittime del reato e del carcere
a cura di Franco Corleone, Andrea Pugiotto

Ne discutono con
Franco Corleone
curatore del volume e coordinatore nazionale dei Garanti dei Detenuti

Maurizio Battistutta
garante diritti dei detenuti di Udine
Rino Battocletti
avvocato penalista
Andrea Sandra
avvocato – Osservatorio Carceri dell’Unione Camere Penali
Massimo Brianese
Società della Ragione

Il delitto della pena
Pena di morte ed ergastolo, vittime del reato e del carcere
a cura di Franco Corleone, Andrea Pugiotto
Ediesse editore, 2012,
Saggi di: Marco Alessandrini, Alessandro Bernardi, Giuditta Brunelli, Stefania Carnevale, Pietro Costa, Franco Corleone, Federico D’Anneo, Giovanni De Luna, Daniele Lugli, Luigi Manconi, Riccardo Noury, Andrea Pugiotto, Paolo Veronesi
Collana Saggi
Formato 12 x 20
Pagine 276
Prezzo 14,00
Codice ISBN 978-88-230-1698-9
Codice arg. 4 – 33

Compra on line:
http://www.ediesseonline.it/catalogo/saggi/il-delitto-della-pena

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Lettera aperta ai garanti, al volontariato, alle associazioni di impegno civile e sociale

Franco Corleone on mag 23rd 2012 09:08 am

Care amiche e cari amici, ho meditato a lungo e con insistenza. Alla fine mi sono convinto, senza incertezze, che non possiamo più continuare ad accettare che di fronte alla tragedia quotidiana che vive il carcere, si persegua una gestione rassegnata e contrassegnata dal tratto della normale amministrazione, quando la situazione è davvero insostenibile e richiede un cambio di passo visibile, una discontinuità profonda. Insomma il tempo è della riforma. Senza incertezze.

In occasione della Festa della Polizia Penitenziaria il Presidente Napolitano è tornato sul tema del sovraffollamento che quasi un anno fa aveva definito di “prepotente urgenza” e ha chiesto al Parlamento e al Governo di superare la paralisi che determina una condizione contro la Costituzione e la legge, attraverso “nuove e coraggiose soluzioni strutturali e gestionali”.

Il Presidente del Senato Schifani annuncia un’altra sessione straordinaria di Palazzo Madama sulle carceri.

Il Presidente della Camera Fini suggerisce la strada della depenalizzazione e la scelta di privilegiare l’adozione di misure alternative.

Di fronte a queste intenzioni tocca a noi, sì a noi, non lasciarle cadere e chiedere decisioni coerenti.

Purtroppo la ministra Severino propone misure modeste come il disegno di legge sulle pene detentive non carcerarie e la messa alla prova e insiste con la scelta di un Piano carcere che prevede programmi di edilizia inutile e dannosa. Carceri nuovi enormi dove non servono e padiglioni brutti e non funzionali,che ad esempio a Rebibbia stravolgerebbe l’opera dell’architetto Lenci.

Le idee non mancano.

1. Ho avuto modo di esprimere con chiarezza, magari ossessiva, al CSM, al Presidente della Repubblica, al ministro Riccardi, ai vertici del Dap che il nodo, il clou, la ragione della bulimia carceraria è determinata dalla legge sulla droga, quella del 1990 aggravata dalla modifica ideologica e ancor più punitiva realizzata con un vulnus costituzionale nel 2006.

E’ questa la legge che provoca il maggiore afflusso in carcere. Il 33% degli ingressi in carcere è relativo alla violazione dell’art. 73 (detenzione e spaccio); nel 2011 ben 22.677 consumatori e piccoli spacciatori sono stati colpiti e una alta percentuale è ristretta per fatti di lieve entità come previsto dal quinto comma ma con pene da uno a sei anni di carcere.

Occorre dunque interrompere il flusso di entrata oltre che liberare dalle catene i tossicodipendenti che rappresentano un’altra alta quota di vittime sull’altare della disumanità dell’ossessione securitaria.

