Archive for the 'carcere e giustizia' Category

Quando hanno aperto la cella

Franco Corleone on giu 20th 2011 12:45 pm

Arci di Ferrara
CGIL
La Società della Ragione

con il Patrocinio del Comune di Ferrara

Mercoledì 29 giugno – ore 18
Mel Book Store
Piazza Trento e Trieste
Palazzo San Crispino
Sala dell’Oratorio

Paolo Boldrini, Direttore de La Nuova Ferrara
insieme a
Rudra Bianzino
Ilaria Cucchi
Patrizia Moretti
Lucia Uva

presentano il volume edito da il Saggiatore
Quando hanno aperto la cella

Saranno presenti gli autori
Luigi Manconi e
Valentina Calderone

Letture di Fabio Mangolini

Quelle foto di Stefano Cucchi. Quel corpo prosciugato, quella maschera di ematomi sul viso, un occhio aperto, quasi fuori dall’orbita. Quella morte di Federico Aldrovandi, quel giovane riverso a terra, le mani ammanettate dietro la schiena, esanime. Quelle urla di Giuseppe Uva, dentro la caserma dei carabinieri di Varese. Quelle sue foto col pannolone da adulto incontinente, imbrattato di sangue. Quelle facce gonfie, viola, i rivoli di sangue. E tutte le altre storie, rimaste ignote, oppure richiamate da un trafiletto di giornale, e già dimenticate. Giovanni Lorusso, Marcello Lonzi, Eyasu Habteab, Mija Djordjevic, Francesco Mastrogiovanni. E molti altri. In Italia in carcere si muore. Alcuni sono suicidi, alcuni no. E si muore durante un arresto, una manifestazione in piazza, un trattamento sanitario obbligatorio. Dietro le informazioni istituzionali spesso c’è un’altra storia. Un uomo che muore in carcere è il massimo scandalo dello Stato di diritto. Quando hanno aperto la cella ce lo racconta. Luigi Manconi e Valentina Calderone ascoltano, raccolgono e portano alla luce storie di persone – spesso giovani – che entrano nelle carceri, nelle caserme e nei reparti psichiatrici e ne escono morte. In ognuna di queste morti, la morte dello Stato di diritto.

iniziativa nell’ambito del Festival dei Diritti 2011
sostenuto da Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Regione Emilia Romagna

(via fioreblog)

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5 anni dopo la legge Giovanardi sulle droghe

Franco Corleone on giu 10th 2011 01:32 pm

Conferenza stampa di presentazione del convegno “Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti”. Da Radioradicale.

(via fuoriluogo.it)

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Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti

Franco Corleone on mag 30th 2011 11:46 am

Magistratura Democratica|Forum Droghe|Gruppo Abele|NarcoMafie
con il patrocinio della Provincia di Roma

Droghe e tossicodipendenza
Il proibizionismo alla prova dei fatti

Roma, 10-11 giugno 2011
Sala della Pace “Giorgio La Pira” – Palazzo della Provincia – Via IV Novembre, 119/A – Roma

Programma

VENERDÌ 10 GIUGNO 2011

ore 9.00: Saluto e introduzione ai lavori
Cecilia D’Elia, Vicepresidente della Provincia di Roma
Luigi Marini, presidente di Magistratura democratica.

prima sessione
Le droghe nel mondo

ore 9.30: Le convenzioni internazionali e le politiche globali.
Grazia Zuffa, Fuoriluogo
Alessandro Donati, consulente WADA (agenzia sulle sostanze dopanti)

ore 10.10: Produzione e traffico in America Latina ed Europa. Le false piste del crimine organizzato.
Giovanni Melillo, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli.
Mónica Cuñarro, Fiscal e professora all’università de Buenos Aires.

ore 10.50: Indirizzi alternativi alla war on drugs: il caso della Commissione latino americana su Droghe e Democrazia.
Amira Armenta, Transnational Institute di Amsterdam.

