Archive for the 'canapa' Category

Sprigioniamo le droghe

Franco Corleone on giu 21st 2012 10:47 am

Lunedì 25 giugno alle ore 12,00 presso la Sala Stampa del Senato (Corso Rinascimento) alla vigilia della giornata mondiale dell’Onu sull’abuso di sostanze stupefacenti si terrà la presentazione alla stampa del terzo Libro Bianco sugli effetti della Legge Fini Giovanardi.

Saranno illustrati i  dei dati relativi al 2011 sugli ingressi in carcere e sulle presenze in carcere di consumatori di sostanze stupefacenti, sulle misure alternative per i tossicodipendenti, sulle sanzioni amministrative irrogate e sulle operazioni di polizia e i sequestri di sostanze.

Introducono:
Franco Corleone, Stefano Anastasia, Riccardo De Facci.

Saranno presenti i Senatori:
Roberto Della Seta, Francesco Ferrante, Roberto Di Giovan Paolo, Marco Perduca
e l’onorevole Mario Cavallaro.

Il libro bianco sugli effetti della Legge sulle droghe Fini-Giovanardi, giunto alla terza edizione, è a cura di Antigone, CNCA, Forum Droghe e Società della Ragione., con l’adesione di Magistratura Democratica, Unione Camere Penali.

Per partecipare alla conferenza stampa, è necessaria comunicare la presenza tramite e-mail al seguente indirizzo: stampa@fuoriluogo.it

Gli uomini devono indossare giacca e cravatta.(via fuoriluogo.it)

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Solidarietà al Rototom Sunsplash Festival

Franco Corleone on feb 1st 2012 12:01 pm

Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà la prima udienza del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash Festival, per l’accusa di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”.

Negli atti di accusa, convalidati dal GIP, si legge fra le motivazioni che il Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijuana”.

Così Fuoriluogo ha deciso di lanciare un’appello per una mobilitazione in solidarietà con il Rototom e per una nuova politica sulle droghe.

L’appuntamento è in Piazza XX settembre a Tolmezzo il 31 di maggio. Aderite anche voi!

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Rototom, un processo assurdo

Franco Corleone on feb 1st 2012 09:15 am

La persecuzione giudiziaria contro  il festival Rototom Sunsplash è iniziata nel luglio 2009 dopo una indagine bizzarra dei carabinieri con l’accusa agli organizzatori di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Oggi, a distanza di tre anni, sta diventando una storia infinita dopo il recente rinvio a giudizio di Filippo Giunta, responsabile dell’evento culturale. Nel frattempo il festival in Italia non esiste più, perché da Osoppo è emigrato in Spagna.
E’ l’ennesima conferma della crisi (e dei tempi) della giustizia, che sceglie di perseguire i deboli e salvare i potenti. Per sostenere i teoremi ideologici della legge Giovanardi sulle droghe, si dilapidano allegramente soldi pubblici e soprattutto si distolgono forze dall’accertamento e dalla repressione di reati gravi, da quelli ambientali a quelli finanziari.
La montatura giudiziaria si aggrappa all’art. 79 della legge antidroga (309/90): esso prevede la pena da tre a dieci anni di carcere per  chiunque adibisce un locale pubblico o un circolo privato a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso di droghe. E’ una norma ambigua, che raramente è stata utilizzata negli impianti accusatori per la difficoltà interpretativa. Ma il giudice per le indagini preliminari, Roberto Venditti, ha accolto l’impianto accusatorio e ha sbrigativamente equiparato il Parco del Rivellino, frequentato da decine di migliaia di persone, alle quattro mura di un caffé. Per rafforzare la sua interpretazione della norma nel provvedimento di rinvio a giudizio, il magistrato richiama il secondo comma che allarga la previsione “a un immobile, un ambiente o un veicolo a ciò idoneo”. Tace però che lo stesso comma specifica che si deve trattare di un luogo di “convegno abituale di persone”. La partecipazione a un concerto, a un dibattito o la visita agli stand hanno un carattere occasionale, non certo abituale. In più, quando si parla di convegno abituale, ci si riferisce con evidenza a un “giro” definito di persone.
Il giudice Venditti ricalca anche le valutazioni del procuratore del tribunale di Tolmezzo Giancarlo Buonocore, secondo cui  Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijana” (sic!). Meno pregiudizi razzisti e più conoscenza della storia dei Caraibi e dei movimenti di resistenza al dominio coloniale avrebbero potuto evitare affermazioni così spericolate.
Ma sospetto e pregiudizio ancora ricorrono quando il Gup ritiene di trovare conferma del comportamento “dolosamente tollerante” degli organizzatori del festival nel servizio di assistenza legale all’interno del festival. Di fronte a una legge fra le più punitive in Europa,  che riempie le galere di tossicodipendenti e di consumatori con pene che vanno da 6 a 20 anni di carcere, si dovrebbe fare come Ponzio Pilato?
Nel 2009 una medesima montatura contro il Livello 57di Bologna fu alla fine ridicolizzata da una sentenza di assoluzione, giunta però troppo tardi per riparare il danno provocato dalla chiusura del centro sociale.
Il processo che si svolgerà in Carnia deve diventare l’occasione per mettere sul banco degli imputati la legge Giovanardi. L’appuntamento è dunque per il 31 maggio a Tolmezzo in nome della giustizia giusta e del diritto, della cultura e della libertà.

