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	<title>Il blog di Franco Corleone &#187; carcere e giustizia</title>
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	<description>Appunti e pensieri</description>
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		<title>Solidarietà al Rototom Sunsplash Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà la prima udienza del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash Festival, per l&#8217;accusa di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Negli atti di accusa, convalidati dal GIP, si legge fra le motivazioni che il Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di persone in preda alle “suggestioni culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/rassegna_stampa/rototom-un-processo-assurdo">la prima udienza</a> del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash  Festival, per l&#8217;accusa di “agevolazione all’uso di sostanze  stupefacenti”.</p>
<p>Negli atti di accusa, convalidati dal GIP, si legge fra  le motivazioni che il Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di  persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia  rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijuana”.</p>
<p>Così  Fuoriluogo ha deciso di lanciare un&#8217;appello per una mobilitazione in  solidarietà con il Rototom e per una nuova politica sulle droghe.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è in Piazza XX settembre a Tolmezzo il 31 di maggio. <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2012/02/01/31-maggio-rototom-a-processo-noi-in-piazza-processiamo-la-legge-giovanardi/">Aderite anche voi!</a></p>
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		<title>Il corpo e lo spazio della pena a Firenze</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[garante dei diritti dei detenuti]]></category>
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		<category><![CDATA[il corpo e lo spazio della pena]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente del Consiglio Provinciale di Firenze David Ermini Il Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze Andrea Calò invitano alla presentazione del libro IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA Architetture, urbanistica e politiche penitenziarie (A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi) Sarà presente il curatore Franco Corleone Garante dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/locandina1.png"><img class="alignright size-medium wp-image-727" title="locandina" align="right" src="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/locandina1-210x300.png" alt="" width="210" height="300" /></a>Il Presidente del Consiglio Provinciale di Firenze David Ermini<br />
Il Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze Andrea Calò<br />
invitano alla presentazione del libro</p>
<p><strong>IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA</strong><br />
Architetture, urbanistica e politiche penitenziarie<br />
(A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi)<br />
Sarà presente il curatore <strong>Franco Corleone</strong><br />
Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze</p>
<p>Giovedì 2 Febbraio 2012 – Ore 17.00<br />
Sala Nicola Pistelli – Palazzo Medici Riccardi – Via Cavour, 1 Firenze</p>
<p>Interverranno<br />
<strong>Salvatore Allocca </strong>- Assessore Regionale al Welfare e Politiche per la Casa<br />
<strong>Alessandro Margara</strong> &#8211; Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana<br />
<strong>Corrado Marcetti</strong> &#8211; Direttore della Fondazione Michelucci<br />
<strong>Michele Passione</strong> &#8211; Componente Osservatorio Carcere dell’Unione Camera Penale di Firenze</p>
<p>Coordina <strong>Andrea Calò</strong> Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze</p>
<p>RSVP &#8211; Segreteria Organizzativa 6° Commissione Dott.ssa Alessandra Tozzi 055/2760026</p>
<p><a href="http://www.societadellaragione.it/sito/home/associazione/pubblicazioni/il-corpo-e-lo-spazio-della-pena">Vai alla scheda del libro sul sito de La Società della Ragione</a>.</p>
<p><a href="http://www.ediesseonline.it/catalogo/saggi/il-corpo-e-lo-spazio-della-pena">Acquista il libro sul sito di Ediesse</a>.</p>
