Partito Democratico cercasi

Franco Corleone on apr 9th 2010 03:39 pm

Ho letto l’editoriale di Ezio Mauro su Repubblica del 31 marzo, di analisi del risultato elettorale e soprattutto di suggerimenti al Partito Democratico per uscire dalla crisi e soprattutto per cercare un leader per battere Berlusconi come accadde con Prodi.
La conclusione dell’articolo, “Forse, anche a sinistra è arrivata l’ora di un Papa straniero” mi ha fatto ricordare la lettera aperta scritta da Alex Langer alle care compagne e cari compagni del PDS e pubblicata su “Cuore” il 25 giugno 1994 con l’avvertenza ironica che certe proposte, proprio per la loro serietà, possono essere fatte solo attraverso dei mezzi d’informazione estremamente seri.
Dunque, Langer interveniva nella discussione sulla ridefinizione della politica del partito di Achille Occhetto in modo netto: Voglio quel posto a Botteghe Oscure. Iniziava così la sua riflessione: “Sono rimasto colpito dall’intuizione di Ezio Mauro (“La Stampa”, 14 giugno): è l’ora del Papa straniero, diceva. Ciò non vale solo per il PDS: oggi tutte le curie sono in crisi, la gente si è accorta che troppe volte la corte ha sopraffatto il regno”. Un “Papa straniero”, aggiungeva, può agire con candore, determinazione e libertà inedite.
Due osservazioni: Ezio Mauro ripropone oggi una tesi già avanzata in passato negli stessi termini, ma nessuno, neppure con provocatoria intelligenza ha risposto come Alex Langer, addirittura candidandosi.
Il testo di Langer si può trovare nel volume Il viaggiatore leggero edito da Sellerio e consiglio a tutti la lettura per la lucidità con cui sono poste le questioni che ancora oggi ci tormentano: come convincere la maggioranza degli italiani a dare il governo del paese a una coalizione alternativa a Berlusconi e come costruire un forte progetto etico, politico e culturale per far intravvedere l’alternativa di una società più equa e più sobria, compatibile con i limiti della biosfera e con la giustizia, anche tra i popoli.
Alex avvertiva che “per aggregare uno schieramento nuovo e convincente bisognerà saper sciogliere e coagulare, unendo in modo saggio radicalità e moderazione”.
In tempi dominati dalla retorica, dalla demagogia, dalla volgarità e dalla rozzezza dei salotti televisivi pare un messaggio di un tempo antico. Ma le sue osservazioni sul “progresso” e sullo “sviluppo” sono attualissime.
La lettera confidava alla fine il senso profondo, quello cioè di “mettere in moto una reazione a catena e restituire a molti tra coloro che oggi si sentono sconfitti e delusi un senso di riscoperta e di nuova motivazione a rimettersi in cammino”.
Alex Langer sperava in decisioni dettate da saggezza e coraggio. Oggi occorrerebbe anche una dose di intelligenza che nel dibattito del Partito democratico e della sinistra pare proprio assente.
Se si cominciasse almeno a dire che il tempo della ricreazione è finito?

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