(da Fuoriluogo.it)

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Canapa in giardino, la svolta

Franco Corleone on nov 16th 2011 10:37 am

Dalla Sardegna giungono buone notizie rispetto alla criminalizzazione della coltivazione domestica di canapa. L’8 luglio scorso, la Corte d’Appello di Cagliari ha cancellato la condanna contro due fratelli di Carbonia: in primo grado, il Tribunale di Cagliari li aveva condannati ad otto mesi di reclusione e duemila euro di multa per avere coltivato quindici piantine nella propria abitazione.
La perizia aveva accertato che solo una piantina alta 50 cm. conteneva 164 mg di Thc (quantitativo inferiore al valore della quantità massima detenibile a uso personale), mentre le altre, tra i 10 e 20 cm., non avevano materiale analizzabile.
La dott.ssa Fiorella Pilato, presidente estensore della sentenza di assoluzione perché il fatto non costituisce reato, ha affrontato il problema se la coltivazione di poche piante destinate all’uso personale possa avere rilevanza penale o se invece tale condotta possa essere assimilabile alla detenzione (ad uso personale): lo ha fatto prendendo le distanze dal dictum della sentenza 28605 del 10 luglio 2008 delle Sezioni Unite della Cassazione che affermò il principio della punibilità della coltivazione “senza se e senza ma”, indipendentemente dalla quantità e dalla destinazione.
La dr.ssa Pilato sottopone a serrata confutazione l’assunto della Cassazione secondo cui la coltivazione “merita un trattamento diverso e più grave” rispetto alla detenzione, per il solo fatto di aumentare la quantità complessiva di stupefacenti presenti sul mercato (sic!). Questa affermazione apparentemente logica si mostra invece come un vero e proprio paralogismo. La quantità di stupefacenti  presente sul mercato è nell’ordine di svariate tonnellate e non è certo qualche piantina che può aumentarla significativamente. Ma paradossali sono le conseguenze: il verdetto della Suprema Corte spingerebbe il consumatore, la cui attività è penalmente irrilevante, a rivolgersi al mercato illecito e clandestino incentivando lo spaccio e i proventi di una attività criminale. Conclude la dr.ssa Pilato: “Soltanto in astratto può affermarsi che qualsiasi coltivazione rappresenti un disvalore assoluto”.
La sentenza delle Sezioni unite della Cassazione afferma che la risoluzione del problema della droga “deve essere circoscritta al legislatore e ad esso soltanto è la responsabilità delle scelte circa i limiti, gli strumenti, le forme di controllo da adottare”, volendo con ciò limitare il potere di interpretazione delle norme da parte del giudice. Ma, in contrasto con quanto dichiarato, si arroga il diritto di aggravare le disposizioni di una legge già estremamente punitiva per l’introduzione di un’unica tabella per tutte le sostanze; e perfino di andare oltre il dettato della Convenzione internazionale di Vienna del 1988 che (par. 2 dell’art.3) equipara la coltivazione per consumo personale al possesso e all’acquisto. Come ho già scritto, la sentenza della Cassazione è culturalmente mediocre e senza alcun  pregio giuridico, frutto solo del pregiudizio ideologico e moralistico.
Infine, la dr.ssa Pilato ribadisce l’interpretazione contenuta in una sentenza del Tribunale di Milano: gli articoli 26 e successivi, che stabiliscono le pene per la coltivazione, si riferiscono alle attività di carattere industriale, non ai vasi sul balcone. Perciò, gli atti dei due fratelli di Carbonia sono stati rimessi al Prefetto per le sanzioni amministrative previste dall’art.75 per il consumo personale.
Dopo la magistratura, sarebbe ora che anche la politica battesse un colpo.

Articolo di Franco Corleone per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 16 novembre 2011.

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5 anni dopo la legge Giovanardi sulle droghe

Franco Corleone on giu 10th 2011 01:32 pm

Conferenza stampa di presentazione del convegno “Droghe e tossicodipendenza. Il proibizionismo alla prova dei fatti”. Da Radioradicale.