La proposta di legge dell’on. Cavallaro (Atto Camera 4871 del 10.01.12) è lo strumento per affrontare efficacemente la questione. Al Senato lo stesso testo è stato presentato dai senatori Ferrante e Della Seta (Atto Senato 2798 del 28.06.11). Si prevede l’istituzione di un reato autonomo della detenzione di sostanze stupefacenti nella modalità della lieve entità oggi configurata come semplice attenuante con una pena da sei mesi a tre anni che eviterebbe l’ingresso in carcere e la possibilità di misure alternative. L’iter potrebbe essere rapido se queste e le altre norme previste venissero inserite nel disegno di legge governativo già in discussione (Atto Camera 5019).

Marco Pannella invoca da tempo un provvedimento di amnistia come risposta alla crisi della giustizia; le obiezioni contro un provvedimento liquidato sbrigativamente come una inaccettabile clemenza e la asserita assenza di volontà politica ampia (una maggioranza dei due terzi del Parlamento) devono far trovare comunque una risposta.

Mi sento di proporre un provvedimento mirato, cioè una amnistia limitata ai fatti relativi al quinto comma dell’art. 73 del Dpr 309/90 che inciderebbe sulle presenze in carcere e sarebbe contestuale alla modifica della legge.

2. Ho aderito all’Appello per l’introduzione del reato di tortura nel Codice Penale la cui approvazione richiederebbe poco tempo da parte del Parlamento ma avrebbe un grande valore simbolico rispettando la Costituzione e la Convenzione dell’Onu che l’Italia disattende da 25 anni e un senso pratico di ripulsa di una lunga teoria di violenze dello Stato sempre impunite. Questa campagna lanciata da Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone, si deve accompagnare alla ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura (OPCAT). L’Italia ha firmato il Protollo nel 2003 ma non lo ha mai ratificato contrariamente alla quasi totalità dei Paesi dell’Unione Europea. L’Italia non ha quindi alcun rappresentante nell’Organismo di Ginevra che prevede un potere ispettivo a livello globale. La firma del Protocollo obbligherebbe anche l’Italia a istituire la figura del garante nazionale dei diritti dei detenuti ed è una ragione in più per adempiere a un dovere colpevolmente disatteso. Mauro Palma ha scritto al Ministro Terzi per sollecitare una decisione nel gennaio scorso ma nulla si è mosso.

3. Abbiamo chiesto al nuovo Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Tamburino di scegliere come priorità l’applicazione del Regolamento del 2000 non solo per migliorare la vivibilità quotidiana nelle carceri ma per indicare la strada maestra della Riforma; attendiamo con fiducia l’istituzione di un Tavolo di confronto e di iniziativa che inizi dall’abbandono della via del cemento.

 

Che fare dunque? Che tipo di mobilitazione va inventata? Confesso di non avere una risposta certa. Per aiutarmi a pensare da domani inizio un digiuno per alcuni giorni, sperando che si formi una catena che veda impegnati garanti e esponenti del volontariato e delle associazioni con l’obiettivo di mettere fine a una violenza silenziosa.

Non possiamo essere corresponsabili, neppure per omissione.

Le prossime ore e i prossimi giorni devono vederci impegnati a trovare forme originali di denuncia  e di proposta. Forse occorre più fantasia, più spregiudicatezza, ma non si può stare fermi e muti neppure un minuto di più.