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		<title>Canapa in giardino, la svolta</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Franco Corleone commenta un'importante sentenza della Corte di Appello di Cagliari per la rubrica di Fuoriluogo sul il Manifesto del 16 novembre 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Sardegna giungono buone notizie rispetto alla criminalizzazione   della coltivazione domestica di canapa. L’8 luglio scorso, la Corte   d’Appello di Cagliari ha cancellato la condanna contro due fratelli di   Carbonia: in primo grado, il Tribunale di Cagliari li aveva condannati   ad otto mesi di reclusione e duemila euro di multa per avere coltivato   quindici piantine nella propria abitazione.<br />
La perizia aveva  accertato che solo una piantina alta 50 cm. conteneva  164 mg di Thc  (quantitativo inferiore al valore della quantità massima  detenibile a  uso personale), mentre le altre, tra i 10 e 20 cm., non  avevano  materiale analizzabile.<br />
La dott.ssa Fiorella Pilato, presidente  estensore della sentenza di  assoluzione perché il fatto non costituisce  reato, ha affrontato il  problema se la coltivazione di poche piante  destinate all’uso personale  possa avere rilevanza penale o se invece  tale condotta possa essere  assimilabile alla detenzione (ad uso  personale): lo ha fatto prendendo  le distanze dal dictum della sentenza  28605 del 10 luglio 2008 delle  Sezioni Unite della Cassazione che  affermò il principio della  punibilità della coltivazione “senza se e  senza ma”, indipendentemente  dalla quantità e dalla destinazione.<br />
La  dr.ssa Pilato sottopone a serrata confutazione l’assunto della   Cassazione secondo cui la coltivazione “merita un trattamento diverso e   più grave” rispetto alla detenzione, per il solo fatto di aumentare la   quantità complessiva di stupefacenti presenti sul mercato (sic!).  Questa  affermazione apparentemente logica si mostra invece come un vero  e  proprio paralogismo. La quantità di stupefacenti  presente sul  mercato è  nell’ordine di svariate tonnellate e non è certo qualche  piantina che  può aumentarla significativamente. Ma paradossali sono le  conseguenze:  il verdetto della Suprema Corte spingerebbe il  consumatore, la cui  attività è penalmente irrilevante, a rivolgersi al  mercato illecito e  clandestino incentivando lo spaccio e i proventi di  una attività  criminale. Conclude la dr.ssa Pilato: “Soltanto in  astratto può  affermarsi che qualsiasi coltivazione rappresenti un  disvalore  assoluto”.<br />
La sentenza delle Sezioni unite della Cassazione afferma  che la  risoluzione del problema della droga “deve essere circoscritta al   legislatore e ad esso soltanto è la responsabilità delle scelte circa i   limiti, gli strumenti, le forme di controllo da adottare”, volendo con   ciò limitare il potere di interpretazione delle norme da parte del   giudice. Ma, in contrasto con quanto dichiarato, si arroga il diritto di   aggravare le disposizioni di una legge già estremamente punitiva per   l’introduzione di un’unica tabella per tutte le sostanze; e perfino di   andare oltre il dettato della Convenzione internazionale di Vienna del   1988 che (par. 2 dell’art.3) equipara la coltivazione per consumo   personale al possesso e all’acquisto. Come ho già scritto, la sentenza   della Cassazione è culturalmente mediocre e senza alcun  pregio   giuridico, frutto solo del pregiudizio ideologico e moralistico.<br />
Infine,  la dr.ssa Pilato ribadisce l’interpretazione contenuta in una  sentenza  del Tribunale di Milano: gli articoli 26 e successivi, che  stabiliscono  le pene per la coltivazione, si riferiscono alle attività  di carattere  industriale, non ai vasi sul balcone. Perciò, gli atti dei  due fratelli  di Carbonia sono stati rimessi al Prefetto per le  sanzioni  amministrative previste dall’art.75 per il consumo personale.<br />
Dopo la magistratura, sarebbe ora che anche la politica battesse un colpo.</p>
<p><em><a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/11/16/canapa-in-giardino-la-svolta/">Articolo</a> di Franco Corleone per la <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/fuoriluogo-sul-manifesto">rubrica di Fuoriluogo</a> su il Manifesto del 16 novembre 2011.</em></p>
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		<title>Droga, la giustizia sbagliata</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 08:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fuoriluogo]]></category>