(via fuoriluogo.it)

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Sabato la Million Marijuana March a Roma

Franco Corleone on mag 6th 2011 10:18 am

Il 7 maggio più di 250 città di tutto il mondo saranno attraversate dalla Million Marijuana March, una delle più grandi iniziative globali per la normalizzazione della Canapa e dei suoi innumerevoli usi.

Nello stesso giorno a Roma e in altre 420 citta’ nel mondo per esigere:

  • La fine delle persecuzioni per i consumatori.
  • Accesso immediato all’uso terapeutico per i pazienti.
  • Diritto a coltivare liberamente la cannabis, patrimonio dell’umanita’.

Sabato 7 maggio 2011, undicesima edizione italiana M.M.M. 100% reggae. Dedicata a tutte le vittime del proibizionismo, massacrate di botte in galera o ancora prima di arrivarci.

Ore 16, da Piazza Dei Partigiani a Piazza Bocca Della Verita’ fino alle 23.30.

Sul camion ufficiale M.M.M. si alterneranno:

One Love HP
Soul Roots
Mr Later
Villa Ada Sound
Dabadub
Bababoom Time
Mario Dread
Powaflowa (Varese)
Ma De Ke (Roma’s Castles)
Mr Mad (Frosinone)
Love Massive
Noce – Rude Vibes – (Arezzo)
Bizzarri Family – Lion D (Modena)
Roots Reality Hi-Fi (Bari)

(via fuoriluogo.it)

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Droghe e politica, l’erba dell’Uruguay è più verde

Franco Corleone on apr 14th 2011 04:39 pm

Franco Corleone scrive sulla proposta di legalizzazione della coltivazione della canapa nel paese sudamericano per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 13 aprile 2011. Vai allo speciale sulla politica delle droghe in Sud America su fuoriluogo.it.

Dall’Uruguay giunge la notizia della presentazione in Parlamento di una proposta di legge per la legalizzazione della coltivazione per uso personale della canapa.
L’Uruguay è un paese che ha abbandonato la war on drugs e recentemente ha avuto una svolta politica progressista. La legge non criminalizza l’uso personale di droghe e il governo dà la priorità al perseguimento dei grandi spacciatori invece di concentrare risorse ed energie contro i pesci piccoli. Nell’ultimo decennio, si è mostrata una certa larghezza di vedute soprattutto verso la marijuana: la norma non punisce il possesso di un cosiddetto “ragionevole quantitativo” per consumo personale, la cui legittimità è affidata alla discrezionalità del giudice. Dal 2007, diversi gruppi di attivisti pro-canapa hanno aperto un confronto con le autorità per chiedere la legalizzazione della auto coltivazione.
La vicenda è però esplosa nello scorso gennaio quando una giudice, Adriana Aziz, ha imprigionato Alicia Castilla, nota militante, autrice di due volumi sulla cultura della canapa e che pubblica ogni anno un Almanacco sulla coltivazione biodinamica della marijuana.
E’ così scoppiata la contraddizione di una legge che contemporaneamente vieta la coltivazione e ammette il possesso di una “ragionevole” quantità di sostanza per il consumo privato.
Il 24 febbraio si è svolta una manifestazione davanti alla Suprema Corte per la liberazione di Castilla e di altri 350 persone condannate per il possesso di piccole quantità di marijuana. Il portavoce della Suprema Corte Raul Oxandabarat in una conferenza stampa ha ammesso l’esistenza di un vuoto legislativo e lo Zar antidroga Milton Romani ha riconosciuto che “non è prudente incarcerare una donna che chiaramente non costituisce alcun pericolo per la salute pubblica”. Immediatamente la politica ha battuto un colpo: il deputato Sebastian Sabini del Movimento di partecipazione popolare (MPP), ha presentato una proposta di legge per la legalizzazione  della canapa,  stabilendo la liceità del possesso fino a 25 grammi e della coltivazione domestica fino ad otto piante femmine. Sabini è un esponente del maggior partito della coalizione di governo e ha trovato l’accordo con Nicolas Nunez, leader del Partito Socialista. Anche parlamentari dell’opposizione hanno predisposto un testo di riforma ma lasciando al giudice la valutazione sulla destinazione della sostanza detenuta, se per uso o per spaccio.
Sono interessanti le analogie con la situazione giuridica italiana, in ambedue i paesi le norme ricalcano i trattati Onu: l’articolo principale (il 73 della legge italiana, il 3 di quella uruguayana) criminalizza indiscriminatamente tutte le condotte, dal traffico, alla coltivazione, al possesso. Le norme che in Uruguay depenalizzano il possesso di “ragionevoli quantità” (in Italia infliggono solo punizioni meno drastiche) si presentano come una sorta di “eccezione” alla norma generale e rimane la questione se la coltivazione ad uso personale debba essere equiparata alla detenzione. In Italia, una recente sentenza del tribunale di Milano stabilisce l’equiparazione, nonostante altre sentenze della Cassazione di segno ( ne ho scritto sul manifesto, 11/2/ 2010).
Quanto alla politica, il capo del Dipartimento antidroga italiano, Giovanni Serpelloni si diletta a commissionare studi sui pretesi danni dell’uso di cannabis, mentre nel mondo si ragiona su come eliminare i danni certi prodotti dall’incarcerazione per una sostanza a minor rischio come la marijuana. Carlo Giovanardi (cui si deve l’approvazione della legge che ha equiparato tutte le droghe e che ha contribuito a riempire le galere di tossicodipendenti e di presunti spacciatori) sostiene che in Italia il consumo non è penalizzato, ma sanzionato solo in via amministrativa. Non è così, perché la detenzione di una quantità superiore a quello stabilita dal governo (tramite semplice decreto del ministro della sanità) apre le porte delle prigioni (da sei a venti anni di carcere, da uno a sei solo in caso il giudice riconosca la “lieve entità” del reato).
Qualche anno fa, Ethan Nadelmann, direttore della Drug Policy Alliance, intitolava un saggio sulla politica globale delle droghe “L’Europa ha qualcosa da insegnare all’America”. Dopo l’autorevole appello dei tre ex presidenti sudamericani Cardoso, Gaviria, Zedillo a superare la “guerra alla droga”, dopo la richiesta di Evo Morales di emendare i trattati Onu per legalizzare la foglia di coca, possiamo dire: l’Europa ha qualcosa da imparare dall’America Latina.