Ore 11.20: La questione delle droghe illecite: strategie di contrasto della povertà in Brasile.
Rubens Roberto Casara, magistrato – Brasile

ore 12.30: Dibattito

seconda sessione
La risposta tradizionale alle dipendenze: repressione penale, carcere. Esperienze a confronto

ore 15.00: – La legislazione in materia di stupefacenti, l’abuso della risposta giudiziaria e gli effetti sul carcere.
Giuseppe Cascini, magistratura democratica.
Martin Vazquez Acuna, giudice del Tribunale Orale penale Nº1 della città Autonoma Nº 1.

ore 15.45: – La pena per i tossicodipendenti nell’esperienza italiana e latino-americana. L’impatto delle politiche di controllo della “narcocriminalità” nei confronti delle donne. Tensioni con il diritto antidiscriminatorio.

Graciela Julia Angriman, Juzgado en lo Correccional No. 5 Departamento Judicial de Moron, Provincia de Buenos Aires. Argentina.
Emilio Santoro, sociologo del diritto, Università di Firenze

ore 16.30: – Le misure alternative per i tossicodipendenti nell’esperienza italiana.
Claudio Sarzotti, Antigone

ore 17.15: – Il caso Italia a cinque anni dalla nuova legge.
Carlo Renoldi, magistratura democratica.

ore 17.30: dibattito

SABATO 11 GIUGNO 2011

terza sessione
Appunti per una risposta alternativa al panpenalismo.

ore 9.00:- Politiche penali, politiche sanitarie, controllo sociale. Le politiche nei confronti dei consumatori: sicurezza vs prevenzione.
Riccardo De Facci, responsabile del settore dipendenze del Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza.
Mónica Cuñarro, Fiscal e professora all’università de Buenos Aires.

ore 9.45: – Le nuove frontiere di riduzione del danno in carcere e la tutela della salute dei consumatori detenuti.
Alessandra Cerioli, presidente della Lila
Martin Vazquez Acuna, giudice del Tribunale Orale penale Nº1 della città Autonoma Nº 1.

ore 10.30: – Città, politiche delle droghe e politiche securitarie.
Grazia Zuffa, Fuoriluogo

ore 11.15: – Presentazione del documento finale dei lavori.
coordina:
Francesco Maisto, presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna.

Ne discutono
Franco Corleone, Forum droghe.
Leopoldo Grosso, Gruppo Abele
Stefano Anastasia, Antigone
Rubens Roberto Casara, magistrato – Brasile
Martin Vazquez Acuna, giudice del tribunal oral – Argentina.

ore 12.15: -Conclusioni
Piergiorgio Morosini, Segretario generale di magistratura democratica.

Aderiscono all’iniziativa:
Antigone; CNCA (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza); Il coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti; La Società della Ragione; Fondazione Michelucci

Note organizzative:
La sera del 10 giugno: elaborazione e discussione di un documento tra i magistrati
Con la collaborazione di Apdes; Fondazione Basso; Provincia di Roma

per informazioni:
Tiziana Coccoluto – tiziana.coccoluto@giustizia.it (tel 3474929619)
Carlo Renoldi – carlo.renoldi@giustizia.it (tel. 3804699075)

(via fuoriluogo.it)

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Europa e reato di clandestinità

Franco Corleone on apr 30th 2011 11:49 am

La sentenza della prima sezione della Corte di Giustizia Europea del 28 aprile 2011 ha una valore rilevante dal punto di vista dei principi giuridici. La condanna subita dall’Italia, colpisce l’introduzione del reato di clandestinità, che viene ritenuto incompatibile con le norme europee sull’asilo e sul rientro assistito. La condanna riguarda anche la normativa sulle previsioni dello status degli immigrati irregolari che in base all’art. 14 della legge Bossi Fini vengono incarcerati per inottemperanza al decreto di espulsione.
La sentenza richiama i contenuti della Direttiva 115 del 2008 e chiarisce che essa ha un valore cogente per il nostro Paese. Questa situazione impone dunque degli atti immediati da parte dei giudici dell’esecuzione per i condannati definitivi, e da parte dei giudici della cognizione per i procedimenti in corso: cioè devono provvedere all’immediata scarcerazione delle persone arbitrariamente detenute.
I Garanti dei detenuti in tutte le realtà in cui sono presenti, solleciteranno i magistrati a compiere gli atti dovuti.
Sono certo che le Camere Penali e gli avvocati procederanno subito con le azioni di loro competenza.
Non so quanti siano i detenuti presenti nelle carceri italiane in queste condizioni, ma è possibile che scopriremo che una delle ragioni del sovraffollamento è proprio dovuta all’applicazione di questa legge criminogena.