		<category><![CDATA[il manifesto]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi vuole capire il peso della “guerra alla droga” sull’operato delle forze dell’ordine e sull’amministrazione della giustizia ha molto da imparare dal film “L’uomo sbagliato”, prodotto dalla Rai e andato in onda nella serata del primo agosto. Il film s’ispira ad una vicenda giudiziaria purtroppo realmente accaduta: un giovane sarto di Torino (impersonato da Giuseppe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi vuole capire il peso della “guerra alla droga” sull’operato delle forze dell’ordine e sull’amministrazione della giustizia ha molto da imparare dal film “L’uomo sbagliato”, prodotto dalla Rai e andato in onda nella serata del primo agosto. Il film s’ispira ad una vicenda giudiziaria  purtroppo realmente accaduta: un giovane sarto di Torino (impersonato da Giuseppe Fiorello) è arrestato e, nonostante la sua innocenza, riconosciuto colpevole di traffico di droga in ben tre gradi di giudizio.<br />
Il drammatico equivoco nasce dall’errata identificazione di un’auto sospetta e il malcapitato sarto viene arrestato e subito picchiato selvaggiamente dai carabinieri. La via crucis ha inizio: il pestaggio non scandalizza nessuno perché “giustificato” dalla rabbia dei rappresentanti dell’ordine per la recente morte di un collega vittima della criminalità. Sarebbe facile riconoscere l’estraneità dell’innocente ai fatti addebitati se il pubblico ministero e lo stesso avvocato (capace solo di suggerire la scorciatoia del patteggiamento) non fossero accecati dal pregiudizio e dalla volontà di ripulire il mondo. Accade così che le prove dell’innocenza non siano neppure prese in considerazione di fronte alla parola di sei carabinieri e il protagonista è sbattuto in carcere con una condanna a diciotto anni.<br />
Il film mette in luce diversi nodi della crisi della giustizia, ad iniziare dalla sudditanza del PM nei confronti delle forze dell’ordine. Ma l’aspetto fondamentale è il conflitto palese fra la logica di “guerra” che guida l’azione degli apparati di repressione, da un lato, e le ragioni della giustizia, dall’altro. Non a caso, anche quando il capitano dei Carabinieri che ha operato l’arresto, insieme ad un suo sottoposto, si accorgono dell’errore di identificazione, preferiranno tacere per non “indebolire” la lotta alla droga e ai trafficanti di morte. Insomma, agli occhi del capitano, eroe della lotta alla criminalità, la crociata del Bene contro il Male giustifica anche la distruzione della vita di un innocente.<br />
Sarebbe troppo facile liquidare la storia addebitandola alla classica mela marcia. Il veleno è più diffuso e risiede nell’ideologia bellica imperante che stravolge la corretta applicazione di una legge penale. C’è di più. Gli strappi antigarantisti contenuti nel corpo stesso della legislazione “emergenziale” sulle droghe, se da un lato sono lo specchio della logica guerriera, dall’altro facilitano l’abuso e la sopraffazione. Quando la legge consente gli acquisti simulati, le notifiche ritardate, le infiltrazioni degli agenti, si spalanca il tunnel delle “operazioni eccezionali”, dei rapporti pericolosi con pentiti, provocatori e criminali. Così si spiegano altri scandali simili a questo: come la vicenda del capo dei Ros, il generale Ganzer, condannato a 14 anni di carcere per falsi sequestri a scopo di propaganda mediatica  e di autopromozione e per collusione con spacciatori. Il generale è rimasto comunque tranquillamente al suo posto. Come si vede son tante le caste e le cosche!<br />
Ancora, lo sceneggiato televisivo offre una coraggiosa denuncia della violenza presente nelle carceri, a cominciare dal comportamento da aguzzino del direttore. Da notare: ci vorranno ben cinque anni per smascherare gli errori e le menzogne del capitano dei Carabinieri e per ottenere la revisione del processo. Il processo veloce e la certezza della pena sono una realtà riservata ai tanti Stefano Cucchi che riempiono le carceri italiane.</p>
<p>Articolo per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 10 agosto 2011.</p>