Franco Corleone

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La pena, il carcere e le città

Franco Corleone on mag 8th 2012 05:20 pm

Inarch Lazio
i lunedì dell’architettura

ore 20.00 | lunedì 14 maggio 2012
ACER – via di Villa Patrizi 11, Roma

La pena, il carcere e le città
Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie

LA VERTIGINOSA CRESCITA DELLE INCARCERAZIONI NELL’ULTIMO VENTENNIO HA FATTO ESPLODERE IL PROBLEMA DEL SOVRAFFOLLAMENTO PENITENZIARIO, E CON ESSO QUELLO DELLA QUALITÀ DELLA PENA NEL RISPETTO DELLA DIGNITÀ DELLA PERSONA DETENUTA. TRA TIMIDE RIFORME E OCCASIONALI PROVVEDIMENTI DEFLATTIVI, LA COSTRUZIONE DI NUOVE CARCERI E LA SATURAZIONE DI QUELLE ESISTENTI CONTINUANO A DOMINARE L’AGENDA POLITICA.

LA STRUTTURA ARCHITETTONICA, LA QUALITÀ EDILIZIA E LA COLLOCAZIONE URBANISTICA DEL PENITENZIARIO CORRISPONDONO ALLA SUA FUNZIONE E AL MODO DI INTERPRETARE LA PENA PRIVATIVA DELLA LIBERTÀ. CHI SI PROPONE DI RIFORMARE LA PENA NON PUÒ RINUNCIARE, QUINDI, A RIPENSARE LO SPAZIO PENITENZIARIO, ALMENO FINO A QUANDO IL CARCERE RESTERÀ DOMINANTE NELLE NOSTRE CULTURE E NELLE NOSTRE PRATICHE PUNITIVE.

Presentazione del libro
“Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie”
a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi. 2011 – EDIESSE – 13,00 Euro – ISBN 978-88-230-1601-9.

Carcere, città, cemento e bellezza.
Introduce
Franco Corleone
discutono
Luigi Pagano, Ruggiero Lenci, Angelo Sinesio

Il fine della pena.
Introduce
Stefano Anastasia
discutono
Edoardo Albinati e Luigi Manconi

Coordina
Luca Zevi

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Garanti, appello a Napolitano

Franco Corleone on mag 4th 2012 08:19 am

Mauro Palma scrive dell’incontro dei Garanti dei detenuti con il Presidente della Repubblica per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 4 maggio 2012.

Non è frequente che un Capo di Stato riceva coloro che con continuità visitano i luoghi di detenzione per ricevere informazioni dirette sulle condizioni a cui sono soggetti coloro che vi sono ristretti, sulle loro connotazioni sociali, sulle possibili azioni da compiere per rendere la pena coerente con quell’idea di reinserimento sociale, molto spesso affermata e altrettanto spesso disattesa.
Non stupisce tuttavia che il Presidente Napolitano abbia incontrato i garanti delle persone private della libertà – quelli eletti su base regionale e il coordinatore di quelli cittadini, Franco Corleone – giacché più volte egli è intervenuto  su questo tema, dimostrando attenzione istituzionale e soprattutto considerando le condizioni carcerarie un parametro fondamentale della qualità della nostra democrazia.
Il 27 aprile scorso il Presidente, in un incontro cordiale e chiaro organizzato dalla garante della Campania Adriana Tocco, ha ricevuto una fotografia diretta di una situazione che permane molto grave e preoccupante.  Il primo punto evidenziato dai garanti è stato, infatti, il perpetrarsi di una situazione ben distante sia dalle previsioni costituzionali per quanto attiene la finalità della pena,sia  dagli obblighi internazionali a prevenire trattamenti e pene che contrastino con la dignità delle persone recluse e sia, infine, dalle stesse previsioni normative del nostro Paese: è emblematico il fatto che già la piena attuazione del Regolamento per il carcere – adottato dodici anni fa e restato sostanzialmente inapplicato – avrebbe effetti di radicale trasformazione della situazione esistente. E questa  è stata, quindi,  la prima necessità evidenziata: l’ immediata attuazione del regolamento quale soluzione a molti problemi di vivibilità.
I garanti erano accompagnati da chi scrive, quale membro italiano del Consiglio europeo per la cooperazione nell’esecuzione penale, e per molti anni presidente del comitato europeo per la prevenzione della tortura. Mio, quindi, è stato il compito di rappresentare al Presidente l’urgenza dell’istituzione di un’autorità indipendente che monitori la privazione della libertà; istituzione possibile attraverso la ratifica di un Protocollo Opzionale delle Nazioni Unite che l’Italia ha firmato e – contrariamente alla grande maggioranza degli altri Paesi europei – non ha mai ratificato.
A tutti è tuttavia noto – ed è stato importante ribadirlo nell’incontro – che, senza un incisivo intervento sul vasto fenomeno della carcerizzazione dei consumatori di droghe e dei tossicodipendenti, le discussioni sulla riduzione del ricorso al carcere rischiano diventare puramente accademiche. Il governo  in quest’ambito è stato inesistente e tale assenza rischia di vanificare le stesse azioni fin qui intraprese sul sovraffollamento. Occorre iniziare a corrodere il moloch delle attuali norme, cominciando almeno con l’aggredire quegli aspetti dell’attuale approccio punitivo alle droghe che determinano carcere – e molto – anche per situazioni e reati di lieve entità. Su questo i numeri delle presenze segnalano un’urgenza che non giustifica indecisioni e rinvii. Questa è la prima tra le altre molte necessità ribadite nell’incontro, di cui ormai tutte le autorità dello Stato, a cominciare dalla più alta, sono state rese edotte. Si resta fiduciosi, ma anche impazienti.