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Carcere e Costituzione

Franco Corleone on apr 19th 2011 12:39 pm

Intervento al Convegno Carcere e Costituzione promosso con la collaborazione della Camera Penale di La Spezia dal 15 al 16 aprile 2011 (Da Radioradicale)

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Oggi lancio della campagna Stop Opg

Franco Corleone on apr 19th 2011 09:23 am

martedì 19 aprile 2011
ore 11 a ROMA
sede della Regione Toscana – via Parigi, 11
Conferenza stampa
Lancio della campagna
“stop opg: per l’abolizione degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari”

Aderiscono:
Forum Salute Mentale
Forum per il diritto alla Salute in Carcere
CGIL nazionale
FP CGIL nazionale
Antigone
Centro Basaglia (AR)
Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo F. Basaglia
Associazione “A buon diritto”
Fondazione Franco e Franca Basaglia
Forum Droghe
Psichiatria Democratica
UNASAM
Società della Ragione
SOS Sanità
Coordinamento Garanti territoriali dei detenuti
Cittadinanzattiva
Gruppo Abele
Grusol
CNCA
Fondazione Zancan

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Giustizia e carcere a Zugliano

Franco Corleone on apr 17th 2011 03:53 pm

Mercoledì 20 aprile, alle 20.30, nuovo appuntamento con il ciclo di incontri “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia…”. Nella sala mons. Luigi Petris del Centro Balducci di Zugliano Lucia Castellano, direttrice del carcere di Bollate, don Claudio Burgio, fondatore e presidente dell’Associazione Kayròs, e Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia, saranno i protagonisti della serata dedicata a “Giustizia e carcere”, organizzata, come sempre dal Centro di accoglienza e di promozione culturale “Ernesto Balducci” e dal “Movimento ProPositivo”. L’incontro sarà introdotto e coordinato da don Pierluigi Di Piazza e da Gianpaolo Carbonetto. Seguiranno il dibattito con il pubblico e al termine ci sarà un momento conviviale.

Con questo appuntamento si arriva a quello che può succedere prima e dopo dell’applicazione della giustizia nei tribunali: il carcere, o con la detenzione preventiva, o con quella punitiva, e con tutte le ingiustizie che il carcere comporta.

Nato, infatti con lo scopo dichiarato della rieducazione sociale del condannato, troppo spesso il carcere diventa una trappola terribile che può anche diventare mortale, o per le violenze degli altri carcerati, o per la disperazione che porta al suicidio, o addirittura per le violenze praticate da coloro che rappresentano lo Stato. Una situazione, insomma, nella quale troppo spesso si finisce per rispondere alla violenza con la violenza, in cui non c’è spazio per la solidarietà e la fraternità intese sia in senso cristiano, sia in senso laico.

Introducono e coordinano

Pierluigi Di Piazza
Responsabile del Centro Balducci

Gianpaolo Carbonetto

Giornalista

Intervengono

Lucia Castellano
Direttrice del carcere di Bollate

don Claudio Burgio
Fondatore e presidente dell’Associazione Kayòs

Franco Corleone
Ex sottosegretario alla Giustizia

Seguirà il dibattito

Momento conviviale

Lucia Castellano è la direttrice del carcere di Bollate che si adopera costantemente per dare preminenza al fattore rieducativo e riabilitativo del carcere rispetto a quello punitivo e costrittivo. Dopo aver lavorato per 17 anni negli istituti di pena ha deciso insieme a Donatella Stasio di scrivere un libro, “Diritti e castighi” per raccontare il mondo del carcere.
Claudio Burgio è il sacerdote fondatore e presidente dell’Associazione Kayròs che dal 2000 gestisce diverse comunità di accoglienza per minori con attenzione particolare all’Istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano. Suona e canta: “Una storia più grande di noi” è uno dei frutti del lavoro fatto con i ragazzi in Oratorio: da quando è prete ha smesso di fare “musica per sè stesso”, ma scrive e canta in pubblico perché la musica sia uno strumento per educare e diffondere la Parola.
Franco Corleone, ex deputato italiano per due legislature ed ex parlamentare europeo, è il nuovo Coordinatore dei Garanti territoriali per i diritti dei detenuti ed è stato sottosegretario alla Giustizia. Ha scritto numerosi saggi e articoli sui temi della giustizia e dei diritti. Fra i volumi pubblicati: “Giustizia senza fine” e “La Giustizia come metafora”. Il suo libro più recente è “Contro l’ergastolo”.

