Sulla “certezza” della pena

Franco Corleone on gen 8th 2010 02:11 pm

Il rispetto per le vittime dei reati è un dovere umano e civile e la condivisione per il dolore dei parenti è un caposaldo della convivenza civile.
Ma questi principi da tempo stanno lasciando il posto a una retorica che si esprime con toni inaccettabili.
L’ultimo episodio si ricava da Repubblica del 5 gennaio: la notizia è dedicata al trasferimento di uno dei killer della Uno Bianca da un carcere a un altro istituto e viene messa in evidenza nel titolo la “rivolta” dei parenti delle vittime.
Fabio Savi è stato condannato all’ergastolo e da Voghera è stato inviato a Spoleto. La protesta si appella alla certezza della pena e a un preteso privilegio in modo assolutamente pretestuoso. Il carcere di Spoleto è un carcere destinato proprio agli ergastolani in una sua sezione. Certo è un po’ più vicino a Firenze dove risiede la moglie rispetto al carcere pavese. Ma dove sta lo scandalo?
La territorializzazione della pena è uno dei principi dell’Ordinamento penitenziario troppo spesso disatteso.
Mi preoccupa lo spirito di una giustizia fai da te. Le buone cause non hanno bisogno di eccessi e di furori giustizialisti!

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Filed in carcere e giustizia | Comments (2)

2 Responses to “Sulla “certezza” della pena”

  1. Certezza della pena | fiore|blogon 09 gen 2010 at 19:42

    [...] Franco Corleone sul suo blog: Il rispetto per le vittime dei reati è un dovere umano e civile e la condivisione per il dolore dei parenti è un caposaldo della convivenza civile. Ma questi principi da tempo stanno lasciando il posto a una retorica che si esprime con toni inaccettabili. L’ultimo episodio si ricava da Repubblica del 5 gennaio: la notizia è dedicata al trasferimento di uno dei killer della Uno Bianca da un carcere a un altro istituto e viene messa in evidenza nel titolo la “rivolta” dei parenti delle vittime. Fabio Savi è stato condannato all’ergastolo e da Voghera è stato inviato a Spoleto. La protesta si appella alla certezza della pena e a un preteso privilegio in modo assolutamente pretestuoso. Il carcere di Spoleto è un carcere destinato proprio agli ergastolani in una sua sezione. Certo è un po’ più vicino a Firenze dove risiede la moglie rispetto al carcere pavese. Ma dove sta lo scandalo? La territorializzazione della pena è uno dei principi dell’Ordinamento penitenziario troppo spesso disatteso. Mi preoccupa lo spirito di una giustizia fai da te. Le buone cause non hanno bisogno di eccessi e di furori giustizialisti! [...]

  2. Certezza della penaon 10 gen 2010 at 08:43

    [...] Franco Corleone sul suo blog: Il rispetto per le vittime dei reati è un dovere umano e civile e la condivisione per il dolore dei parenti è un caposaldo della convivenza civile. Ma questi principi da tempo stanno lasciando il posto a una retorica che si esprime con toni inaccettabili. L’ultimo episodio si ricava da Repubblica del 5 gennaio: la notizia è dedicata al trasferimento di uno dei killer della Uno Bianca da un carcere a un altro istituto e viene messa in evidenza nel titolo la “rivolta” dei parenti delle vittime. Fabio Savi è stato condannato all’ergastolo e da Voghera è stato inviato a Spoleto. La protesta si appella alla certezza della pena e a un preteso privilegio in modo assolutamente pretestuoso. Il carcere di Spoleto è un carcere destinato proprio agli ergastolani in una sua sezione. Certo è un po’ più vicino a Firenze dove risiede la moglie rispetto al carcere pavese. Ma dove sta lo scandalo? La territorializzazione della pena è uno dei principi dell’Ordinamento penitenziario troppo spesso disatteso. Mi preoccupa lo spirito di una giustizia fai da te. Le buone cause non hanno bisogno di eccessi e di furori giustizialisti! Leggi l'articolo completo: fiore|blog [...]

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