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		<title>L’ergastolo bianco di chi vive da detenuto (ma non lo e più&#8230;)</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 14:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[garante dei diritti dei detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[internati]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiamano internati: sono i reclusi che, dopo aver scontato una pena, non vengono liberati perché considerati pericolosi. Un residuo di archeologia giuridica che viola la Costituzione. Vivono in carcere a tempo indeterminato, senza un fine pena perché una pena da scontare non ce l’hanno. Dovrebbero lavorare, ma per la maggior parte del tempo oziano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Si chiamano <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">internati</a>: sono i reclusi che, dopo aver scontato una pena, non vengono liberati perché considerati pericolosi. Un residuo di archeologia giuridica che viola la Costituzione.</em><br />
Vivono in carcere a tempo indeterminato, senza un fine pena perché una pena da scontare non ce l’hanno. Dovrebbero lavorare, ma per la maggior parte del tempo oziano in cella, a fianco dei detenuti, A oggi sono circa trecento gli <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">internati</a> nelle case di lavoro, persone giudicate socialmente pericolose o delinquenti abituali e sottoposte a una misura di sicurezza detentiva anche dopo aver pagato il loro debito con la giustizia. In teoria la loro condizione non dovrebbe equivalere a quella di chi sconta una pena. Di fatto, però, la distinzione tra detenuto e internato è solo sulla carta e quelle che si chiamano case di lavoro spesso sono dei penitenziari da cui si rischia di non uscire più. L’altro rischio è di finire nelle porte girevoli delle misure di sicurezza detentive per cui si rientra in cella appena dopo esserne usciti.<br />
Gli <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">internati</a> chiamano la loro condizione “ergastolo bianco”, perché la misura di sicurezza può essere prorogata illimitatamente, come ha denunciato Laura Longo, presidente del tribunale di sorveglianza dell’Aquila, che lo scorso febbraio, dopo l’ennesimo suicidio tra gli internati nel carcere di Sulmona, ha scritto una dettagliata relazione al ministero della Giustizia. La relazione denuncia, tra le altre cose, il meccanismo dei rinnovi continui della misura di sicurezza: non lavorando di fatto, gli internati non offrono elementi per far valutare ai giudici la loro cessata o diminuita pericolosità.<br />
Le Case di lavoro, poi, rispondono a una concezione ottocentesca ripresa, nel 1930, dal codice Rocco ancora in vigore. In più c’è il problema del lavoro da svolgere; al momento non risultano cooperative sociali o aziende esterne che diano impiego agli internati. Le sole attività svolte sono quelle per l’amministrazione penitenziaria, In questo caso<br />
non c’è un contratto e al massimo si guadagnano cento o duecento euro al mese, perché il capitolo di spesa per i pagamenti dei detenuti lavoratori si assottiglia sempre di più. Risultato: sia detenuti che internati, quando va bene, lavorano poche ore a settimana e a periodi, perché per far lavorare un pò tutti si organizzano gruppi a rotazione.<br />
Franco Corleone, garante dei detenuti di Firenze, parla di “reperto di archeologia giuridica” tornato in auge: “Negli ultimi tempi c’è stato un revival di questo tipo di misure. Ma sono norme scritte prima della Costituzione, e si vede”.</p>
<p>Articolo di Gina Pavone da Il Venerdì de La Repubblica, 17 luglio 2011</p>
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		<title>Quando hanno aperto la cella</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/blog/2011/06/20/quando-hanno-aperto-la-cella/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 10:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Arci di Ferrara CGIL La Società della Ragione con il Patrocinio del Comune di Ferrara Mercoledì 29 giugno – ore 18 Mel Book Store Piazza Trento e Trieste Palazzo San Crispino Sala dell’Oratorio Paolo Boldrini, Direttore de La Nuova Ferrara insieme a Rudra Bianzino Ilaria Cucchi Patrizia Moretti Lucia Uva presentano il volume edito da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arci di Ferrara<br />
CGIL<br />
La Società della Ragione</strong></p>
<p><strong> con il Patrocinio del Comune di Ferrara</strong></p>
<p>Mercoledì 29 giugno – ore 18<br />
Mel Book Store<br />
Piazza Trento e Trieste<br />
Palazzo San Crispino<br />
Sala dell’Oratorio</p>
<p><strong>Paolo Boldrini</strong>, Direttore de La Nuova Ferrara<br />
insieme a<br />
<strong>Rudra Bianzino</strong><br />
<strong>Ilaria Cucchi</strong><br />