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Tossicodipendenti e carcere

Franco Corleone on mar 10th 2011 09:02 am

TOSSICODIPENDENTI E CARCERE
Seminario organizzato dall’Associazione La Società della Ragione
in collaborazione con Forum Droghe, Fondazione Michelucci, Cnca Toscana,
Magistratura Democratica, Camera Penale di Firenze, Antigone, Cgil, Coordinamento nazionale dei Garanti territoriali per i dei diritti dei detenuti

Centro Studi Cisl, Via della Piazzola, 71 – Firenze – 25/26 marzo
Posti limitati. E’ necessaria la prenotazione (vedi sotto)

Con la legge antidroga del 2006, il canale “speciale”per l’affidamento in prova a fine terapeutico dei tossicodipendenti è stato modificato, da un lato ampliandolo con l’innalzamento del tetto di pena, dall’altro limitandolo con l’introduzione di nuovi vincoli, quali ad esempio  quelli sulla recidiva. Tutto ciò, insieme al drastico innalzamento delle pene previste nel nuovo testo, ha portato ad un aumento della persone tossicodipendenti in carcere e ad una caduta delle misure alternative terapeutiche, come dimostrano i dati (sia nazionali che toscani) della recente ricerca condotta da Forum droghe e Fondazione Michelucci e finanziata dalla Regione Toscana e pubblicata nel volume La lotta alla droga. I danni collaterali. Oggi più che mai si può dire che l’emergenza sovraffollamento del carcere proviene essenzialmente dall’applicazione della legge antidroga.
Per questa ragione, da tempo un cartello di associazioni ha lanciato un appello rivolto ai governi regionali e nazionale per rilanciare le alternative terapeutiche, impegnandosi nella stesura di progetti operativi che vedono coinvolte in prima linea le strutture terapeutiche del Cnca.

Il seminario, rivolto principalmente al quadro dirigente delle associazioni ed enti ausiliari e ai dirigenti dei servizi pubblici, si propone come momento di riflessione e aggiornamento sull’intera materia, particolarmente intricata per il    continuo
sovrapporsi di nuove norme ( ad esempio va esaminata la modalità di applicazione del comma sette dell’art. 1 della Legge Alfano sulla detenzione domiciliare per le pene sotto i 12 mesi che per i tossicodipendenti fa riferimento a un programma di recupero diverso dall’art. 94 del Dpr 309 del 1990). L’incontro offrirà inoltre la possibilità di valutare i risultati dei rapporti intercorsi fra le associazioni proponenti l’appello e le istituzioni regionali ( e il governo) e rimettere a punto l’ iniziativa.

Bozza di programma

Venerdì
Ore 13,30 Introduzione Maria Stagnitta, (vicepresidente Forum Droghe)
Ore 14,00 Illustrazione dell’Appello “Le carceri scoppiano, Liberiamo i tossicodipendenti”: Franco Corleone
Ore 14,30 Illustrazione della Proposta operativa presentata al Dipartimento Politiche Antidroga:  Cecco Bellosi (Comunità Il Gabbiano – Como)

Ore 15 – 17
Primo Workshop
L’applicazione della legge antidroga e le misure alternative
Coordina Sandro Margara
Interventi di: Patrizio Gonnella, Gianfranco Politi, Susanna Falchini, Antonietta Fiorillo

Ore 17.30 – 19.30
Secondo Workshop
I programmi alternativi al carcere: problematiche e modelli operativi
Coordina Fabrizio Mariani
Interventi di: Antonio Lucchesi, Giovanni Manfredini, Henri Margaron, Umberto Paioletti, Stefano Regio, Fabio Scaltritti
Parteciperanno i rappresentanti delle comunità e dei servizi che accolgono utenti in misure alternative