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Inserimento ex detenuti: incontro a Parma

Franco Corleone on mar 11th 2012 09:56 am

Mercoledì 14 marzo alle ore 15
presso il Consorzio di Solidarietà Sociale di Parma, Strada Cavagnari, 3,  Parma

saranno presentati i dati relativi alla “Rilevazione dei percorsi di detenuti e affidati affrontati nel Gruppo Tecnico del Comune di Parma”.

Si tratta della una presentazione dei dati relativi agli inserimenti di detenuti ed ex detenuti realizzati a Parma e sostenuti dalle politiche del welfare regionale e comunale. negli anni 2009 – 2011.

Al gruppo tecnico partecipano: Comune di Parma, Istituti Penali di Parma, Ufficio Esecuzione Penale Esterna, Consorzio di Solidarietà Sociale di Parma, Provincia di Parma

All’incontro parteciperanno:

On. Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia, coordinatore Nazionale dei Garanti dei Diritti dei Detenuti e Presidente della Associazione “La Società della Ragione”

Prof. Danilo Amadei, Presidente del Consorzio di Solidarietà Sociale di Parma

Dott.ssa Annaclara Marchesini, direttrice Area pedagogiche degli Istituti penitenziari di Parma

Dott. Roberto Cavalieri, collaboratore del Comune di Parma per il progetto di miglioramento della qualità della vita dei detenuti

Hassan Bassi, referente Cooperative di inserimento lavorativo di tipo B, nonché membro della “Società della Ragione”

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Esiste un modello di cambiamento per il carcere?

Franco Corleone on feb 28th 2012 09:06 am

Assessore alle Politiche Sociali e ai Giovani
Stadtrat fu?r Sozialpolitik und Jugend
Mauro Randi

Referente per le problematiche inerenti il carcere cittadino e per i diritti delle persone private della libertà personale
Beauftragte fu?r die Belange des Bozner Gefängnisses und fu?r die Rechte der Strafgefangenen
Franca Berti

TRA SOVRAFFOLLAMENTO, RIVOLTA E DECRETO SVUOTACARCERI:
ESISTE UN MODELLO DI CAMBIAMENTO PER IL CARCERE?
ZWISCHEN ÜBERFÜLLUNG, REVOLTE UND ENTLASTUNGSDEKRET: IST EIN WANDEL
IN DEN GEFÄNGNISSEN MÖGLICH?