<strong>Patrizia Moretti<br />
Lucia Uva</strong></p>
<p><strong> presentano il volume edito da il Saggiatore</strong><br />
<strong> Quando hanno aperto la cella</strong></p>
<p>Saranno presenti gli autori<br />
<strong>Luigi Manconi e<br />
Valentina Calderone</strong></p>
<p>Letture di <strong>Fabio Mangolini</strong></p>
<p>Quelle  foto di Stefano Cucchi. Quel corpo prosciugato, quella   maschera  di  ematomi sul viso, un occhio aperto, quasi fuori   dall’orbita. Quella   morte di Federico Aldrovandi, quel giovane riverso   a terra, le mani   ammanettate dietro la schiena, esanime. Quelle urla   di Giuseppe Uva,   dentro la caserma dei carabinieri di Varese. Quelle   sue foto col   pannolone da adulto incontinente, imbrattato di sangue.   Quelle facce   gonfie, viola, i rivoli di sangue. E tutte le altre   storie, rimaste   ignote, oppure richiamate da un trafiletto di   giornale, e già   dimenticate. Giovanni Lorusso, Marcello Lonzi, Eyasu   Habteab, Mija   Djordjevic, Francesco Mastrogiovanni. E molti altri. In   Italia in   carcere si muore. Alcuni sono suicidi, alcuni no. E si  muore  durante un   arresto, una manifestazione in piazza, un  trattamento  sanitario   obbligatorio. Dietro le informazioni  istituzionali spesso  c’è un’altra   storia. Un uomo che muore in  carcere è il massimo  scandalo dello Stato   di diritto. Quando hanno  aperto la cella ce lo  racconta. Luigi Manconi e   Valentina Calderone  ascoltano, raccolgono e  portano alla luce storie  di  persone – spesso  giovani – che entrano  nelle carceri, nelle caserme e   nei reparti  psichiatrici e ne escono  morte. In ognuna di queste morti,   la morte  dello Stato di diritto.</p>
<p><strong>iniziativa nell’ambito del Festival dei Diritti 2011<br />
sostenuto da Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Regione Emilia Romagna</strong></p>
<p>(via <a href="http://fiore.iworks.it/blog/2011/06/17/quando-hanno-aperto-la-cella/">fioreblog</a>)<strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>5 anni dopo la legge Giovanardi sulle droghe</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/blog/2011/06/10/5-anni-dopo-la-legge-giovanardi-sulle-droghe/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 11:32:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>
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		<category><![CDATA[forum droghe]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura democratica]]></category>
		<category><![CDATA[proibizionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Conferenza stampa di presentazione del convegno &#8220;Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti&#8221;. Da Radioradicale. (via fuoriluogo.it)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conferenza stampa di presentazione del convegno &#8220;Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti&#8221;. Da <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/329218?format=52">Radioradicale</a>.</p>
<p><object width="400" height="330" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/329218?30105" type="application/x-shockwave-flash"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/329218?30105" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /></object></p>
<p>(via <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/06/10/5-anni-dopo-la-legge-giovanardi-sulle-droghe-2/">fuoriluogo.it</a>)</p>
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		<title>Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 09:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[forum droghe]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo abele]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura democratica]]></category>
		<category><![CDATA[narcomafie]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Magistratura Democratica&#124;Forum Droghe&#124;Gruppo Abele&#124;NarcoMafie con il patrocinio della Provincia di Roma Droghe e tossicodipendenza Il proibizionismo alla prova dei fatti Roma, 10-11 giugno 2011 Sala della Pace “Giorgio La Pira” – Palazzo della Provincia &#8211; Via IV Novembre, 119/A – Roma Programma VENERDÌ 10 GIUGNO 2011 ore 9.00: Saluto e introduzione ai lavori Cecilia D&#8217;Elia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fiore.iworks.it/blog/wp-content/uploads/Schermata-2011-05-29-a-10.22.07-211x300.png"><img class="alignright" src="http://fiore.iworks.it/blog/wp-content/uploads/Schermata-2011-05-29-a-10.22.07-211x300.png" alt="" width="211" height="300" align="right" /></a>Magistratura Democratica|Forum Droghe|Gruppo Abele|NarcoMafie<br />
