Consiglio comunale di Firenze: Relazione del garante per i diritti delle persone private della libertà personale, Franco Corleone (audio da Radioradicale)
Il blog di Franco Corleone
Appunti e pensieri
Relazione annuale
Franco Corleone on gen 31st 2012 04:26 pm
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Scuola Langer
Franco Corleone on gen 26th 2012 12:10 pm
Scuola di formazione politica e culturale ALEXANDER LANGER
anno accademico 2011 / 2012
II sessione: gennaio – maggio 2012
Coordinatore: Roberto De Bernardis
Segreteria: Emma Di Girolamo
sabato 3 marzo 2012
TRENTO
ore 15-19
Palazzo della Regione
IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA.
Crisi e riforma del carcere
relatore: Franco CORLEONE
Garante dei diritti dei detenuti a Firenze.
Coordinatore nazionale dei Garanti dei diritti dei detenuti.
Sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001 (Governi Prodi, D’Alema e Amato).
Promotore dell’associazione “Forum droghe” e presidente de “La Società della Ragione”.
Autore di saggi in materia di giustizia, carcere e tossicodipendenze.
È stato parlamentare radicale e verde.
Info: http://www.verdideltrentino.net/SCUOLA%20LANGER_2011-12.html
Scarica il programma completo: ScuolaLanger_2012_GEN-MAG_1.pdf.
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Ennesimo suicidio di un giovane detenuto. Questa volta è toccato al Gozzini.
Franco Corleone on gen 20th 2012 10:00 am
Gabriele è morto a 28 anni. Non ha retto alla fatica di vivere e soprattutto al peso di una giustizia per lui insopportabile. Questa morte non può essere attribuita al sovraffollamento ma a ragioni più profonde e per questo chiede il massimo rispetto. Da questo punto di vista il dolore sincero dei suoi compagni, della direttrice e degli educatori, mi ha profondamente angosciato.
A maggior ragione in questo caso si impone una riflessione sul senso della pena e sul carcere per persone fragili, che avrebbero bisogno di speranze di vita e non l’oppressione dei muri di una istituzione totale. Se si continuerà a pensare che il carcere possa essere il nuovo welfare, dovremo aspettarci altre tragedie.
Mi preoccupa che il disegno di legge in discussione al Senato sulla detenzione domiciliare, trascuri completamente il destino dei tossicodipendenti e le conseguenze criminogene della legge sulla droga.
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Il corpo e lo spazio della pena a Firenze
Franco Corleone on gen 20th 2012 09:48 am
Il Presidente del Consiglio Provinciale di Firenze David Ermini
Il Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze Andrea Calò
invitano alla presentazione del libro
IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA
Architetture, urbanistica e politiche penitenziarie
(A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi)
Sarà presente il curatore Franco Corleone
Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze
Giovedì 2 Febbraio 2012 – Ore 17.00
Sala Nicola Pistelli – Palazzo Medici Riccardi – Via Cavour, 1 Firenze
Interverranno
Salvatore Allocca - Assessore Regionale al Welfare e Politiche per la Casa
Alessandro Margara – Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana
Corrado Marcetti – Direttore della Fondazione Michelucci
Michele Passione – Componente Osservatorio Carcere dell’Unione Camera Penale di Firenze
Coordina Andrea Calò Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze
RSVP – Segreteria Organizzativa 6° Commissione Dott.ssa Alessandra Tozzi 055/2760026
Vai alla scheda del libro sul sito de La Società della Ragione.
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Il corpo e lo spazio della pena
Franco Corleone on nov 23rd 2011 11:00 am
E’ in uscita in tutte le librerie da oggi il volume de La Società della Ragione:
Il corpo e lo spazio della pena.
Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie
A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi.
2011 – EDIESSE – 13,00 Euro – ISBN 978-88-230-1601-9.
La vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell’ultimo ventennio ha fatto esplodere il problema del sovraffollamento penitenziario, e con esso quello della qualità della pena nel rispetto della dignità della persona detenuta. Tra timide riforme e occasionali provvedimenti deflattivi, la costruzione di nuove carceri e la saturazione di quelle esistenti continuano a dominare l’agenda politica.