Sabato 26
Ore 9
Restituzione lavori
Riccardo De Facci
Ore  9.30
Dibattito coordinato da Leopoldo Grosso (Gruppo Abele -Torino)
Ore 11.30
Illustrazione del percorso della Regione Toscana
Arcangelo Alfano, Lorenzo Roti, Paola Trotta
Ore 12.30
Conclusioni
Assessore alla Salute Daniela Scaramuccia

Sono stati invitati per la partecipazione alla discussione: Anna Addazi, Stefano Anastasia, Hassan Bassi, Gianluca Borghi, Giuseppe Bortone, Francesco Ceraudo, Maurizio Coletti,  Iole Ghibaudi, Angela Guidi, Franco Maisto,  Michele Passione, Achille Saletti, Alessio Scandurra, Massimo Urzi, Beppe Vaccari, Stefano Vecchio, Alberto Zanobini, Grazia Zuffa

ATTENZIONE: vista la limitata disponibilità di posti siete pregati di prenotarvi al numero 055-2769137 fax: 055 2769130

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Incontro sulla pena a Parma

Franco Corleone on mar 9th 2011 09:42 am

LA SCUOLA TERRITORIALE DELLA CAMERA PENALE DI PARMA

organizza un incontro-dibattito sul tema

LA PENA TRA AFFLIZIONE E FINALITA’ DI RIEDUCAZIONE

INTERVERRANNO

Avv. Alessandro De Federicis – Responsabile Osservatorio Carcere UCPI

Dott. Pietro Buffa  -  Direttore Casa Circondariale “Le Vallette” di Torino

Dott. Franco Corleone – Garante dei diritti detenuti del Comune di  Firenze

in occasione dell’incontro sarà presentato il libro a cura di S. Anastasia e F. Corleone
CONTRO L’ERGASTOLO
il carcere a vita, la rieducazione e la dignità della persona
Ediesse

Parma, mercoledì 16 marzo 2011 ore 16
Cariparma – Sala De Strobel
Via Cavestro  n. 3

Per la partecipazione all’incontro è stato chiesto l’accreditamento per  nr. 3 crediti formativi.
Per informazioni e pre-iscrizioni: Avv. Michele Villani  –  telefono 0521.2352 oppure mail: michele.villani@abcz.biz.

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Franco Corleone: «Per essere credibile sul caso Battisti l’Italia deve abolire l’ergastolo»

Franco Corleone on gen 31st 2011 04:08 pm

L’intervista di Paolo Persichetti per Liberazione del 20 gennaio 2011

Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia e oggi Garante per i diritti dei detenuti del comune di Firenze: «revisone del processo, abolizione dell’ergastolo e ratifica del protocollo contro la tortura avrebbero fornito all’Italia una immagine diversa»