con il patrocinio della Provincia di Roma</p>
<p><strong>Droghe e tossicodipendenza<br />
Il proibizionismo alla prova dei fatti</strong></p>
<p>Roma, 10-11 giugno 2011<br />
Sala della Pace “Giorgio La Pira” – Palazzo della Provincia &#8211; Via IV Novembre, 119/A – Roma</p>
<p>Programma</p>
<p><strong>VENERDÌ 10 GIUGNO 2011</strong></p>
<p>ore 9.00: Saluto e introduzione ai lavori<br />
Cecilia D&#8217;Elia, Vicepresidente della Provincia di Roma<br />
Luigi Marini, presidente di Magistratura democratica.</p>
<p>prima sessione<strong><br />
Le droghe nel mondo<br />
</strong><br />
ore 9.30: Le convenzioni internazionali e le politiche globali.<br />
Grazia Zuffa, Fuoriluogo<br />
Alessandro Donati, consulente WADA (agenzia sulle sostanze dopanti)</p>
<p>ore 10.10: Produzione e traffico in America Latina ed Europa. Le false piste del crimine organizzato.<br />
Giovanni Melillo, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli.<br />
Mónica Cuñarro, Fiscal e professora all’università de Buenos Aires.</p>
<p>ore 10.50: Indirizzi alternativi alla war on drugs: il caso della Commissione latino americana su Droghe e Democrazia.<br />
Amira Armenta, Transnational Institute di Amsterdam.</p>
<p>Ore 11.20: La questione delle droghe illecite: strategie di contrasto della povertà in Brasile.<br />
Rubens Roberto Casara, magistrato &#8211; Brasile</p>
<p>ore 12.30: Dibattito</p>
<p>seconda sessione<strong><br />
La risposta tradizionale alle dipendenze: repressione penale, carcere. Esperienze a confronto</strong></p>
<p>ore 15.00: &#8211; La legislazione in materia di stupefacenti, l’abuso della risposta giudiziaria e gli effetti sul carcere.<br />
Giuseppe Cascini, <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">magistratura democratica</a>.<br />
Martin Vazquez Acuna, giudice del Tribunale Orale penale Nº1 della città Autonoma Nº 1.</p>
<p>ore  15.45: &#8211; La pena per i tossicodipendenti nell’esperienza italiana e  latino-americana. L’impatto delle politiche di controllo della  “narcocriminalità” nei confronti delle donne. Tensioni con il diritto  antidiscriminatorio.</p>
<p>Graciela Julia Angriman, Juzgado en lo Correccional No. 5 Departamento Judicial de Moron, Provincia de Buenos Aires. Argentina.<br />
Emilio Santoro, sociologo del diritto, Università di Firenze</p>
<p>ore 16.30: &#8211; Le misure alternative per i tossicodipendenti nell’esperienza italiana.<br />
Claudio Sarzotti, Antigone</p>
<p>ore 17.15: &#8211; Il caso Italia a cinque anni dalla nuova legge.<br />
Carlo Renoldi, <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">magistratura democratica</a>.</p>
<p>ore 17.30: dibattito</p>
<p><strong>SABATO 11 GIUGNO 2011</strong></p>
<p>terza sessione<br />
<strong>Appunti per una risposta alternativa al panpenalismo.</strong></p>
<p>ore  9.00:- Politiche penali, politiche sanitarie, controllo sociale. Le  politiche nei confronti dei consumatori: sicurezza vs prevenzione.<br />
Riccardo De Facci, responsabile del settore dipendenze del Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza.<br />
Mónica Cuñarro, Fiscal e professora all’università de Buenos Aires.</p>
<p>ore 9.45: &#8211; Le nuove frontiere di riduzione del danno in carcere e la tutela della salute dei consumatori detenuti.<br />
Alessandra Cerioli, presidente della Lila<br />
Martin Vazquez Acuna, giudice del Tribunale Orale penale Nº1 della città Autonoma Nº 1.</p>
<p>ore 10.30: &#8211; Città, politiche delle droghe e politiche securitarie.<br />
Grazia Zuffa, Fuoriluogo</p>
<p>ore 11.15: &#8211; Presentazione del documento finale dei lavori.<br />
coordina:<br />
Francesco Maisto, presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna.</p>
<p>Ne discutono<br />
Franco Corleone, Forum droghe.<br />
Leopoldo Grosso, Gruppo Abele<br />
Stefano Anastasia, Antigone<br />
Rubens Roberto Casara, magistrato &#8211; Brasile<br />
Martin Vazquez Acuna, giudice del tribunal oral &#8211; Argentina.</p>
<p>ore 12.15: -Conclusioni<br />
Piergiorgio Morosini, Segretario generale di <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">magistratura democratica</a>.</p>
<p>Aderiscono all’iniziativa:<br />