La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo di interpretare la pena privativa della libertà. Chi si propone di riformare la pena non può rinunciare, quindi, a ripensare lo spazio penitenziario, almeno fino a quando il carcere resterà dominante nelle nostre culture e nelle nostre pratiche punitive.
Testi di Sebastiano Ardita, Vittorio Borraccetti, Cesare Burdese, Alessandro De Federicis, Patrizio Gonnella, Francesco Maisto, Corrado Marcetti, Alessandro Margara, Mauro Palma, Sonia Paone, Eligio Resta, Leonardo Scarcella, Adriano Sofri, Maria Stagnitta, Grazia Zuffa.
Stefano Anastasia, ricercatore in Filosofia e Sociologia del diritto nell’Università di Perugia, è stato presidente dell’associazione Antigone e della Conferenza nazionale del volontariato della giustizia.
Franco Corleone, sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001, è Garante dei detenuti nel Comune di Firenze e presidente della Società della Ragione.
Luca Zevi, architetto e urbanista, direttore del «Manuale del Restauro Architettonico» e del «Nuovissimo Manuale dell’Architetto », ha insegnato nelle Università di Roma e Reggio Calabria.
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La ricreazione è finita
Franco Corleone on ott 13th 2011 03:40 pm
Sollicciano è al freddo e di colpo è stata sfondata quota 1000. I detenuti infatti al 13 di ottobre sono 1011 più sei bambini. L’estate è finita e i problemi riesplodono. Il Coordinamento dei Garanti che si è riunito a Milano il 15 settembre scorso, ha manifestato la preoccupazione per l’assenza di provvedimenti anche minimi per la vita nelle carceri e delle carceri. Abbiamo proposto a luglio al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, la costituzione di una unità di crisi, ma la risposta è il silenzio, tanto per cambiare. Occorre fermare il disastro e per questo organizzeremo una mobilitazione, usando tutti gli strumenti possibili.
Conferenza stampa del Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze
Venerdì 14 ottobre ore 11,30
Palazzo Canacci – Piazza della Parte Guelfa, 3 – piano secondo
Sarà presente Alessandro Margara, Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana.
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Settembre a Sollicciano
Franco Corleone on set 2nd 2011 10:33 am
Il primo giorno di settembre nel carcere di Sollicciano sono accaduti due fatti gravi: una evasione di un detenuto in art. 21 e un tentato suicidio di una detenuta.
Certamente per la mia coscienza è nettamente più grave il gesto messo in atto da S. Z., una donna di 46 anni con una pena definitiva al 2013, per reati contro la proprietà e che ora è ricoverata all’ospedale di Torregalli in coma farmacologico.
Si allunga la lista delle tragedie in carcere e troppo poco si fa per cambiare la vita quotidiana di uomini, donne e bambini reclusi.
L’episodio di evasione non può costituire un alibi per ridurre la concessione di misure alternative: certo è paradossale che si applichi in maniera estremamente ridotta la legge sulla detenzione domiciliare per le pene fino ai 12 mesi e non si conceda in maniera ampia l’affidamento terapeutico per i tossicodipendenti, che continuano a riempire le carceri italiane, e invece si conceda un beneficio cospicuo a un detenuto con una pena lunga.
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Chiudiamo l’OPG di Reggio Emilia
Franco Corleone on lug 13th 2011 11:21 am
Sabato 16 luglio
dalle 11,30 alle 13
Sala Rossa del Municipio di Reggio Emilia
piazza Prampolini
CHIUDIAMO L’OPG DI REGGIO EMILIA
Partecipano:
Gianluca Borghi Società della Ragione
Franco Corleone Coordinatore dei Garanti territoriali per i diritti dei detenuti
Matteo Sassi Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Reggio Emilia
Stefano Cecconi CGIL nazionale – Stop OPG
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L’ergastolo bianco di chi vive da detenuto (ma non lo e più…)
Franco Corleone on giu 20th 2011 04:25 pm
Si chiamano internati: sono i reclusi che, dopo aver scontato una pena, non vengono liberati perché considerati pericolosi. Un residuo di archeologia giuridica che viola la Costituzione.