Con le mozioni bipartizan votate lunedì in parlamento per riavere Battisti dal Brasile, l’Italia tenta di camuffare lo stato di confusione istituzionale in cui è precipitata dopo le rivelazioni sul sexigate che hanno investito il suo presidente del consiglio. Tuttavia non basterà a ridare lustro alla propria iniziativa diplomatica. La crisi di credibilità è verticale. In nome di quale giustizia il governo italiano continua a pretendere l’estradizione, con una ostinazione che rasenta l’aggressione verso la sovranità interna di un’altro Paese, se a casa propria non è in grado di garantire l’uguaglianza di fronte alla legge? L’affare Battisti è diventato un argomento di propaganda su cui hanno investito i giustizialisti di destra e di sinistra. La stessa cosa accade in Brasile, dove la destra post-dittatura ne ha fatto un oggetto di revanche. Sullo sfondo sempre più dimenticati restano gli aspetti giuridici dell’intera vicenda. Non a caso. Ogni qualvolta i processi dell’emergenza sono stati esaminati sotto il loro profilo giuridico l’Italia ha sempre perso la partita delle estradizioni contro i militanti condannati per i fatti degli anni 70. Non ci sarà nessun ricorso all’Aja perché il Brasile è contrario. L’Ue ha spiegato alla Farnesina che le estradizioni sono un contenzioso bilaterale. Il trattato commerciale con Brasilia verrà comunque rispettato. In mano al governo di Roma non rimane altro che sperare in un golpe giudiziario che Peluzo e Mendes stanno congeniando. Singolare aspettativa per un centrodestra che non passa giorno senza denunciare in casa propria i complotti della magistratura. Ma indiscrezioni apparse nei giorni scorsi su alcuni media brasiliani fanno sapere che la maggioranza dei giudici del Stf (6 contro 3, mentre due si asterrebbero) non sembra condividere affatto la scelta, tutta personale, presa dal presidente della corte, Peluzo, di voler esaminare a febbraio la conformità della decisione presa da Lula. Peluzo, per altro, è in contraddizione con se stesso perché quando era relatore, come gli altri 5 giudici che votarono per l’estradizione, aveva condizionato la consegna di Battisti alla commutazione dell’ergastolo. Richiesta che l’Italia si è sempre ben guardata dall’adempiere. E proprio da qui parte il ragionamento di Franco Corleone, già sottosegretario alla Giustizia nel primo governo Prodi e oggi garante dei detenuti per il comune di Firenze. «Si poteva fare qualcosa di più invece che lasciarsi andare a una reazione vittimistica e isterica».
Cosa?
Spostare l’asse del dibattito dagli insulti a una riflessione sulla civiltà giuridica. Uno degli ostacoli che hanno impedito l’estradizione è la permanenza dell’ergastolo nel nostro sistema penale. Il fatto che il Brasile non abbia questa pena dimostra l’abisso che c’è tra il Paese definito la culla del diritto e quello considerato terra di selvaggi. In realtà la bilancia è a tutto vantaggio del Brasile. Sono rimasto molto colpito dalle prime reazioni attribuite al presidente della Repubblica che parlavano di sorpresa, delusione, stupore.
Perché l’Italia non sarebbe riuscita a farsi capire, come ha detto Napolitano?
Forse perché ha cercato di confondere le carte sostenendo che l’obiezione sull’ergastolo era infondata perché non esiste quando invece è vivo e vegeto. Nel giro di un decennio gli ergastoli sono addirittura raddoppiati in percentuale e numero assoluto. C’è anche la novità dell’ergastolo ostativo che impedisce a gran parte degli ergastolani di accedere alla liberazione condizionale, a meno che non collaborino. La mancata revisione del processo, la mancata commutazione dell’ergastolo, la mancata ratifica del protocollo aggiuntivo contro la tortura. Tutti appuntamenti mancati che avrebbero fornito un’altra immagine della nostra giustizia. In realtà non si vuole trovare una soluzione, siamo di fronte ad un atteggiamento a somma zero: o tutto o niente. Vogliono Battisti con l’ergastolo e basta, per di più in condizioni tali che renderebbero ostativa qualsiasi misura trattamentale. Non ci sarebbe tribunale di sorveglianza capace di applicargli la Gozzini. In realtà l’Italia non si è fatta capire solo dal Brasile ma da molti altri Paesi. La lista di quelli che hanno negato le estradizioni è lunga.
In Italia ci sono detenuti politici in carcere da oltre 30 anni.
Affrontare il nodo dell’ergastolo è ormai l’unico modo per chiudere il residuo penale degli anni 70. Napolitano ha una possibilità, quella del messaggio alla camere che è anche la prima prerogativa dell’articolo 87 della costituzione, l’ultima è quella della grazia e della commutazione della pena. Approfittando di un caso ritenuto così straordinario potrebbe spiegare cosa l’Italia può fare per rendersi credibile. Sul tappeto c’è la questione della permanenza dell’ergastolo. L’altro è invitare il parlamento a ratificare il protocollo aggiuntivo della convenzione contro la tortura e nominare una autorità di controllo sulle carceri in un momento in cui c’è una situazione d’emergenza. In attesa di una riforma del sistema delle pene, il presidente potrebbe commutare l’ergastolo di Battisti dimostrando che non saremmo di fronte ad una pena ostativa ma a una sanzione che consente di accedere a un normale percorso trattamentale.

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