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Stop the Insanity

Franco Corleone on nov 1st 2010 08:59 pm

Dal blog di fuoriluogo.it il video di chiusura della campagna per il sì alla Proposition 19:

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On line il dibattito alla Festa Parmigiana Antiproibizionista

Franco Corleone on set 20th 2010 11:47 am

Partecipano all’incontro: Luca Marola, componente dell’Associazione Certi Diritti (RADICALI ITALIANI), Enrico De Somma, segretario del Consorzio Nazionale Canapai, Franco Corleone, garante dei diritti dei detenuti del comune di Firenze, Rita Bernardini, deputato, membro della commissione giustizia (PD – Radicali), Luigi Notari, segretario nazionale del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, Massimo Iotti, presidente ARCI della Provincia di Parma.

On line sul sito di radioradicale la registrazione dell’incontro:

(via fuoriluogo.it)

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Festa parmigiana antiproibizionista

Franco Corleone on ago 30th 2010 11:52 am

Il Canapaio Ducale in occasione del suo ottavo compleanno presenta:
FESTA PARMIGIANA ANTIPROIBIZIONISTA

Presso Le Male Club, Via Montesporno 18, Parma
Vai al sito web: www.canapaioducale.com/Festa_2010

Ingresso gratuito dalle 18 alle 19. 5 Euro dalle 19 in poi.

ALLE ORE 19.30:
“PROIBIZIONISMO: I DANNI COLLATERALI”

Intervengono:
GUIDO BLUMIR -Sociologo, Presidente del Comitato Libertà e Droga, autore di libri sul consumo degli stupefacenti ed il suo impatto sulla società
FRANCO CORLEONE – Segretario dell’ Associazione Forum Droghe
LUIGI NOTARI – Membro della segreteria nazionale Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia)
RITA BERNARDINI – Deputato della delegazione radicale del PD, già segretario dei Radicali Italiani
MARCO SCARPATI -Avvocato e professore universitario
ASSOCIAZIONE AMICI DI ALBERTO

MUSICA
DALLE ORE 21.00:
MUSICANTI DI GREMA (pop-rock cantautorale)
CA’ REGGAE (reggae, dub, roots music)
SIR OLIVER SKARDY & FAHRENHEIT 451

DALLE ORE 01.00:
DANCEHALL SHOWCASE:
- Valnurians + Stone
- LS Steve Giant (Rasta Snob)
- LS Black Mamba X

Come arrivare:
DALLA STAZIONE: autobus n°7 e n°21 fermata “Campus – Park SUD”
DALL’AUTOSTRADA: tangenziale sud, uscita n°15 “Campus”

Visualizza Festa Parmigiana Antiproibizionista 2010 su Google Maps

Info:
mail:  infoATcanapaioducale.com
cellulare: 347 1556550

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