02.03.2012 | ore 17.30 Uhr
Sala Fronza Saal
via Dalmazia, 30/B – Teatro Cristallo – III piano
Dalmatienstraße Nr. 30/B – Cristallo-Theater – 3. Stock
Bolzano

Incontro con | Treffen mit
FRANCO CORLEONE
Coordinatore Nazionale dei Garanti dei Detenuti
Nationaler Koordinator der Beauftragten von Häftlingen

per la presentazione del libro | fu?r die Buchvorstellung
“Il corpo e lo spazio della pena” Ediesse Edizioni 2011
Porgeranno i saluti | Begru?ßung durch
On. | Abg. Luisa Gnecchi
Sindaco | Bu?rgermeister Luigi Spagnolli

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Dei delitti delle pene

Franco Corleone on feb 27th 2012 04:57 pm

La Scuola di politica della Fondazione Benvenuti in Italia del 20 febbraio prende le mosse dall’attuale emergenza carcere. In Italia il sovraffollamento e la rinuncia ai diritti minimi da parte della popolazione penitenziaria sono la regola.
Nel 2011 si sono suicidati in cella ben 65 detenuti. Sessantacinque su un totale di 68 mila.
La situazione è tanto drammatica da aver convinto il nuovo governo Monti a riformare il settore con la stessa urgenza con cui era necessario intervenire sull’economia italiana. Il decreto “svuota-carceri” è stato uno dei primi redatti dal governo tecnico. Ma quali sono i vantaggi e quali i problemi che porta con sè. Lo abbiamo chiesto a Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e oggi Garante per i diritti dei detenuti del comune di Firenze oltre che autore del libro “Il corpo e lo spazio della pena” e a Elisabetta Grande, professore ordinario di Sistemi giuridici comparati e autrice del libro “Il terzo strike. La prigione in America”.

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Relazione annuale

Franco Corleone on gen 31st 2012 04:26 pm

Consiglio comunale di Firenze: Relazione del garante per i diritti delle persone private della libertà personale, Franco Corleone (audio da Radioradicale)

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Scuola Langer

Franco Corleone on gen 26th 2012 12:10 pm

Scuola di formazione politica e culturale ALEXANDER LANGER

anno accademico 2011 / 2012
II sessione: gennaio – maggio 2012

Coordinatore: Roberto De Bernardis
Segreteria: Emma Di Girolamo

sabato 3 marzo 2012
TRENTO
ore 15-19
Palazzo della Regione

IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA.
Crisi e riforma del carcere
relatore: Franco CORLEONE
Garante dei diritti dei detenuti a Firenze.
Coordinatore nazionale dei Garanti dei diritti dei detenuti.
Sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001 (Governi Prodi, D’Alema e Amato).
Promotore dell’associazione “Forum droghe” e presidente de “La Società della Ragione”.
Autore di saggi in materia di giustizia, carcere e tossicodipendenze.
È stato parlamentare radicale e verde.

Info: http://www.verdideltrentino.net/SCUOLA%20LANGER_2011-12.html
Scarica il programma completo: ScuolaLanger_2012_GEN-MAG_1.pdf.

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Ennesimo suicidio di un giovane detenuto. Questa volta è toccato al Gozzini.

Franco Corleone on gen 20th 2012 10:00 am

Gabriele è morto a 28 anni. Non ha retto alla fatica di vivere e soprattutto al peso di una giustizia per lui insopportabile. Questa morte non può essere attribuita al sovraffollamento ma a ragioni più profonde e per questo chiede il massimo rispetto. Da questo punto di vista il dolore sincero dei suoi compagni, della direttrice e degli educatori, mi ha profondamente angosciato.

A maggior ragione in questo caso si impone una riflessione sul senso della pena e sul carcere per persone fragili, che avrebbero bisogno di speranze di vita e non l’oppressione dei muri di una istituzione totale. Se si continuerà a pensare che il carcere possa essere il nuovo welfare, dovremo aspettarci altre tragedie.

Mi preoccupa che il disegno di legge in discussione al Senato sulla detenzione domiciliare, trascuri completamente il destino dei tossicodipendenti e le conseguenze criminogene della legge sulla droga.

 

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