Vivono in carcere a tempo indeterminato, senza un fine pena perché una pena da scontare non ce l’hanno. Dovrebbero lavorare, ma per la maggior parte del tempo oziano in cella, a fianco dei detenuti, A oggi sono circa trecento gli internati nelle case di lavoro, persone giudicate socialmente pericolose o delinquenti abituali e sottoposte a una misura di sicurezza detentiva anche dopo aver pagato il loro debito con la giustizia. In teoria la loro condizione non dovrebbe equivalere a quella di chi sconta una pena. Di fatto, però, la distinzione tra detenuto e internato è solo sulla carta e quelle che si chiamano case di lavoro spesso sono dei penitenziari da cui si rischia di non uscire più. L’altro rischio è di finire nelle porte girevoli delle misure di sicurezza detentive per cui si rientra in cella appena dopo esserne usciti.
Gli internati chiamano la loro condizione “ergastolo bianco”, perché la misura di sicurezza può essere prorogata illimitatamente, come ha denunciato Laura Longo, presidente del tribunale di sorveglianza dell’Aquila, che lo scorso febbraio, dopo l’ennesimo suicidio tra gli internati nel carcere di Sulmona, ha scritto una dettagliata relazione al ministero della Giustizia. La relazione denuncia, tra le altre cose, il meccanismo dei rinnovi continui della misura di sicurezza: non lavorando di fatto, gli internati non offrono elementi per far valutare ai giudici la loro cessata o diminuita pericolosità.
Le Case di lavoro, poi, rispondono a una concezione ottocentesca ripresa, nel 1930, dal codice Rocco ancora in vigore. In più c’è il problema del lavoro da svolgere; al momento non risultano cooperative sociali o aziende esterne che diano impiego agli internati. Le sole attività svolte sono quelle per l’amministrazione penitenziaria, In questo caso
non c’è un contratto e al massimo si guadagnano cento o duecento euro al mese, perché il capitolo di spesa per i pagamenti dei detenuti lavoratori si assottiglia sempre di più. Risultato: sia detenuti che internati, quando va bene, lavorano poche ore a settimana e a periodi, perché per far lavorare un pò tutti si organizzano gruppi a rotazione.
Franco Corleone, garante dei detenuti di Firenze, parla di “reperto di archeologia giuridica” tornato in auge: “Negli ultimi tempi c’è stato un revival di questo tipo di misure. Ma sono norme scritte prima della Costituzione, e si vede”.
Articolo di Gina Pavone da Il Venerdì de La Repubblica, 17 luglio 2011
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Caos nelle carceri toscane
Franco Corleone on mag 2nd 2011 03:44 pm
Da oggi inizia per trenta giorni lo sciopero dei direttori delle carceri toscane. E’ un altro segno della situazione di degrado e disgregazione dell’Amministrazione Penitenziaria. Il Sindacato dei direttori penitenziari denuncia l’assenza di un contratto collettivo e la gravissima carenza di dirigenti in Toscana. Infatti sono scoperte otto direzioni di importanti istituti della Toscana (Livorno, Gorgona, Massa Marittima, Pistoia, San Gimignano, O.p.g di Montelupo, Massa, Gozzini) oltre a diversi uffici U.e.p.e. e dodici posti di dirigente al Provveditorato regionale. Lo sciopero interesserà tutte le prestazioni che ricadono fuori dal normale orario di lavoro (astensione dallo straordinario, rifiuto di missioni, incarichi aggiuntivi, attività di formazione, astensione da ispezioni e relazioni sindacali).
Nonostante le modalità di assoluta responsabilità, lo stato di agitazione non potrà che produrre un aggravamento delle condizioni di vita delle carceri toscane.
Come Garante non posso che manifestare solidarietà, per chi difende il proprio lavoro e i propri diritti e chiedo che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, risponda immediatamente alle giuste richieste e trovi una soluzione per la copertura dei posti vacanti e la nomina dei direttori che rappresentano un elemento imprescindibile per la vita degli istituti penitenziari.
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