Antigone;  CNCA (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza); Il  coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti; La Società della  Ragione; Fondazione Michelucci</p>
<p>Note organizzative:<br />
La sera del 10 giugno: elaborazione e discussione di un documento tra i magistrati<br />
Con la collaborazione di Apdes; Fondazione Basso; Provincia di Roma</p>
<p><strong>per informazioni: </strong><br />
Tiziana Coccoluto – tiziana.coccoluto@giustizia.it (tel 3474929619)<br />
Carlo Renoldi – carlo.renoldi@giustizia.it (tel. 3804699075)</p>
<p>(via <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/05/30/droghe-e-tossicodipendenza-il-proibizionismo-alla-prova-dei-fatti/">fuoriluogo.it</a>)</p>
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		<title>Europa e reato di clandestinità</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 09:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[garante dei diritti dei detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[bossi-fini]]></category>
		<category><![CDATA[clandestinità]]></category>
		<category><![CDATA[Corte di Giustizia Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[La sentenza della prima sezione della Corte di Giustizia Europea del 28 aprile 2011 ha una valore rilevante dal punto di vista dei principi giuridici. La condanna subita dall’Italia, colpisce l’introduzione del reato di clandestinità, che viene ritenuto incompatibile con le norme europee sull’asilo e sul rientro assistito. La condanna riguarda anche la normativa sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sentenza della prima sezione della Corte di Giustizia Europea del 28 aprile 2011 ha una valore rilevante dal punto di vista dei principi giuridici. La condanna subita dall’Italia, colpisce l’introduzione del reato di <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">clandestinità</a>, che viene ritenuto incompatibile con le norme europee sull’asilo e sul rientro assistito. La condanna riguarda anche la normativa sulle previsioni dello status degli immigrati irregolari che in base all’art. 14 della legge Bossi Fini vengono incarcerati per inottemperanza al decreto di espulsione.<br />
La sentenza richiama i contenuti della Direttiva 115 del 2008 e chiarisce che essa ha un valore cogente per il nostro Paese. Questa situazione impone dunque degli atti immediati da parte dei giudici dell’esecuzione per i condannati definitivi, e da parte dei giudici della cognizione per i procedimenti in corso: cioè devono provvedere all’immediata scarcerazione delle persone arbitrariamente detenute.<br />
I Garanti dei detenuti in tutte le realtà in cui sono presenti, solleciteranno  i magistrati a compiere gli atti dovuti.<br />
Sono certo che le Camere Penali e gli avvocati procederanno subito con  le azioni di loro competenza.<br />
Non so quanti siano i detenuti presenti nelle carceri italiane in queste condizioni, ma è possibile che scopriremo che una delle ragioni del sovraffollamento è proprio dovuta all’applicazione di questa legge criminogena.</p>
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		<title>Carcere e Costituzione</title>
		<link>http://www.francocorleone.it/blog/2011/04/19/carcere-e-costituzione/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 10:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[garante dei diritti dei detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[camera penale]]></category>
		<category><![CDATA[la spezia]]></category>
		<category><![CDATA[radio radicale]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervento al Convegno Carcere e Costituzione promosso con la collaborazione della Camera Penale di La Spezia dal 15 al 16 aprile 2011 (Da Radioradicale)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervento al Convegno Carcere e Costituzione promosso con la collaborazione della Camera Penale di La Spezia dal 15 al 16 aprile 2011 (Da <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/325474/carcere-e-costituzione-prima-giornata">Radioradicale</a>)</p>
<p><object width="400" height="24" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&#038;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/325474/2546298" type="application/x-shockwave-flash"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&#038;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/325474/2546298" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /></object></p>
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